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BACIAR CORANI

Venduto fumo e assassinato per 2.000 anni (appena ieri in Ruanda e Jugoslavia) innumerevoli milioni di persone, il prete ora ciancia di religioni tutte buone, tutte adoranti lo stesso Dio. Ma ci munge per spegnere le altre fedi con le assurde missioni, benché ingolfato nel turpe intrallazzo teocratico con la bieca superstizione islamica. E la Santa Sùbito striscia scalza nella moschea a baciare teneramente il corano, centrando forse proprio le sure che istigano a sgozzarci (47, 4-6), sì care ai preti nostalgici del buon tempo antico: «Se incontri un infedele tagliagli la gola, e serra i sottomessi in ceppi», ed altre sure altrettanto invitanti a farci a pezzi (5,3 e 9). Stilate a chiare lettere e taciute dai media di Papalia (ex Italia) e da quel sarcofago di grasso  voltagabbana (v. Ferrara Giuliano), ex fanatico comunista asservitosi alla Santa Porca ai suoi lacchè, abilissimo nel tradurre la storia in merda. Insomma il clero, al di là del suo caramelloso bla-bla-bla, traduce la chiamata religione dei poveri e degli oppressi in religione dei ricchi e degli oppressori. Ora gestita dal Merdoglio, viscida spia di Videla, l’assassino di quindicimila giustiziati e trentamila desaparecidos.

    

BACIO AL PIEDE

«[I malvagî] non possono patire che [il Papa] venga onorato con tante mostre di ossequio esteriore: che i fedeli si prestino a lui sino a baciargli il piede: per questo si scalmanano a gridare che Egli non è altro che un uomo siccome noi. Tutto è un finissimo odio che portano alla santa Chiesa. Dimostrino prima che il Papa non è il Vicario di Gesù Cristo, e poi – dice il gesuita – condannino pure la sua corte, il suo lusso, le sue grandezze e onorificenze che il mondo cattolico presta nella persona di lui alla divina autorità.» (OPC)

 

BAFFO GIORGIO

Giorgio Baffo giurista e finissimo arguto poeta venezianoIMAGE002. Vietato in tutte le scuole di Papalia, grottesca repubblica tradotta in sgabello di un truculento monarca assiso sul trono d’oro, la quale profonde grandi onori al  Porta (a cui erige monumenti e intitola piazze, strade e scuole) benché più sboccato e lascivo del primo. La chiave del mistero? Ad entrambi, all’elegante Baffo e al triviale Porta, stavano pesantemente sui cojoni i preti, i frati, le beghine e i torcicolli, ma soltanto il primo osò esprimersi sempre con coraggio e secondo coscienza. (Papeide, XXXVII n. 374)

 

BAGET-BOZZO teol.

«La chiesa non deve chiedere scusa, perché tutto viene da Dio», pure l’Inquisizione e l’Olocausto (don Baget-Bozzo). Sempre – il Baget-Bozzo asserisce – perché Dio vuole perfezionarci, col corredo di numerosi tormenti, a gesuitico fin di bene. Ovvio che definisca l’ingordo nano, nipote di sette preti e suore, «una grazia mandata da Dio» (TV La 7, L’Infedele, 14-03-2009). PS. Il don, sposo – a suo dire – della castità e della povertà, nel 2010 muore e lascia ai parenti dieci edificî in Genova-Centro, frutto di opere buone, e un milione di euro. Ai poveri? Un cazzo! E il papa dice in udienza generale (11-09-2012), che «la Chiesa cammina nella storia secondo i progetti di Dio».

 

BAGNASCO cardinale

Presidente della Cei. Per il concordato fascista (v. Manganello), impone laidissime superstizioni in tutte le scuole, «perché il cattolicesimo fa parte della nostra storia» (11-09-2009). Come i fetentissimi retro-scarichi papistici, sui quali Agostino scrive: «Se un santo mangia un fico e lo rimescola nelle sue viscere, ne espelle poi degli angeli, anzi delle particelle di Dio, gemendo e ruttando immerso in preghiera: sono particelle del sommo e vero Dio che sarebbero rimaste nel frutto se il dente e il ventre di quell’eletto non le avessero disciolte» (Confessioni, II, 3,10,18). Alleluia, pii catto-scorreggioni! 

 

BALLA ABNORME

«Con la fede muoverai le montagne, farai ciò che ho fatto io». Vino e pani moltiplicati, ciechi che vedono, morti che risuscitano. Ma il prete non fa crescere alcunché, non risuscita morti, non moltiplica cazzi. Anzi, questi sì. E se ne attornia a profusione. Per beccarseli a iosa depreda tutti a più non posso e leva il pane di bocca ai miseri.

 

BALLATA POLACCA

I polacchi sprofondati in crassa catto-ignoranza e resi feroci, ancora un anno dopo la guerra massacravano degli ebrei, e quindi, finito il vigile e punitivo governo comunista, ancor più si destreggiarono in tale papistico svago (v. Nazi-Pretismo). In Polonia il clero ora gavazza e tripudia. E la filiale polacca della scellerata Radio Maria continua a calunniare atrocemente gli ebrei. Dalla nauseabonda pretesca fogna non poteva che spuntare Woitjla. (2005)

 

BALLE di Don Bosco

Da integerrimo frocio «provò sempre – lo dice l’entusiasta suo pio biografo, premio Accademia di Francia – una ripugnanza sorda [come. don Livio/a di Radio Maria] contro il mondo femminile» (A. Auffray, Saint Jean Bosco, Libraire Catholique Vitti, Paris 1929, p. 214). Trapanato da cazzi, quando i suoi superiori benché essi pure maxi-culi gli ordinano d’istituir anche una congregazione di suore scrive: «Persone autorizzate mi consigliano da molto tempo. Se io non ascoltassi che la mia inclinazione, non mi lancerei da quel lato, ma le loro insistenze si fan sì pressanti che dovrei considerarle per la gloria e la salute delle anime» (ib., p. 217). Non mosse mai un dito per salvare con le colossali somme carpite al governo e ai ricconi l’infanzia sfruttata dodici ore al giorno nelle fabbriche, perché solo deciso strapparla al male, ossia alla rivolta sociale, ai valdesi, (ib., 244 e segg..) ed allo scandaloso protestantesimo (p. 255-56). Taumaturgo e profeta, traeva dalla «marmaglia» un giovane e se «lo conduceva verso la sua stanza» (p. 257). Avido arpagone, con ii bigliettoni acchiappati a montagne dificava santuarî mastodontici, intascando il doppio del preventivo che sventolava ai pii oblatori. Bugiardo di tre cotte, conversava con la Madonna (p. 235-36) e faceva miracoli, come nel «magnifico palazzo di un anziano e ricchissimo signore da anni paralizzato», che lui risana all’istante e fa correre a prelevare una grossissima somma: «Voi fatela uscire dalla banca, e Nostra Signora Ausiliatrice vi fa uscire dal letto» (p. 240-41). Padre Pio ante litteram! (v. Miracoli). Il biografo (590 pagine) non cita mai né nomi né domicilî di miracolati. Dall’anonimato emerge solo una suora a cui ridona la vista a patto di non azzardarsi a guardare mai cazzi «ma solo la Madonna». «Un medico – ignota la contropartita – è guarito da una grave epilessia», e «Un generale agonizzante è fatto balzare dal letto» per correre a ringraziare la Madonna (pp. 283-288). I nomi? Col cazzo! C’incombe il dovere di credere. Mangia di regola come un ruttante porco alla tavola dei più ricchi torinesi mentre ai ragazzi,  quando di tanto in tanto i bottegai si stufano di fornire i loro viveri gratis, fa per molti giorni patire la fame: essi gli servono da esca per mungere pure il governo. Così non gli costano nulla. E non spende neppur un centesimo per sostituire i loro straccî con abiti decenti. Provvede l’esercito regalandogli un po’ di divise logore e rattoppate, residui della prima guerra d’indipendenza. (v. Don Bosco)

 

BALLE PRETESCHE

Turlupinare e derubare i semplici è sistematico clerico-abuso della credulità popolare nonché clerico-circonvenzione d’incapaci. Chiari reati sempre impuniti, anzi coralmente lodati.

 

BALLETTI PAPISTI

Nel rimpianto buon tempo antico, in Francia alle giovani allieve era concesso «recitare opere religiose e profane, come a Saint-Cyr», ma non «eseguire dei balletti, mentre gli allievi del [culanico gesuitico] collegio Louis-le-Grand vi si dedicavano spesso». Nella recita della «Hérésie exterminée i barnabiti fecero eseguire un balletto dagli allievi, di cui sei travestiti da donna. E i collegî Grassins, Du Plessis-Sorbonne e Quatre-Nations ne seguirono l’esempio». (Wilhelm, A Parigi ai tempi del re Sole, Fabbri  1998, pp. 211-13)

 

BALLO DEL PAPA

Nel 1797, dopo lo strepitoso successo di ben 17 rappresentazioni alla Scala di Milano (v. Rovani, Cento anni, cap. X), il divertentissimo BALLO DEL PAPA fu interrotto da Napoleone Bonaparte, pressato dalle minacce e dai piagnistei degli ecclesiatici, col pretesto dell’ordine pubblico e del pericolo per la stabilità dell’edificio sempre assediato, assaltato e gremito all’inverosimile da una massa sempre più turbolenta (ib.). Attirati ad invadere l’Italia da Pio VI gli austro-russi mentre il Corso lottava in Egitto, il clero rastrellò ed arse (ne resta una parte riassunta nel cap. X del Cento anni di Rovani) tutti i 2.000 libretti del Ballo, e ne fece condannare a morte gli autori. Sentenza non eseguita grazie al fulmineo ritorno di Napoleone. (v. Papeide, XXXVII, n. 378)

 

BANCA ROMANA

Il clero ci tira delle mazzate bancarie, come lo scherzetto (impunito) giocato dalla pia Banca Romana all’Italia, stremata dalle guerre del Risorgimento, emettendo moneta falsa. Col suo Banco Ambrosiano la spolpò ancora, appena risorta assai malconcia dalle ceneri della guerra europea, fottendo in un sol botto (anch’esso impunito) 2.000 miliardi (del 1982!) a 360.000 fiduciosi clienti. (v. Banco Ambrosiano, Parmalat, Perdono, Tanzi e Marcincus, e Papeide, n. 63)

 

BANCA VATICANA

IOR (Istituto Opere Religiose): «Unico azionista: il papa. Lo IOR ha riciclato l’oro nazista, ed è sempre coinvolto in evasioni fiscali e in imbrogli finanziarî. Il disprezzo della Woitj e del suo caro direttore (il gorilla mons. Marcinkus) per le nostre autorità civili e giudiziarie è addirittura leggendario. Il forzuto bestiale ladrone, poi nominato vescovo di Chicago dalla Porca, usava dire: “Non basta guidare la Chiesa a suon di avemarie”» (Russ Kik, The Disinformation Co. Ldt., New York, 2002).

 

BANCO AMBROSIANO

Lo scippo a 360.000 (tra cui varî insegnanti e maestre d’asilo) fottuti brutalmente dal Santo sùbito risucchiante fin l’ultimo soldo tramite l’energumeno monsignore, esperto nel tiro di ginocchiate alle palle (v. Corsera), e poi premiato col pastorale di Chicago, è solo una delle innumerevoli mazzate inferteci dal clero, che per il tanto bene che ci fa esige altresì onori e monetaria gratitudine. Non si giudichi – ammoniscono gli ipocriti gesuiti – la malvagità di un’azione bensì i suoi fini. E la Woitjla ne aveva degli ottimi: ripagare i suoi tirapiedi, abbattere il dal clero temutissimo comunismo, gonfiare al massimo i già opulenti papistici epuloni e spremere sempre più bestialmente i poveri. (v. Banca Romana, Parmalat, Perdono, Tanzi e Marcincus, e Papeide, n. 63)

 

BANDERUOLA

Per far dimenticare i recenti papistici orrori (Ruanda, Jugoslavia) la Woitj frigna sui passati errori, ma, da noi strigliata, consente a denti stretti a chiamarli una volta velocemente orrori, sbavando rabbiosa, farfugliando e grugnendo. Gioco delle tre carte a gabbo dei semplici in stridente contrasto col DICTATUS PAPAE del grande papa Gregorio VII, che sentenzia: «La Chiesa non sbagliò mai né mai sbaglierà».

  

BANDIERE

Ispirate a ideali poetici. La nostra richiama il verde dei prati, la neve dei monti, il sangue degli eroi. Forse un po’ retorica, ma non rozza e volgare quanto quella della spiritual gang, il bianco-giallo papale simbolo ufficiale dell’oro e dell’argento, tanto concupiti dal clero, ingordo anche dei croccanti bigliettoni. Squarciando le torbide nubi dei Papalia, il tricolore, sempre sputacchiato dai preti, riappare alle finestre in onore dei nostri soldati assassinati in Iraq dai socì della Woitj. Mentre il turpissimo vescovo di Caserta sbraita che «benedire e impartire l’estremo conforto religioso alle diciotto loro bare è un legittimare le guerre ingiuste, perché  fenomeni come il terrorismo non si combattono con le armi» (La Repubblica e Libero, 18-11-2003) ma dando il culo ai barbuti, il mellifluo cardinal Ruini [che osa rappresentarci benché nostro irriducibile nemico] con stridula culatonica vocettina insulta anch’essa i caduti: «Noi non odieremo mai i nemici», anzi ama moltissimo gli assassini lordi di nostro sangue. E aggiunge: «Io non scapperò mai alla vista dei terroristi!». Bel coraggio di una gran maiala tanto appiccicata a loro! Pure il poi fatto Santo sùbito esibì il suo straordinario eroismo balzando dalla papamobile e dimenandosi nei vicoli di Beirut a leccare il fondoschiena degli hezbollàh. Agli inviati del Corriere della Sera ansiosi per il suo girovagare nel covo di feroci assassini: «Non mi sono mai sentito tanto sicuro come tra questa brava gente». E ti pareva! (v. Gigliola Arvoti, L’altra guancia e VOLANTINI)

 

BARACCA  e BURATTINI

Benché sempre invocante Dio, e dai preti chiamato strumento della Provvidenza, «reincarnazione di Gesù Cristo» (v. Concilio turingico), Hitler conosceva a menadito le sordide mene pretesche per più abbindolare il già cucinato Duce. Pensò al prepotente Pio/a XI spadroneggiante nell’Italia dissanguata dal concordato pappandosi terreni, banche, industrie di aerei, cannoni e carri armati (Fabbrica areonautica, Breda, Officine Reggiane). Sbigottito per la «cedevolezza del Duce ebbe a dire: “Al suo posto marcerei sul Vaticano e spazzerei via baracca e burattini. Poi direi: tante scuse, mi sono sbagliato”» (Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 615).      

 

BARBARI

Mentre i barbari nelle loro scorrerie rastrellavano soldi e oggetti, ed ammiratissimi lasciavano intatti tutti gli ineguagliabili monumenti di Roma, quando i truculenti papi usurparono il trono dei Cesari, la spremettero a sangue e demolirono in odio satanico alla sua civiltà. Arsero biblioteche, spezzarono marmi, colonne, templi, terme per edificare pompose chiese (come l’Ara Coelis con la sua sterminata scalinata costruita usando antichi spezzettati marmi) e consolidare pro grottesche processioni religiose il fondo stradale. Rosi da sordida invidia, distrussero tutto. (v. Papeide, nn. 30, 267, 271, 277,278, 284, 333, 334, 344, 346, 349, 358, 362, 363; e Colosseo, Foro romano, Pantheon, Policarpo)

 

BARGELLO

«Con un po’ di bargello [e di corda, ruota, uncini, tenaglie e roghi, sottintendono i sordidi gesuiti] si viveva un tempo sicuri. Pagavate allora un po’ di IMAGE003testatico e qualche modesta prediale per quante terre avevate al sole. Vivevate prima con una pace, con una letizia, con una sicurezza, quasi non direi scandalose; ebbene avrete ora la consolazione di vivere sempre in tremore fra le cospirazioni e le rivolte. Cesserà la noia dell’ire in chiesa, e se talvolta vi mancherà il tozzo di pane da recare alla bocca, vi sazierete col pensiero che non vi manca la libertà. Queste sono le prime conseguenze di quei principii. Quelli che prima dicevano: abbasso i preti, passeranno a dire: abbasso i nobili, ed un momento dopo: abbasso i ricchi. Nel 1849 al ruggito spaventevole di quell’orde selvagge che minacciavano d’avventarsi sopra di loro, si sono svegliati dal sonno persino i Thiers, i Guizot, i Dupin e tutti quegli altri uomini magni che sanno tutto, fuorché star sottoposti alla Chiesa, e si ingegneranno con trattatelli, con foglietti e giornali di correre al riparo. Benissimo, ma pannicelli caldi al mal di fianco. Ma perché avete proclamato che il popolo è sovrano, che spetta a lui non il ricevere, ma il far la legge? Quando avete proclamato quel principio avete investito quelle orde, quella bordaglia [sic] delle taverne e dei postriboli, del diritto di scannarvi quando lor piaccia. Non sapete più come difendere le vostre mogli, le vostre figliuole, ma perché avete proclamato il culto dell’Esser supremo, ed avete tolto di mezzo le verità della fede, che sole persuadevano efficacemente le virtù? Avete voluto ogni libertà per la stampa, e vi lamentate che non potete più governare. Improvvidi! Raccogliete quello che avete sparso. Che se v’ha ancora un rimedio, questo non sarà mai nel fare ogni giorno concessioni novelle a quei principii, bensì nel riconoscerli per quel che sono, rigettarli francamente, e combatterli a tutta possa.» (OPC) (v. Rivoluzione, Scelleratezza, Scellerati,

 

BARTOLOMEO LAS  CASAS

Frate, sistematico assassino di eretici e di liberi pensatori, ma tanto buono, fu il primo lacrimoso suggeritore, “per tutelare gli indios”, della tratta dei negri da sfruttare bestialmente come degli schiavi più robusti e redditizî dei nativi. Edificata da tanto fratesca bontà, per il catto-principio della santità direttamente proporzionale al crimine, la grufolante Woitj lo inserì, accoppiandolo a sé, tra i canonizzandi.

 

BARZELLETTE

Il 21-12-2002 dalla finestrona bianca la Santa subito Woitj strappa, acclamatissima dalla canea in visibilio, il primo premio del Festival internazionale della barzelletta con l’esilarante gag: «Le religioni vogliono la pace». (v. Sarajevo 1914, ecc., ecc.)

 

BASILICA

di San Petronio

I lavori per la basilica di S. Petronio procedevano spediti, quando piomba a Bologna il card. Cossa, detto il Pirata per i suoi trascorsi di feroce corsaro dei mari, il quale blocca i lavori, vende tutto il materiale di costruzione e col ricavato unito a molte altre rapine se la spassa fottendo donne vergini e maritate e duecento suore. L’oro, spasmodicamente bramato dal clero, lo issa al trono di Pietro, che preme col nome di Giovanni XXIII, lo stesso furbastramente poi assunto dal papa buono (in effetti XXIV) per sembrare più legittimo del suio famigerato omonimo, che però tuttora trionfa in S. Petronio circonfuso di luce celeste, affrescato da Giovanni da Modena nella cappella dedicatagli.

 

BASTARDA

Alla Woitjla non basta che i suoi cari fratelli terroristi (v. Buona stampa) scannino donne e bambini e sparino sulla Croce Rossa, come in Iraq, ma alza altresì la vociona dilatata da bollicine di litri di champagne perché Israele si lasci colpire senza mai difendersi, «nemmeno con azioni strettamente mirate» (16-11-2003). Lo esige lei, la baldracca che gira tutelandosi il pellame ermeticamente inscatolata in plexiglass a prova di bomba! E sempre lontanissima dagli spari, la regina della religione dei poveri che spernacchia la Provvidenza dalle sue due papamobili (miliardario nostro dono tramite Fiat, la ben quattro volte dallo Stato salvata dal crac). Perché quando la sfondatissima Vicedio insulta i nostri caduti, e truculenta esige che Israele offra l’altra guancia ai vili macellai a lei cari «non avendo la Terrasanta bisogno di muri ma di ponti», nessuno la cosparge interamente di merda? (v. VOLANTINI) (v. Guerra giusta, Guerre, Guerre dei due Pii, ecc.)

 

BASTARDI!

Gli invidiosi clerico-frocioni, che tuttora godono impedendo gli atti eterosex, usavano piombare nottetempo, quando avevano più potere, infilando le chiavi di casa sottratte ai fedeli con pretesti religiosi, sui letti a punire i peccatori colti in flagrante. (v. Ficcanaso, Oscena condotta)

 

BEATA PORCA

I nemici del genere umano han fatto santa sùbito la Woitj, una porca appartenente alla «categoria di grossi criminali nella loro stupidità incorreggibili» (parafrasi dal Börsen Zeitung,23-09-1940).

 

BEATI CRIMINI

Massima aspirazione dei criminali? Un palazzone e un vastissimo giardino attorniato da mura invalicabili. E sacro agli irrisi semplici, dove consumare qualsiasi delitto, vendicarsi e far sparire chiunque senza ficcanasanti investigatori. Sogno elettrizzante, irrealizzabile per il comune delinquente. Ma il favoloso maniero esiste, abitato da una grossa gang di ladri e assassini (v. Saraievo 1914, I machete della Caritas, ecc.), una gang di ferocissimi frocî affetti da un’insuperabile «difficoltà a relazionarsi con il genere femminile, tipica dei serial killer» (De Luca e Mastronardi, I serial killer, Newton C., 2009, p.748). Ovvio quindi l’urlo disumano della compressa da mille cazzi papessa Woitj: «La donna sacerdote è un’offesa a Cristo!», e dall’altrettanto straziante dell’indefessa irrumatrice di cazzi Ratzinger: «Preti donna? Nooo!» (Leggo, 13-04-2012).

 

BEATI I POVERI

Ma poveri solo “i poveri di spirito!”, commenta l’ipocrita gesuita.

 

BEATIFICAZIONE

«Per beatificare Woitjla, il Papa all’Italia in crisi economica non chiederà danaro per le pubbliche pompe, ma gradirà gli sponsor e le offerte di milioni di credenti» (Radio Missione Francescana, 12-04-2011, h 12, 41). Che presa per il culo! Cede briciole e acchiappa montagne. La Woitj ha tanto inquinato il globo da far spuntare Merdoglio, dalla stizzita pennaiola Murri idolatrato: «È il Papa l’unico  rivoluzionario» (La 7, 13-12-2013, h 08,50). Ed un coglione di turno: «Il Papa dovrebbe essere il capo del governo». Alleluia! Come se quel pezzo di merda non fosse già il nostro padrone e satrapo assoluto e non ci dissanguasse peggio d’una pompa idrovora. Restituisca il Poverello dalla croce pettorale di legno, le scarpe rotte e le scatolette di tonno almeno una minima parte dell’enorme pretesca refurtiva, o i duemila miliardi del Banco Ambrosiano, o le nove tonnellate d’oro accatastate sopra una lurida barbuta carogna. (v. Banco Ambrosiano, Padre Pio; e in Internet Cripta di padre Pio).

 

BEFFA merdolica

L’ingordo gesuita scimmiottante l’Assisate ha defecato una CHIESA [FINTA] POVERA PER [FINGER D’ AIUTARE] I POVERI. (19-02-2014)

 

BEFFA PRETESCA

Una lapide davanti a San Pietro acclama salvatore di Roma Pio XII, proprio chi dal cupolone godeva le da lui stesso richieste (come il criminale beato Pio IX che la fece molti giorni cannoneggiare dai francesi) pesantissime incursioni sui quartieri popolari, l’acquedotto, il policlinico e il Verano, per poi esibirsi in tutta sicurezza nella vomitevole pagliacciata delle braccia spalancate a mo’ di Cristo in croce, eccitare a proprio pro gli abbindolati semplicioni, e aprirsi la strada per spodestare il re, prenderne il posto e tramutare l’Italia in Papalia dispensando melensaggini agli atterriti superstiti. (v. Guareschi)

 

BEL DIALOGO!

Per i vigliacchi sarebbe dialogo dare il culo agli islamici. Ma Farida Al-Naqqash: «Non credo esistano islamisti moderati. […] Quando un partito parla in nome di Dio tu devi zittire perché ha sempre ragione». E Abd Allah Ibn Utaymin, il gran muftì saudita: «Tutti concordano che fare gli auguri nelle feste degli infedeli è vietato». E Hasan al-Banna, fondatore dei Fratelli musulmani: «La jihad  non è solo contro i politeisti, ma anche contro tutti quanti non abbracciano l’Islam». E Ayman al-Zawahiri, l’ideologo di Al Quaeda: «Che sono la democrazia e la sua empietà? Signori che voglion prender il posto di Dio». Abd Allah Ibn Salin al-Ubaid presidente della Società per i diritti umani nell’Arabia Saudita: «Noi rispettiamo le regole della sharia: ciò che sembra ad altri violazione dei diritti umani è per noi dovere contro chi commetta un reato o un peccato». Shaik J. Fawaz, imam della moschea di Al-Sunna dell’Aja: «L’Islam non permette di stringere la mano a una donna: cosa che può motivare lascivia o tentazione; né guardar mai una donna se non è proprio necessario». Abdelcader Bouziane, imam di Venissieux, aggiunge: «Il Corano autorizza di picchiare la moglie […] Ma non colpire il viso, bensì le gambe o il ventre. Colpire forte per intimidirla, perché lei non ricominci». Codice penale della Siria (art. 548): «Chi coglie la moglie o una parente in adulterio o in atti sessuali illegittimi con altri e la uccide o la ferisce è esentato dalla pena». Shaik al-Sawy, segretario generale dei giuristi musulmani d’America: «Il matrimonio tra una islamica e un infedele non è valido. Essa sia allontanata dalla comunità». Lo storico Hishem Djait: «Nel suo insediarsi a Medina, il potere profetico ha creato la sua macchina da guerra che non si sarebbe mai fermata». Infine Abu Qatada, membro di Al Qaeda in Gran Bretagna: «Chi distruggerà Roma sta affilando la spada. Roma non sarà conquistata a parole, ma con la forza e le armi». (Valentina Colombo, Islam, istruzioni per l’uso, Mondadori 2009). E ora, dopo aver  abbracciato e baciato don(na) Livio, l’ipocrita mascherato da Poverello di Assisi Merdoglio rilancia il dialogo coi non credenti, salvo che con Satana (!) e dal don(na) fa dire: «Amici carissimi, il non credente è un pirla! Scusate l’espressione un po’ forte» (Radio Maria, 17-09-2013, h 10, 12). Sarete pure due dialoganti, ma pure due pezzi di merda. (v. Don Livio Fanzaga) 

   

BELLA fregatura!

Italia dei plutocrati accaparratori. Il presidente della Fiat (strapagata dallo Stato) licenzia 5.000 precarî e si aumenta il suo già mostruoso stipendio da 3,5 a 5 milioni, oltre gli altri milioni ingoiati come consigliere di 40 aziende (Rai Tre, Anno zero, 13-04-2010). E dorme sodo il Montezemolo alla faccia dei padri di famiglia suicidi (v. Quattro volte). Frattanto un calciatore del Milan imbottito di bigliettoni chiede due euro per soccorrere l’Africa: «Sostieni come me la campagna per gli affamati!». Come lui, munifico elargitore di due euro due! E l’Inter ingaggia un allenatore con molti milioni più 29.000 euro al giorno per due anni (23-12-2010). «Capitalismo dal volto umano»! 

 

BELLA TROVATA

Il viperino presidente del Senato Fini sentenzia che «soltanto un esibizionista» può criticare il Santo Porco; e i furiosamente leccanti il papal culo sarebbero schivi, raccolti in intima devozione. (09-07-2008)

  

BELLE SCOPERTE

I più acefali vanno alla Porca assetati di ciarle. Nella torrida estate 2003 migliaia d’accalcati ustionati cranî e boccheggianti madri con neonati in braccio, ingurgitano la papal merda. Applauditissima la woitjliana trovata che «appiccare incendî dolosi nei boschi può esser dannoso» (10 agosto). Che pensata! Da incidere in eterno su tavole di bronzo! E che fortuna poter giovarci di un tal insegnante! Guai se il Gran Prete in gonnella non ci riversasse dei preziosi rivoli del suo sapere! Che sciagura per i comuni mortali! Magari ridotti, digiuni di sì trascendentale dottrina, a sopportare passivi ogni guasto provocato dai piromani!

 

BELLI INGEGNÎ

I papisti prof Cardìni e Giulietto Chiesa accusano gli Usa di aver abbattuto le Torri (Costanzo Show, 23-10-07). Emulati da balordi in Internet, secondo cui la madre suicida per il figlio assassinato a Beslan era pagata dalla Cia per calunniare col suo gesto l’islam. Per il Cardini-Chiesa pensiero, essa sarebbe morta stringendosi al cuor un congruo assegno. Cesare pagò Bruto affinché apparirsse un bruto! E Bush corromperà astutamente Bin Laden affinché castrandolo gli permetta di atteggiare a vittima! E ciliegina sulla torta, il prof Cardini pagato dallo Stato per vomitare sullo Stato: se Bin, che è tanto buono, ha qualche torto, «va addebitato solo ai suoi contatti giovanili con le corrotte università occidentali» (ib.). Giustifica la strage di Beslan «perché i russi avevano attaccato Grosny», ma tace che lottavano contro gli assassini di scolari e maestre e che avevano già macellato, in nome di Allah compassionevole e misericordioso, tutti i sanitarî e degenti di due ospedali nonché moltissimi civili moscoviti (Alta Italia-Tv, 18-09-2009, h 21). E il 2011 s’apre con una nuova papalmente applaudita prodezza: altre 35 persone fatte a pezzi all’aeroporto di Mosca.

 

BENEAMATI

da PIO

Come i nazi beneamati da Pio XII, il cui Führer farciva i discorsi di riferimenti al cielo («Se la Provvidenza non ci avesse guidati, spesso io non avrei trovato questi vertiginosi sentieri…», Wurzburg, 1937) i cattolici polacchi «nazionalisti di destra cominciarono a malmenare gli ebrei e a sciogliere gli organi elettivi delle comunità ebraiche» (Baker, Cenere d’uomo, Bompiani, 2009); e Miedzinski: «Il governo polacco cerca soluzioni al surplus di popolazione» con soluzioni finali stile nazista. La scimmietta papale restava cieca, sorda e muta «per non irritare Hitler». Né tentò mai di moderare, prima della guerra, la bestiale furia  dei polacchi a lei devotissimi. Nella Polonia non ancora invasa dal Führer, «benché protetta dalla Costituzione e dalla legge, troppo spesso tre milioni di ebrei sono vittime di massacri, ribellioni, assalti e boicottaggî» (ib., 17-10- 1937, p. 75). Hitler era allora assai meno feroce del clero: gli bastava espellerli dal Terzo Reich. Peggiorò in seguito, dal clero ferocemente pungolato. (v. Bernhard e Adolf, Padre Gemelli)

 

BENEDETTI

Benedetti Maria Vergine e san Giuseppe, suo cornutissimo sposo.

 

BENEDETTO XIV

A un reverendo che esclama «Vi sembrerà incredibile, ma c’è una monaca che sta per diventare madre»: «Mi stupirebbe assai di più se ciò accadesse a un frate». (Padovan, Libro degli aneddoti)

 

BENEDETTO XV

Il papa della pace. Balle! Benedetto XV non accese la miccia della guerra mondiale perché non ancora in trono. Vi aveva già pensato san Pio X (v. Sarajevo 1914). Ma ne continuò accanitamente il crimine. Non condannò né la proditoria aggressione al Belgio né i colpi su Parigi della Gran Berta, il supercannone della Krupp. Gongolava per la punizione divina della corrotta Francia dall’Onnipotente delegata al Kaiser, da tutta la stampa papista portato alle stelle (per la nostra Unità Cattolica e l’iberico El Debate era il celestiale vendicatore  «novello Costantino»). Il Dio motore della storia s’incarnerà quindi in Adolf Hitler (v. Concistoro turingico) per castigare il mondo, come si degnerà riferire la Madonna di Bonate (BG) nel 1944 «non soffrendo l’Onnisciente le mamme che peccano anche sotto le bombe», secondo la sua strumentalizzazione da parte dei preti culatoni (Radio Maria, 2009). Il papa tifava per il Kaiser. Opporsi alla Provvidenza, al «Flagello di Dio» che avrebbe piegato anche l’Italia per restaurare – come solennemente promesso dal Reichstag – lo Stato della Chiesa?Ma quando i pii sogni sanguinarî s’infrangeranno contro il risolutivo intervento americano, Sua Porcitudine si straccerà le vesti e frignerà inveendo rabbiosa contro l’«inutile strage». (v. Leone XIII)  Inutile strage

Poi continuamente citata e sbandierata da tutti i successivi pontefici, Merdoglio compreso.

 

BENEDETTO XVI

Paoletto, Paoletto, / che piantasti il tuo paletto / nel santissimo culetto / del regnante Benedetto. (Arrestato l’autista del papa, 25-05-2012)

 

BENEDIZIONI

Hitler era tutto grondante papali benedizioni, e i più grossi prelati in ogni nazi raduno nazista latravano a braccio teso contro gli ebrei e i comunisti. Lui restituiva il favore, utilissimo ad accalappiar i bigotti,  con molti discorsi rivolti al trascendente, e col Gott mit uns (Dio con noi) inciso sui cinturoni delle SS, che rievocava l’ipocrita Benedetto XV vociferante, per favorire i teutoni, dinutile strage (v. Sarajevo 1914). Dopo le prime vittorie, Göbbles scrive: «Noi siamo davanti a grandi sviluppi. Mussolini terrà fede alla sua parola. L’Europa nazista è in marcia e il mondo liberale al collasso. Dio benedica la nostra opera» (Die Tagerbücher von Joseph Göbbels, a cura di Elke Fröhlich, München, Saur, 1987, vol. 4, pp. 187-99). Quando l’ateo Stalin lottava per liberare il mondo, il catto-gatto Hitler e la volpona Pio XII tentavano di schiavizzarlo. E Rausher: «L’aver neutralizzato, in modo tanto impressionante militarmente e politicamente la “grande nazione” Europa, fece tacere l’opposizione tedesca e conferì a Hitler il mito del mandato dalla Provvidenza» (Hitler e Mussolini, Newton & Compton, 2001, p. 361). I due gaglioffi colpivano, mano nella mano come un tempo i papi e i re di Spagna, i nemici di Dio. «Se io faccio del male ai russi, è perché loro – disse il Führer – ne  farebbero a me. È anche opera del buon Dio, il quale d’improvviso scaraventa la massa umana  sulla terra e ognuno tenta di cavarsela: uno deruba l’altro; e si può solo dire che il più forte vince. È l’ordine più razionale» (Hitler, Monologe in Führerhauptquartier 1941-44. Die Aufzeichnungen Heinrich Heims, W. Jochmann, Hamburg, A. Knaus, 1980, p. 58).

 

BENE E MALE

Il prete gode se gli altri soffrono; se gli altri godono lui soffre. Egli divide tutto in Bene e in Male. Bene è chi lo satolla, Male chi non si lascia intruppare nel suo stupido gregge.

 

BENEFICENZA

Che il vescovo di Parma esorti i fregati delli Parmalat a ricambiare con amore chi li derubò convalida, dato l’odio che sempre impregna il malvagio gelatinoso cuore pretesco, la connivenza del presule nel raggiro. La bigotta figlia del presidente ingrassava, attingendo a piene mani ai risparmî altrui, le fasulle pie opere di beneficenza (20-01-2004). E l’eccellentissimo presule vuole che i fottuti imitino san Gaudenzio, che lo prendeva in culo in pio silenzio. Ma mentre Tanzi starà molti anni in galera e dovrà risarcire i truffati con 10 milioni, la Santa Sùbito per la sua assai più grossa rapina al Banco Ambrosiano spernacchiò le vittime e le risarcì sbattendogli in faccia il suo santo subito cattolico cazzone. (v. Banco Ambrosiano, Elemosina e Parmalat)

 

BEN COLLOCATA

Acitrezza erige una statua a padre Pio proprio sulla fogna comunale. Nulla di più confacente. (v. Padre Pio; e in Internet Cripta di Padre Pio)

 

BENIGNI Roberto

Imbonitore, saltimbanco, regista, cineproduttore. Da duro militante rosso motteggiava e derideva il papa quando il comunismo in forte ascesa pareva vincente. Girato il vento, l’ingordo guitto impalma la nipote di un prelato, e fa visionare dalla Porca in anteprima un film che accusa di antiebraismo tutti gli italiani tranne i preti, malgrado la papale bimillenaria istigazione contro i deicidi, ancora accentuata durante il nazi-fascismo e tuttora operata sguaiatamente dalla filiale polacca dell’infame Radio Maria. In un suo show (RaiDue, Excalibur,2002), scandito da continui scatti burattineschi e palpeggiamenti all’obeso Costanzo «con fuori le pallacce», il pietoso istrione dischiude la sua boccuccia a cuore ed interseca delle ampollose rime dantesche con esclamazioni come: «Mi sono sempre piaciute le donne! Mi piace la patonzola! Mi piace la Madonna!». Un’accoppiata Fica-Madonna che addirittura estasia il clero perché, se proferita da suoi leccaculi, «la bestemmia dimostra religiosità». Per Voltaire ogni cafone «usa volentieri i termini del proprio stato, a ciascuno il suo linguaggio». Il pio show frutta al pagliaccio una somma mostruosa (sei milioni di euro!), la laurea ad honorem in psicologia elargitagli d un altro noto tirapiedi dei preti, detto il Supergenio (v. Eco), e il plauso della stridula cardinalessa Tonini (10-02-2003), che sentenzia «sacrale la bestemmia» se il bestemmiatore è pio (v. Agnosticismo). Inneggiando al papistico pacifismo, il buffone à la mode si dimena come un ossesso, gonfia le gote, strabuzza gli occhioni e declama, atteggiandosi a genialissimo artefice quasi fosse una sua originale trovata, la risposta di Creso a Ciro (senza citarli) su la guerra, che costringe i padri a seppellire i figli e non viceversa (Erodoto, I 87, 4); sicché ogni astante, fuori di sé per l’ammirazione, scatta in piedi applaudendo lunghissimamente tale espediente, una volgare fraudolenta appropriazione indebita, mentre lo seguono da casa, folgorati, molti milioni di spettatori tutti presi per il culo. Con un altro gran colpo d’effetto il tristo giullare sbraita: «Fu il cristianesimo a lanciare la nuovissima idea della pietà! Prima, se qualcuno moriva per strada, la gente tirava dritto. O si fermava, ma solo per sputargli in testa e prenderlo a calci!». E rimarca le sue castronerie pencolando qua e là e tirando calcî all’aria. Nessuno gli replica che bontà, carità e compassione le predicava Confucio ben sei secoli prima dell’assai dubbia nascita di Cristo. Lo ricorda poi (10 febbraio) Mario Capanna contestando l’allucinato fanatico Socci, il sorcio papista che, esaltato il grottesco palpatore di palle, augura la vittoria elettorale vittoria all’opulento pio nanerottolo: «Ci faccia sentire orgogliosi di essere italiani» (Corsera, 09-02-2013). Nell’altro lercio  show titolato I dieci comandamenti e pagato altri milioni, tra le sue cazzate il tristo figuro afferma che essi inaugurarono il monoteismo. Imbecille! E l’induista Visnù? E il faraone monoteista? E il dio Sole degli Inca creatore della vita? Asserisce inoltre che fu «il riposo del sabato ad abolire la schiavitù, altro che Marx e il Sessantotto!». Coglione! Leggi la Bibbia e cessa di blaterar tante castronerie! Forse riceveresti qualche milione di più. (v. Eco, Erezione, Honoris causa, Jean-Paul Sartre, e in Hanno detto: Reeder e Zeffirelli)

 

BERGOGLIO papa

Papa«Io sono l’umile Bergoglio, con il cul sull’aureo soglio.» Umile tra gli umili, povero tra i poveri, misero tra i miseri, scarpa rotta tra le scarpe rotte, scatoletta tra le scatolette. Rotto in cul tra i rotti in culo, gesuita tra i gesuiti (il che è tutto dire!), ossia bugiardo tra i bugiardi, ipocrita tra gli ipocriti, viscido tra i viscidi, figlio di troia tra i figli di troie, correo tra i correi del macellaio Videla, assassino tra gli assassini dei liberi pensatori, dei socialisti e dei comunisti desaparecidos.

 

BERLINO la Babele

Il sordido papista Adolf Hitler odiava la Berlino colta, da lui bollata, già prima di purificarla con la forza pro pretesca «religione, cultura e pensiero», «la peccaminosa Babele».

 

BERLUSCAZ

Così chiamato dal Bossi ante-conversione in suo servo, nel 2004 il gran cafone nano, servo della Woitj e «grande amico» dell’affarista don Verzè (che erige a propria gloria una cupola più grossa di quella di S. Pietro, dilapida le elemosine in orge e bagordi, e sdegna la folla scarrozzando solo in elicottero), elargisce ai miseri a reddito zero generose riduzioni di tasse, ma enormi sgravî (con scellerati tagli a scuole, treni e ospedali già in collasso) agli epuloni (donando pure 25.000 euro ai superanti i 150.000!), «perché essere ricchi non è una vergogna ma un merito, è giusto premiare i più bravi» (Radio 24ore). E indica come campione meritocratico se stesso, mutatosi [grazie al clero] da grigia larva mandolinista sulle navi in boriosa pia farfalla miliardaria, come i meritevoli vincitori al lotto e i preti ricattatori. Un reincarnato Trimalcione superbo delle vaste terre e di migliaia di schiavi, ereditati per gl’impeccabili servizî buccali ed anali prestasti da schiavetto al suo esigente padrone. Tra laceranti squilli di tromba proclama modesto: «Sono di gran lunga il migliore capo di governo dei 150 anni di storia dell’Italia unitaria!» (11-09-2009). (v. Ve accumpagna)

 

BERNHARD e

ADOLF

scansione002Legatissimi il rev. Stempfle e il bigotto Adolf Hitler col patto d’acciaio tra prete papista ed aspirante dittatore, gli autori a quattro mani della bibbia nazi, Mein Kampf, seminatrice di un odio feroce contro democrazia,  marxismo, ebrei e zingari per inculcar il fanatismo cattolico. «Il politico deve valutare una religione non per le sue deficienze ma per la disponibilità di surrogati migliori. Finché non se ne disponga, solo dei cretini o criminali [Hitler a Rauschning: “la Kulturkampf, la battaglia per la cultura riuscì solo a far sembrare martire il clero”] possono demolire quanto già esiste». Il legato papale (poi Pio XII), fungeva da burattinaio e approvava il cinismo di Hitler, mentre il nunzio a Berlino mons. Orsenigo era «apertamente entusiasta del potere conferitoscansione001 a Hitler coi voti del cattolico Zentrum» (Georg Shuster), peché «il nuovo governo nazista avrebbe offerto alla Chiesa le medesime  concessioni dal Duce ritenute utili in Italia» (ib.). Pio XI – riferì poi il cardinale Faulhaber – nel concistoro (15-03-1933) «lodò in pubblico Hitler per la sua posizione contro il comunismo». L’idillio scellerato durò fino al 1945. Mentre Führer e papa parlottavano per pugnalare l’atea Russia, il Duce all’amante: «Vedrai se sono buon profeta: metterei la mano sul fuoco che Germania e Russia si attaccheranno come due belve» (Claretta Petacci, Verso il disastro, Rizzoli, p. 200) e «domani in una guerra [i preti] staranno con noi e ci aiuteranno in tutto. Hitler non combatte la religione affatto: le chiese cattoliche a Berlino sono pienissime, gremite di fedeli. Hitler rispetta il cattolicesimo» (ib., 20-09-1939, p. 206). Nella foto dei due socî, il ridanciano don, la longa manus di Pacelli, par che dica: «Ti tengo in pugno», e Hitler, sbirciandolo di straforo: «Me l’hai infilato». Detenuto a Landsberg, questi godeva di molti privilegî, girava nel parco e riceveva fin a sei ore al giorno chi volesse (J.C. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, pp. 246-47), specie don Bernhard, il turpe direttore di un foglio ferocemente antiebraico. E Adolf beveva a garganella le balle del prete che Hess batteva a macchina, ma non era ancora divenuto tanto accanito, nonostante l’odio antiebraico inoculatogli anche dal leader democristiano Lüger e dal frate Lanz, quanto l’allegro don bavarese. Nella purga che più tardi eliminò Röhm ed altre SA per «gravissime mancanze [anche la devastazione di cimiteri ebraici]», Hitler si disse «non più disposto a tollerare che milioni di onesti siano infangati e compromessi da individui dalle tendenze morbose» (ib., p. 564-66), ed eliminò con altri atroci bucaioli il presidente dell’Azione Cattolica Klausener e lo stesso Stempfle (ib.), troppo rozzamente antiebraici, come lo era da noi il truce Agostino Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. (v. Bigotto Hitler, Hitler, Il turpe Pio, Padre Gemelli, Quando Hitlerin,Via l’antipapista!)

 

BESTEMMIA

C’è peggiore bestemmia del pensare, anche per un istante, a un dio infinitamente buono però spietatissimo punitore, per futili motivi, delle sue fragilissime creature? Sì, non ritenere i preti, i mullah ed  gli imam, tutti boriosamente sedicenti «suoi rappresentanti», putrida merdaglia. Il tanto Misericordioso col terremoto spezza nella misera Haiti centinaia di migliaia di vite e, da buon dio della religione dei poveri, premia gli epuloni («Essere ricchi è un merito!» dice il nano prete ad honorem) e strazia orribilmente gli indigenti. (2009)

 

BESTEMMIE di

prete

Chi più bestemmiatore del prete? Sputa sempre sul vangelo. Contro l’imperativo della povertà (Guai ai ricchi!) arraffa a più non posso (v. Carlo Borromeo); e contro il Non giurare, ma il tuo detto sia: sì sì, no no, giura ponendo la sua sacrilega mano sul vangelo. Affigge crocifissi simboli del suo potere, invece di strapparli dalle aule dei tribunali, sedi di blasfemi giuramenti. Si fa chiamare Padre (il più losco addirittura Santo) spernacchiando Gesù che dice: Nessuno si faccia chiamare padre, perché uno solo è il padre vostro, che è nei cieli.

 

BESTIALE IGNORANZA

Laici ridotti alla più stupida ignoranza: è il supremo ideale dei preti. Magari insigniti di tre lauree, ma digiuni di vera storia e nutriti solo di palle defecate  dall’immonda buona stampa.

 

BESTIALITÀ PRETESCA

Nulla divide più delle differenze, e il prete odia gli animali, da lui in tutto dissimili fuorché in bestialità. Ma la loro è naturale, innocente, benigna, la sua è scellerata. Dopo 2.000 anni di orrori crististi quanto dobbiamo al grandissimo umanissimo Molière! Il pretame inviperito ne gettò le spoglie ai cani. Il re Sole ordinò di seppellirlo nottetempo al lume delle torce nel cimitero riservato a pazzi, suicidi e bambini non battezzati. Saputo della sua morte, tutto il clero scoppiò in urla di gioia selvaggia, e il bolso e ben pasciuto pio La Brosse lo disse, scrivendo alla Sablè, «un pagliaccio miserabile, che avendo in vita fatto ridere la gente, non pensò che Dio se la ride della morte dei peccatori che aspettano l’ultimo istante  per invocarlo». Ma Molière non invocò affatto il dio creato dai luridi. Che lo odiavano anche per aver messo in scena delle donne scartando i frocî travestiti. I preti, specie i culatoni gesuiti, prediligono gli imbecilli come il signor La Melleiraye, superiore della Compagnia del Santissimo Sacramento, che per sottrarre la figlia agli sguardi maschili fu da loro convinto a farle estrarre tutti i denti (J. Wilhelm, A Parigi ai tempi del re Sole, Fabbri 1998, p. 138).

 

BESTIA PAPALE

«Santità – disse Adnan – da 17 anni mio fratello è in carcere. Si è pentito, ha sofferto moltissimo. L’unica speranza è la vostra grande carità e clemenza e il vostro aiuto.» La Woitj: «L’ho già perdonato», e chiama mons. Dziwisz che con un «Basta così» lo mette alla porta (Ansaldo e Taskin, Uccidete il papa, Rizzoli 2011, p. 53). E Alì: «Se io accettavo una falsa conversione, ero libero in Vaticano fin dal 1983, o graziato dal presidente» (ib., p. 247). «In Italia ho scontato 18 anni d’isolamento, di carcere duro che nessun brigatista, che nessun fascista pluriomicida, nessun pluri-ergastolano ha mai scontato. Ho subìto tante sofferenze e umiliazioni. In Turchia nessun detenuto ha sofferto come me. Io sono solo un feritore» (ib,, p. 252). Perdonato sì dal Santo subito, ma con sto beneamato cazzo: sempre detenuto per moltissimi altri anni in spietato isolamento. Come l’attentatore del truculento san Carlone, anche chi sparò alla Porca purtroppo fallì il colpo. (v. Emanuela Orlandi)

 

BESTIA PRETESCA

L’ingordissimo farisaico don(na) Livio, castrizio arcinculato, così si volge alle denutrite e debilitate vecchie, da lui spremute: «Chi crede [e paga] si salva, altrimenti si danna». (Radio Maria, 16-12-2009, h. 19,20)

 

BIANCHI PADRI

Fino al sec. XVI i papi erano avvolti, a velleitaria imitazione degli imperatori, nella preziosa porpora. Ma da quando l’atroce san Pio V s’incaponì a conservare anche sul trono, per spargere sempre terrore, l’insanguinato saio bianco dell’Inquisitore, i pretoni spacciarono con boccuccia a cuore la nuova terrificante divisa come un simbolo di castità. Una virtù dai papi regolarmente inculati da cani e porci mai posseduta, ma per essa tanto venerati dalla feccia invidiosa, felice di prostrarsi e farsi tosare da sedicenti eunuchi. L’astutissimo pseudo-candore è adottato da tutte le Loro Porcitudini, dagli infinocchiati  semplici chiamate Santi Padri o Bianchi Padri.

 

BIECHI SUICIDI

e Gesù bestemmiante

«La moltitudine dei suicidii sono effetto di estrema immoralità, del mancamento d’ogni sentimento umano, civile e religioso, [anche se] Gesù Cristo sulla croce diede in disperazione ed altre bestemmie, che fanno aggricciare le carni ad udirle» (OPC). Lo dicono gli stessi gesuiti, e lo pubblicano con tanto d’imprimatur, dunque anche il farisaico papa Merdoglio, loro massimo esponente, certo lo pensa.

 

BIGOTTO ADOLFO

Dopo il cruento putsch di Monaco Hitler temeva di essere fucilato, ma fu condannato a cinque anni, ridotti a soli sei mesi con ogni agio e piena libertà di muoversi e ricevere chiunque nel grande parco di Lansberg anche grazie alle sordide mene del reverendo Stempfle, un prete cattolico ferocissimo prete antisemita (v. Bernhard e Adolf). Scontata la pena, ottenne da Held, il bigotto presidente del Land, di ricostituir il soppresso partito nazista e di ristampare il Volkische Beobachter. Non poteva il torvo nunzio apostolico a Monaco (futuro Pio XII) non entusiasmarsi per Adolf, che gridava «Guai a chi non crede!» (I. C. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 256).. Altresì convertitosi all’idea di sterminare tutti gli ebrei secondo i papistici disegni di Dio. E tanto unito a Streicher, che promulgherà quelle famigerate leggi di Norimberga emanate per «volontà di Dio» (ib., p. 276). Un Hitler dal decisissimo «temperamento cattolico» (ib., p. 292), per il cui ministro della propaganda egli era «strumento creativo di un disegno divino» (Diario di Göbbels, p. 92). Come non amar il nemico dei rossi, tanto odiati dagli ingordissimi preti? Che incitava a far «dinnanzi a Dio sacrificî di sangue» (Fest, p. 264), e si lasciava convincer a stipulare, come il Duce di un’Italia in sfacelo, un concordato vantaggiosissimo, nella ancor più stremata Germania, all’insaziabile Vaticano? (v. Bernhard e Adolf, Il turpe Pio, Via l’antipapista!) 

 

 

BLA-BLA PAPALE

La Ratzy sprona al disprezzo dei non pretescamente inculati: sono «giovani di anni ma vecchi dentro. Si trascinano pur avendo lavoro, danaro, cultura». Non abboccando l’esca del clero diventano vittime dell’«assuefazione ai miti appariscenti e alle menzogne diffuse, ai luoghi comuni» (18-05-2008). La regina delle menzogne e delle banalità che insulta i non abbindolabili! «Crescete nella fede! Siate uniti tra voi, aiutatevi a vivere [inciuciati con preti e mafiosi]. [Nel fottere destramente gli altri] voi siate umili, ma non pavidi; semplici, non ingenui; pensosi, non complicati; dialogate con tutti [tappandovi le orecchie (v.: Don Livio)] ma siate vi stessi», acefali coglioni. Deglutite la merda senza obiezioni. Dialogate ma non permettete rilievi, sordi ad ogni altra opinione (ib.). Boutades tutte ripetute dalla Merdoglia, che strombazza di continuo l’apertura al dialogo ma lo proibisce («Con Satana non si può dialogare!»), e ribadisce la truffa con la farisaica kermesse tra le tre religioni nei giardini vaticani (08-06-2014), asserendo che «per dialogar ci vuol coraggio». PS. Conchiuso il grottesco show tra monoteisti inneggianti al dialogo e all’amore, gli arabi e gli ebrei sùbito dopo riprendono a darsi botte da orbi. (17-07-2014)

 

BLA-BLA-BLA  PRETALE

Il papame sventola la pace e fomenta guerre (v. Sarajevo 1914, Guerre, ecc.). Prima di attaccare, Hitler e Pio atterrirono i gretti conservatori con il pericolo comunista facendo abortir l’unione anglo-franco-russa, che avrebbe indubbiamente bloccato un Führer timorosissimo di finire attanagliato tra due fronti, di una ripetizione dell’esiziale assedio del 1914. Egli si aggrappava senza però farsi tante illusioni a un filo di speranza: il fallimento dell’alleanza in gestazione, ma con massimo piacevole stupore vide a un tratto realizzarsi tutti i sordidi maneggî pontificî a suo pro (v. Shirer, Qui Berlino, Il Saggiatore, 2005, pp. 75 e sgg.). È così nota l’ipocrisia dei feroci papi tutti grondanti melassa pacifista, che la Conferenza internazionale per la pace del ‘19 all’ingordo Vicedio in forza dell’art. 15 del patto di Londra sbatté la porta in faccia.   

  

BOCCACCIO

Negli ultimi anni, cupamente minacciato e atterrito da fra’ Pietro Petroni, Boccaccio fu costretto a sconfessare il proprio capolavoro, che per il suo schietto laicismo ispirerà i maggiori narratori europei. Si parva licet, lo stesso è accaduto al liberale Scalfari imbambolato dalle Woitj e Merdoglia. Ma il Boccaccio morì povero e affamato, lo Scalfari assurgerà al cielo opulento e satollo.    

 

BOFONCHIANDO

AL GALOPPO…

…dietro Marx contro l’odiato temutissimo comunismo Leone XIII partorì l’infida Rerum novarum. Poi con la Quadragesimo Anno Pio XI inciuciato col Duce («l’Uomo della Provvidenza») mette il piede in due staffe e copia pedestramente, per tutelarsi nell’incerto futuro, il detestato Stalin: «Ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi ha solo concentrazione di ricchezza, ma l’accumularsi altresì di una potenza enorme, una dispotica padronanza, dell’economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietarî, ma solamente depositarî e amministratori del capitale, di cui essi dispongono a loro grado e piacimento». E partorisce la Caritate Christi compulsit: «Coloro che sembrano avere nelle loro mani con le ricchezze più ingenti le sorti del mondo, quegli stessi pochissimi uomini, che con le loro speculazioni sono stati e sono in gran parte la causa di tanto male [la crisi del ‘29]. Radice di tutti i mali è la cupidigia». Lo dice il più avido ricco speculatore  del mondo che tramite il maneggione Nogara (fratello di due arcivescovi, due rettori di seminario, un prete e una badessa) utilizzò il colossale capitale carpitoci col Concordato esaurendo tutte le nostre riserve, per giocare sulle borse acquistando tantissimi immobili in Inghilterra, in Francia e in Svizzera. Nogara comprava e vendeva titoli (12-02-1932), e scriveva al papa: «Lo scopo è di trarre profitto dalla depressione del mercato di New York, più grave rispetto a quello di Londra» (Pollard, L’obolo di Pietro, Corbaccio, p.227). Il cardinale Tardini annota nel suo diario (30-11-1933): «È stato prudente investire il denaro della Santa Sede in certi titoli, in valute estere ecc.? E acquistare immobili in varî paesi? Non si è entrati un po’ troppo nella speculazione?» (ib., p.226.). Sulle orme dei gesuiti che già avevano fabbricato cannoni a Goa, il clero impadronitisi di molte nostre industrie maledirà i preservativi, tranne quelli da lui prodotti (Farmaceutici Serono spa), e istigherà tutte le guerre del Duce rassicurandolo con la massiccia fornitura di aerei (Compagnia Nazionale Aeronautica), cannoni, carri armati (Officine Meccaniche Reggiane spa), mitragliatrici e bombe a mano (Breda spa). Ma sempre gridando pace! pace! pace!

   

BOMBE a grappolo

e all’uranio

Poiché ora (18-05-2008) non serve tirarle come ci obbligò la Woitj nei Balcani, la Ratzy dice che le bombe fanno male, e le sconsiglia. Ma quando teneva bordone alla baldracca polacca che ci dava dei vili perché esitanti a colpire l’eretica Belgrado, allora si sbracciava con lei a benedirle. La sacra gang la spuntò, e il governo (di sinistra!) ci lanciò in criminali raid aerei che distrussero due ponti e 1.200 case.

 

BOMBE e PAPESSA

«Il 22 ottobre 1941 una bomba fa saltare in aria il quartier generale dell’esercito rumeno a Odessa uccidendo sedici ufficiali rumeni e quattro tedeschi. Questi per rappresaglia uccisero 50 prigionieri francesi, e i rumeni uccisero e bruciarono vivi 30.000 ebrei» (N. Baker, Cenere d’uomo, Bompiani 2008, p. 402). Il 25 Pio XII fa il sordo con Churchill che avverte: «La punizione per questi crimini, da ora in avanti, sarà una delle principali motivazioni della guerra» (ib., p. 406). E il 3 novembre lord Halifax: «Grida di vendetta s’innalzano su tutte quelle di morte provocate da questo moderno Juggernant» (ib., p.413). Il 7 Miriam Kober ad Abachi, dove uccisero molti ebrei, vede «bimbi con occhi gonfî, piedi congelati, donne con bimbi morti in braccio, vecchi e giovani avvolti negli straccî» (ib.). E Pio XII continua a benedire le SS tramite i suoi cento vescovi tedeschi fino alla fine della guerra.

 

BONIFACIO VIII

Inaugurò il primo giubileo, che attrasse alcuni milioni di pellegrini e procurò, come da allora sempre, enormi guadagni. Egli ben sapeva, come poi Leone X (v. voce), che la chiesa è solo una bottega dedita a volgarissimi imbrogli. E disse a un prete invocante Gesù: «Stolto! Stolto! Era un uomo come noi. Se non poté nulla per sé, cosa vuoi che possa fare per gli altri?» (Montanelli-Gervaso, Storia d’Italia, III p. 47)

 

BONTÀ CATTO-ISLAMICA

I farabutti delle due bieche religioni si spalleggiano e giurano che «entrambe vogliono la pace». Pace di preti e iman assetati di sangue, sull’onda dell’universale indignazione costretti a disapprovare delle scelleratezze, ma sempre giustificandole con l’ipocrita scusa di una «povertà, di cui solo l’Occidente è reo, di quanti voi dovreste aiutare con copiosi e cospicui versamenti alle nostre congregazioni». Così blaterano i responsabili della spaventosa esplosione demografica e dell’espandersi di miseria e Aids, per il loro indefesso invito a fotter senza freni e protezioni. Tutti agganciati i nemici del genere umano nell’incrementare menzogna e crassa ignoranza per l’espansione del criminale affarismo teocratico. (v. Atto nefando, Cane non mangia cane, Cattedrale nel deserto, Don Gino, E Bin Laden manda a dire, Inciucio Bin-Pap, Islam moderato?)

 

BONTÀ GESUITICA

«Il cattolicismo è buono quando anche fosse reissima la vita dei cattolici, mentre è cattivo il protestantesimo quand’anche fosse moralissima la vita dei protestanti.» (OPC)  Questa è la morale dei nefandi ipocriti figli di sant’Ignazio, dei quali adesso la Merdoglia è  massimo esponente.

 

BONTÀ ISLAMICA

«Tutte le religioni sono uguali e adorano lo stesso Dio», blaterava, per capitanarle, la Santa Subito. Ma Sua Suinità Sputasentenze che s’impicciava in tutto, non ficcanasava mai nelle orribili atrocità dei tanto cari fratelli islamici. E non fiatò, anzi ne godette pazzamente, per le cinque ragazze turche lasciate annegare alla presenza di molti nuotatori esperti, rimasti tutti impassibili, in asinina obbedienza a due turpi maestre di corano, a guardarle dibattersi e agonizzare tra i flutti marini. Servi imbecilli di un Allàh compassionevole, clemente e misericordioso, un grottesco feticcio amato anche dalla papessa. Il quale minaccia di morte esigendo che, fuorché il marito, nessuno, medici compresi, tocchi mai una donna. Dio criminale, misogino e culatone. I genitori delle vittime, ammaestrati come bestie da circo a rassegnarsi a qualsiasi religioso diktàt, «hanno ringraziato gli astanti della loro passiva correttezza». Il ripugnante episodio ha sollevato scalpore in tutto il mondo tranne in Italia, dove i media, disciplinati  papisticamente, tacciono. Turchia europea, tanto nutrita di letame islamico all’alba del Duemila da non punire gli autori e i complici di tale misfatto, invece d’infliggere come di dovere a genitori, astanti e maestra di corano l’ergastolo con catena e palla di ferro ai piedi. (v. in ABC: Atto nefando, E Bin Laden manda a dire, Cane non mangia cane, Cattedrale nel deserto, Inciucio Bin-Pap, Islam moderato)

 

BOOMERANG

Effetto boomerang: la velleitaria produzione libresca papale, tanto più sciocca quanto più con pretesa di serietà. Fa sbellicare l’ultima wojtilata 2004, serissima (v. Concorrenza sleale, Il dio Motore). PS: Con Il papa che contrastò Hitler, si spaccia, contro tutte le inconfutabili prove, addirittura per antinazista la nefanda sanguinaria accanita istigatrice di Hitler: Eugenio/a Pacelli, in arte Pio XII (2010). (v. Cattivi Maestri, ecc.).  

 

BORIOSO GNOMO

Lo gnomo per scopi legibus soluti piazzato dai preti (v. Ve accumpagna) a governare Papalia (ex Italia), sentenzia burbanzoso: «Il parlamento è inutile, pletorico, controproducente» (21-05-2009).

 

BOSNIA

Dopo aver abbracciato e benedetto il macellaio Pinochet, al grido SVANA SVO! (Sono con voi!) la  maiala Woitjla sobillò la Germania e gli Usa ad aggredire e disgregare la pacifica Jugoslavia. Ora ridotta a sette molto litigiosi Stati. Nell’ingrandita papistica  Croazia adesso il pretame la fa da padrone; e in Bosnia dove, per l’odio (inesistente durante il comunismo) inaspritosi in modo esponenziale tra papisti, islamici e ortodossi, dal 2012 alla stazione di Sarajevo la gente è convogliata, perché non si scanni, verso tre diversi treni, predisposti secondo le sue credenze religiose. Liberata dal marxismo? Sì, vale a dire resa del tutto intollerante, rimbecillita, inebetita, aggressiva. W il dialogo interreligioso! E l’ipocrita melensa Pacem in terris!    

   

BOSSI, ministro

delle Riforme

Da Tele Padania, 21-01-2003: «…quelli contro la religione, sono gli iconoclasti… vanno contro le tradizioni… come i giacobini! gli iconoclasti! i balabiott!!… i giacobiniBossi ballavano nudi in mezzo alle strade! ballavano nudi per tirare la gente! che voleva vedere! Ballavano sotto l’albero della libertà, che non era libertà!… Ora la gente, sono andato in chiesa a Natale… piena come un uovo!… quelli contrari, i barlafüs, li spazziamo via! via!!… arriva la Devoluzione, che suona la tromba!!!… Poi sono venuti i comunisti, contro i popoli, contro la democrazia, contro i popoli!… I meccanismi iconoclasti, contro i popoli, li abbiamo fatti saltare!… Le logiche degli iconoclasti però finiscono, così la gente si rompe le balle e via!!!… bellissime le processioni, quando si andava a messa… vogliamo fare miss Padania e miss Meridione…». Già il 9 febbraio aveva detto: «…salvare la spiritualità…la religione, o prima o dopo tutta la baracca salta in aria! Nel ’68 è venuto avanti il meccanismo iconoclasta che cancella tutte le regole, come la Rivoluzione francese… e salta tutto per aria! Napoleone faceva ballare tutti i giorni le prostitute sotto l’albero della libertà, col meccanismo iconoclasta! …io ho sempre considerato i cartellonisti dei demoni… gli iconoclasti con atto di crimine totale rompono la tradizione… i magistrati vanno in televisione… la sinistra è contro la famiglia… io ci metto Maroni… la prostituzione via dalle strade! La sinistra vuole le prostitute, con l’immigrazione, per scardinare la tradizione! …gli affaristi e i comunisti che vogliono via la famiglia, niente figli, se nascono li ammazziamo! Vogliono lo scardinamento, la distruzione dei popoli. Bisogna mandare là il popolo a prenderli, i dirigenti del CONI! …contro la famiglia, contro l’uomo, disperato, per farlo votare per loro! Sono da cacciar via, questi presidenti! da cacciar via!! ...la sinistra fa il bingo, il gioco d’azzardo. …la testa malata, malata degli affaristi! Non c’interessa i loro progetti! Io sono disposto ad andare giù a Roma con centomila scatenati! …al popolo non interessa niente degli atleti, che sono tutti bidoni! tutti sarabandisti! tutti incapaci! …Tutto ciò che sa dire Fulvio Colombo [direttore de L’unità] è sputare falsità… bla bla bla… Noi dobbiamo metter un muro! …Lui non è un uomo che combatte la bella vita per la bella battaglia! A quella gente lì bisogna togliere il saluto, lasciare perdere!». E il 23-2-2003: «…insomma è un ambaradàm! …i comunisti e i marxisti sono i figli dell’illuminismo… quindi bisogna stare attenti… mano a mano che finiscono le logiche iconoclastiche… l’olio, il petrolio… se vogliono prolungare il periodo iconoclastico è soprattutto dal punto di vista religioso… lo stato è incriccato in tutte le cose, diventato giacobino, e tutte le televisioni concentrate a Roma… la Padania, la più grande pianura  d’Europa [!]… nell’Europa di stampo socialistoide… questi sarabandisti, democristiani, socialisti, tutta la sarabanda… » E vedendo infinite fiche, culi e tette attorno all’alleato Berlusconi: «Vabbè che c’è il Viagra, ma dove trova il tempo?». Nuovo catto-Cristo corredato di sei cazzi sei? (v. Quadratura del cerchio). (v. Don Zega, Monologo, Otto x1000 = maxitruffa e Superati i limiti).

 

BOTTA e RISPOSTA

La boriosa Woitj: «Non muri [anti-terrorismo], ma ponti!». Sharon: «Tra la tua [sudicia] proposta e la sicurezza dei miei concittadini, scelgo la sicurezza».

 

BOTTE agli

OMOFILI

Anche le botte agli omosessuali di Roma e di Milano derivano dal cristismo, dal cannibalico catto-culatonismo atteggiato a purezza e smerciato per ossessione colpevolista. Non esistevano nel tollerante ed umanissimo paganesimo dei crimini di tal fatta. (Maggio 2010)

 

BRUCIARE LIBRI

Preti e imam bruciano i libri e i lettori perché «chi legge pensa, ama, sente» (Grazia Lissi, La Provincia, 17-04-2007). E affina il senso critico, da tutti i farabutti temutissimo.

 

BUDDA e CRISTO

Buddha sorride, Cristo s’incazza. Meglio Buddha.

 

BUE E ASINELLO

Bambinesca favola che imbelletta i presepî. Non c’è traccia di asini e di buoi nei soli quattro vangeli per i preti autentici.

 

BUFFONE BIANCO

Palla Bianca sbraita agli ebeti che l’Europa «deve ricuperare la sua identità, le sue radici, i suoi valori religiosi», ed accucciarsi sotto il papal deretano (17-08-2003). Ma le sue vere radici affondano nel senso di umanità e di giustizia, l’opposto delle pretesche lercie grullerie. Essa è figlia dell’Umanesimo, dell’Illuminismo, della Rivoluzione. La tradiscono solo i lacchè della scrofa ormeggiata oltre Tevere.

 

BUFFONE = PAPA

I luridi odiano la ragione, lo strumento che affoga nel brago l’ipse dixit con il sistema tolemaico e lo scellerato papismo. Poiché per più spremerci intendono affondarci nella più degradante ignoranza, si sopprima l’esiziale congrega. Dalla morte del Duce i ministeri e gli assessorati della cultura sono strettamente nelle loro grinfie. Cultura gestita dai mortali nemici della cultura!

 

BUFFONE TRISTE

La Ratzy si lagna perché sono ancora liberi (non ancora tutti quanti trucidati come in certi paesi islamici) in Italia, Spagna, Portogallo e Argentina i pochi veri laici, i laicisti. E frigna e s’atteggia a martire «perseguitata» delle loro beffe (18-12-2008).

 

BUGIARDI

Chi più falso e delinquente del prete? Per terrorizzare, accrescersi in potere, arraffare e rapinare impunito, fabbrica un dio che va in bestia per delle bagatelle e infligge pene eterne. Per abbindolare i semplici il lurido giura sulle scritture e minaccia le fiamme. Ma Dio dice: «La mia irritazione non è senza fine, se no mi verrebbe meno il rispetto delle anime da me create». Contraddice le frottole di Radio Maria, che però con beffarda baldanza ne cita le parole di cui sopra (15-12-2013, h 13,35), conscia della stupidità dei creduli, tutti addestrati a trangugiare dei dogmi come il Sacrificium intellectus, defecato dal beato porco Pio IX, che vieta categoricamente di pensare, ragionare, intendere e volere.   

 

BUONA STAMPA

Ritenendo buono solo ciò che alla gang procura croccanti bigliettoni per le sue godurie, o per far scoppiare delle lucrose guerre, il gesuita divide l’informazione in pia (la calunniosa BUONA STAMPA) e in maledetta, che si attiene al vero.

 

BUONISMO IDIOTA

Iniziarono in Algeria (1957-1962), malgrado la cittadinanza francese estesa ai più evoluti, facendo esplodere bombe nei bar, infliggendo migliaia di mutilazioni facciali ai civili europei, sparando raffiche sui degenti negli ospedali e sugli alunni nelle scuole. Difesi infine da un battaglione di paracadutisti e dall’OAS. Il cedimento dei buonisti inginocchiatisi per non “scendere al livello dei violenti” degenerò in clericocrazia. Calare le brache non porta la pace, ma imbaldanzisce i fanatici, che in Algeria tuttora uccidono i non integralisti. (2005)

 

BUON PITOCCO

Rebus: Il ricco “povero” che ruba ai poveri?

Soluzione: Lo “scalcagnato francescano” Merdoglio.

 

BUON TEMPO ANTICO

I preti rimpiangono con strazio il buon tempo antico, l’età dell’oro quando rapinavano sempre impuniti e ci amavano bruciandoci vivi.

 

BUSH ai Cinesi

«Invitate il papa!». Invitare la merda? (2008)

 

BUSONI SANTI

Più bucaioli più santi. Il cardinale Newman è dalla Ratzy, intenerita perché egli volle essere inumato a lato del suo indefesso inculatore, innalzato alla gloria degli altari. Newman ingiuriò coram populum il frate Achilli «dal Sant’Uffizio condannato per aver amato donne». Ma  nell’Inghilterra del sec. XIX l’Inquisizione non aveva più peso, con massima rabbia del santo bucaiolo. Che per la causa intentatagli dal frate dovette pagare (fece pregare le suore per sé sospirando: «Possa io uscirne da santo») 100 sterline e 9.000 di spese processuali. Giustamente dunque è aureolato e stringe la palma di martire.

 

 

                             PRESA PEI FONDELLI                             

 

                      Papa Merdoglio, catto-farabutto,                    

                      dice: Perdona!, ma per il mortorio                 

                      dei vignettisti vomita sul lutto.                        

                      Bugiardo gesuїta derisorio                              

                      che dice tutto e l’opposto di tutto,                    

                      carezza l’assassin con l’aspersorio:                

                      della misericordia s’imbelletta                         

                      però consuma cruenta vendetta.                  

                      Sotto la lana dell’agnel che bela                      

                      sta il losco manutengol di Videla.