AVVERTENZA.                       I brani siglati OPC (OBIEZIONI PIÙ COMUNI,  editi da La Civiltà Cattolica, Roma 1864) restano sempre attuali. Ne sono spavalde trombette Messori, il mellifluo lacchè dai volumi a quattro mani con la Woitj, e i saputi Cardini e Tangheroni (v. Radio Maria, 20-07-2003), che lo Stato paga profumatamente per sputar sul Risorgimento e su quanti sposarono la morte per far vivere l’Italia. E ora i gesuiti trionfano con lo spione di Videla assassino di 30.000 desaparecidos e 15.000 giustiziati, il neo san Francesco “dalle scarpe rotte, povero tra i poveri, umile tra gli umili, misero tra i miseri”, figlio di troia tra i figli di troia.

 

 

A

AAA

Fin dal 2003 su MS-Word™ papale, + STRUMENTI e CONTROLLO ORTOGRAFICO, era definito un «termine brutto e volgare», previo pio diktàt: «Fortemente sconsigliato. Sostituire con del Papa». Sempre maiuscolo, a special riguardo per l’Infallibile metro cubo di letame. Regolare aggettivo vietato per lesa maestà nella repubblica sgabello del re assoluto Dio in Terra! Sacrilego, secondo la Woitj infagottata in un mantellone d’oro e perle costato due miliardi, quel termine e pure per i suoi tirapiedi con le lingue a penzoloni. Guai eguagliare la Santa Porca che ciancia di religione dei poveri ai comuni mortali! Che tra l’omertoso mutismo dei media a lei asserviti vorrebbe molto volentieri imporre: «Sostituite il papale, carissimi spregevoli sudditi, col più deferente del Vicedio abbassatoSi al nostro fango». Ma sotto i colpi dell’antipapistica ferula, nel 2004 si sopprime il volgare. Nel 2005 un altro rinculo: dire Pontificio in sostituzione di papale.

 

ABBIANO IL

CORAGGIO

L’acchiappa-cazzi Ratzinger: «Gli omosessuali abbiano il coraggio di lasciare l’abito talare!» (23-07-2010). Come un Hitler che vietasse alle SS l’anti-ebraismo! (v. Bernard e Adolf, e Padre Gemelli)

 

ABBOCCARE

Riferito a pesci e gonzi. Sventolare il pesce (simboleggiante Cristo) per  far abboccare i gonzi.

 

 

“ABBRUSCIARE”

Per dominare Firenze Savonarola ai piagnoni si diceva casto e puro, «ispirato da Dio per punire l’Italia dei suoi vizî». Volle una legge, lui frocione al cubo, contro la sodomia, «della quale per tutta Italia Firenze è infamata», perché «sanza misericordia tali persone siano lapidate e abbrusciate». Nihil sub sole novi: oggi il clero imbambola i semplici (i babbei) fingendo di condannare gli omosessuali. Quel fratacchione invocava «un flagello divino, la punizione per mezzo di eserciti barbarici per purificare l’Italia» da tutte le donne ornate da fermagli, «perché diventano con facilità civetteria, che accresce i desiderî sessuali». E a chi gli dicesse: «O frate, … Tu vuoi dire che Cristo è Re, per esser tu suo ministro e poter fare a tuo modo; tu l’hai gabbato bene questo popolo», replicava imbestialito: «Io parlo così gagliardo … [e] Cristo parla in me. Voglio illuminar gli uomini della verità, voglio combattere contro a tutto el mondo e vincere, voglio che li cittadini che non vogliono questo governo perischino» (Martins, Savonarola, Mondadori 2008). Diceva di offrire l’altra guancia, ma lui ammazzava. E sarà fatto santo. Come i criminali Woitjla, padre Pio e in futuro Merdoglio..

 

ABNORME

AMMASSO

La palla di strutto Ferrara, ex fanatico comunista convertitosi sulla via del Danaro in strisciante servitore del papa e del pio nano, ora blandisce anche il don(na) Livio, prepotente boss di Radio Maria. Si definisce «liberale», detesta il divorzio, lo marchia «illiberale», e si dice desolato per una residua sua goffaggine nel dedicare ai ricchi epuloni degli umili e untuosi serviziali: la straripante massa di ciccia deve infatti fare sforzi sovrumani per posizionarsi (Radio Maria, 19-04-2007). E dice: «Parlerò male di tutti, della gente comune, dei potenti, dei politici, anche del Papa. No, del Papa no!» (ib., marzo 2011). Certo che no, o bavoso maialesco leccaculo! (v.anche Rame Franca, in Hanno detto)

 

ACCATTONI IN MASSA

«I vertici vaticani che, vietando la regolazione delle nascite hanno prodotto l’esplosione demografica mondiale, con i tragici corollarî (fame, guerra, sete, desertificazione del pianeta, disoccupazione di massa e migrazioni disperate) ora che, come un boomerang, queste migrazioni minacciano di ricadere sulle stesse pretesche teste e sulla godereccia vita sacerdotale, implorano la polizia italiana di liberarli [col presidio fisso di trenta finanzieri] dalla molesta presenza di quel popolo di accattoni da loro stessi prodotto e a parole tanto amato. Le autorità dello sventurato nostro paese ridotto a protettorato clericale provvedono sùbito a far sgomberare gli abusivi dalle vicinanze del Vaticano, mentre non muovono mai dito per frenar l’invasione degli abusivi sui marciapiedi delle città abitate dai comuni mortali.» (http:/// www.luigidemarchi.it, maggio 2007)

ACCOGLIENZA

Come il pio nano vomita sui poveri e si dice democratico, così gli arabi, papalmente istigati, esigono da noi una calda accoglienza pur avendo militato in cinque divisioni SS tutte composte di islamici, ufficiali compresi, massacrando i serbi, gli ebrei e i gitani, e dopo aver accolto in Palestina i rarissimi superstiti dei lager al canto di Nashrab dam al-Yahud (Berremo il sangue degli ebrei).

 

“ACCOGLIETE!”

«Accogliete, accogliete!» grida il prete e fa morir assiderata la gente avvolta nei cartoni, come a Varese (a. 2011) presso la ben riscaldata parrocchia di San Vittore, o in Torino (a. 2015). Grida: «Accogliete! Accogliete!». Ma lui non accoglie un cazzo. Anzi, quello sì, tra le voraci divaricate chiappe.

 

A CIASCUNO IL SUO

La II Guerra dei Trent’anni (1914-45) culminata con la criminale proditoria crociata antisovietica, fu come la secentesca I attizzata dai pontefici. Maledetta XV nel 1917 poi ci pungolava, constatata la malparata tedesca a causa dell’intervento statunitense, ad arrenderci a scanso dell’«inutile strage» agli sfiniti Imperi Centrali, mentre, all’opposto, li spronava a resisterci, a reagire e schiacciarci (Caporetto) per far intascare alla combriccola ecclesiastica i solennemente promessi dal Reichstag 30 denari: lo Stato della Chiesa risorto manu militari dalle ceneri del nostro Risorgimento. (v. Sarajevo 1914, Inutile strage, ecc.)

ADDOMESTICARE

Per più infinocchiarci il feroce capitalismo pretesco abbraccia i più grassi epuloni (v. Ve accumpagna), e doma l’istupidito gregge a suon di violini imbracciati da falsi ribelli in sottana nera (v. Don Ciotti e Don Gallo).

 

ADESTE FIDELES

Canzone profana che il clero falsifica incollandovi un testo latino per celebrare, sullo sfondo di prostrati acefali, il suo pomposissimo trionfo. Per carenza d’ispirazione musicale (a cui il disperato dio di loro conio non sa rimediare), i preti frugan all’impazzata tra le opere dei laicisti. La stessa Enciclopedia cattolica riconosce la furbastra sovrapposizione dell’Adeste ad un canto di marinai portoghesi che tornano ad abbracciar le loro mogli. E Schubert non pensava affatto alla Madonna nel compor la poi dal clero smerciata IMAGE001per Ave Maria, ma ad una procace fraulein senza susannerie e fisime verginali. Pur la spacciata Ave Maria di Gounod nasce esente da madonnaggini su base della Meditazione sul primo preludio di Bach. Pure Lulli fu preso per il culo. «Nel riconoscere in una chiesa una sua aria, sbottò: “Perdonatemi, o Signore, non l’avevo scritta per voi!» (Jaques Wilhelm, A Parigi ai tempi del re Sole, Fabbri Ed. 1982, p. 145). Benché strapompata dal clero, la Madonna con la sua squallida idiota disumana frigidità non stimola affatto, ma spegne e vanifica come un gelido iceberg la fantasia musicale. Il nuovo Inno pontificio, un’esplosione d’iperbolica piaggeria pro Sua Porcitudine, s’incolla a uno spartito del laicista Gounod. E si abusa dell’oblio dei più pescando dal repertorio fascista un’arietta ritmata su minacciosi passi di marcia che – sempre ululata da Radio Maria – blandisce il neo Duce: «Bianco Padre che da Roma / ci sei meta, luce e guida, / in ciascun di noi confida, / su noi tutti puoi contar! / Siamo arditi della fede! / Siam araldi della croce! / A un tuo cenno, alla tua voce, / un esercito a marciar!». Avanti tracotanti per il clericale ingrasso verso novelli massacri – come le crociate anti-spagnola e anti-bolscevica – di ebrei, liberali, socialisti, comunisti e increduli. PS 2009: Si plagia anche Schopin, che è rilanciato, sostituendo le parole d’amore per la Sand con mariane scemenze, nel telefilm L’onore e il rispetto. E che la Sand la mollasse a cani e porci, ai preti non frega un cazzo. Pur d’incassare vestono da Madonna anche una femmina il cui il genero, scultore, ebbe a dire: «Se io scolpissi il suo corpo anche senza testa tutti quanti la riconoscerebbero». (v. Affina l’anima…)

ADOLF LANZ

Frate benedettino, fondò la congrega Hosthara, prendendo a simbolo la svastica col «compito di sterminare la razza ebraica sul pianeta». Conobbe personalmente Hitler, a cui nel 1921 inculcò le sue idee e suggerì la svastica divenendo suo entusiasta collaboratore. Tra le sue più impudenti menzogne, quella degli ebrei che si sarebbero serviti di Princip per scatenare la guerra mondiale (v. Sarajevo 1914). Superato però nel ciurlare nel manico dagli altri ecclesiastici, che più soffiano sul fuoco accusando di esser ebreo lo stesso attentatore (v. Italia e Fede).

 

ADULTERIO

La Woitj, propostasi in Amore e responsabilità come sessuologa, dopo i guadagni papali con i preservativi (Serono Farmaceutici spa) propugna l’astinenza. E ammonisce: «Per non commettere adulterio non devi desiderare tua moglie, ma se proprio non puoi trattenerti», montala pensando ad altro (a preteschi culi?), perché «Cristo non sottolinea che la donna sia moglie di un altro o diversa dalla propria moglie, ma dice soltanto una donna. Se dunque tu guardi [con desiderio] tua moglie, puoi ugualmente commetter adulterio nel tuo cuore» (Giovanni Paolo II, LA TEOLOGIA DEL CORPO p.159, 8-10-1980). Chi più frocio della Woitj? Per spegnere l’invidiato piacere coniugale il «gran protettore della salute fisica e morale delle famiglie» bolla il coito – non l’omo-inculata! – grave peccato mortale, il più mortale dei peccati, solo consentito, «per haver figli robustosi et forti», se consumato assai di rado, con animo molto afflitto, dopo aspri digiuni e stremati da duro lavoro. ( v. Padre Rolando e in   Papeide: XVII n. 200). 

 

AFFIDARE

«Devi affidare tutti i tuoi beni, anche i materiali, alla Madonna [= ai preti], come raccomanda san Luigi Goglionesi» (Don Livio/a, Radio Maria, 26-09-2005, h 19). «Devi vivere umilmente, e sarai felice anche senza avere niente, e recitare il rosario in famiglia tutti i giorni per non offendere il Signore, che è già tanto offeso» (ib. 13-10-2005). Così la più amata dal papa e trafitta da cazzi don(na) Livio, che fa scorrere il lungo elenco delle sue banche sparse nel mondo, incassa a tamburo battente «per accontentare la Madonna e placare l’incazzatissimo Dio.

 

AFFINA L’ANIMA

«La musica affina l’anima e avvicina al Signore», per la musicologa di Radio Maria (15-11-2009). Ma non spiega perché la gang bimillenaria in campo musicale non ha mai prodotto, contro la grande creazione laica, un beneamato cazzo, e quel pochissimo di cui si vanta è quasi tutto rubacchiato. Chiesa-montagna che partorisce topolino. Le sue arie originali sono in genere delle lagnose cacofoniche tiritere. Dal Natale 2009  essa si appropria e tramuta anche il famossimo Valzer delle candele in un ridicolo inno al bambin Gesù, benché l’originale sia ispirato a due amanti che con le grottesche melensaggini papiste c’entra come i cavoli a merenda. (v. Adeste fideles)

AFFRONTO

«La Conferenza episcopale brasiliana definisce affronto ed insulto la posizione del Ministero della Sanità di Brasilia, che condanna il no della chiesa al preservativo come prevenzione dell’Aids» (ANSA, 12 dic. 2003) (v. Aids-Videogame e Cardinal Tonini) PS: Sempre nemica della civiltà, del progresso e dell’umanità, la chiesa sputa anche sul Nobel assegnato ad Edwards, che con la fecondazione in vitro donò la vita a milioni di bambini (04-10-2010). Nel 2013 Papalia (l’infelice ex Italia), grazie al catto-crimine è in Europa la nazione più contagiata (circa 200.000) e conta più deceduti (3.800) per l’Aids (Tele Reporter, 10-01-2014, h 20,15).

 

AGNOSTICISMO

Per Albert Joël è «l’espressione filosofica della paura e del rifiuto di scegliere tra alienazione religiosa e autonomia», e secondo Marcel Boll «tradisce una mentalità attendista, sfiducia gratuita nel valore dell’intelligenza, e magari la rivolta di un vecchio sostrato mistico». È comunque un blando distacco dalle cattoIMAGE003 panzane. Ma nell’ottica pretesca esso è un «peccato mortale più orribile dell’omicidio». Per il card. Tonini  l’indifferenza è un «peccato peggiore della bestemmia» (Rai 2, Excalibur, 10-01-2003). Strana benevolenza degli feroci preti per la bestemmia! (v. Don Zega). Ma è mistero solo apparente, a copertura della pia ingordigia. Che frega loro il dar del porco a Dio, nel quale non credono affatto benché sempre ballonzolante sulla loro lingua? Divinità fasulla, vacuo flatus vocis, entità del tutto illusoria, sfruttabile soltanto come utile idiota propagandistica, odiatissima dai preti perché, non esistendo, non versa loro decime e tangenti. Meglio la mafia, assai redditizia alla sacra bottega. Ovvia quindi la papistica simpatia pei bestemmiatori, sempliciotti raggirabili con qualche teatrale torsione di collo o con un motto dolciastro. A volte basta una lisciatina di pelo a mutarli in sborsanti pecoroni. Ma inestinguibile l’odio contro i liberi pensatori, che non bestemmiano e non abboccano.

 

AIDS-VIDEOGAME

Detto in Svezia THE VATICAN BLAST, solleva le proteste vaticane. Si gioca in Internet con raffiche di preservativi tirate alla Woitj, che li maledice mentre gira il mondo per diffondere l’Aids. Palla Bianca s’affanna a respingere gli insoliti proiettili, e l’abilità del giocatore si esplica nel cercare d’impedirglielo. Shekarabi, il presidente della SSU, la accusa di moltiplicare l’AIDS in Africa e nelle Filippine con la sua criminale propaganda. In Zambia, «ha bloccato nel 2001 una campagna sanitaria che incoraggiava ad usare il profilattico» (ANSA). Rostrup, presidente del Consiglio di Medecins sans frontières, dice: «Il Vaticano aiuta la diffusione di una malattia mortale» (2004). (v. Affronto, Cardinale Tonini, Uganda-Burundi)

 

A. J. MUSTE

Catto don

Mentre si addensava l’uragano sull’Europa, il pacifista don Muste inebriava Pio/a XII guidando le sfilate sulla V avenue di New York e lanciando lo slogan «Se si accetta l’idea della guerra [contro Hitler] si rafforzano i reazionarî nel paese» (11-03-1939). Se Roosevelt avesse zittito il velenoso papista e potenziato per tempo l’esercito, Hitler, già timoroso dell’incombente intervento inglese (sperato un bluff), non si sarebbe azzardato ad attaccare avventatamente. I se non fanno la storia, ma possono servire a non ripetere gli errori.

 

AL BATTITO…

…d’ogni secondo la guerra ai preservativi fa crepare un bambino c di fame o di Aids e al prete ingordo fa inglobar bigliettoni e cazzi.

 

ALDO BUSI

Contro i gesuiti astutissimi ipocriti, rotti ad ogni porcata oltre che irriducibili nemici del genere umano, gloria all’equanime, aperto, argutissimo omosex, l’ineguagliabile genio assoluto Aldo Busi! (v. Microcefalo e Genio)

 

AL CENTRO il Nano

Dal lettone rotondo a nove piazze donatogli da Putin, vanamente solleticato da tante troie il nano papista, neo Trimalcione sedicente «gran signore» (febb. 2011), detassa i ricchi e spenna i poveri. Odia il comunismo e sogna oligarchie opulente, servite da lacchè con lingue a penzoloni destinati da vecchi a mendicare e crepare all’addiaccio. La Parigi dell’ancien regime è il suo massimo ideale, gremita da grassi preti e banchieri allegramente fottenti, inculanti e ingurgitanti a crepapelle, tra tantissimi affamati e vecchi e malati ammucchiati all’ospedale Hôtel-Dieu fino a dodici per letto.

 

AL 17 FEB. 1600

La Papalia (ex Italia) espone il tricolore per il lercio concordato però ignora il martirio del gran filosofo Giordano Bruno, che gettò il saio alle ortiche e ricercò il vero. Del suo supplizio negato a lungo dagli sfrontati preti, che accusavano di calunnia gli ostinati a ricordarlo, comunica dopo la nostra presa dell’Urbe il ritrovato Avviso di Roma: «Giovedì mattina in Campo di Fiore fu abbruggiato vivo quello scellerato frate domenichino da Nola: heretico obstinatissimo et avendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede et in particolare contro la Santissima Vergine et i Santi, obstinatamente  volse morire in quelli lo scellerato. Et diceva che moriva martire et volentieri, et che se ne sarebbe la sua anima ascesa in quel fumo in paradiso; ma ora egli se ne avede se diceva la verità» (19-02-1600). Il Comes sacri palatii riferisce a Clemente VII (un grande perdonatore stile Woitjla): «Ricondotto il reo nella prigione […] fu di continuo tenuto a vista, se per caso avesse voluto tuttora ritrattarsi; ma tutto indarno. Sicché oggi fu menato al rogo. Mostratoglisi, mentre era sul punto di render l’anima, l’immagine del Crocifisso Salvatore, inasprito, con torbido sguardo l’ha da sé respinta. Ed egli è così miseramente morto combusto…».

ALESSANDRO VII

«Il bacio può dare piacere carnale, pur senza polluzione e consenso del peccatore ad altre turpitudini» (Amat. convers. anatome, p.36). Se eterosex, per il culanicissimo clero è peccato punibile col fuoco eterno (ib.).

AL-ISLAM

Al-islam yahdimu ma qahlabu (l’Islam distrugge tutto ciò che trova davanti)! Così gridando partirono dalla Mecca assassinando in nome di Allah grande, compassionevole, clemente e misericordioso. Umar a Cesarea uccide 30.000 persone e distrugge migliaia di manoscritti della biblioteca. W l’identità tra le due religioni credenti nello stesso dio! W l’amoroso dialogo tra le due [in]civiltà, nonché i machete islamici che in un solo giorno macellano 500 cristiani del Niger nel 2010, pareggiando un massacro papista! PS del 2011: per l’amore e l’identità tra le due religioni, si intensificano le stragi, e la codarda Infallibile emerge dai suoi orgiastici festini per incitare gli acefali, a  scanso di ritorsioni islamiche contro lei stessa, a subire il martirio senza reagire. PS 2012: idem. PS 2015: L’ipocrita e mellifluo neo Poverello d’Assisi resta sulla stessa linea filo-islamica e, per pararsi il culo, tende rabbiosamente il pugno chiuso, col plauso dell’eroico tuttologo Vittorio Sgarbi, contro i vignettisti e i liberi pensatori di Charly Hebdo assassinati a Parigi dai barbuti.

ALLA DOMANDA

Perché durante tutta la guerra il papa faceva dai suoi cento vescovi tedeschi incitare a ubbidir ciecamente a Hitler? In odio ai protestanti inglesi, ai razionalisti francesi e, in ispecie, al comunismo in ascesa,  che poteva assottigliare l’enorme capitale vaticano accumulato solo con truffe, torture e stragi (v. Nulla sapeva). E il Duce, che già smaniava per il Führer alle porte di Parigi, era influenzato dai «predicatori di chiesa e di piazza [che] spiegavano la sconfitta francese con gli immorali costumi del popolo “corrotto” dedito a fare l’amore senza generare. Invece il saggio e prolifico popolo italiano doveva entrare in guerra confidando nei proprî immancabili destini, nella vittoria scontata dell’alleato a torto accusato allora e poi di aver eccitato l’Italia alla guerra» (Fabio Cusin, Antistoria d’Italia, Oscar Mondadori 1971, p. 447).   

Alla faccia del CaZ2O

Scontro tra il grande scrittore Guerri e il turpe don Mario Creacci, un tondo ridanciano succhiacazzi che esorta le «ragazze ad imitare santa Lucia, la quale piuttosto di guardare un membro virile si cavò gli occhi». Non potendo più bruciarle, la congrega che sotto la sferza laicistica è costretta a mordere rabbiosamente il freno, vorrebbe perlomeno accecarle. Guerri non nasconde il suo orrore, e il lurido con mielosa condiscendenza lo perdona. «Io invece – replica Guerri – non la perdono.» (Rai Uno, 03-03-2011, h 18,13)  (v. Melleiraye in Bestialità pretesca) PS. Merdoglia, maestra di gesuitica ipocrisia, rilancia clamorosamene il «dialogo coi non credenti», ma poi ci ripensa e riaffacciandosi alla finestrona bianca sbraita alla massa sventolante bandierine bianco-gialle: «Con Satana non si dialoga!». Che presa per il culo! (2014)

 

“ALLAH li uccida!”

È l’urlo di M. Kohaila, imam di Torino, contro i cristiani e gli ebrei, perché «il Profeta decretò che saranno tutti distrutti!» (Predica registrata, Corriere della Sera, 03-04-07). Per minaccia di morte si va in galera, ma ai cari fratelli terroristi papalmente inciuciati è lecito tagliarci la gola. W il dialogo interreligioso e la Santa Subito che striscia scalza in moschea a baciare corani! E pure la sculettante Ratzy, che, pentita del suo sospeso plauso all’islamica guerra santa, deglutiti gli epiteti d’«ignorante, ciarlatano, scimmia e maiale», miagola ai piedi degli imam di «non essere stata capita», e deplorando il «malinteso» torna ad approvare i loro crimini!

ALL’ATTACCO!

Un ripugnante maiale, don(na) Livio, attacca la «preoccupazione per le cose materiali». Non preoccupatevi, – dice – se gonfiandomi di bigliettoni vi ridurrete in miseria perché «tutto accade per volere di Dio», incluse le stragi dei cari fratelli terroristi, come l’edificante di Beslan. «Inviate le vostre offerte a Radio Maria, alle nostre banche in Italia, Svizzera, Usa, Canada, Australia» (04-08-2005, h. 09,30). «Già ben venti milioni nel mondo pregano tenacemente la Madonna recitando giorno e notte le giaculatorie» (27-08-2005). «Fate dei sacrificî per più potenziarci» (ibid.). Quasi tutti i rapinati dal castrizio abbindolartore sono vecchiette fameliche. «Che t’importa se ti mancherà il pane? Dio te ne renderà merito!», «Pensa solo a far contenta la Madonna inviandole, non da furba una tantum ma ogni mese, – e risciorina il lungo elenco di banche – almeno dieci euro». E perfeziona così la presa per il culo: «Il tuo zelo e la tua mariana devozione ti faranno digiunare. Fallo almeno tre volte la settimana per ragrannellare!». «E non preoccuparti se per il digiuno avrai mal di testa e altro!» (ib.). Accorcerai la vita ma, sta’ allegra, volerai più presto in cielo.

 

ALLE ARMI, papisti!

Il Vaticano, accesa la miccia (v. Sarajevo 1914) della seconda guerra dei Trent’anni, la riavvia nel ‘39 dopo i clericofascisti macelli etiopico e spagnolo, e fa al Terzo Reich assumere il ruolo, grazie alla sua netta preponderanza cattolica conseguita annettendo l’Austria, di braccio secolare della Chiesa. L’antiebraico entusiasmo del papa per Hitler, creato dittatore col travaso di tutti i voti del partito del prete Kaas (v. Zentrum Partei), vola alle stelle per lo sterminio, programmato nel Mein Kampf dettato a Hitler da un altro prete (v. Barnhard e Adolf), di ebrei e ortodossi. I due manigoldi, papa e Hitler, smaniano per la guerra, benché questo tema un accerchiamento come nel 1914, foriero di una sconfitta. Parigi e Londra fanno leva su Stalin, e Hitler deve frenare. Reclama Danzica, però riavvolge le sue bandiere al solo impuntarsi polacco su un bisticcio doganale. Non si fida abbastanza (o uomo di poca fede!) della divina Provvidenza, dea ex machina eletta Motore della storia. Ma a levargli le castagne dal fuoco il papa s’intrufola tra Chamberlain e Stalin e riesce a dividerli. Trattare coi comunisti! Mai! Anatema! Chamberlain rincula e sospende le avviate trattative offrendo così al Führer, uscito dall’incubo, nuovi impulsi all’attacco. Nello sfacelo della coalizione il pio Adolf coglie al balzo la palla tiratagli dal compare. Che fa un brusco giro di valzer e al momento smette di maledire Urss, che invia in Germania minerali, grano e petrolio utilissimi ai fini bellici. Rassicurato dai pacificati Pio XII e Stalin e forte della protezione divina, Hitler attacca, mentre il papa tiene in serbo e procrastina tutte le sue imprecazioni anti-giudaico-bolsceviche, per risfoderarle di colpo nel 1941 durante la proditoria aggressione alla Russia, quando von Brauchtisch griderà ai soldati «Avanti con Dio e con la Germania!». E Adolf Hitler, spalleggiato dall’Università Cattolica (v. Padre Gemelli), conterà sugli isolazionisti americani capeggiati da loschi figuri papisti come i senatori Borah, Clark, Fish, Tinkhan e don Coughlin, il prete della radio antisemita, «i quali minacciavano di accusare Roosevelt che favoriva il riarmo difensivo, e di raccogliere 25 milioni di firme per tenere l’America fuori della guerra. Questa reazione ebbe una larga pubblicità e fu assai dolce all’orecchio di Hitler, di Mussolini e dei guerrafondai giapponesi. Essa imbaldanzì gli aggressori e indusse le democrazie europee a dubitare che noi [americani] potessimo mai essere con loro, fuorché a sole parole» (Cardell. Hull, vol. I, p.163). (v. Saraievo 1914, Guerre, ecc. e William Shirer, Qui Berlino, 1938-1940,  Il Saggiatore 2001, pp. 75,77, 123, 272, 327; e  Hull, Memorie di pacee di guerra, Rizzoli 1949)

AL QUAEDA

Radio Al Jaseera: «Sono gli Stati Uniti e Israele i principali nemici dell’Islam» (2004). Ma gli occidentali, l’incarnazione di Satana, non affollano anche tutto l’orbe cattolico? E la Woitj e la Ratzy, regine degli infedeli, non sarebbero dunque delle Satanasse? Ma Bin Laden, il ras di Al Quada, gli faceva \occhiolino e lingua in bocca. Non per amore, ma per i favori ricevuti soprattutto dalla prima, che spronava Papalia (ex Italia) ad aiutare i terroristi. E Bin si compiaceva del suo strisciare scalza in moschea a deporre i bavosi labbroni sui versi del Profeta smanioso di decapitarci (Sure 4, 5 e 9).

 

“AMARE solo GESÙ”

«Pregate la Madonna che vi insegni ad amare solo Gesù» (Radio Missione Francescana, 26-02-2011, h 17,50). Entrambi creati dai luridi per reprimere la naturale solidarietà umana ed esercitare il più bestiale strozzinaggio!

 

“AMATE I NEMICI”

Così la plutocrate Ratzy con culica vocettina all’istupidito gregge (20-02-2002). Ma la sua pia gang da sempre calunnia, arraffa, perseguita, tortura ed uccide. (v. Guerre, Guerre dei due Pii, ecc.)

“AMATEVI E MOLTIPLICATEVI”

Con questo fiore sui tumidi labbroni, distribuendo rosarî e vietando i contraccettivi, la ingorda Woitj e la megera di Calcutta giravano tra i disperati in esplosiva crescita, per triplicarli e ridurli in ancor più nera miseria. Che fregava alle due ignobili baldracche (e al business pretesco d’esibiti scheletrini) dei morti di fame e di sete? Ne erano forse le bibliche custodi? Che gli fregava di un bambino crepato al battito d’ogni secondo? Non stupitevi dunque, o scellerati atei, se fomentavano ecatombi foriere di montagne di offerte e di lasciti poi dilapidati in orge e bagordi, dal momento che «tutto viene da Dio!» (v. Baget-Bozzo e Cattedrale nel deserto). Ma i luridi sono sempre conseguenti: uccidono in nome di Dio che è Bontà Infinita, o di Allah, clemente, compassionevole e misericordioso.

                                                                         

AMICI Nazi-Papali

HitlerLa vezzosa Ratzy nel suo megashow della tedesca Colonia versa  lacrime di coccodrillo sugli ebrei, discolpando però la sacra combriccola e accusando solamente Hitler. Quasi non lo avesse sempre istigato con ostinazione degna di miglior causa, proprio il Vaticano! Nelle elezioni del 1932 l’antisemita partito  nazista ottenne 13,7 milioni di voti, la sinistra unita 13,1, e il catto Zentrum Partei 4,5. Respingendo tutti i democratici e sposando per pia affinità anti-ebraica l’avvenente Adolf Hitler, la ferina papessa gli offriva in dote il Zentrum e la dittatura. Per tradizione chiesastica antichissima, essa puttaneggiava col più forte. Già nel 1925 Pio/a XI aveva infittito il listone di Mussolini coi nomi di molti bigotti. Ora il papame frigna: costretto dai tempi. Ma chi lo forzava all’amorazzo a tre con Adolf e Benito? E ad accogliere a Vienna il Führer con campane a stormo ed altari pavesati di croci uncinate, chi a benedirlo quando rinserrava ebrei e democratici nei lager? Chi ad elevarlo agli onori degli altari nel nov. 1940 consacrando a suo nome una chiesa in Brema, città sede delle poderose fabbriche dei bombardieri che tempestavano Londra? Chi a ritrarlo col ciuffetto al vento, al lume del Divin Uccello, guidando gli assalitori dei ghetti? (v. Alle armi, papisti!, Ciurlare, Il turpe Pio, L’ingenuo, Padre Gemelli e in Hanno detto: Hitler)

AMICONE

Spiritato direttore di una clericale carta da cesso, sulla traccia di Sua Luridezza che sparge l’Aids (v. Cardinale Tonini), l’Amicone sopraffà tutti urlando come un pazzo. Nemico dei preservativi, ghigna sarcastico: «A me le arance piace mangiarle senza buccia» (La 7, 2009). E al solito blandisce l’abominevole gnomo delle pievi, di cui «cristianamente assolve» gli sciali e l’avvoltolarsi tra puttane alla faccia dei miseri, «perché sono grato per il bene che fa governandoci» (La 7, 22-01-2011). PS. Dopo Charlie Hebdo, egli tuona contro gli assassini di papisti in Nigeria, ma da buon cacasotto li giustifica (v. fotografia della Ratzy che fa lingua in bocca all’imam) se «giustamente offesi dalle stupide vignette blasfeme»; e chiude con la fesseria che le guerre sono sempre state provocate da altri, e non dai criminali impostori religiosi  (La7, 12-01-2015). (v. Bernhard e Adolf e Sarajevo 1914)

AMMAZZARE

«Ammazzare, impendere, squartare? Se le parti del sovrano sono quelle del masnadiere o del carnefice, io concedo che il Pontefice non può esercitarle; ma se sono quelle di difensore della giustizia, di sostegno della verità, non veggo perché non possano competergli. Chi punisce il colpevole, col bene della pena ristora il mal della colpa, con esempio salutare rafferma l’ordine, mantiene i diritti, fa osservare i doveri, e conserva in fiore la società. Il fare tutto ciò non è alieno alla mansuetudine pontificale, se già la mansuetudine non è stupidità. Alcuni inetti, che - afferma l’ipocrita gesuita - nella pena inflitta al colpevole, considerano solo il male fisico che si cagiona ad un uomo, rabbrividiscono per uno sciocco sentimentalismo. Se hanno queste pazze idee nel cervello, le smettano, e non costringano tutto l’uman genere ad impazzare con loro. Se la mansuetudine vieta al Pontefice di ricorrere ai castighi, toglietegli pure anche ogni spirituale autorità, perché pene troppo maggiori infligge come Pontefice che non come Monarca. [Condannereste anche] Pietro, che senza mansuetudine percosse di doppia morte Anania e Saffira? [Papeide, I n.1]. Per tacere del flagello, con cui Gesù Cristo cacciò dal Tempio i profanatori.» (OPC)

 

AMORE

GhigliottinaIl 29 ottobre del 2003 la plutocratica Woitjla grida: «Il crocifisso è amore!». E con amore da sempre lo brandirono i papisti mentre torturavano, squartavano, bollivano, arrostivano, uccidevano. E per amore papistico la trista megera di Calcutta, bieca pezzente albanese strapagata dai creduloni, con planetario pubblicitario catto strepito spremeva i pii grulli, tutti ammiratissimi del suo ammucchiare sul pavimento di un capannone i moribondi, ma ben attenta a non assisterli e a negar loro anche una goccia d’acqua. A due indignati giornalisti inglesi, la trista megera, alloggiata in un lussuosissimo appartamento tra migliaia di senzatetto, replicava con atroce irrisione: «Quei poveretti hanno solo bisogno del mio amore!». Di cui diede prova edificante al primo sentore di epidemia di peste (che in India fece solo cento morti su un miliardo di abitanti!). Atterrita come il pavido san Carlo, balzerà sul primo volo diretto lontano, un jet della Lufansa, per discendere di corsa a Frankforte sul Meno (Corsera, 29-10-1994). A chi ispirata la ipocrita zoccolante nel carpire a piagnoni come lady Diana, per impinguare il Vaticano, croccanti bigliettoni mentre ficcava dita negli occhi ai miseri? Al suino s. Agostino (v. voce), che gioiva satanicamente dei bambini trucidati dai barbari e «aveva l’abitudine d’invitare a cena e non offrire nulla, tranne il suo [culico] amore» (Radio Maria, 12-2008-08). (v. Angelo dell’Inferno, Gad Lerner, S. Agostino e, in Hanno detto, Villaggio, Viscido Socci)

 

AMOROSO dialogo

Il papame seduce i seguaci di altre religioni perché «tutte le fedi adorano lo stesso Dio». Slogan-truffa (mentre gonfia le aggressive missioni!) di chi sempre odiò mortalmente le altre fedi, le più miti, come fastidiosi intralcî alle sue incessanti rapine. Sotto l’ombrello colonialista, l’ora falsamente amorevole clero disprezzava il poeta Tagore e l’India, un «cocente deserto del pensiero, gente barbara e selvaggia, [immersa nelle] fitte tenebre di una terra infedele… [con] superstizioni luride e banali, indegna di menti capaci d’alta cultura» (Almanacco delle Missioni, Milano 1927, p.39). Il catto-bue dà del cornuto all’asino e, specchiato in se stesso, bolla i bonzi «gente astuta e di mal affare, che abusa dell’ignoranza del popolo e usa ogni mezzo per estorcere lauti guadagni» (ib., p. 61). Da che pulpito! Il viscido gesuita Ricci definiva Bhudda e Confucio (al cui sapere Gesù nel Tibet attinse da umile allievo) «fiere e serpi velenose» (Marcocchi). A smentita dello zuccheroso film Mission, un altro nefando gesuita, l’Anchieto, tra un massacro e l’altro di indios li definiva «gli infedeli più spregevoli e abietti di tutta l’umanità» (Herming). Ora il papame, fiutato del vento avverso, inserisce la retromarcia e blandisce i «luridi pagani» (Semini), specie gli islamici (i più minacciosi) e gli indigeni dell’Africa nera (i più abbindolabili).

 

ANDREATTA

Il ministro Andreatta, onesto benché democristiano (il che è tutto dire!), inviò due agenti a bussare al portone di bronzo per interrogare il turpe monsignor Marcincus, il mastodontico energumeno guardia del corpo della Porca, specialista in ginocchiate aille palle, che per i di lei begli occhi assassinò papa Luciani e svaligiò l’Ambrosiano. Ma la Woitj, inviperita, sbatté i battenti sul muso agli agenti. Grazie al concordato riconfermato dai pii lacchè, i preti scorazzan in tutta Papalia (ex Italia) a far man bassa, e ai rapinati si vieta indagare sui bricconi reinfilatisi sotto la gonna papale. (v. Banco Ambrosiano)

 

ANGELA Fulginese

(beata)

«Figliuoli carissimi, niuna cosa è in questo mondo, né huomo, né Diavolo, né altro, che io habbi tanto in sospetto quanto l’amore. Né dico questo dell’amor malo, quale si deve schivare da tutti e rifiutar come cosa pericolosa e diabolica, ma dico dell’amor buono e spirituale. Amano alcuni il suo divoto o divota di amor spirituale e perfetto, perché li amano totalmente secondo Dio, ma questo tal amore talvolta troppo cresce e fassi malo, e si fa qualche volta carnale e inutile e troppo nocivo, conversando [essi] insieme e inutilmente perdendo il tempo, perché sono i cuori loro indiscretamente colligati. Questo amore cresce, e crescendo desidera havere la presenza dell’amato, e se non l’ha s’inferma [= s’ammala], e se l’ha, troppo cresce… finalmente si converte in disordinatione. La ragione si comincia ad obnubilare, comincia a credere che il toccamento della cosa amata e tali altre cose non sijno peccato, né nocciano all’anima. …a stimare come niente quelle cose che sono pericolose e dire: “questo si può fare perché non intende ad alcun male, e perché non è grandissimo peccato”. E pian piano tali cose vengono riputate esser lecite, e così l’un si trasferisce nella volontà dell’altro per far l’uno tutto quello che l’altro vuole… e se non è invitato al male, egli invita sentendo che questo piace all’amato… e inclinasi l’amante e l’amato ad ogni cosa vitiosa. E per questo dico che l’amore è a me sospetto sopra tutte le cose, e [che] in quello si conclude ogni male: dalla qual cosa guardatevi come dal Serpente.» (In vita sua libro, cit. da Besutius in Amatoriae conversationis anatome, 1704)

ANGELO DELL’INFERNO

Madre Teresa«Un angelo dell’inferno che si finge santa», la trista megera di Calcutta (Nobel per la pace 1979!): così la chiama giustamente il londinese TV Channel 4 (08-11-1994), ed anche «demagoga», «oscurantista», «serva dei poteri terreni», «i milioni di dollari a lei donati in realtà vanno a finire nelle casse vaticane», e per la sua ottusa «posizione incrollabile» anti-contraccezione [la Woitjla predicava Crescete e moltiplicatevi a milioni di affamati già in pazzesca crescita per poi far la sceneggiata di compiangerli morenti], la  nefasta baldracca è «simbolo perfetto della vecchia estrema destra cattolica» (ib..). Questa la verità sulla vecchiaccia troia sbandierata santa. Come il truce sedicente prete da marciapiede (v.Don Mazzi)  gozzovigliava in un  lussuoso  grandissimo     

appartamento, posto in un quartiere gremito di affamati senzatetto, e se la spassava in allegrissime gite in una pluri-accessoriata vettura decapottabile identica a quella in dotazione al vanitoso frocio Paolo VI. (v. Amore e Viscido Socci)

ANGOLAZIONE

Poco prima dell’imputazione come boss mafioso (poi dissoltasi per decorsi termini) e mandante dell’assassinio del giornalista Pecorelli, l’onnipresente nei rapaci governi democristiani Andreotti, creatura del languido mons. Montini (poi Paolo VI) e detto Belzebù da Craxi, intervistato dal Corriere sulle possibili vendette, alludendo a detto Pecorelli, allora suo implacabile accusatore, ne indicava un modo subdolo e tipicamente pretesco, poco dopo verificatosi, «colpendo per angolazione, come al gioco del biliardo». (v. Craxi in Hanno detto)

ANIMA

Dal gr. ànemos, vento, per traslato nulla, niente. Per ghermire tutto il palpabile e abbrancabile, dai lingotti ai croccanti bigliettoni, il prete strimpella il refrain dell’anima, dell’ànemos, ossia del nulla.

 

ANIMA AMAREGGIATA

L’anima della saponificatrice Leonarda Cianciulli (assassina seriale devotissima alla Madonna), era a suoi dire “amareggiata” perché in galera. Assai gaudente invece quella del reverendo suo manutengolo e ricettatore di tutti i beni sottratti alle amiche massacrate, il sempre impunito parroco di Correggio. (v. Tanta malorum)

 

ANTES MORIR

Antes morir que consentir tirania! Così gli eroici difensori di Madrid dai farabutti clerico-fascisti. Noi invece sempre sotto il pretame e il papista nano. (2011) PS: Sotto il pio monte di sterco Monti (2012). E ora sotto i burattini coi fili tirati dal nefasto Merdoglio (2014).

ANTICLERICALE

C’è il pacato, moderato, rispettoso, che riconosce i meriti (si fa per dire!) dei preti, come il raffinato dandy-com Bertinotti che corre sotto la finestrona della sprezzante Woitjla a gridare: «Tu sì che sei un grande papa!» (Corsera); e c’è pure chi come lo scrivente, grossier, invece lo chiama Santo Porco, anzi per le sue ricamate mutandine rosa-pastello, Santa Porca. Un pio parruccone di Gavirate che, come detto dandy urlatore indifferente ai tanti milioni trucidati dal clero, «che è tanto buono», esibiva dei sorrisi di compatimento per i non credenti, ora inveisce per il retro di un suo nipotino squassato da ecclesistiche irruzioni: mutatosi di colpo in mangiapreti per un foro magarii offerto sua sponte, della cui integrità non ci frega un cazzo. Anticlericale pure Merdoglio che ci prende per il culo: «Quando ho di fronte un clericale divento anticlericale di botto» (La Provincia di Varese, 02-10-2013). Davanti a un anticlericale si fa clericale, a un antipapista si fa papista. Tira degli sputi in aria per riprenderseli in faccia. (v. Don Livio Fanzaga) bleso

 

ANTIEBRAISMO

Il clero ha infierito sugli ebrei renitenti alla forzata conversione, li ha insultati, diffamati, calunniati, offerti in pasto alla feccia assetata di sangue, ma risparmiandoli in parte per poter additarli come capri espiatorî dei suoi delitti. Imputandoli di deicidio e assassinio rituale di bambini, sfogava l’ira delle masse dai preti spremute e angariate. Negava ai non convertiti, ubbidito dai re minacciati di scomunica (implicante l’esilio e la negazione di pane ed acqua), la proprietà di beni immobili, i mestieri, le professioni e gli impieghi statali. Li riduceva ai soli mestieri di stracciaroli, esattori, usurai (ma in questo assai deboli competitori dei preti, gli imbattibili campioni di usura); e ne confiscava i sudati risparmî con delle rapacissime tassazioni a scadenze fisse, facendoli altresì sgobbare a suo profitto molti giorni l’anno gratis. Checché ne dicessero i tonsurati, «fino all’anno Mille il credito, sotto forma di vero e proprio strozzinaggio, fu applicato in esclusiva dalla Chiesa» (Montanelli-Gervaso, Storia d’Italia, II, Rizzoli, p. 138). Il papa Innocenzo III lo favorì in ogni modo, perché «a scomunicare gli usurai si svuoterebbero le chiese non solo del gregge ma pur dei pastori» (ib., p.139). (v. Auschwitz-Birkenau)

 

ANTROPOFAGO

La svenevole Ratzy: «È sempre uomo in possesso dei suoi diritti anche l’embrione, la cellula, lo spermatozoo» (09-03-2008). Alleluia! W Sua Porcitudine Irrumatrice! Dopo la Woitjlam papam ladra (v. Banco Ambrosiano) e assassina (v. Emauela Orlandi), habemus papam cannibalem!

 

ARCIBAMBA

Il Feltri a tutti dà del bamba e apre il 2007 dicendo «vile chi attacca il Santo Padre. Provi se ne ha il coraggio a farlo con l’Islam!». Per noi papismo e islamismo sono la stessa schifosissima merda. Ma gloria in excelsis all’audace direttore di Libero liberamente leccante i preti e gli imam.

 

ARGENTO E ORO

Con rutilanti colori, emblemi della volgare opulenza presi a simbolo ufficiale dall’ingordissima spiritual gang, l’oro e l’argento fanno da sfondo a due chiavone messe a custodia del mostruoso tesoro papale, accumulato con truffe, estorsioni e omicidî. Le materialiste bandiere laiche inalberano in genere all’opposto dei colori e delle figure che richiamano la natura, il lavoro, la poesia. Di cui il prete, impegnato solamente a inghiottire e inculare, se ne strafotte.

 

¡ARRIBA ESPAÑA!

Vi è stata una lunga guerra mondiale, architettata dal Vaticano, dal 1914 (v. Sarajevo 1914) al 1945: la seconda Guerra dei Trent’anni. Anelli di congiunzione tra le fasi primarie: l’italo-etiopica e la spagnola col pretesto anti-comunista contro un governo (privo di comunisti, il 3% della nazione!) di socialisti, repubblicani e liberali rei di non coprire (come da noi) tutte le pretesche ribalderie. In Spagna per spargere un terrore foriero di serî tumulti, i preti sguaiatamente gavazzanti a gabbo dei miseri, per conservare l’enorme malloppo frignarono che, «sotto la direzione della cospirazione mondiale giudaico-massonica, si sferra un attacco mortale contro di noi» (M. Azaña, Discursos politocos, pp.179-219). Bel pretesto per la guerra. Il primate cardinale Gomá incitò i pii ad armarsi perché «i giudei e i massoni avvelenano la nazione con dottrine assurde» (Tuñón de Lara, La España, p. 479). Per sterminare gli atei, da Roma la Santa Porca con una «lettera aperta ai vescovi di tutto il mondo» benedice la cruzada, un «vero e proprio conflitto sociale e politico con ripercussioni di natura religiosa» (A. Beevor, La guerra civile spagnola, Rizzoli, 2006, p. 280).. Cruzada sostenuta da Benito e Adolfo, mentre l’arcivescovo di Valencia urlava: «La guerra è stata dichiarata dal Sacro Cuore di Gesù e questo Adorabile Cuore dà forza alle armi di Franco [il Caudillo insediato nel palazzo vescovile di Salamanca]» (ib.). I papisti urlavano Viva Cristo Rey! E cantavano: «Dammi il mio basco / dammi il mio fucile, / ammazzerò più rossi / dei fiori di maggio e d’aprile» (ib., p.82). Il tutto nella «tradizione del prete carlista Santa Cruz del sec. XIX, che assolveva in massa i prigionieri prima di farli fucilare» (ib. p. 263). E si «adotta il saluto fascista col motto Por el Imperio hacia Dios» (ib., p. 297). Di conseguenza «per milioni di spagnoli cristianesimo e fascismo si sono fusi e non possono odiarne uno senza odiarne anche l’altro» (da una letteraa di Mauriac a Suñer). I clericali fucilarono ben 200.000 prigionieri democratici, e i «censori militari ed ecclesiastici, esaminate le biblioteche, distrussero tutte le opere proibite» (A. Beevor, cit., p. 463).

ARRUFFAPOPOLI

Senza sbraitare, gesticolare e lanciare slogan reboanti, si può essere arruffapopoli a collo torto, a voce bassa e moscia, come l’ipocrita gesuita che si finge povero e va scimiottando Francesco d’Assisi. E l’astutissimo senatore a vita Andreotti, mettìnculo per autonomasia, raccomandava il «rispettoso ossequio che non sminuisce personalità e libertà, quello che c’è di fisso da quello che cambia e si evolve. Allora l’assenso del Pontefice non potrà mancare perché è noto come tutti i Papi si siano serviti delle conquiste raggiunte dal retto studio dei fedeli» (G. Andreotti, De Gasperi visto da vicino, 1986, p. 48). Ma checché ne dicesse il subdolo contorsionista, gli Infallibili hanno maledetto gli uomini e tutte le conquiste utili agli uomini, come già il gas illuminante, il telegrafo, la vaccinazione, Pasteur, Darwin, Jenner, Barnard, Edwards, e ora spargono Aids e combattono contraccettivi, antidolorifici ed eutanasia. (v. Don Gallo, Evidentemente, Ferrara, G. Modena e Guidi, Lurida porca, Mario Monicelli, Testamento, Un lurido, W l’eutanasia!)

  

ARTE COMICA

È miracolo della scienza laicista (ricupero dei palinsesti) se, dopo le fratesche raschiature dei classici dalle antiche pergamene, sconciate con sovrascritture di rincitrullenti preci da smerciare ai fessi, anche Plauto e Terenzio non sparirono con molti altri «scrittori perduti, come alcuni comici elegantissimi» (Leopardi, Zibaldone, 1056).

 

ASINITÀ

Il grande filosofo Giordano Bruno, vividissima fiamma di sapere tra le tenebre del nefando papistico oscurantismo, fu torturato ed arso vivo per aver giustissimamente riscontrato nell’«asinità [dei pii] la condizione della fede: chi crede non ha bisogno di sapere, e l’asinità conduce alla vita eterna. Forzatevi, forzatevi dunque ad esser asini, o voi che siete uomini! divoti e pazienti, contubernali a l’angeliche squadre… afinché perveniate a quella dignità la quale non per scienze ed opre ma per fede s’acquista, ed otterrete la gloria in quella trionfante ecclesia, nella quale vive e regna Dio in tutti i secoli de’ secoli».

ASINO E BUE

Il bue che dà del cornuto all’asino! Il bue Ratzy in Brasile si atteggia a defensor familiae ed inscena la burletta d’infuriarsi in sua difesa. Proprio la regina dei frocî ostilissimi al matrimonio che bruciarono milioni di donne, e che adesso con gli artigli accorciati dalle rivolte, devono contentarsi di far assegnare dai nostri governi ai lavoratori dei sussidî familiari da fame, gli ultimi nella media europea. Proprio la caporiona della cricca che col pretesto della malìa macellò tredici milioni (prudente stima degli storici dell’Università di Amburgo) di donne. Quando nel 1796 Bonaparte scese in Italia, a Tirano stavano bruciando una strega. Ora la sculettante papessa getta polvere negli occhi: «Non ridicolizzate la famiglia!». E chi lo fa? Manco i preti, che la odiano a morte. Non la ridicolizzano, l’annientano.     

 

ASOR-ROSA

Cattedratico catto-com, sedicente laico. Il che è tutto dire! “Pacifista equidistante”, spregia la «violenza e perversione d’Israele sul piano della civiltà». E «profetizza» catastrofi ispirate all’Apocalisse (TV La7,IMAGE009 ‘L’Infedele’, 18-01-2003). Propugna la pseudo-cultura di fraterna civilizzazione dei fregnoni crististi che, non appena ottenuta la libertà di culto, si precipitarono a distruggere le sinagoghe di Roma e Kallinikon (Papeide, III n. 26 e XXVII n. 282). Detesta la difesa d’Israele sotto cocciuto tiro dei terroristi, e crede alla favola del deicida Ebreo errante, il subumano essere indegno di riposo, dannato a soffrir anche dopo la morte. Simpatizza per gli islamici i quali, sostenuto Hitler con la Legione araba in Medio Oriente e perpetrato, inquadrati in cinque divisioni SS di islamici (ufficiali compresi), sevizie e massacri di 700.000 ortodossi, ebrei, zingari e testimoni di Geova d’ogni età in Jugoslavia, rifiutaron un angolo dei loro sterminati spazî ai reduci dai lager, e con le forze congiunte di cinque Stati li attaccarono. Ma contro le più rosee islamico-papali previsioni, gli attaccanti riportarono solo batoste. Intenerito, l’Asor abbraccia gli assalitori, ne piange la sorte ed imputa agli aggrediti, fin dal sec. XIX tornati in Palestina sborsando molto denaro sonante, come ingiusta la pretesa di voler difendersi dai fanatici bramosi di ad ammazzarli. (v. Cane non mangia cane, Heil Hitler!, Rappresaglia)

 

ASPIRAZIONE

Modesta mira dei laicisti: tenere a distanza la feccia dei leccaculi di preti ed imam. (v. Laici e laicisti)

 

ASSASSINI

La storia papistica è di gran lunga, seguita a strettissima ruota dalla islamica, la più criminale della storia universale, con tutti quei sui preti e fratacchioni aguzzini e assassini per antonomasia.

ASSISI

La chiesona intitolata a Francesco fu edificata contro la sua esplicita volontà. Vietò ai frati di predicar la povertà mentre si arricchivano, come i membri (tranne i probi Umiliati) degli altri ordini; e quando in combutta col grande Papa assassino dell’intero popolo albigese si diedero ai crimini e ai bagordi, sdegnato egli si ritirò in una grotta. Allettati dalle lusinghe papali, i cosidetti poverelli d’Assisi gestirono l’Inquisizione scalandone con ingordissima bramosia tutti i gradi. La mastodontica basilica dei voltagabbana è diventata meta di stolide greggi e di furbastri politici. Avanzano a bracetto dei disobbedienti, i plagiati dal mafiosissimo prete antimafioso (v. Don Ciotti e Mafia), gli intellettualoidi, i destrorsi, gli pseudo-rossi. i bigotti, le beghine, i collitorti, i no-global dell’ipocrita trombone don Gallo ed i seguaci di Maometto. Allungano il collo alle TV per i begli occhi della Porca ormeggiata oltre Tevere. E ora anche l’avido gesuita che scimmiotta san Francesco va alla basilica per prender tutti per il culo.

 

ASSOLUZIONE

Ai mafiosi, camorristi e ‘ndranghetosi, legati a filo doppio al clero che incassa percentuali sugli introiti, piace assai la catto-confessione col facile (dietro congruo esborso) perdono da ogni crimine passato, presente e futuro. PS. La Merdoglia per più tutelarli imita la Woitj e finge di maledirli. Dopo la Madonna fatta inchinare sotto le case di due mafiosi Mammasantissime condannati agli arresti domiciliari, i vescovi siciliani affermano che «il prete non è un poliziotto, non gli spetta dire chi è mafioso, ma dire chi è contro il vangelo», ossia se stesso e l’intera congrega pretesca. (v. Cazzo, Crocesegnati, Diritto d’asilo, Don Ciotti, Gorduña, Mafia, Riguardi speciali, Santa mafia). 

 

ASTENERSI

Sentenzia la flessuosa Ratzy: «Astenersi da ciò che è in odio a Dio!» (Giugno 2005). Vale a dire da lei stessa e dal catto-islamismo.

ASTUZIA DI PRETI

I furbastri gesuiti, capeggiati dal sacrilego papa pseudo-Francesco, abbindolano perfidamente gli allocchi (i semplici) col formidabile pied-de-porc di fasullaggini alternate a mezze verità per accreditare le loro sesquipedali menzogne.

 

ATEI, AGNOSTICI, RAZIONALISTI

Bisogna anche essere anti, mobilitarsi contro. E perché non anti il peggiore dei cancri, la cattolica bestiaccia? Davanti ai preti accaniti sfruttatori di vedove e orfani, l’imperatore Valentiniano I non rimase inerte come i nostri vigliacchi politici pseudo-laici, e con la legge n.° 20 tutelò dall’incommensurabile ingordigia pretesca le povere vittime dei predicatori dell’amore universale. Una legge purtroppo durata, per la violenta reazione dei luridi che tuttora continuano ad impedirne il ripristino, solo il soffio della breve vita dell’imperatore, forse stroncato da pia proditoria mano. A tutt’oggi le sanguisughe ecclesiastiche dissanguano i creduli, specialmente i più miseri, i più abbindolabili. Dagli epuloni, dagli strozzini, dagli avidi finanzieri loro abietti compari già intascano adeguate sostanziose tangenti. Ma spremere il misero fino a dissanguarlo dà loro dei goduriosi brividi. Ridurlo allo stremo è il maxi-diversivo, tra tante messe e prese in quel posto, dei loro squassanti piaceri. «Povera e vedova, ha donato più di tutti! Povera e vedova [ci] ha donato ogni cosa!» (Radio Maria, 11-11-2012, h. 18,35).        

 

ATEISMO

Per gli editori italiani e svizzeri della III edizione de IL FRATE CHE SPARÒ A SAN CARLO (poi SAN CARLO IL TORTURATORE), «se dio esiste è un criminale». Esagerano? Ma come dargli torto? Inferocito per non poterli abbindolare, il prete ha sempre torturato e assassinato i non abboccanti. Chi di lui più malvagio? Quel grande rivoluzionario che avventatamente restaurò la superstizione religiosa, prima aveva espressso dei pensieri immortali: «Che differenza tra i preti e Dio? I preti stanno alla morale come i ciarlatani alla medicina. Lo scettro e l’aspersorio hanno sempre cospirato per disonorare il Cielo e la Terra»; e «Quanto il Dio della natura è diverso dal dio dei preti! A forza di adulterare l’Essere Supremo lo hanno annientato: ne hanno fatto, secondo i casi, un globo di fuoco, un bue, un albero, un uomo, un re. Crearono Dio a loro immagine: geloso capriccioso avido crudele implacabile. Lo relegarono nel Cielo come in un palazzo e non lo chiamarono sulla Terra che per chiedere, a solo loro profitto, decime, ricchezze, onori, piaceri, potenza» (Mazzucchelli, Robespierre, Dall’Oglio, pp. 268, 277). Purtroppo poi l’Incorruttibile rinverdì (imitato da Napoleone, Benito e Hitler) la credulità popolare facendo  indignare Fouché, Lecointre ed altri rivoluzionarî. Tale inconguenza gli costò la testa. Non potè ballare coi preti e decimare i patrioti cullandosi in «sogni e contemplazioni di teosofo» (Lamartine). Riaprendo le chiese e riabilitando con una risibile processione pubblica i sacri delinquenti, il «casto e puro» finì col rendersi doppiamente reo.       

 

ATTO NEFANDO

Anche quando i cari islamici fanno macello di centinaia di bambini (v. Beslan) o di adulti infedeli, il pontefice in tutto ficcanasante li blandisce vigliaccamente. Previa un’ovvia cauta tiratina d’orecchî ai fratelli terroristi, dei cari birichini un po’ troppo scalpitanti, c’invita a leccarli. Ma che tenero! Che incline al perdono di tutte le atrocità islamiche! Viceversa per un vescovo sequestrato due o tre giorni in Iraq nonostante l’immunità garantita alla Woitj da Bin Laden (ma come sedare anche l’ultimo fanatico a cui Allah compassionevole e misericordioso fa sgozzare gli infedeli (Corano, sura 47,4)?), le alte volte vaticane crepano fino al culmine rimbombando d’invettive: «Atto nefando! Atto blasfemo! Liberate sùbito il vescovo!». E i titillati da pontificie slinguazzate lo liberano all’istante. (18-01-2005) PS 2014. Si continua a macellare bambini, e la Merdoglia inciuciata con l’islam emette un flebile bla-bla, ma in sostanza tace. (v. E Bin Laden manda a dire, Bontà catto-islamica in ABC)

 

AUGURIO al TRISTO

Don(na) Livio inveisce contro i non abboccanti le catto-fandonie. «I quali – sghignazza – sono pochissimi», e gli sembrano già troppi i rarissimi che passano tra le maglie della censura e dell’autocensura asservite al papame, quei rarissimi tollerati dalla «superficialità e stupidità degli operatori dei nostri mass-media» (Radio Maria, 14-11-2009). Chiama «stoccafissi i pochi seguaci della religione umanitaria dietro cui c’è il danaro! c’è Mammona!» (ib..); mentre il clero – giura – è tanto povero! E invoca «l’intervento della polizia non con il molle ma con il duro, perché contro certa gente bisogna usare il duro» (ib). Di molle e di duro l’infrollito reverendo è – di certo – un’intenditore insuperabile: pompato da cani e porci. (v. Don Livio/a)

AUSCHWITZ- BIRKENAU

Il massimo lager di ebrei, gitani, omosessuali e testimoni di Geova. A ricordar la Shoah e i nazi istigati dal clero (v. Italia e Fede e Padre Gemelli), si esibisce sconciamente, a fianco dell’ingenuo rabbino Disegni, il dolceridente paffuto e ghignante vescovo Paglia (Dossier Tg2, 25-01-2003). Parafrasando François Celine, se mai una commissione stabilirà la responsabilità dei preti nella Shoah, presidente, segretario e tesoriere saranno preti. Il Paglia in altra occasione si affliggeva per i rovinati dalla crisi e vantava il catto-aiuto: una risibile micro-restituzione, gocciolina caduta con strobettii squillantissimi dal mare magnum dei soldi sottratti ai miseri (Rai Tre, 07-03-2010). Beffarci è vizio del papa e dei suoi laici lacchè come l’opulento parruccone Monti (2012).

 

AUTENTICITÀ

La catto-chiesa, reale associazione a delinquere. La iglesia catolica, autentico monopodio. The catholic church, authentic mafia’s gang. Ammazza gente a milioni, spreme le vecchie all’osso, ma – quanto è benefica! – promette l’aldilà. Venerata dalle megere gorgheggianti lagnose litanie per secoli attorno ai roghi, quindi sferruzzanti sotto la ghigliottina levando gli occhi solo al tonfo di una testa.   

 

AUTO-CASTRAZIO

Il 17 dicembre 1947 il segretario della Lega araba (zio di Zawahiri, il vice di Bin Laden) respinge il piano di una pacifica spartizione  palestinese e minaccia: «Sarà una guerra di sterminio e massacro, di cui si parlerà come delle stragi dei mongoli e delle crociate».

 


                                            

                                                                 IL PAPA “POVERO”                                      

                                                                 (ex socio del boia Videla)

                                              

                                                            Il miserabile papa Merdoglio,                   

                                                           il qual scimmiotta l’umil Assisate

                                                           per camuffare il clerical imbroglio,                  

                                                           geme e frignando fa soldi a palate.                   

                                                           Spaparanzato nel dorato soglio,                      

                                                           blatera sol banalità e cazzate,                          

                                                           e mentre il suo strapotere dilaga                  

                                                           non elargisce manco ciò che caga.