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CAFFÈ e LOCANDE

Piagnucolavano i gesuiti: «Se fossero rispettate alquanto più le leggi della Chiesa, che prescrivono il levar le occasioni [peccaminose] col tener chiusi e caffè e locande ed altri ritrovi, non sarebbe già fatto molto pel vantaggio del popolo?» (OPC). Per gli opulenti e godereccî pii culatoni imbavagliare i poveri, ridurli in miseria e privarli di ogni svago è il miglior toccasana. Una linea rinverdita da papa Merdoglio, che ora sbotta: «Parlare dei poveri non significa essere comunista» (La Provincia di Varese, 05-04-2012). E ciarla di chiesa povera per accalappiare i semplici. L’ex compare del serial-killer  Videla («Tutti – piagnucola – hanno fatto qualche errore») è un feroce fautore, a cominciar dal suo, del più spietato capitalismo fascista. (v. Gente losca, Oh come vorrei)

 

 

CALCIO IN CULO

Sgarbi fu scacciato definitivamente dalla Rai e multato di 15 milioni di lire per una battuta sull’Infallibile in tutto ficcanasante («Il papa faccia il papa, non si intrometta nei preservativi»). Nel 2004 un calcio anche a Baudo per omessa richiesta di permesso («dopo tante lotte per conquistare la libertà d’opinione», egli sospira) di esprimersi. Eppure, quante cazzate impunite in TV! Dove chi più ne dice, se papistiche, più ingrassa, ma è punito chi fidi nella garantita libertà d’opinione. Scivolato Baudo su un’intervista ai figli di Giovanni Guareschi senza reprimere il suo stupore per l’ingiusta carcerazione del loro padre. Reo nella repubblica da operetta sotto papal deretano, di dire il vero, delitto imperdonabile nell’ottica del Gran Prete. PS.2015. Il tuttologo Sgarbi per farsi perdonare ora lo lecca vigliaccamente al bieco papa Merdoglio, asserendo che fa bene a minacciare di morte l’«imbecille che gli fa la caricatura» (v. Guareschi, ecc.)

 

CALUNNIE

don BasilioIl suggerimento dei gesuiti «Calunniate, calunniate: qualche cosa resterà!» ispirò a Rossini (uno dei tanti genî odiati dai preti) la famosa filastrocca cupamente gorgheggiata dall’intrigante tristo figuro don Basilio: La calunnia è un venticello. La calunnia, l’arma più consueta e ora tutt’altro che spuntata dei caramellosi ignaziani, di cui il velenoso  Merdoglio, scimiottante san Francesco, è il più viscido esponente.

 

 

CAMPANE e NAZI

Hitler, afferrato il potere pur mancando dei numeri legali, e nominato cancelliere da Hindemburg a patto d’indire elezioni per la conferma popolare, contava sui maneggî di don Kaas (il leader del cattolico Zentrum Partei) per ottenere la maggioranza assoluta, come in effetti avvenne. Col pretesto dell’incendiato Reichstag, imprigionò migliaia di avversarî, ne soppresse la stampa, con sfilate trionfali scatenò SA e SS provocando molti morti e feriti (J. C. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 493), e infine sparse il terrore per impedire agli oppositori di raggiungere i seggî. Chiuse l’ultimo comizio con un «grazie al benevolo aiuto di Dio» e una «preghiera di riconoscenza accentuata dagli scampanii del duomo di Könisberg» (ib.). «La nostra sarà una grande vittoria» (Göbbels, Diario, p. 274). Ma i nazi e i socî nazionalisti non fecero il pieno: il 43,9 % non bastava a Hindemburg per rendere legale la dittatura. A Hitler però venne in soccorso Pio XI (quello del Duce «uomo della Provvidenza») manovrando il deus ex machina Von Papen, per fargli travasare tutti i voti del Zentrum nel partito nazista, che salì al 51,9. Papistico aiuto ai tiranni e criminali che è una storica costante routine. La Woitj bacerà Pinochet, il camorrista card. Sepe il nano (v. Ve accumpagna), e il Povero tra i poveri, misero tra i miseri, umile tra gli umili papa Merdoglio/a farà lingua in bocca all’assassino di 15.000 persone imprigionate e di e 30.000 desaparecidos, generale Videla, «ritenendo il suo golpe una benedizione» (RaiStoria, 23-12-2013, h 20,47). Benedizione il trionfo del più lercio serial-killer, tanto amato dai sanguinarî impostori ciarlanti di religione dei poveri, i più acerrimi nemici della democrazia. (v. Heil Papa!, L’imbroglio di Merdoglio, Papa eguale a p. d. m e Quesito)

 

 

CANE NON MANGIA CANE

Giustiziato finalmente Yassin, paralitico capo di Hamas, sistematico assassino di donne e bambini. E la Woitj, affranta per la perdita di sì caro can rabbioso, sputa sul muro che protegge gli inermi e maledice le «rappresaglie ebraiche, anche se mirate solo a colpire i mandanti». Cane non mangia cane, prete non mangia imam, dolcemente avvinti in turpissima cagnara. Ovvie le proteste papali e dell’ONU gremita di furfanti. Ma fa assai più schifo l’Europa che coi corpi ancor caldi dei 200 spagnoli sfracellati, si unisce alla Porca portando il lutto ufficiale per il defunto cinghialone (23-03-2004). (v. Bontà catto-islamica, Cattedrale nel deserto, Don Gino, Bin Laden manda a dire, Inciucio Bin-Pap, Islam moderato)

 

 

CANOSSA

Come Enrico IV si umiliò a Canossa, i nostri politichieri, non piegati dal fato ma per irrefrenabile impulso a servire, si trascinano ai piedi di Sua Porcitudine per scusarsi della non ancora del tutto stroncata indipendenza italiana ottenuta a Porta Pia dai sacrileghi bersaglieri. Solo affossata cancellando pure il XX settembre, dal 1871 la massima ricorrenza dell’Unità: festa negata per compiacere la Porca, mentre si esalta a bandiere spiegate il fetente concordato clerico-fascista. Nel 2008 striscia a Porta Pia il sindaco Alemanno assieme a un ministro, un generale ed altri turpi torcicolli ad onorare non i nostri quarantasei caduti, bensì appellandoli uno ad uno tra singulti strazianti e volute d’incenso i sedici eroici papisti, nel ricordo commosso di Sua Suinità Pio IX, grugnente che «quest’alma nostra città, Dio permettente, fu presa con le armi e assoggettata al reggimento di uomini dispregiatori del diritto, nemici della religione, per i quali non ci ha distinzione veruna per le cose divine e umane …» (Enciclica, 1873).

 

 

CAPIRE il Vangelo

«Per capirlo dovete guardare la vita dei santi» (Radio Missione Francescana, 02-19-2011, h 17,50). (v. S. Bellarmino, S. Bonaventura, S. Carlo Borromeo, S. Pio Quinto, S. Tommaso d’Aquino, ecc. ecc. ecc.)

 

 

CAPITALISMO
a gò-gò

Marzo 2011: lo sbracato clerico-capitalismo produce, tra i milioni di affamati, un’Italia che a gran fatica batte la minuscola Slovenia con un solo gol, e che rischia la sconfitta schivata per un soffio solo per le tante pallonate per noi fortunatamente finite contro i pali. I calciatori papalici (ex italiani) pappano milioni mentre gli sloveni guadagnano poco più d’un operaio: circa 2.000 euro mensili. La catto-montagna partorisce topolini. PS 2014: Idem, anzi peggio, con la Croazia.

 

 

CAPITALISMO dal volto umano

Contro il “pericolo comunista”, pretesca magia: il “capitalismo dal volto umano”. Che non esiste, è mero gesuitico flatus vocis.

 

 

CAPPELLA SISTINA

Il clero è «pronto al martirio per conservarsi casto», ma pure a farsi scorticare per conservare intatti, tra tante orgiastiche inculate, i suoi beneamati zebedei. Che tuttavia amputava allegramente ai laici per godere del mutato timbro di voce (vietatissima l’odiata femminile!) dei castrati della Sistina.

 

 

CARD. BAGNASCO

Il presidente della Cei: «Non fondiamo partiti, non facciamo e non disfiamo governi, esigiamo solo un iter politico nuovo» (30-09-2011). Se non zuppa, pan bagnato: non fan politica, impongono solo direttive politiche, dettano legge, emettono diktàt, e ora silurano politicamente e degradano dalla provvisoria affibbiatagli santità l’opulento gnomo, per vendicarsi su chi dopo averli tanto ingrassati scivolò, stizzito per la loro ingratitudine, sulla buccia di un accenno ai languori omosex del direttore dell’Avvenire. (v. antecedenti in Nano nefasto)

   

 

CARDINAL DE LUGO

«Difficile creder alla violenta oppressione, salvo la colpa della donna alle palpate disoneste, alla vellicazione delle dita e alla compressione della mano» (Amatoriae conversationis anatome, p. 47). «È rarissimo che, volendo, non si possa resistere. Chi consente sia pur contro voglia a ciò che fa internamente arrossire compie peccato grave.» (ib. e De Iustitia, disp.10.n.199)

 

 

CARDINALE POLETTI

Sulla sindone, uno straccio dal carbonio 14 provato grossolano falso del sec. XIV, il card. Poletti ciurla nel manico: «Comunque sia, è pur sempre il ricordo di una crocifissione» (10-04-2010). Certo non di Gesù, ma di un eretico torturato e ammazzato per abbindolare i creduli e far venerare a pagamento un tessuto, oltre gli ettolitri di latte mariano, i sei cazzi di Gesù Cristo e la coda del suo asino genovese. (v. Reliquie)

 

 

CARDINALE RUINI

Dal pulpito TV lo stridulo cardinale urla perentorio: «Il concordato non si tocca! Nessuno in Italia vuole metterlo in discussione!» (16-11-2005). Italia mutata in Papalia. Eppure lo stesso Mussolini firmatario di un infame trattato, come Napoleone dovette amaramente pentirsene: «Ai preti non bisogna mai dare troppo. Essi sono come le donne: ti chiedono un dito e prendono un braccio. Rastignac [il sen. Morello] forse ha ragione. Il [suo] libro certo servirà domani. Pacificarsi e conciliarsi non vuol dire affatto mettere la testa nella bocca del leone. Abbiamo agito per chiudere un ciclo di storia e concluder l’unità politica e religiosa del paese. Chi verrà dopo di noi potrà sempre, se il momento lo richiederà, ridiscutere il concordato». (D’Aroma, Mussolini segreto, Cappelli., p. 28, 1955). E cadutagli del tutto la benda: «Il Vaticano è il cancro che divora la nostra nazione» (Ciano, Diario,1940). Ma i devoti col pretesto stantio di opporsi al comunismo tuttora s’inchinano e leccano.  

 

 

CARDINALE TONINI

Ulula in TVTonini 1: «Meglio l’Aids del preservativo!» (Rete 4) l’orecchione card. Ersilio/a Tonini, stridulo e stizzosissimo onnipresente sugli schermi TV. Invece d’essere allontanato a calcî dal  pentito e rinnovato (ma sempre acerrimo nemico degli esseri umani) consesso ecclesiastico, è istigato a sempre più subdolamente abbindolare l’ottuso gregge. E Sua Suinità, entusiasta di tanta malvagità, gli   conferisce cappellone, palandrana e strascico paonazzi, simboli del più criminale dei poteri. (v. Agnositicismo, Aids-Videogame, Amicone,  Benigni, Quanta cura! e Uganda)

 

 

CARDINALE UGUCCIONE

Il cardinale Uguccione, maestro del massacratore del popolo albigese Innocenzo III («il papa più illustre del medio evo», devotissimo alla Madonna), si ispira a Gregorio e Agostino, nemicissimi della donna, e afferma che «solo chi non gode non pecca» e «ogni piacere [tranne la pia omo-inculata] è malvagio». E induce Innocenzo a così stimare la famiglia e le nascite: «Chi non sa che il rapporto coniugale avviene con l’ardore della lussuria, con il sudiciume del piacere che rendono il seme concepito lurido e guasto?». W la cattolica famiglia! (Papeide, VII nn. 191 e 200) (v. Cesario, Don Cantore, Don La Me®da, Famiglia, San Gregorio d.T.)

 

 

CARITÀ (CARITAS)

La pretesca è sempre pelosa: incassa mille e dà uno, facendo cadere briciole di elemosina a tamburo battente e possenti squilli di tromba.

 

 

CARITÀ PAPISTA

PiattaformaCatto-carità riassunta nella piattaforma di 5 per 12 metri eretta presso Parigi per i giustiziati. Nella sua profonda  voragine scavata al centro i pii pigiarono molti degli assassinati nella notte di san. Bartolomeo (v. voce). Al fetore dei corpi degli impiccati esposti più giorni e dilaniati dagli uccelli si aggiunsero le esalazioni della fossa. Il re e la madre Caterina, nipote di due papi, istigata da san Pio V e Gregorio XIII a trucidare tutti gli evangelici, si recano a contemplarne i cadaveri. Davanti al Coligny, si attardano come incantati dall’immonda visione, finché un cortigiano disgustato dal lezzo insopportabile propone di allontanarsi, ma Carlo IX con un atroce papistico ghigno: «L’odore di un nemico morto è sempre un buon odore». 

 

 

 

 

CARLO BORROMEO

«Un uomo con gli uomini, per [incular] gli uomini» (Verga, Marco Formentini, 1911, p. 29). (v. S. Carlo Borromeo)

 

 

CASINI

Ricalca le comiche orme papali (v. Barzellette) il pimpante bigotto Casini, prete ad honorem presidente della Camera, e può ornar il suo altarino declamatorio con il trofeo: «Dell’intelligenza di Bossi ha certamente bisogno la politica italiana» (19-07-2004). Furibondo per la proposta dei radicali e dei socialisti di rivedere l’infame concordato, latra contro i «rigurgiti laicisti», quasi fossero idee bislacche (2005). Ma fetentissime sono invece le catto-islamiche fregnacce contro il laicismo, il quale è solo chiarezza, misura, umanità, salute mentale.

 

 

CASTO SUSANNO

Indovinello: Lindo davanti e più terso del vetro, rotto e sfondato però nel didietro? Sua Porcitudine papa Merdoglio.

 

 

CASTRAZIONE

Origene si castrò per non peccare. I preti invece castrerebbero tutti, tranne se stessi e i loro inculanti drudi. Bollano il sesso (se eterosex) assai peccaminoso, ma pronti ad andare all’inferno pur di non privarsi in questa valle di lacrime che è un attimo di spregevole vita terrena, dei proprî beneamati zebedei. (v. S. Agostino)

 

 

CATTEDRALE
nel deserto

Locuzione equivalente a quintessenza d’idiozia. Ma edificando con la enorme catasta di offerte carpite per sfamare il povero, e tenendoceli  nascosti, gli sfarzosi nuovi S. Pietro e Vaticano nella savana, la Santa Scrofa dimostrò tutto il suo disprezzo per gli idioti oblatori italiani. Non più in Roma s’Basilicaerge il massimo tempio papista, da quando nel 1990 la polacca volò (in quasi totale segretezza solo per noi) a inaugurarne il gemello, ma assai più imponente con la piazza e il colonnato di superficie addirittura doppia, in Costa d’Avorio. Gli accecanti barbagli emessi dalla sua cuspide tutta laminata d’oro massiccio sfolgorano a grandissima distanza. Le vertiginose pareti sono tutte arabescate in oro zecchino, e intorno al colossale complesso (con lo sfarzoso appartamento papale interamente arredato in culanico rosa-confetto) climatizzato con costi astronomici, errano scimmie, sciacalli, scorpioni, iene, leoni, serpenti e spettrali uomini scheletrici, mentre la gaudente feccia ecclesiastica, mangiato, bevuto e cacato a crepapelle in deliziosa frescura, si fa cullare in barchetta nella brezza serotina dalle ondine di un adiacente laghetto recintato, colmo d’acqua immessa alla facciaccia degli assetati da un condotto collegato a montagne distanti 500 km (v. Pio II). Sua Porcitudine ammirò gli strabilianti edificî plaudita da pii, cameramen e giornalisti giunti da ogni dove fuorché dall’Italia, rigorosamente esclusa ma onorata dalla Santa Porca col totale addossamento del costo delle demenziali costruzioni. Qual papal degnazione e delicatezza! Per sollevarci dal grave fastidio diScns0202 saperne l’importo, i media si fanno premura di tacere che il mondo si spancia dalle risa per la nostra a dir poco abissale scemenza. Sulle piste del vasto aeroporto creato anch’esso a totali nostre spese, vicino ai faraonici edificî planano sciami di aerei provenienti da tutto il pianeta tranne da Papalia (ex Italia), in grazia della virtù della prudenza scollegata da Yamoussoukro, nuovo papistico centro universale. Di nostri pellegrini manco  l’ombra. PS 2014. Le nostre agenzie turistiche, che si sgolano per cacciarci in qualsiasi buco, anche in bettole di quarta categoria, sono tuttora severamente ammonite dal clero e dai politici suoi lacchè a stare zitte e, se proprio messe alle strette, ad astenersi dal fornire informazioni dettagliate sui vergognosi edificî equatoriali. (v. Notre-Dame de la paix, Farsi beffe, Non c’è bisogno, Don Albanese, Don Ciotti, Don Gino)

 

 

“CATTIVI MAESTRI”

Così titola G. B. Guerri, sulla scorta di documenti di Limes, le «frasi ripugnanti» del legato papale Pacelli (futuro papa Pio XII) pronunciate nel 1917 quando egli strappò al Reichstag la promessa di ricostituire il nefando Stato della Chiesa, in compenso delle pugnalate alla schiena inferteci dal’ipocrita Benedetto XV blaterante d’inutile strage solo dopo l’intervento americano a nostro favore, per impedire la nostra rivincita e il conseguente collasso tedesco. Pugnalate alla schiena dei soldati dell’Intesa, con le quali «molto chiaramente il futuro papa si augura che l’Italia perda la guerra perché “la storia c’insegna che la Provvidenza si serve degli stessi grandi sconvolgimenti sociali per il bene della sua Chiesa”. È lo stesso criterio che Pio XII applicherà pochi anni dopo nell’appoggiare il fascismo e nel ’45 per sostituire al regime fascista il democristiano: guai per l’Italia, vantaggî per la Chiesa». (L’Opinione, a.17. n° 25) (v. Sarajevo 1914, Guareschi, ecc.)

 

 

CATTO-CAZZATE

Tra le tante del terrorista don(na) Livio, lo sguaiato frocione di Radio Maria che sventolando lo spauracchio infernale estorce a milioni di vecchiette in miseria «almeno dieci euro al mese per far contenta la Madonna»: «L’Antidio [che per il prete è ogni uomo che pensa] opera nel mondo per distruggere tutto ciò che c’è di bene. Satana non può sussistere solo per forza propria, mentre Dio, bontà infinita, è eterno e onnipotente» (20-12-2006). Ma inetto a scalfire l’Antidio da lui stesso creato contro gli uomini e gli animali. «Per metterci alla prova!» va sbraitando lo sfondatissimo orecchione dalla stridula castrizia voce. «La redenzione è attuata da Dio con la sofferenza e la guerra. Ogni uomo nasce segnato dalla sofferenza e dalla morte. Si salva soltanto con la sofferenza e la morte! La profezia cristiana è sempre una profezia di gioia, perché Cristo è risorto! Per redimerci dal peccato, che provocò la sofferenza e la morte, Dio ha scelto la sofferenza e la morte!» (25-02-2010, h. 16,35). Grandissimo pezzo di merda! Un dio tanto maialesco come quello dal luridi preti malvagiamente confezionato non può esistere. Schifosissima è invece la delenda barbarie catto-islamica di cui è perfida gesuitica voce la papessa Merdoglia.

 

 

CATTO-FREGATURA

Il santo concilio di Trento indetto per «sanare le piaghe causate nella Chiesa dagli empî eretici» (Paolo Sarpi), proclama di purificare il clero (dagli errori che le Woitj, Ratzy e Merdoglia fingono biasimare), ma mira solo a esacerbare l’Inquisizione, sterminar i dissidenti e ribadire l’obbligo dei laici, sotto la minaccia di morte, di servire i tribunali della Fede. Con atroce ironia riserva ai pentiti una pseudo-difesa e un grosso privilegio: essere strozzati prima del rogoi. Inoltre riconferma la tortura per strappar solo risposte gradite al clero, e costringe i pochi scampati al fuoco, scontate le dure pene sostitutive, a denunciare ogni persona sospetta, compresi i proprî familiari (anche Galileo dovette giurarlo in ginocchio). E l’Indice dei libri proibiti elenca quelli da incenerire e condanna a morte lettori, editori ed autori incriminati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CATTOLICHERIE

Il nano deride l’elegante capo comunista rivale in papal leccaculismo: «Bertinotti dice di amare i poveri, ma li ama così tanto che li vuole raddoppiare». E l’ex marxista, per nulla offeso, va a saltellare come il suo derisore sotto la finestrona bianca acclamando la Porca che invita i denutriti e affamati ad «amarsi e moltiplicarsi» senza preservativi. 

 

 

CATTO-LIBERALE

Può il più acerrimo nemico della libertà amare la libertà? Il sedicente catto-liberale lo asserisce, così prendendoci bellamente per il culo.

 

 

CATTOLICISMO

La chiesa s’impiccia di tutto ma sputa sul suo tanto sbandierato amore fraterno. Calca la scena per calunniare, minacciare, provocare guerre (v. Sarajevo 1914 ecc. ecc.). Ha soppresso la schiavitù (v. il maledetto dal clero Simmaco, l’unico papa antischiavista)? Impudente millanteria! Nel XX secolo milioni di bambini lavoravano 14 ore al giorno in fabbrica, sabato compreso, senz’alcuna tutela e bastonati per lievi mancanze, complici i sempre allegri e gavazzanti religiosi, che altresì li forzavano a «non sprecare i giorni festivi nei giochi e a frequentare tutte le sacre funzioni, anche quelle pomeridiane, a «digiunare e pregar genuflessi per il padrone, a rischio, poveretto, di cedere tra tanti piaceri anche all’orribile peccato della carne». Li esortavano a subire tutti gli insulti e le percosse per guadagnarsi un posto in paradiso. Ovvio che il prete, feroce strozzino, odi a morte il comunismo, «inspiegabilmente divenuto ateo», e che ne tema tremendamente il risveglio.

  

 

CATTOLICONE

All’islam che lo minaccia, del didietro apre la faccia.

 

 

CAVOUR

Inviperito per la nostra unità, il beato Pio/a IX si avventava contro il «cattivo cattolico Cavour, su cui pesa sempre adirata la mano di Dio» (Padre G. Martina, Pio IX e Leopoldo II, Roma 1967 p. 504); e comminava la scomunica maggiore a «certi stolti italianissimi» (A. Sale, L’unità d’Italia e la Santa Sede, Jaka Book, p. 64).

 

 

CAZZATE LIVIESCHE

Tra le molte idiozie vomitate dal don(na) Livio: «Non si redime da solo il peccatore. È Dio che, se vuole, lo salva, e molto dipende da chi prega per lui, e da quanto prega». E da quanto paga, al prete. I non raccomandati dagli stupidi sbiascicanti oblatori, tutti all’inferno. (Radio Maria, 22-05-2012, h 19).

 

 

CAZZATE PAPALI

Il 9 sett. 1870 il Vicario di Dio  Pio IX, futuro santo, proclama: «Non sono profeta né figlio di profeta, ma vi assicuro che le truppe italiane non entreranno in Roma». Undici giorni dopo i bersaglieri v’irrompono da porta Pia. L’ingordissimo don Bosco schiatta di rabbia e distribuisce un suo opuscolo che prevede imminente una sanguinosa guerra santa, coi preti vittoriosi e gli italiani ricacciati, quando si dirà: «…furono veduti due angeli, che portando uno stendardo l’andarono a presentare al Papa dicendo: Ricevi il vessillo di Cristo che combatte e disperde i più forti nemici della terra. Il Papa prese con gioia lo stendardo. Quando poi pose piede nella Città Santa si mise a piangere per la desolazione dei cittadini, di cui molti non erano più. Rientrato poi in S. Pietro intonò il Te Deum, a cui gli rispose un coro di Angeli: Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis» (v. Don Bosco). Profezia fasullissima, ma solo sulla sua imminenza. In effetti  il papame riuscirà a realizzarla nel secolo XX, quando farà  bombardare pesantemente Roma nel 1943, devastando il Verano, il policlinico, l’acquedotto, quattro quartieri popolari, e così riafferrando il  perduto nefando clerico-politico potere (v. Guareschi).

 

 

CAZZATE MARIANE

Da Fatima: «Non offendete più Dio perché è già troppo offeso», e di rincalzo: «Molti vanno all’Inferno perché non c’è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro» (Radio Maria, 01-05-2010, h.18,55). I preti, succhiacazzi indefessi: «...piega ciò che è rigido, drizza ciò che è piegato…» (ib.).

 

 

CAZZO

Termine spesso appropriato, come per l’ingresso trionfale del Santo Porco/a a Montecitorio, l’episodio più vergognoso della nostra storia. Solo i repubblicani ed alcuni comunisti lasciano l’aula. Tutti gli altri, frementi di ardor servile, balzano in piedi ventidue volte acclamando il boriosissimo pistolotto papale. Dal sondaggio di Odeon TV su tre milioni di utenti il 43 % disapprova la pontificia intrusione,. Il 97 % respinge l’entrata del Gran Perdonatore che perdonò il suo feritore infliggendogli l’ergastolo in durissima segregazione, e il suo diktat di un indulto pro mafia. Per il diktàt deglutito dai proni politici Funari arguisce rivolto agli italiani, che «ai vostri rappresentanti della vostra opinione non frega un beneamato cazzo». PS. 2014. Merdoglia ripete la bravata della Woitj e va a pontificare nel Consiglio Europeo. E i pecoroni si spellano a lungo le mani per le sue cazzate. (v. Assoluzione, Crocesegnati, Diritto d’asilo, Don Ciotti, Gorduña, Mafia, Riguardi speciali, Santa Mafia)

 

 

CEFALOFORI

sanDionigiTra gli innumerevoli martiri tutti inventati di sana pianta dai luridi, spiccano i ridicoli cefalofori (gr.: portatori di teste). Infatti Dio è atterrito dalle scuri e, ridotto all’impotenza, si paralizza come un basilisco nel vederle calare, pur sapendo proteggere i pii da tutti gli altri supplizî, e facendoli uscire indenni dal fuoco e dai terribili ingranaggî stritolatori. (v. Dio fifone) Per non far sfigurare il Cacasotto da loro sagomato, i pii reverendi hanno sfornato il miracolo di molti martiri che raccattano da terra la propria testa mozza e se la portano a spasso. Ora i luridi nicchiano, tentennano, rinculano sapendo che persino ai più fessi certe balle sembrano da pazzi. Non possono più tanto facilmente sciogliere i nodi delle loro frottole ammazzando i dubbiosi, come nel tanto rimpianto buon tempo antico, zeppo di chiese e dipinti che illustrano fregnacce e feticcî, e forzando i fessi a sborsare per venerarli. Ma in Ascoli Piceno, tuttora immersa nella più rincitrullente religione, si continua a gabbare il prossimo sventolando il fantasma di sant’Emidio, che palleggia la propria testa mozza e attraversa da un capo all’altro la città per deporre su un colle la prima pietra dell’oratorio.

 

 

CELENTANO

«Dovete scrivere al capo dello stato migliaia di lettere con su scritto: io sono il figlio della foca.» Date le papistiche vedute di entrambi, che l’eufemistica foca, vulgo fica, adombri quella patonzola rievocata dal guittone Benigni e dal suo culatonico amico per la pelle cardinale Ersilio Tonini? (v. Benigni e Cardinal Tonini)

 

 

CELSO

Storico. Molto attento ai fatti, scartava le panzane crististe, come la stupidissima negazione dell’intelligenza e sensibilità degli animali. Riteneva gli evangelisti dei volgari impostori che sfornavan fandonie come il terremoto del venerdì santo, il quale avrebbe scoperchiato le tombe e risuscitato i profeti, veduti da tutti passeggiare per le vie di Gerusalemme. Terremoto da nessuno registrato. Accertò la falsità dei miracoli e che Maria, frigida copia della dea Inanna (v. voce), non fu infilata dal volatile trinitario ma da quello di un centurione romano detto il Pantera, poi ripudiata dal marito, e che uno dei suoi numerosi figli, Gesù, faceva il moralista per meglio capeggiare una banda di «sciagurati rapinatori» [Ammesso e non concesso che Gesù, Maria e Giuseppe siano davvero esistiti]. Denunciò pure le mene dei preti coi barbari per attirarli e spartir con loro bottino e potere. Ovvia la rabbia degli smascherati porci, che appena conquistato il trono distrussero i suoi scritti e assassinarono quanti li conservassero. Ne rimangono solo dei brani trascritti da Origene (un pazzoide castratosi per quindi più godere lassù) nel velleitario tentativo di confutarli. (v. Celso in Hanno detto)

 

 

C’Ė MODO E MODO

Per i luridi la storia non è la regina delle scienze, strumento principe di ricerca del vero. In mano loro è solo un mezzo per ribaltare i fatti, spargere superstizioni, inculcare menzogne. Come la balla di Nerone incendiario, alla quale ora non crede più nemmeno l’università della bigotta Zagabria. Ma i luridi adesso producono falsificazioni su due binarî: ne sfornano maree per imbonir gli sprovveduti, e al contempo irretiscono i colti tacendo o distorcendo la verità e seppellendola sotto aggettivazioni mistificatorie. (v. Onestà mentale)

 

 

CENSURA

Nei decennî del massimo papistico dominio postbellico, il clero per accalappiar i semplici sembrando casto e puro benché accanito frocio al cubo, censurava tutto. Vietatissime (pena espulsione dalla RAI) e raccolte in un opuscolo per i dipendenti, le «oscenità» come coscia, inguine, petto, ascella, Pompei (da sostituire con Ercolano), piedi (dire estremità), organo, membro del parlamento, gamba, scopare una stanza, gambe del tavolo (dire piedi del tavolo), ancestrale (per la sua assonanza con incesto), Malagodi (cognome «osceno» di un liberale: i preti godrebbero meglio), banana pronunciata vicino a donna, ma OK al carneo banano succhiato dai severissimii censori, e rigatoni. La Bignardi cita amante, sudore, divorzio, tette e seno. Il Boncompagni con un semirepresso birichin risolino e papistico pudico imbarazzo, confessa che «talora mi scappava una parolina proibita, per carità mai nulla di grave, ma il direttore era buono: di solito lasciava correre». (Radio 24ore, 04-10-2004; Rai 2, Chiambretti e Boncompagni, e 19-12-2002; La 7 TV, Enza Sampò, 07-11-2003 e Bignardi, 07-04-06); Rai 3, Cominciamo bene, 01-12-2003, Boncompagni) Perché tanto moralismo? Sua Suinità non agita la coda per nulla, né trema foglia che lei non voglia. La sua titanica gretta battaglia ha tal punto infrocito Papalia (ex Italia), che il terzo millennio s’inaugura con la stizzosissima cagnetta Leo Gullotta urlante (in ora di massimo ascolto TV): «Morte alla fica!».

  

 

CENTRALITÀ DEL CAZZO

Che frega alla gente se il clero faccia massacrare milioni di persone a basso fine di lucro, come nell’ecatombe 1914-45? (v. Catto-cazzate, Sarajevo 1914). Le preme solo il gossip sul ruolo del cazzo. Che le frega delle recenti pretesche atrocità in Ruanda e Jugoslavia? Ma è incontenibile la sua bestiale rabbia per gli altrui piaceri. Che le frega delle mene papistiche, tutta rapita da pruriginose puntate tv? Che le frega del sangue che ancora faranno versare i venditori dell’aldilà? Un cazzo!          

 

 

CERTEZZE

Abbindolano smerciando per certezze le fandonie trascendentali.

 

 

CESARIO,  vescovo

di Arles

«A chi, prima della domenica o di altre feste non si astiene dal coito, nasceranno figli lebbrosi, epilettici, posseduti dal demonio.» (v. Cardinal Uguccione, Don Cantore, Don La Me®da, Famiglia, San Gregorio d.T., Sant’Alberto Magno)

 

 

CHE BEL CRISTIANESIMO!

Dopo 2.000 anni di cristismo: il pretame, Marchionne, Mastrapasqua, Montezemolo e moltissimi altri opulenti prepotentoni come l’ipocrita e bugiardo assisate Merdoglio, mangianti, cacanti e inculanti a rotta di collo in mezzo a masse affamate. Brucino al rogo. Ma da troppo buoni e rispettosi della legge, ne auspichiamo solo la fucilazione.

    

 

CHE FACCE!

I vescovi della Cei contro i «mafiosi, connessi col potere politico» del prete ad onorem Berlusca (24-02-2010). Paragonabili a nazisti contro «dei nazisti connessi col nazi-potere politico»!

 

 

CHE FARE?

Si spazzi la feccia papista dallo Stato. Tollerare gli intolleranti? Fuori legge tutti i nemici del genere umano: papaioli, pretaioli, criminali impostori per antonomasia! Il loro odio risparmia soltano gli islamici, loro biechi manutengoli. Sono furiosi per non essere riusciti a tradurre in grimaldello l’afflosciato Bossi per disgregare l’Italia (come già la Jugoslavia) e risuscitare lo Stato della Chiesa in tutti i suoi poteri, ma felici di averla frattanto ridotta a pretesca colonia. (v. Cattivi maestri)

 

 

CHI COME QUANDO?

Il cardinale Bertone davanti al presidente della Repubblica rivendica ai luridi un «ruolo attivo per l’unità d’Italia, non si può dimenticare il forte apporto cattolico a formar lo Stato unitario» (16-03-2011). Faccia di merda! L’unico don pro Italia unita fu il Gioberti, ma tradotta, come adesso, sotto tallone pretesco. Il clero ha sempre odiato l’Italia, come quando Federico II che al papa che lo scomunicò e condannò a morte, perché «al Papa tutti i re devono baciare i piedi», «replicò tacciandolo di calunnia, di falso e di avarizia. E Gregorio: “Federico ha artigli d’orso, gola di leone, corpo di pantera. Spalanca le fauci per vomitare bestemmie contro il nome del Signore e scaglia strali nefandi contro il suo tabernacolo”. Diluvio di contumelie che cela il vero nocciolo del conflitto. L’Imperatore voleva unificare l’Italia, il Papa la voleva divisa» (Montanelli-Gervaso, Storia d’Italia, II, Rizzoli, II, p. 255).     

 

 

CHI GUARDA

«Chi guardi con desiderio una donna – grugnisce la sfondatissima in culo Woitjla – commette adulterio» e va all’inferno. Tutti i furibondi succhiacazzi come lei diventano invece santi sùbito e vanno difilati in paradiso. (2003)

 

 

 

 

CHI IL BUGIARDO?

Il prete, o il libero pensatore? Il primo: «Vai all’inferno se ascolti un altro, fosse anche tuo padre». Il secondo: «Lasciati pur imbambolare dal prete, ma ascolta anche me». (v. Don Livio/a)

 

 

CHI PIÙ BESTIA?

Chi più bestia dei preti, che negano intelligenza alle bestie? PS. Ma ora essi, per accalappiare altri milioni di grulli, dopo aver per duemila anni torturato e ingurgitato a crepapelle milioni di tonnellate di carne animale, fanno sputare dall’impostore gesuita Merdoglio/a che anche gli animali vanno in paradiso. (27-11-2014)

 

 

CHI PIÙ FROCIO?

Chi mai frocione del prete? Per lui «l’inferno non è che l’amore della donna, terra aridissima, fuoco divoratore» (v. S. Gerolamo).

 

 

CHI PIÙ INFAME?

Chi più infame del papa? Per la Storia è un cadavere. Ma Merdoglio parla, parla, parla. Morto che parla.

 

 

CHI PIÙ ODIA?

Chi più il papame odia, oltre le donne? I liberali, non abbindolabili (v. Tortora), non meno degli umanitarî e comunisti, temuti dagli ingordi pii arpagoni avvinghiati tenacemente al loro malloppo. Catapultò i nazi-fascisti contro il governo repubblicano spagnolo, privo di comunisti ma reo di non aver soppresso il loro mini-partito (il tre %!), e nel 1941 istigò Hitler contro l’Urss. Nel ‘34 Stalin avvertì gli Usa, chiedendone l’aiuto, che Germania e Giappone miravano a un conflitto mondiale (Curdell Hull, Memorie di pace e di guerra, Rizzoli 1949, I vol., p. 57); ma il papa e compari fecero potenziare il Reich per l’attacco all’Urss (v. Mein Kampf). Quando nel 1939 Stalin si offerse, coi suoi aerei tre volte più numerosi degli hitleriani, di difendere da solo Praga mentre tutta l’Europa se ne stava accucciata, e chiese alla Polonia il sorvolo provvisorio del suo spazio aereo per poter raggiungere la Cecoslovacchia, e scongiurar la guerra mondiale avendo Hitler promesso ai suoi di non combattere su due fronti, Varsavia rispose con un secco no (Bianchi, 25 luglio, U. Mursia & C., 1966, p. 46). I papisti temevano il contagio spirituale col transito rosso ad alta quota perché «Hitler ci toglierebbe la libertà, Stalin l’anima». Grazie, o catto-pluto-farabutti, delle spaventose stragi e distruzioni volute per tutelare la pretesca refurtiva. (v. Guerre dei due Pii, Mons. Tiso, Questa crociata)

 

 

CHI SONO IO?

«Chi sono io per poter giudicare?» frigna sul suo trono d’oro l’abietto Merdoglio, ipocritissimo gesuita. E si esibisce ogni giorno come una puttana bacchettando tutto e tutti.  

 

 

CHIUNQUE CIANCI

Chiunque (il papa in primis) cianci ancora di demonio, per i tantissimi  milioni di vittime innocenti di torture e roghi sia bruciato vivo. PS. La Merdoglia occupa le prime pagine dei giornali con l’urlo: «Il cibo c’è, ma non tutti mangiano!». E si inneggia alla sua umanità! Coglioni! C’è tanta miseria proprio solo perché dei farabutti come lei mangiano troppo, rubano all’impazzata e non pagano tasse! (08-02-2015)

 

 

CHURCHULL

Wiston Churchill: «Sta scorrendo un fiume di sangue, sangue di ebrei e di comunisti, coraggiosi soldati che muoiono per il loro paese sul campo di battaglia» (11-11-1941), ma Pia XII benedice per tutta la guerra la nazi «crociata antibolscevica». Che le frega dei milioni di uomini macellati? Un beneamato cazzo! Come non le frega dei primi «ebrei deportati a Lublino e fatti oggetto di massacri, saccheggî sistematici e torture» (Jewish T. A. e Herald Tribune da N. York, 02-01-1940). Né le frega che «se la guerra continuasse ancora un anno, la metà dei due milioni di ebrei polacchi morirebbe per la fame o uccisa dai persecutori nazisti» (Baker citando N. Goldman in Cenere d’uomo, Bompiani 2008). Quando Hitler invade l’Europa, la Pia frena gli Usa aizzando trenta milioni di catto americo-pacifisti: «Dobbiamo resistere nel modo più reciso all’uso della guerra, ci viene richiesto di amare Dio e di amarci l’un l’altro». Ma asseconda la nazi Provvidenza che stermina slavi, ebrei, testimoni di Geova e zingari (ib., Catholic Worker, USA, giu. 1940.). Insensibile alla pioggia di bombe su Varsavia, Rotterdam, Coventry e Londra, versa poi lacrime di coccodrillo sulle ritorsioni alleate e frigna: «Dobbiamo lamentar i limiti legittimi delle operazioni militari ripetutamente. superati. Possano i belligeranti mostrare sentimenti caritatevoli per la sofferenza dei civili» (03-04-1941).

 

 

CIRILLINOCÌ

L’impastato e farfugliante genio della finanza Tremonti, che tiene in ordine i conti facendo debiti voraginosi (per l’Istat sono poveri il 25 % degli italiani), con un atroce sarcastico sorriso chiede ai ricchi epuloni della Corte dei Conti se si sentano poveri (25-05-2011). Una battuta del genere costò la testa a una regina. Noi invece, addestrati dai luridi alla virtù della pazienza, pazientemente ingoiamo. (v. Taglio a pensioni)

 

 

CIURLARE

Ciurla nel manico il papame sventolando una enciclica dal contenuto equivoco per passar da amico degli ebrei. Ma Hitler, creato dittatore dal cattolico Zentrum, li perseguitò sempre fortemente sostenuto dai preti, compensati col concordato, fiumi di soldi, grossi privilegî e il «cristianesimo [sancito] incrollabile fondamento della vita morale del popolo tedesco». Il papa condì la solita pantomima pacifista facendo dal cardinale Bertram e dai vescovi ordinare di obbedire al Führer e di suonare in tutto il Terzo Reich le campane a stormo per festeggiare ogni sua vittoria. Cementata la losca pia combutta con l’assassinio di Dolfüss, gli ùstasha, i criminali papisti croati allevati in Italia a odiare gli ortodossi (ne massacreranno 700.000 compresi gli ebrei e gli zingari), iniziavano la cattolica crociata assassinando Barthou e il re jugoslavo. I vescovi ligî a Hitler e alla Porca (ma che sottobanco faceva piedino allo zio Sam), fino alla fine  della guerra si sbracciarono a benedire le SS riconfermando la loro piena adesione al nazismo. (v. Adolf e Pio, Il turpe Pio, L’ingenuo e Padre Gemelli)

 

 

CLERICALI E NON

Poiché banchieri, finanzieri, strozzini, vigliacchi, ruffiani e spioni, atei filo-papa compresi, sono tutti clericali, noi no.

 

 

COINCIDENZA

Il vaticanista Tosatti, della  “laica”  Stampa di Torino, disserta da RAI DUE sulle grottesche apparizioni di Mejugorie senza nemmeno ridere. Anzi, turbatissimo dalla profezia della terribile guerra civile rivelata dal madonnesco pezzo di merda con anticipo di dieci anni (apparso anche a Kibeu ad annunciare con uguale anticipo le stragi papistiche del 1992 in Ruanda), ne rimarca la “miracolosa coincidenza” (Rai Due, Italia sul 2, 20-1-2003). Strano ‘laico’ che ignora che fu proprio il papa a provocare ancora una volta (v. Sarajevo 1914) un caos balcanico nel 1982, anche tramite la radio dei criminali ùstasha teneramente ospitati in Vaticano, che istigava i croati e gli islamici a massacrare gli ortodossi (mentre da Mejugorie si gettava fumo gracchiando pace! pace!) per espandere lo schifoso papismo in Slovenia, in Croazia e nella Bosnia-Erzegovina disgregando, dopo aver cruentemente sconfitto l’eretica Serbia, la quieta e pacifica Jugoslavia. (v. Ciurlare) 

 

 

COITO, inculatA

ANIMAL POST COITUM TRISTE, PAPA POST INCULATAM FELIX.

 

 

COLOSSEO

Nell’anfiteatro, costruito dopo la morte di Nerone (che significava Forte, Valoroso come il dio Nereo), nessuno fu arrostito né sbranato, neppure i crististi (e i gladiatori lottavano nel ben più vasto Circo!). Adesso resta in piedi solo lo scheletro del ColosseoColosseo, un tempo tutto rivestito di centomila tonnellate di marmo. Sfruttato per molti secoli dal clero come cava gratuita, o tradotto in calce per le sue porcate edilizie: il Campidoglio, i palazzi Barberini, Venezia, San Pietro e una massa di  chiesone nefande. Benché deturpato, demolito  e sconciato nel modo più osceno, attira ancora un milione l’anno di visitatori paganti. Poco, a confronto dei due milioni della Torre di Londra, dei due del castello di Schönbrunn, dei tre dell’Empire State Building, dei sette della Tour Eiffel. Se il pretesco  piccone non l’avesse ridotto una pallida ombra di se stesso, quanti accorrerebbero attratti dalla sua storia, dalla sua maestà, dal suo inestimabile valore artistico? E che mai al suo confronto, tranne le piramidi, tutti gli altri monumenti? Grazie, carissimi preti, del bel servizio! E che dire dell’ancor più imponente Septizonium, eretto su base di 90 metri e altezza doppia del Colosseo? Ancora intatto nel Rinascimento, dai luridi ridotto a un muretto di mezzo metro! Dove le grandiose arcate e i marmi policromi? Tradotti in levigati scivoli per i fetenti piedi papali. Passando nel 1944 sotto il Colosseo, l’ignorante pio generale Clark pensa alle pesanti incursioni aeree concordate col papa ed esclama sgomento: «Siamo stati noi?»  PS. Don Messa [in culo] sostiene che «i germani distrussero l’Impero romano e ridussero il Colosseo come ora si vede» (Radio Maria, h 11,20, 15-06-2015). Faccia di merda! I germani neppure lo scalfirono! (v. Barbari, Foro romano, Guareschi, Pantheon e Policarpo)

 

 

COMPARE PAPA

Titoli di LEGGO: «Lo Stato moroso. La Sanità fa crac. Assobiomedica: crediti stratosferici. Il ritardo in Italia per il materiale biomedico: 286 giorni, per i farmaci 244» (28-03-2011). E il nano, Geronzi, Montezemolo, Marchionne, Mastrapasqua e moltissimi altri insaziabili mangioni ci spernacchiano e fan soldi a palate. Ci torchiano, ammanigliati a Sua Suinità. PS 2013. Lo Stato va in malora, ma loro si tengono stretti ai rapinati malloppi. PS 2014. La sedicente povera Santa Porca, ex socia dell’assassino seriale Videla, se la ride nuotando nell’oro e ci prende per il culo biascicando, mascherata da s. Francesco, di aver le scarpe rotte e nutrirsi di scatolette di ceci.      

 

 

COMUNISMO

Il comunismo è la bestia nera del papa, che lo odia a morte come un tempo odiava i liberali, ma non, come vuol darla a bere, per il suo libero pensiero e conseguente ateismo, che invece è un molto salutare antioscurantismo. Del resto chi più ateo della Santa Porca? Che non crede un’acca di quanto predica, specie l’amore per i poveri, lei tanto inciuciata con i mafiosi, i capitalisti e i finanzieri, suoi correi, atei e credenti, garanti della conservazione della sua pellaccia e della sacra refurtiva accumulata solo con raggiri, plagî, ricatti, sevizie e stragi. Quanto a Hitler, i preti pur festeggiandone le stragi con gran sorrisi, braccio levato e campane a stormo (v. W. Shirer, Qui Berlino, Il Saggiatore 2005), in fondo non simpatizzavano per lui, poco propenso ai pii culatoni, ma lo stimavano (v. Concistoro turingico e S. Adolf Hitler) per aver annientato il comunismo tedesco e invaso la Russia espandendo il mercato papista. 

 

 

COMUNISTI, ORROR!

«Troppi libri comunisti in classe!» ulula la papisticissima ministra dell’Istruzione (Leggo, 13-04-2011). Ma i pii servi del dio Danaro sconciano la cultura farcendola di sistematiche menzogne (v. Cultura). Rispettare il vero è delitto, è comunista. La torva bigotta lamenta che «le foibe siano trattate nei libri di testo in secondo piano». Vuole farle risaltare per bollare i comunisti slavi, ma ne nasconde il carattere di reazione (pochissimi i fascisti uccisi) al massacro perpetrato dagli ùstasha, dai nazisti, SS islamiche e italiani, di 700.000 serbi restii a  convertitisi al papismo. Guidata da 200 francescani sgattaiolati poi sotto la gonna papale, la divisione Sassari decapitò (per risparmiare proiettili) 4.000 persone di ogni età e sesso rimaste cristiane ortodosse. Tace la sordida baciapile sui tanti bambini decapitati e i tanti occhi strappati ai serbi dai cattolici di Ante Pavelic, il truce lacchè del poi beatificato dalla Woitj, criminale arcivescovo di Zagabria. Atrocità di cui diede una inorridita testimonianza Curzio Malaparte, il “fascista più fascista del Duce”, sul Resto del Carlino (marzo 1943), passata tra le maglie censorie. Che non si ardì sforbiciarla per l’autorità del suo autore. (v. Fotografie)  

 

 

CONCILIO DI LIMA

Nel 1583 i vescovi bruciano ogni documento di storia e astronomia degli Inca, odiatissimi dal catto clero per il loro alto grado di civiltà. Preziosissime carte che il loro re ‘riformatore del mondo’ Pachacutec, aveva fatto raccogliere in tutte le province del suo vasto impero e collocare nel grande tempio del Sole.

 

 

 

 

CONCISTORO tURINGIco

Nel 1933 Sua Suinità, atterrita al pensiero di un’ipotetica ascesa dei marxisti, troppo rischiosa per il papistico malloppone, istigò Hitler ad inferocirsi sempre più nell’antiebraismo inculcatogli dal perfido frate domenicano Lanz, e ad incaponirsi sempre più nella «decisa volontà politica necessaria ad abbattere il comunismo» (J.C. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 537). E gli ecclesiastici nel concistoro di Turingia osannarono «Gesù Cristo venuto a noi attraverso Adolf Hitler» (W. Fabry, Mutmatssungen über Hitler, p.115). Hitler-Dio reincarnato in Mangia-marxisti, per i preti mostruosi in tutto, persino nella cute che – per i dialoganti con i non credenti – non è pelle ma «pellaccia» (Radio Maria, 12-10-2012, h 18,50). Il Dio-Adolf, grato e modesto, assicurò al suo Vicario: «Porterò a termine l’opera iniziata da Cristo», col sottinteso: in me reincarnato. Hitler piaceva al papa per la misoginia, coincidente con la pretesca per secoli negatrice dell’anima femminile, che gli faceva dire: «L’intelletto non ha alcuna importanza nella donna». (v. Adolf Hitler, A. J. Muste, Hitler, L’ingordo pio nano, Malvagità papale)

              

 

CONCLAVE

Designato a ricevere il Volatile che cornificò Giuseppe (v. Un tonto) e ad ispirare ai papabili dei voti infallibili. Il card. Manuel affermò: «Qui tutto è basato sull’avidità e sulla menzogna: è difficile che lo stesso inferno ospiti tanti demoni quanti tra i cardinali». (Papeide, XXIX n. 297)

 

 

CONCORRENZA SLEALE

Ottobre 2004. Vessando la già martoriata Terra l’ammorbano del tutto con il loro letame cartaceo i Camilleri, Messori, Cardini e molti altri lacché della Woitj, firmataria di un libercolo che, già glorificato con laceranti strombettii in anteprima, fa precipitare in crisi irreversibile i già grassi produttori di carta igienica. (v. Boomerang, Il dio Motore)

 

 

CONFESSIONE

La confessione auricolare escogitata dal «grande Papa Innocenzo III»,  assassino d’innumerevoli evangelici albigesi, fu un perfido strumento spionistico inquisitivo (Papeide, XVII n. 199). E l’ipocrita gesuita: «[A chi] diceConfessione che è un’invenzione dei preti nel Concilio del Laterano, che serve loro per insinuarsi nel segreto delle famiglie, e che finalmente è uno strumento di più in servigio delle polizie, io mi vergogno fin di rispondere, e credo che chi è capace di gettare in volto alla Chiesa questo insulto, difficilmente sia capace di ricredersi. Se basta che un romanziere od un novellista introduca empiamente in un racconto la profanazione avvenuta di un sacramento, se basta che metta un sacerdote in iscena e lo descriva scellerato fino a quel punto da contaminarsi di quella perfidia, …perché quelli che spacciano calunnie così orribili non appuntano il sacerdote colpevole, non lo nominano, non indicano il luogo, il tempo in cui avvenne il delitto, perché non lo chiamano in giudizio, perché non producono testimonianze, perché non lo svergognano dopo di averlo convinto? Per divina misericordia ciò non avviene, perché Iddio, con provvidenza tutta speciale, veglia sopra quell’inviolabil sigillo» (OPC). A tanta impudenza si replichi che le polizie, complici del prete, non lo tradiscono, e che Dio non veglia sulla millantata assenza di prove, in effetti infinite. Non veglia sui nomi dei sadici inquisitori, né sul conclamato segreto confessionale: enorme la massa dei preti spioni come s. Carlo Borromeo, abilissimo nell’estorcere in confessione con le lusinghe e le minacce delle frasi compromettenti, per poi consegnare i fiduciosi confessati all’autorità giudiziaria, a sua volta dal dolce clero costretta, sotto pena di morte se ricalcitrante, a torturarli e assassinarli (v. la pagina: San Carlo il torturatore).

 

 

Con la Vittoria…

…sul turpissimo clero, la vita vincerà la morte.

 

 

CONRAD von Hötzendorf

Capo dell’esercito austro-ungarico, pressato da manutengoli del papa, contro il parere di Franz Joseph e del prudente governo, optava per la guerra contro l’Italia per rivendicare il Lombardo-Veneto e risuscitare lo scellerato Stato della Chiesa, contro l’Italia benché aderente alla Triplice alleanza. Infine, pungolato dal pacifista Vaticano, la spunta provocando la grande guerra cominciando con l’attacco alla Serbia. Ma scrive all’amante, Gina Reininghaus, di una «lotta senza speranza. Che comunque bisogna combattere, perché un’antica monarchia ed un esercito glorioso non possono soccombere senza gloria» (H. Strachan, La prima guerra mondiale, Mondadori 2009, da Wyk, July 1914, Boston 2003). «L’Austria non aveva riservisti addestrati. L’esercito era la metà del francese e del tedesco e la sua divisione aveva solo 42 cannoni, rispetto ai 54 della germanica. Era ormai una potenza militare più locale che europea» (ib., p. 16). Ma al papato premeva giocare presto, comunque a scapito dell’altrui pelle, la carta dell’azzardo militare. (v. Inutile strage, Padre Lingam, Sarajevo 1914, Vittorio Veneto)

 

 

CONSOLAZIONE

Il furbetto di turno sussurra e ammicca: «È vero, la chiesa ha distrutto la meravigliosa arte antica e ruba, rapina, estorce, uccide, grida pace! pace! pace! e fomenta guerre su guerre, ma… consola i moribondi. Angaria i poveri e li fa crepar con atroci pene godendo nel privarli dei sedativi; ma spirano speranzosi, perfino cantando a squarciagola. E vi pare poco?». Il pro pareggerebbe effettivamente il contro, se non lo sbilanciasse l’immenso cumulo di estorsioni e omicidî. «I suoi crimini – rincalza il furbetto – sono tanti, ma i Papi, che sono tanto buoni, poi si pentono, si battono il petto, recitano il mea culpa, agitano l’ulivo.» Belle sceneggiate a chiusura del contenzioso senza pagare scotto, anzi elargendosi, gratis et amore Dei, generose assoluzioni per continuare a delinquere ed accrescere il già mostruoso pio malloppo (Papeide, XXXIV n. 348). PS. Il lercio show continua col bugiardo di tre cotte, il gesuita  che beffeggia tutti scimmiottando san Francesco e commiserando se stesso con le ciance sulle «[sue] scarpe rotte, i pasti con scatolette di piselli, la croce di legno solo… bagnata nell’oro».

 

 

CONTRO LIONE

In odio alla libertà di culto sancita dalla Consulta di Lione (1802), la prepotentissima Porca esigette «la riconferma in Italia del predominio della religione cattolica, escludendo ogni falsa religione, come lo era prima». Quanto più sudicia, tanto più premiata.

 

 

CONTRORIFORMA

Reazione papale culminata nel criminoso concilio di Trento, tuttorBellarminoa virulenta contro ogni e qualsiasi anelito di libertà. Di cui i più grossi campioni: Paolo III, Giulio III, Gregorio XIII, Sisto V, Paolo V, Urbano VIII, Pio IV e i santi Carlo, Pio V,  Bellarmino, tutti degli efferati assassini. Aureolato anche chi bruciò vivo il grande filosofo Giordano Bruno e torturò e, come vendicativa pena del contrappasso, accecò Galileo. La malvagità del card. Bellarmino adesso i luridi s’arrampicano sugli specchi per negarla. Egli incrudelì ferocemente su Galileo perché «affermare che la Terra gira intorno al Sole è un errore come affermare che Gesù non nacque da una vergine». Sufficiente per aver perlomeno la lingua amputata. Se Galileo non fu arso ma soltanto orribilmente torturato, accecato e rinchiuso a domicilio a vita, lo si deve ai Medici, i banchieri influenti in Vaticano. Giordano Bruno è odiato da don Sorbi, un incazzatissimo trombone, un «appassionato ammiratore ed entusiasta sostenitore del Bellarmino, che fece bene a far ciò che fece» (Radio Maria, 18-02-2010, h 11). Egli va sbruffando di «poter annientare [Bruno] e come uomo e come filosofo davanti a chiunque in qualsiasi dibattito» (ib.). E cavernoso, lo ripete rombando per due ore l’indomani dell’anniversario del rogo, ma guardandosi bene dal prestarsi a un libero dibattito. Si ciarla di pentimento del clero. Qual papistica presa per il culo! Non potendo scalfire il filosofo, lo infangano «come uomo» il quale – orrore! – ai vezzi, moine e sculettamenti preteschi preferiva le curve femminee: scelta blasfema, imperdonabile per ogni pio culatone.

 

 

COSCIENZA

Impulso comune a tutto il regno animale a non ledere i proprî simili. Avvertito anche dagli uomini, tranne gli scellerati preti ed imam.

 

 

COSE DA RIDERE

Per Radio Maria, la più infame e diffusa nel mondo (nel 2012 in 70 stati),  «certe durezze dell’Inquisizione, per le quali il Papa si è persino [sic] umiliato a chiedere perdono, sono cose da ridere al confronto delle atrocità comuniste» (26-03-2004). Persino! E da ridere!Che generosa la Santa Porca! Le decine di milioni di assassinati dai luridi e le infinite sanguinose guerre da loro provocate farebbero ridere! E si dovrebbe invece piangere le al confronto pochissime vittime delle rivoluzioni che, per aver liberato le masse oppresse dai nobili e dalla violenza materiale e psichica del clero, sono mortalmente detestate dai preti. Che blaterano specialmente contro la Russia come se non fosse stata vittima del tremendo conflitto 1914-45 proprio satanicamente voluto dai papi, che vanno tanto superbi (v. Controriforma), stimolati dalle recenti stragi fratesche in Ruanda e Jugoslavia, della Santa Inquisizione (ora chiamata opera di beneficenza), della carneficina degli albigese, della San Bartolomeo, dei due conflitti trentennali (sec. XVII e XX), del Sacro macello della Valtellina ordito dal manzoniano buon cardinal Federigo, ecc. ecc. (v. Sarajevo 1914, ecc.)

 

 

CREDERE

Come pensare un dio tanto buono, sonnecchiante e gaudente come un pazzo negli eterni abissi, a un tratto è preso dal ghiribizzo di creare miliardi di esseri sensibili e innocentissimi (tranne l’uomo, mostruoso addentatore di mela!), dotandoli di corna, pungiglioni, artigli, zanne (in sestupla fila nei pescecani) per aggredirsi, scannarsi e scorticarsi a vicenda? Ed è inesplicabile l’avere plasmato esseri turpi, immondi, rapaci, poltroni, infingardi come i preti e gli imam che, cominciando da Merdoglia, lo bestemmiano a tambur battente proclamandolo, per coprir i loro orribili crimini, «buonissimo e misericordioso ordinatore e motore della storia». Bontà Infinita ebete e abulica, che guarda in panciolle chi ce la presenta così scellerata e imbecille. (v. Dio e Inferno).

 

 

cREDERE IN dIO

Stupido ateo, giudicano i luridi e i bigotti il non abboccante l’esca del grottesco feticcio gettata dai suoi ministri.

 

 

CRETINO cHI?

Il volpone Andreotti, prima d’esser colto col sorcio mafioso in bocca  zampettò in sette governi democristiani percependo quindi, per aver gonfiato il clero, l’emolumento di senatore a vita. Alla domanda CHI È IL CRETINO? rivolta ai “vip” da Panorama, rispose con una gesuitica tortuosità: «Il padre di un mio compagno di liceo, dopo il fascismo, rifiutò di adeguarsi alla nuova realtà, quindi non poté godere di alcun vantaggio e visse sempre miseramente». Troppo colto, ironico, astuto per credere davvero ai luridi, quindi ateo di ferro, ma con coscienza criminosa. Strafottente del bene comune: pensò soltanto al proprio, al guicciardiniano «particulare». Cosa che avrebbe dovuto confessare nel testamento, che già trapelava in tirate dissacranti: «Pio XII: Lo Stato è responsabile di questa stampa pornografica». Andreotti: «Lo crede più responsabile del proprietario?». Pio XII: «Questo no». A: «Ebbene, Santità, le azioni di questo rotocalco [la Settimana Incom] appartengono al Vaticano» (Il potere logora, Rizzoli 1990, p.35); «Umiltà e peso. Papa Giovanni – rettificando una lode del Messaggero – disse di aver abolito la sedia gestatoria non per umiltà ma perché, dato il suo venerabile peso, temeva lo facessero cadere» (ib., p.78); e «Muor giovane colui che al ciel è caro. Con questa frase di Menandro in trascrizione leopardiana cominciai il mio discorso sul centenario dell’arcivescovo Carinci» (ib., p.102); «Temo molto le società non aventi finalità di lucro» (ib., p.103); «…Appresi dal gen. Sorice, allora ministro della guerra, che egli aveva avuto notizia dell’armistizio solo l’otto settembre sera. Badoglio non si fidava che di pochissimi. Peggio ancora toccò al ministro dell’Interno … che fino a mezzanotte restò all’oscuro di tutto. …io, che non ero nessuno, avevo appreso quattro giorni prima dell’armistizio in Vaticano da Gonella» (ib., p. 108). «Un bonario mio accenno a re Salomone mi ha provocato una telefonata di fuoco da un gesuita… Mi ero permesso di dire che in fondo tutta la saggezza salomonica è consistita nel suggerire alle due donne che se ne contendevano la maternità nel fare in pezzi la creaturina. È vero che le disputanti non gli diedero retta, ma lui il suggerimento l’aveva dato… è vietato di dir male anche di Salomone? Non prendo il lutto per questo, ma mi consenta l’ipersensibile religioso di notare che nel Libro dei Proverbi vi sono massime assai discutibili, come il consiglio di negare l’acqua della propria cisterna agli stranieri… » (ib., p. 116); «Esempio di ridicolaggine: …la prima pagina dell’11 luglio 1982 dell’Osservatore Romano. L’articolo di spalla titola: La dimensione pneumatica del papato» (ib., p.149). E con blasfema ironia: «Mi piace san Pietro, perché divenne Princeps Apostolorum dopo aver ricevuto tanti rimproveri. “Uomo di poca fede”, perché temeva affogare nonostante la chiamata di Cristo. E lo stesso gli dice: “Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte”. Offre molto conforto a noi peccatori.» (ib., p.206). Specie quando san Pietro assassina brutsalmente Anania e Safira per derubarli dei loro pochissimi spiccioli. (At. 5,1-11). 

 

 

CRISTO E pRETE

Ammessane la reale benché assai dubbia esistenza storica (v. Furbastra, Leone X), chi più comunista di Cristo? L’avidissimo clero, che lo odia a morte quanto odia il comunismo, lo strumentalizza come specchietto per le allodole per far soldi e a scudo dei proprî delitti.

 

 

CRITICA STORICA

Afferma Gioacchino Volpe, fascista ma vero storico, che il Vaticano manifesta un tale «oscurantismo» e «negazione assoluta della critica storica», da far diventare anticlericali persino alcuni membri della Democrazia Cristiana, il partito di don Sturzo, una cricca di furbastri e di utili idioti servi del clero. (Italia moderna, Sansoni 1974, II, p. 484)

 

 

CROCESIGNATI

Servi dell’Inquisizione siciliana, dopo la sua abolizione detti mafiosi, come in Napoli camorristi. Circolavano armati, con casacche segnate da una crocionaRogo eretici rossa. Arrestavano i sospetti d’eresia o di tiepida fede elencati in liste compilate dal clero. Di inquisirli, torturarli e bruciarli vivi erano incaricati i frati domenicani e francescani, la malvagia bassa forza coadiuvata dagli aguzzini laici. Ad allestire gli atroci spettacoli accompagnati da musica sacra, provvedevano loschi figuri laici che gareggiavano in papistico volontariato coi manigoldi, i salariati tirapiedi del boia. (v. Assoluzione, Cazzo, Diritto d’asilo, Don Ciotti, Gorduña, Mafia, Riguardi speciali, Santa Mafia)

 

 

 

CROCIFISSO

Benissimo fa il tribunale de L’Aquila a vietarlo nelle scuole ed altri luoghi pubblici (05-10-2003). Male che lo faccia ad istanza di un ululante prepotentone islamico. Noi per primi aboliremmo sì lugubre simbolo, fuorché nell’aula frequentata dai figli del buzzurro. Che un tribunale debba emetter un verdetto solo dietro arrogante pretesa islamica, è dai barbuti interpretato un segnale di nostro codardo cedimento. È quindi vergognoso, e ciò riscatta il giudice, che nella laica repubblica istituti e partiti “difensori della libertà di pensiero” non abbiano mai rimosso quel simbolo di superstizione. Tutti pavidi lacchè della Santa Porca, atroce nemica del genere umano e in special modo dell’Italia.

 

 

CULTURA

Agli orecchi islamico-papisti risuona incomprensibile, astrusa, salvo se scissa in CUL e TURA. Che rievochi ai pii solo anali introduzioni lo prova la finanziaria 2005 del nano, che ingrassa il già opulentissimo clero assegnandogli, oltre i miliardi versatigli con varî pretesti, anche i 270 milioni destinati alle istituzioni culturali. Nel 2011 sbrodolano i preti per l’annullamento di ogni residua sovvenzione alla cultura. Ma dopo numerose risentite proteste, il nano rincula. E inasprisce le già spropositate tasse sulla benzina, la più cara del mondo, che ci addossa pure le spese della guerra etiopica del ‘35, mentre Londra ne ritocca il prezzo abbassandolo. Nel 2013 Papalia (ex Italia) continua a essere, con maxi-goduria pretesca, ultimissima in Europa per la cultura, con l’uno % della spesa pubblica. Superata persino da Cipro col tre %.

 

                               MERDOGLIO POVERO

 

                          Con la bislunga facciona melensa

                          da gesuїtica plasmata scuola,

                          dice l’opposto di quello che pensa.

                          «Son tanto povero, rotta ho la suola»,

                          e di champagne s’innaffia la mensa.

                          Farcisce di fandonie ogni parola,

                          e avviluppato in aurea fine tela

                          ingurgita carname a profusione,

                          il criminale socio di Videla

                          il qual sprezza il fedele credulone.

                          «Mi nutro di un pezzettino di mela»,

                          ma chi mai fu di lui più crapulone?

                          E con la cocciutaggine di un mulo

                          ci prende tutti quanti per il culo.