E

E BIN LADEN MANDA A DIRE

Il 29-08-2004. Bin Laden minaccia gli italiani tranne i luridi. «Non colpiremo mai il Vaticano!». Bin farà macello, se il governo smette di tenergli bordone e favorirlo vilmente, di nostre donne e bambini, ma non strapperà un pelo ai preti. E la Santa Porca ci beffeggia con il suo atteggiarsi a martire. Ci fa spender grosse somme per i più sofisticati strumenti a sua total protezione, oltre l’immenso numero di poliziotti, anche camuffati, che recitano la risibilissima farsa di proteggerla da fantomatici attentati da parte dei correi islamici, a lei amorevolmente ammanigliati nell’immerdamento teocratico del mondo. (v. Atto nefando, Bontà catto-islamica, Cane non mangia cane, Cattedrale nel deserto, Don Gino, Inciucio Bin-Pap, Islam moderato?)

 

EBREI

Mentre dall’incerto esito della guerra si cautelava facendo sottobanco piedino a zio Sam, e passandogli informazioni militari contro dollari, la papessa Pacelli, in arte Pio XII, non troncava affatto la laida fasci-nazi liaison à trois né la perfida istigazione ad aggredire la Russia e a sterminare gli ebrei. E quando «von Weizsäcker, ambasciatore in Vaticano e vecchia conoscenza del papa, fu accreditato nel 1943, sulla limousine papale che lo conduceva all’udienza sventolavano la bandiera vaticana e la svastica in pacifica armonia, come orgoglioso annotò» (C. Morris, American Catholic: the saints and sinners who built America’s most powerful church, Times Book, 1997. p.239). (v. Adolf e Pio, ecc. ecc.)

 

EBREI e ARABI

Nel 1918, cinquemila israeliti combattevano nell’armata di Allemby per liberare la Palestina dai turchi. E gli arabi di Faysal si univano agli inglesi, mentre precorrendo la papal-nazi crociata contro l’Urss, «migliaia di ebrei venivano assassinati dai bianchi antibolscevichi, il cui storico antisemitismo, anche per la folta presenza ebraica nella dirigenza comunista, replicava i violenti pogrom di 15 anni prima» (M. Gilbert, La prima guerra mondiale, Mondatori, 1998, p. 521). Reduce da Aqaba, Faysal a Sykes: «Ammetto che arabi ignoranti disprezzino gli ebrei, ma gli ignoranti sono ovunque gli stessi e questo è nulla in confronto alle sofferenze inflitte agli ebrei nei paesi più avanzati» (ib.).

 

ECCELSO MOTTO

Ultimo grido à la page dei lacchè del papa e dei suoi cari islamici: «Guadagnare tutto, fuorché l’onore!».

 

E CHE MI FREGA?

Ti vanti libero pensatore ma la critica al clero ti turba. Mi zittisci e dici «Io non credo, ma la religione ci vuole: mia madre, consolata dal prete, ha goduto». «E chi se ne frega che ha goduto!» Ora mi guardi in cagnesco, con odio. Gongoli per la mammetta lecca-preti, ma te ne freghi dei tanti milioni di seviziati e arsi vivi, e di tutti i caduti nelle grandi guerre volute ferocemente dal clero (v. Sarajevo 1914, Guareschi, ecc.). Sante tue madre, sorelle, figlie e nipoti: le altre tutte puttane. «E chi se ne frega della troia di tua madre!».

  

E CHI NE DUBITA?

Don(na) Livio, turpe abbindolatrice e sfruttatrice di milioni di povere vecchie, che ghignando manda in visibilio vantando la propria castità, rivela: «Anche prima di farmi prete non ho mai provato nemmeno per un attimo attrazione per la donna. Nessuno è più esente dalla donna di me!» (Radio Maria, 04-03-2008). E ti pareva? Chi più culatone, frocio, cupio, culano, bucaiolo, orecchione e rotto in culo di te?

 

ECO UMBERTO

Il catto-Supergenio Eco, un fanatico papista che per imperscrutabili e trascendentali motiviU si spaccia laico e libero pensatore. Stimatissimo dai pii, dai catto-sinistrorsi, dagli intellettualoidi e da tutte le mezzecalzette inabili a discernere le incoerenze più eclatanti, è magnificato dal clero  e ovviamente tradotto in 100 lingue. gennaio. 2003: Dal pulpito di Rai3 egli fa grazia a tutti gli imploranti suoi ammiratori, di lui bramosissimi, di un confortante: «Mi piacerebbe comparire in televisione mentre mi masturbo». Ineccepibile aspirazione, che conturba ed entusiasma la dolce cagnara dei preti, frati, suore e fedeli, benché per attuarla dovrebbe almeno averlo e averle. Edificante spettacolo che tuttavia, contro i velleitari sforzi del Supergenio, finora per trascendentali arcane ragioni non si verifica. Deluso, spossato e sgomento, il gregge però non demorde e con fede inalterata attende la papistico-cazziale apparizione. E il clero è grato al Supergenio anche perché di tutta la sua farraginosa produzione la più pompata e strombazzata (Il nome della rosa) volgarissimamente insudicia, pur con insistite deturpazioni somatiche, gli eretici, i liberi pensatori e le supposte streghe. Sempre a gesuitico fin di bene, e solo per giustificare la Santa Inquisizione. PS. 2016. Per più ingannare i babbei: funerale laico di un cretino spacciato libero pensatore per più prendere la gente per il culo. Quando il suo conclamato capolavoro laicista  fu tradotto in un film diretto da un regista coadiuvato da un furbastro frate domenicano, la famigerata Famiglia cristiana le venti pagine centrali a colori tutte condite daentusiasti osanna. Moltissimi intellettualoidi ora si dicono esterrefatti per il non conferitogli premio Nobel. Astensione che è un giusto e nobile gesto di una istituzione che già zoppicò premiando il rozzo e sguaiato buffone Fo. (v. Benigni, Ernesto Galli, Erezione, Honoris causa, Occhi slegati e Opere librarie)

 

È DIBATTITO?

Da La 7 TV, due ore di serrato dibattito su Carlo Borromeo (23-10-2004). Moderatore Gad Lerner. Contendenti: storiografi, psicologi, psichiatri e ipocriti saccenti gesuiti. Dibattito, ossia schermaglia di idee, libera discussione. Ma lo scrivente, l’unico oppostosi, e  dallo stesso Lerner commentato su L’Espresso (4 nov.1984, pp.32-33), all’apologetico rigurgito di sviolinate al malvagio criminale, non è invitato. Salvo l’intervento-lampo di uno psicologo sùbito ammutolito da un muro di ostilità, è un dibattito dipanatosi solamente in untuose leccate al maxi-delinquente esaltato come gigante della Controriforma. Patetica la rievocazione dell’emaciato dai digiuni (in effetti divoratore d’interi vitelli), per la seccezionale energia (giustificata da speciose e stantie inquadrature nel tempo) nell’imporre duri digiuni, sacrificî, penitenze e pubbliche preghiere. Manco un accenno alle innumerevoli sue rapine, angherie, sevizie, supplizî, roghi, amputazioni e squartamenti. E lo chiamano dibattito. (v. Garanzie e Viaggî papali)

 

E DOVE MAI?

Ad integrare le balle sulla fantomatica Madonna, mai esistita se non come statua di marmo o di gesso, «il cantico dei cantici essa lo sapeva a memoria, lo cantava in sinagoga» (Radio Maria, 13-09-2005). E quando mai? Dove sta scritto? Di lei i preti, a dispetto del loro attuale bla-bla-bla, non hanno mai avuto alcuna stima, e per aver cornificato Giuseppe la ritengono troia. Giovanni XII, papa legittimo, sentenziò che per i troppi suoi peccati brucia da secoli in Purgatorio e brucerà ancora per tanti secoli, tanto che «per assurgere al cielo deve aspettare il giorno del Giudizio universale» (Montanelli-Gervaso, Storia d’Italia, II, p. 96). Giacché nessuno può smentire o modificare sentenze di un sedicente Infallibile Vicario di Dio, tutti i suoi successori che spudoratamente blaterano di mariana ascesa al cielo (la chiamano addirittura l’Assunta!) sono degli eretici, blasfemi, bestemmiatori, illegittimi e demoniaci.

 

EFFETTO MERDOGLIO

Sotto questo titolo, don(na) Livio sviolina papa Merdoglio, «che con una mano ti carezza, con l’altra picchia contro Satana, col quale dice non si deve affatto dialogare, non si deve assolutamente trattare con certa gente». Quale gente? E come individuarla? La rottissima in culo tace. Dialogo coi non credenti, ma senza, pena l’inferno, conversare con loro! «Manco parola!» Merdogliana presa per il culo! (Radio Maria, 18-09-014, h.19)

 

È GRAN SANTO!

La festa dell’atrocissimo e sadico macellaio san Pio V, «il peggiore mostro [dopo san Carlo Borromeo] che abbia mai disonorato la razza umana», il quale varò la «più terribile disposizione inquisitoriale, il segreto della delazione, [che rinnovò] le tremende giornate di sangue e vendetta privata delle tavole di proscrizione» (Zaniboni, Historia n°193), si celebra il 5 maggio con striduli gorgheggiamenti e volute d’incenso da tutti i luridi e da Sua Porcitudine. (v. Elemosina, ecc.)

 

È IMPOSSIBILE…

…conoscere i preti e non essere atei.

 

È INAMMISSIBILE

…non spazzare via l’islam e il papismoScns0081. Entrambi assai perniciosi, ma a noi ora più ripugnante il secondo perché più prossimo e dannoso. Le due micidiali cricche sono avvinte e appiccicate cul a culo, ora come non mai. A lato, una stampa coeva col tipico allocco laico tanto caro ai preti (non il superbo laicista che  osa pensare con la sua testa!), che in asinina obbedienza brucia vivi dei mitissimi indios, colpevoli di non essersi convertiti alla lurida religione papista, poi ricalcata in molti punti dai fanatici islamici. Finire bruciati era l’usuale castigo riservato ai contestatori, dubbiosi, tiepidi, non credenti e soprattutto alle dai feroci preti culatoni assai invidiate ed odiate appartenenti al sesso femminile.

 

«È INCREDIBILE…

…come la Madonna sappia utilizzare sia i vostri sacrificî sia le vostre offerte!», e nel dirlo si scompiscia l’infame sanguisuga, la logorroica strozzina di Radio Maria all’approssimarsi del Natale. E sciorina alle povere vecchiette deboli, fragili e affamate (la massa del turlupinato gregge) l’elenco delle banche nazionali ed estere, a cui per non finire all’inferno ad espiare i loro orribili peccati, ognuna deve inviare, «ma non da furba una tantum, bensì ogni mese!» tutti i soldi raggranellati coi «digiuni che tanto piacciono alla Madonna», e imposti dalla stessa martellante ingordissima troia, la luridissima don(na) Livio.

 

ELEMOSINA

Dice Heine: «Ce la chiedono quelli che prima ci bruciavano». E che intitolano un’università a san Pio V, il più sanguinario assassino dopo san Carlo Borromeo. Solo un irrecuperabile idiota può credere che i reverendi usino a fin di bene l’ingordamente abbrancato. L’istupidito gregge non fa l’elemosina ai poveri che muoiono assiderati nei cartoni sotto i ponti, ma la fa ai preti, che la traduce in orge e bagordi e in tonnellate d’oro massiccio depositate su schifose carogne. (v. Beneficenza, Cattedrale nel deserto, Cripta di padre Pio, anche in Internet e Parmalat)

 

ELEMOSINE

Offerte, lasciti, estorsioni: cespiti raccolti pro bisognosi poi dissipati in ecclesiastiche pacchiane pompe e gozzoviglie (v. Cattedrale nel deserto). Ciò che fa tanto incazzare i luridi è che i laicisti aiutino direttamente i poveri, come sotto la milanese insegna di Pane quotidiano. Tra le più grette reazioni si annovera la cagnara dei preti rabbiosi e della Caritas di Cremona che incitano con dei volantini (NON FATE L’ELEMOSINA AI ROM) a riempire solo le fremebonde ieratiche dita (maggio 2008). (v. I machete della Caritas)

      

ELUCUBRAZIONI

Le nefandezze degli inneggianti ad Allah clemente e misericordioso non turbano la cattolica feccia a loro prona, dagli ipocriti superbi papi che si atteggiano ad umili agli stolti sfreccianti con sguardi di sfida e straccetti palestinesi attorcigliati al collo. Nemmeno le più rivoltanti  atrocità attenuano il loro sviscerato amore per i farabutti elevati al rango di eroici resistenti. Ne traggono anzi spunto per elucubrazioni papistiche, come imputare l’attacco alle Twin Towers ad autocastranti americani. Pure della strage dei 186 scolari di Beslan, di cui Schamil (assassino di tutti i medici, gli infermieri e i pazienti di due ospedali) emergendo tra danzanti barbuti si vanta autore, trovano il bandolo in manovre della Cia. E per l’uccisione di Baldoni e consimili  prodezze rinnovano sul web le stesse fregnacce (11-09-2004), come la demenziale insinuazione che la donna uccisasi davanti al suo bimbo scannato da Schamil, fosse «prezzolata da Bush per sopprimere la sua creatura e poi ammazzarsi».

 

EMANUELA ORLANDI

I Lupi grigî, compagni dell’attentatore del papa, sequestrata la 15nne cittadina vaticana Emanuela Orlandi, con 16 telefonate e varie lettere  autografe e registrazioni riconosciute autentiche dai genitori, offrono di scambiarla con Alì ed altri prigionieri. La Santa Subito, schiumante di bile e assetata di vendetta, fa orecchie di mercante. Allora i Lupi richiedono di scambiare lui solo, ma per otto domeniche consecutive dalla finestrona bianca la Woitj non fiata. Si limita a grugnire le solite catto cazzate. Risponde testardamente no a chi la esorti alla clemenza col cavilloso pretesto di essere il reo in mano agli italiani, sui quali [dopo averlo consegnato lei stessa] giura di non avere alcun potere (v. Guareschi). Mentisce perché gli italiani dalla caduta del fascismo sono suoi servi, e l’attentato avvenne in area vaticana, stato autonomo con suoi birri e carceri. E instradato il prigioniero in Papalia (ex Italia), ci impose d’infliggergli la massima pena addossandoci pure le spese del processo e dell’ergastolo. Quasi fossimo noi i colpevoli! Che generosa Santa Porca! Dopo aver respinto cocciutamente tantissimi altri appelli dei sequestratori a trattare, il 20-07-1981 si riaffaccia ebbra di rivalsa per beffarli, imponendo arrogante di restituire incolume la ragazza senza condizioni, e invitando i babbei a pregare. Scaduto l’ultimatum, i Lupi s’impegnano a liberarla e a rinunciare allo scambio, purché Sua Suinità dischiuda i labbroni dicendo: «Anche Alì è un essere umano». Ma la Gran Perdonatrice va in bestia. Privarsi di una per lei appagante ritorsione? Col cazzo! Fa diramare che «il Papa non può abbassarsi a pronunciare frasi troppo comuni, indegne dell’eccelsa Sua Maestà». La sua boccuccia sempre rigurgitante bestialità non può abbassarsi a parlare come le altre. I Lupi insistono, ma lei sempre più cocciuta. E il giudice istruttore: «Chi non demorde è Giovanni Paolo II: Il 24 luglio da Castel Gandolfo: “In nome di Dio e dell’umanità chiedo di salvare una giovane vita”» (F. Imposimato, Attentato al Papa, Chiarelettere 2011, p. 206). Ma in cambio di che? Del papal cazzo! I Lupi riavviano le trattative, ma il Vicedio resta caparbiamente muto. Così la Manuela finisce immolata sull’altare della papal tracotanza. Ora giustificata con un cocktail di Stasi, Cia e Magliana: se anche i sacri labbroni si fossero dischiusi sarebbe stato un inutile eroismo perché, a insindacabile giudizio del Vicedio Infallibile, «Manuela sarebbe stata comunque uccisa». Ma perché i Lupi avrebbero dovuto perdere la faccia in cambio di nulla? Senza un asinino impuntarsi sarebbe stata liberata. (v. Protervia) Nel 25° anniversario del suo rapimento la famiglia, pregata invano la Ratzy di menzionarla nell’omelia, affigge dei manifesti in sua memoria. E il fratello sorprende un pretone che li strappa da un muro di proprietà vaticana (in Roma quasi tutte le case) e getta nella spazzatura (RAI TRE, 13-06-2008). Ora la sinistrorsa (!) RAI TRE accusa «per misteriosi motivi» la banda della Magliana, sorvola sui Lupi e ignora l’abietta condotta pontificia. Se per disagio di lingua e di luogo si fossero pure serviti di romani, in che muterebbe la papal carognata? Il giudice Imposimato: «Fino al 1997-98 la Orlandi probabilmente era ancora viva. Me lo hanno detto diversi esponenti dei Lupi. Che l’obiettivo del sequestro fosse il papa lo dimostra il fatto che i rapitori non vollero parlare con i suoi familiari, che pur offrirono ben due miliardi per liberarla, ma direttamente col segretario di Stato vaticano» (Vaticano-Un affare di Stato, 2002). La Woitj era sì Santa Sùbito, ma pur una volgare assassina. PS. Il prof  Melloni con melliflua voce dagli arcani accenti tesse una lunga storia dell’attentato, «la vera, autentica, risolutiva», incentrata sulle più trite e assurde castronerie, senza accennare alla Emanuela (RaiStoria, 04-07-2014). NB. La ineffabile papessa, presto guarita, con un processo durato tre giorni fa infliggere al feritore l’ergastolo in durissima segregazione. La Gran Perdonatrice! Fatela santa! E subito! (v. Bestia papale e Lupi grigi)

 

EMERITI BOIONI

Ancora in pieno sec. XX i preti spagnoli predicavano la religione dei poveri ma sostenevano ferocemente la classe degli sfruttatori, a cui   in primis essi stessi appartenevano con estesissimi latifondi e poderose imprese industriali. Ovvio che fomentassero la sanguinosa ribellione militare nazi-fascista contro la legale repubblica democratica, tanto da sparare dai campanili fucilate sui «rossi» in fuga, e si capisce che la gente incendiare chiese, per mandar con raffiche di mitragliatrice al da loro bramatissimo altro mondo i tonacuti che ne uscivano correndo terrorizzati. Nei repubblicani era ancora fresco il ricordo di altre pie atrocità, che la cattolica rivista Mundo Hispànico rinverdiva aizzando ad uccidere i «rossi» «a cristazo limpio, con un colpo di crocifisso, come a volte preti fanatici avevano finito alcuni feriti liberali, durante le guerre carliste» (Jackson, La repubblica spanola e la guerra civile, Saggiatore, 2003, p.346).

 

EMINENS CULUS

Il languido culatone sant’Alfonso Maria de’ Liguori: «Solo chi fa quel peccato [l’eterosex] va all’Inferno, e non ci va se non lo faccia». Gli strozzini, i plagiarî, affamatori, torturatori e assassini tutti in paradiso, purché zelantemente otturanti soltanto clerico-sfinteri anali.

 

ENCICLOPEDIA

«Si afferma che Gentile fosse succubo del gesuita Tacchi Venturi [v. Pio XII] e che l’Enciclopedia Italiana abbia svenduto il laicismo ai preti. Le 53 pagine della voce Ebrei [vol. XIII, 1932] dicono l’opposto.» Così A. Mola (Declino e crollo della monarchia italiana). Opposto inesistente, solo perché nel ‘32 non era ancora spuntato il razzismo; più tardi, col Manifesto sulla razza il Duce copiò Hitler pur dicendo «assurdo» pensare che volesse imitare «qualcuno» (ib.). Un Hitler continuamente pungolato dal clero a sterminare gli ebrei. Fu allora che il perfido gesuita, anima nera di Civiltà Cattolica, irruppe a gamba tesa (come poi premette su Badoglio perché conservasse, caduto il fascismo, le leggi antisemite) a masturbare papisticamente le pagine storiche dell’Enciclopedia. (v. Bernhard e Adolf, Padre Gemelli e Tacchi Venturi).

 

ENNESIMO LIBRO

Nel 2005 un libercolo sulla Shoah degli storici (si fa per dire) M. L. Napoletano e Tornielli pretende (senza documenti) che se la Pia XII non difese gli ebrei fu solo per non innervosire Hitler. E come non urtarlo dopo averlo tanto satanicamente scaraventato allo sterminio del popolo deicida? Cosa forse verosimile con un ipotetico Hitler esortato a moderarsi ridotto sotto il sibilo delle katiusce, non prima. Ma durante l’ascesa nazista, senza prendere per il bavero il Führer, Sua Suinità poteva almeno cercare di calmare i più feroci papistici istigatori al genocidio degli ebrei, dal viscido «Preziosi, l’antisemita fanatico da Mussolini definito un essere repulsivo, vera figura di prete spretato» (Montanelli–Gervaso, Storia d’Italia, Fabbri 2001, p. 248), al turpe francescano fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ma la Furbetta si guardò sempre bene dal farlo. (v.  Bernhard e Adolf, Padre Gemelli e Tacchi Venturi)

      

ENTUSIASTA di Dio

Ratzy strimpella l’arpa al dio-prete, «che non è orgoglioso ma Infinito Amore» (Angelus del 23-09-2012), senza dire perché l’Infinito Amore infligga atrocissime pene, anche post mortem, a miliardi di debolissimi suoi figli che non scelsero di nascere.

 

È PRO FAMIGLIA!

Il clero, millenario acerrimo nemico della famiglia, adesso si atteggia con inaudita  impudenza pro famiglia. A parte l’ipocrita bla-bla-bla della Rerum Novarum, nella colonia Papalia (ex Italia), da fine-guerra in suo pugno, è sempre stato avaro nel concedere assegni familiari, il più taccagno nella classifica europea. Con 33 antenne-radio svettanti  lontano dal Vaticano, «diffonde radiazioni elettromagnetiche sopra i valori di legge, i cui effetti coinvolgono 170.000 persone tra uomini, donne e bambini, che vedono i proprî cari ammalarsi e spesso morire di leucemia o tumore, con tassi d’incidenza enormemente più alti della media [in stretta] connivenza tra Stato e Santa Sede» (Romaccioni e Fragale, Bomba atomica. Inchiesta su Radio Vaticano, Ed. Riuniti, 2011). Il Vaticano nel 2008 è condannato in primo grado. Nel 2010 in secondo ma non si procede. La Cassazione nel 2011 lo condanna «per omicidio colposo, ma si va verso la prescrizione» (ib.). E Sua Suinità festeggia a vino e tarallucci. «Solo ora un monitoraggio dell’Arpa che dovrebbe essere costante, ma di cui nessuno sa nulla. Per il resto, silenzio assoluto» (ib.). E Radio Maria, di cui Merdoglia, come già Ratzy (ott. 2012) e Woitj, sbaciucchia la don(na) Livio, che con le sue 74 filiali, come la grossolanamente antiebraica polacca, immerda il mondo? (2015). (v. Nazi-pretismo).

 

E QUANDO MAI?

Alla vigilia dell’oceanico raduno dei babbei a Colonia, Maledetta XVI proclama: «L’Europa è in crisi perché non è più cristiana!». E quando mai lo fu, con tutti quei suoi papi e santi, uno più rapace e sanguinario dell’altro? Ora la complice del criminale Videla che spudoratamente scimmiotta san Francesco assomma in sé un bel campionario di tutti.

 

EQUAZIONI

 

Religione = superstizione = stupidità = crimine  . (v. Don Livio)

 

“ERA IGNARO!”

Pio/a XII, futuro bestiale bombardiere di Roma (v. Guareschi), da legato papale a Monaco manovrava il perfido «Stempfle, prete direttore del Miesbacher Anzeiger, foglio antisemita», che istillò in Hitler orribili calunnie contro il popolo deicida e collaborò alla stesura del Mein Kampf, l’atroce bibbia nazista che auspicava «si tenessero sotto gas venefici gli ebraici corruttori del popolo». E ne fu revisore ed editore (Ryback, La biblioteca di Hitler, Mondadori 2008, pp. 75,78). Il Lurido spacciato protettore degli ebrei ne Il papa che contrastò Hitler, non si limitò tapparsi bocca e orecchi sulle violenze compiute dai nazisti, ma all’opposto le istigò ferocemente e le ricolmò di benedizioni. (v. Bernhard e Adolf)

   

ERESIA e IPOCRISIA PAPALE

I preti ci amano, ma chi ragioni con la propria testa è da loro additato come marcio eretico, come la serpe che la Madonna schiaccia sotto il piede. È la conclamata «apertura al dialogo coi non credenti» degli assassini di moltissimi milioni di uomini. Merdoglio prende tutti per il culo dicendo che «la verità non esiste senza il dialogo» e al contempo zittendo i suoi ebeti credenti pecoroni: «Con Satana non si dialoga!» (Angelus, 09-03-2014). (v. Don Livio Fanzaga e Impossibile)

 

EREZIONE

Sulla tua (molto opinabile) erezione del cui edificante cattolico show, o super-genio Eco, vorresti graziarci con un da nessuno mai reclamato masturbatorio saggio TV, come non capire l’ebbrezza degli ansimanti tuoi estimatori? Quanto a noi, o sbracato papista, puoi risparmiarti la preziosa cazziale esibizione. Non ci offendi se riservi i dimenamenti ad esclusiva goduria del clero e dei devoti che, scarsi di fantasia, tutta assorbita in idiozie trascendentali, per forza devono sempre vedere e toccare. A noi per immaginare delle teste di cazzo basta e ne avanza la tua. (v. Benigni, Eco, Honoris causa e Opere librarie)

 

ERNESTO GALLI

Galli della Loggia è considerato un campione della libertà di pensiero. Come il Supergenio (v. Eco) ciurla nel manico e porta acqua al mulino pretesco. Professore di pseudofilosofia in Vita-Salute San Raffaele del famigerato don Verzè, prete ladrone inciuciato col nano, in un libro scritto a quattro mani col card. Ruini, finge di opporsi da laico in una ridda di botte e risposte a catto-tirate, dove Ruini fa il moderato e lui glielo lecca disprezzando illuminismo, liberalismo, libero pensiero, filosofia, e svillaneggia l’«attuale ambizione onnicomprensiva della scienza e il potenziale totalitario di ogni Weltanschauung di tipo materialistico». E non manca di suonare il violoncello a gloria del «cristianesimo e la Chiesa [che] esercitano funzione inestimabile di mantenimento di uno spazio di diversità, di argine, contro pretese di spurio universalismo materialistico». Chi il più mendace in siffatta schermaglia ad armi pari a gabbo degli abboccanti semplici? (Galli e Ruini, Confini, Dialogo sul cristianesimo e il mondo contemporaneo. p.18).     

 

EROICO PAPISTA

L’abominevole gnomo delle pievi, nipote di ben due pretozzi e cinque suore: «Io sono coraggioso, temerario, eroico, anche un po’ matto [e un po’ ladro molto ammanigliato col ladro clero]» (TG 5, 14-03-2011).

 

EROISMO di Pio XII

Nel buon tempo antico mozzando lingue e arrostendo corpi, e ora con eccidî e guerre, la storia è sempre brutalmente adulterata dal clero. Un grande imperatore prodigatosi a soccorrere la gente rischiando la vita (lo attestano persino i repubblicani, suoi nemici!) nella Roma arsa dai crististi, è tuttora calunniato come incendiario, mentre l’istrione Pio/a XII, esibitosi ballonzolante in piena sicurezza dopo le incursioni aeree del 1943 da lei stessa perfidamente richieste, rifulge su una lapide in piazza S. Pietro come Salvatore di Roma! A riprova del pompatissimo pseudo-eroismo del sedicente Infallibile esibitosi, a passato pericolo, con le braccia distese a mo’ di Gesù Cristo in croce può servire anche l’osservazione di Giorgio Bocca: «I funzionarî rimasti a palazzo Chigi mordono il freno, alcuni si presentano in ufficio in divisa, senza essere stati richiamati; alla segreteria del partito arrivano le richieste dei gerarchi che vogliono andare in Albania, non si sa se per combattere o per osservare. Il comando supremo di Grottaglie dura quattro giorni. Il nov. [1940] tutti sono di ritorno a Roma, che del resto è il posto più sicuro perché la RAF compie le sue rare incursioni solo in periferia e sempre preavvertendo il Vaticano» (G. Bocca, Storia d’Italia nella guerra antifascista (Mondadori 1996, p. 222-23).  (v. Guareschi e Perizia grafica)

 

EROISMO della Woitj

Acceso il conflitto civile in Jugoslavia, per disgregarla trascinandovi anche noi e poter poi farla da padrona in Croazia, Bosnia e Slovenia, quando i serbi pressati da forze soverchianti abbandonano Sarajevo la Woitj vuole eroicamente onorarla con una visita trionfale. Cattolici e islamici si affannano a prepararle una calda accoglienza con festoni, ghirlande, archi, fanfare, bandiere, e miriadi di militari schierati a sua protezione lungo tutto il percorso. Ovunque appostate mitragliatrici per difendere la Infallibile inscatolata in plexiglas a prova di bomba, sotto molti sciami di aerei sfreccianti a sua impenetrabile copertura. Ma quando la marmaglia si ammucchia nella sterminata piazza, Sua Porcitudine è scossa da un incontenibile tremaculo sùbito propagatosi a tutti i vicini cardinalizî sfinteri. E non c’è verso di reprimerlo pur garantendo la massima sicurezza con la presenza delle poderose forze armate. Il santo deretano non si scolla di un palmo dal trono d’oro, e invano tutta la vociante feccia papistico-islamica ondeggia avanti e indietro agitando straccetti bianco-gialli finché, delusa, deve ritornare a casa. Ma nutrirà un’immensa gratitudine, – sostiene il clero – saputo che l’Infallibile pezzo di merda era rimasto inchiodato al sacro trono non per timore di scalfitture al proprio pellame, ma «solo per tutelare da possibili rischî la cittadinanza» (sic!).

 

ERRORE LAICO

Reagire con flebili lamenti al prete prepotentone? La protesta in punta di forchetta non serve che a legittimare e consolidare la violenza del suo strapotere, e il sommesso mugugno non può ribaltare la tesi che la miglior difesa è l’attacco. I laicisti (autentici difensori della libertà) lo attacchino dunque come atto di altissimo valore morale. Ora sul suo trono d’oro, l’impunito giullare della religione dei poveri è sviolinato dalla autocensurata stampa da quarto mondo, la 66ma nella classifica della libertà d’informazione, mentre greggi di plagiati pecoroni vanno a farsi batter stizzosamente sulle dita dal suo righello bianco-giallo.

 

ESAGERAZIONE

Per seppellire l’odiata verità il prete, creatore di un Dio motore della storia autore d’ogni nefandezza, prima della Rivoluzione andava per le spicce assassinando ad libitum con i crismi della legalità. Ricevuta poi qualche salutare legnata, si vendica sullo stile della Woitj contro Alì, o con andreottiane «angolazioni da gioco del biliardo». Se non gli conviene sopprimere delle fastidiose prove uccidendo per evitare il rischio di più evidenziarle, smette di colpo di negarle e va gridando all’esagerazione. Le neutralizza usando il pied-de-porc del vescovo Talleyrand: «Tout ce qui est exagéré est insignifiant». E se di exagéré non vi fosse proprio nulla? A lui che frega? Imperterrito, continua a spargere manciate di fango all’insegna di un’antica istigazione degli ipocriti gesuitici: «Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà!».

 

ESCAMOTAGE

Far convergere l’attenzione chiacchierando su falsi problemi: stantio espediente degli ecclesiastici per deviarla dai loro crimini. Dopo una millenaria accanitissima lotta contro la famiglia, noi assistiamo alla gesuitica arlecchinata della grancassa battuta a più non posso pro-famiglia. Adesso si stracciano le vesti, schiamazzano inveendo contro il riconoscimento legale delle convivenze i più sfrenati ingoiacazzi anti-gay! E starnazzano circonfusi di un’aurolea di castità che estasia gli allocchi prostrati alla Santa Porca, la nemicissima della famiglia che ballonzola sul palcoscenico esibendosi nella parte del “baluardo della famiglia”. (v. Famiglia, Card. Uguccione, Cesario, ecc.)

 

ESCLUSIVI SMO

Merdoglio a Napoli ha sbraitato: «I corrotti puzzano!». Ma chi più di lui? Non gli basta truffarci, derubarci e spremerci a sangue. Vuol pure l’esclusiva. Il fatto che degli imitatori gli sottraggano qualche briciola  della sua refurtiva lo manda in bestia. (marzo 2015).

ESPANSIONE

Approfittando dell’altrui tolleranza, l’intolleranza islamica fa cuneo. E noi sempre coglioni? (2002) PS 2015. Risultato: Isis.

 

ESPLOSIONI

I lercî catto-islamici vietano i contraccettivi per provocare esplosioni demografiche, miseria e malattie, foriere di crassa ignoranza e asinina obbedienza, fonti di potere e di gozzoviglie per le sacre combriccole. Così masse di disperati invadono un’Europa che nonostante le orribili malvagità papali, soprattutto le recenti (v. Saraievo 1914, Guareschi, I machete della Caritas, ecc.), si culla in ebeti sogni di pace. Guidando i vocianti di spirito e acchiappanti sostanza, la languida Ratzy camminando sulle peste del suo «venerato predecessore» imbandirà una pace all’insegna del cattolico dialogo tra le religioni adoranti lo stesso Dio, tutto intessuto di competizioni religiose, sopraffazioni e stragi (13-08-2005). P.S. 2008: Dopo l’edificante episodio di Mumbay (200 morti), eccone di nuovi: «Musulmani e cristiani: un altro massacro in Nigeria. Centinaia di cadaveri in chiese e moschee per una spaventosa esplosione di violenza religiosa». Ma il vescovo locale non smentisce l’Infallibile: «Non è lotta interreligiosa, ma per il potere». Ossia, o vescovil faccia di merda, per il predominio religioso. Stragi di copti in Egitto (09-10-2011), Kenia e Nigeria (2012). Bel dialogo interreligioso! «Autobomba in Nigeria durante la messa: 10 morti, 145 feriti: cristiani inferociti: due islamici uccisi, uno arso vivo» (La Provincia di Varese, 29-10-2012). PS. Seguono altri macelli (2013-15).

   

ESSERE CRISTIANI

Dicono di essere cristiani. E lo siano: non accaparratori, strozzini e assassini, come i bimillenarî pii farabutti!

 

ESSERE PRETE

La storia insegna che il prete è un feroce culatone. Da non confondersi con l’omosex, rispettabile sotto ogni profilo, come Aldo Busi, grande scrittore, che non odia affatto le donne, anzi le ama come sorelle. Il prete invece le odia a morte, degno erede di coloro che ne torturarono e bruciarono vive in grandissima quantità. Adesso ne è impedito dalla energica reazione razionalistica, umanitaria e illuministica, ma freme  dalla voglia di perlomeno accecarle (v. Alla faccia del CaZ2O) vivendo nella spasmodica attesa di un risorto medioevo. Ancora nel XX secolo in Spagna e in certe parti d’Italia era indecente per la donna uscire di casa. A Madrid «essa non era assolutamente in grado di camminare. Le scarpe delle ragazze spagnole non sono concepite per questo fine, e anche la faja prescritta dalla [culatonica] chiesa, il corsetto, rende disagevole ogni movimento» (M. Buber Neuman, Da Potsdam a Mosca, Il Saggiatore, 1966, p. 372).

 

ESTORSIONE

Chi non sa che solo estorcendo, terrorizzando e assassinando i luridi hanno accumulato immensi tesori? Erosi in epoca illuministica, poi ricostituiti grazie a pii manutengoli che aggirano e ribaltano, pei begli occhi papali, le garanzie costituzionali. Qui, dopo tanti rivolgimenti e guerre tutti i lacchè dei sacri avvoltoi tuttora varano dei decreti che agevolano la spogliazione di orfani, vedove e moribondi (v. Dolore che salva, Due pesi, due misure). Solo la legge (Nr. 12, 08-02-2001) strappata da Pirani de La Repubblica rimuove qualche ostacolo alla soppressione del dolore, usato dai luridi come pied-de-porc per derubare i creduli. Finisca la lercia kermesse! Ma per il criminale diktàt religioso si battono come leoni destrorsi e leghisti. Degni di medaglia d’oro al merito papistico per il loro eroico leccaculico furore.

 

EUFEMISMO NERO

Come re Mida, i preti ciò che toccano loro diventa (parafr. Altan). Fanno recitare ai semplici, i mungibili: «Gesù, io miserabile, ti dono tutti i miei desiderî, tutti i miei affetti e [ciò che più preme ai preti] tutte le mie cose» (Radio Maria, 03-08-05, h. 17,35),  e protendono le pie mani grifagne. «Miserabile» per loro non è il povero diavolo, di cui («marmaglia» chiamava Pio II gli indigenti) come poco sfruttabile se ne strafottono. L’eufemismo miserabile è rivolto allo sborsante abbiente babbeo.

 

EUFEMISMO ROSSO

Nella prefazione de L’uomo che sparò a san Carlo (abbreviato poi in San Carlo il Torturatore) per gli anarchici di Carrara e Lugano «se dio esiste, è un criminale». Comune fuorilegge? No, malvagio rotto a ogni crimine per sempre più ingrassare il lercio catto-islamismo.

  

EUFEMISMO ZERO

Senza tanti preamboli e giri di frase Grillo tra le tante sue cazzate ne dice almeno una giusta, quando chiama Palla di merda il più lardoso dei lecconi papisti, tra i quali però si dimena lui stesso, orgoglioso di avere «un Papa grillino». (v. Ferrara Giuliano).

 

EVENTO da NULLA

Che mai ci tocca udire! Per Sarajevo «mai nella storia un evento così insignificante portò alla morte di milioni d’innocenti» (RaiStoria, 14-11-2014). Insignificante attentato! Predisposto dal Vaticano come pretesto per innescar la seconda Guerra dei Trent’anni. Anche per la prima, non meno sanguinosa, era bastata a far saltar la mosca al naso papale la banale scintilla della defenestrazione di Praga, coi tre arroganti pii delegati finiti illesi su un molle letto di letame. (v. Sarajevo 1914)       

 

EVIDENTEMENTE

Il sindaco di Roma Alemanno sta nel cuore dei pii per la sua strenua lotta contro la terapia del dolore e l’eutanasia. Ai papisti romani piace prenderlo in quel posto (2008). PS 2014. Ed anche essere derubati, come volevasi dimostrare. (v. Arruffapopoli, Don Gallo, Ferrara, G. Modena, Lurida porca, Mario Monicelli, Testamento, Un lurido, W l’eutanasia!) 

 

EVIDENZA

CupoloneChe i politichieri e i media proni a Sua Porcitudine gareggino in leccarla, è di tale evidenza che il presidente Ciampi deve redarguirli (sprecando il fiato) ed esortarli con un forte «Tenete eretta la schiena!» (13-12-2004). Garibaldi nel 1863 giudicò i nostri deputati, benché onesti laicisti, degli uomini poco liberi, anzi addirittura un’«assemblea di servidori». Che direbbe egli adesso dei nostri rettili parlamentari?

 

EX PEZZENTE

Figlio di miseri badilanti di Sucholowa, nel 1972 dal bieco cardinale Wyszynski ordinato prete, dimentica le sue pezze al culo e si scatena in nome della povertà di Cristo in orge sfrenate. Alloggia in canonica, e col denaro per i poveri acquista un’auto costosa e un appartamento lussuosissimo dove esercitarsi in cattoliche inculate. La sua cassaforte rigurgita di bigliettoni (zloty), che i poveri non videro mai manco col binocolo da marina. Così rigurgitante sarà trovata dopo il decesso del suo proprietario, don Popieluszko, nemico implacabile dei comunisti, da lui sempre bersagliati anche da Radio Free Europe. Tre ufficiali di polizia viventi ciascuno con la sua famiglia in due sole stanzette, non si frenano più. Solo per impartirgli una salutare lezione lo tempestano di pugni, ma il combattivo culatone, castissimo sposo della povertà, ci resta secco. Il regime comunista li condanna a 25 anni di prigione. Nel 2010 l’eroico don è eletto beato martire della fede e sarà fatto santo.

 

EX PLURIBUS  UNUS

Gesù Cristo: «Come noi, Padre, siamo una cosa sola, così sia unito il gregge». Gregge da sempre scannatosi ferocemente e sempre diviso tra cattolici, ortodossi, protestanti. Nella prima Guerra dei Trent’anni (per la seconda v. Sarajevo 1914) scatenata dal papa il buon Dio motore della storia precipitò l’Europa in una voragine d’inaudite atrocità religiose.

 

         JORGE e WOITJLA

 

 Poiché facesti santa la Porcona

che odiava eutanasia e preservativi

e che di questa Terra in ogni zona

diffuse l’Aids e i mali più nocivi,

e che suonò la papale trombona

ballonzolando tra le strade e i trivi,

sei còrreo pure tu, tristo Merdoglio,

nel criminale woitjliano imbroglio.