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HA DETTO

La insaziabile ingoiacazzi don(na) Livio, glabra feroce strozzina, fa digiunare durissimamente le vecchie e odia a morte il «peccato della carne», ovviamente soltanto se eterosex: «Il tormento della carne mai sazia, il peccatore ha una faccia brutta, grifagna [non glabra e lustra come la culanicissima mia] ed è un seguace del serpente infernale; il peccato ne imbruttisce il corpo, ma il fedele ha una faccia radiosa, soddisfatta. Con l’impenitenza di chi non si confessa si degrada e riduce a bestia, schiavo della carne e dei vizî. Invece il penitente [culatone] è radioso, irraggia bellezza, mentre l’altro vive nel fango limaccioso delle passioni. Inevitabile è dunque il suo degrado verso l’animalità, ed egli diventa molto peggiore degli animali se non si converte» in forsennato pio bucaiolo. (Radio Maria, 07-03-2009)

 

HAITI e il SISMA

 Da Rai Tre un don Cazzìnculo fa ringraziare dai superstiti la divina provvidenza! (17-01-2009, h 19,30). Ma di che cosa? Delle 300.000 vittime innocenti? Di aver il dio della religione dei poveri gettato in estrema miseria i già poverissimi haitiani? E un media del nanerottolo (TV 5) glorifica le suore del Ruanda che spingono i figli dei macellati dai preti (v. I machete della Caritas) a baciare gli assassini dei loro genitori (ib). Ma che bontà! Che papistica beffa! L’indomani la putrida don(na) Livio: «Dobbiamo ringraziare la Provvidenza divina. Che ci pensa, sorveglia, protegge, tutela, ci ha sempre nel cuore e provvede a tutti i nostri bisogni». Anche i 38 pellegrini partiti cantando e deceduti nella corriera schiantatosi a Monteforte Irpinia (28 luglio 2013)? E tutti gli altri finiti in polpette in Polonia? E l’altra corriera di creduloni diretti a Bari per il volo a Majugorie, sostati a Monteforte a recitare preci e poi fuggiti ustionati nell’automezzo in fiamme (02-08-2013)?     

 

HA DETTO

L’abietto Merdoglio a Bruxelles: «Nessun paese deve reagire contro i terroristi senza previo consenso internazionale». Vale a dire mai (25-11-2014). Solo il pio Socci, tra il vile silenzio dei sinistrorsi, osa dire che quella della Merdoglia, che porcamente nega agli aggrediti il diritto di difendersi, è un’autentica papal-cacata (La 7, 18-12-2014, h. 23, 40).

 

HA ORDINATO

Il don(na) dell’infame Radio Maria, emittente con ben 800 ripetitori in Italia e presente in 74 altri sventurati Paesi, afferma che ai milioni di denutrite ascoltatrici la Madonna ordina, perché siano perdonati i loro orribili peccati, il duro digiuno; e che le inviino ogni mese («ma non da furbe una tantum!» sbraita la rottìncula) i soldi risparmiati per placare Dio, «che è già tanto offeso», e che la Madonna concede magnanimamente d’ingerire sorsi d’acqua e briciole di pane secco. Però il don(na) bucaiolo imita la Santa Subito ingurgitando delle succulentissime pietanze, si sbatte nel gargarozzo grosse manciate di caviale e tracanna fiumi di champagne, senza mai scordarsi, l’assai fetente arpagone, di strappare alle vecchie più scheletrite, «sempre per far contenta la Madonna», perfino gli ultimi spiccioli. E poiché al don(na) beneamato dai papi pare già un grande lusso che esse si  appaghino di acqua potabile, che ha un sia pur minimo costo, perché si dissetino gratis chiude le sue schifose tiritere coni un ampolloso panegirico sull’«acqua piovana, che è un elemento nobile quant’altri mai». (Radio Maria, 06-06-2006)

 

HAMMURABI

Da 4.000 anni il codice di Hammurabi prescrive: «Primo dovere del governo è difendere i deboli dai potenti». I papisti invece sono, in barba al loro mieloso bla-bla-bla, nemicissimi dei deboli. Pio/a XII istigò Hitler contro l’Urss apparsa fiacca in una Finlandia cocciuta che le negava una lieve rettifica della foresta di frontiera benché assai favorevole ai finnici per l’offerto compenso di altre ben più vaste terre, rettifica indispensabile all’Urss per distanziar prevedibili attacchi nazisti a Leningrado, vicinissima al confine; e tramite i suoi vescovi istigò e benedì la «crociata antigiudaico-bolscevica» tesa ad aprire la strada, sopprimendo gli ortodossi ed ebrei, alla espansione prepotente del papismo. Il capo del nostro esercito in Russia, notò l’eccessiva cupidigia del clero, che i nazi tentavano invano arginare «vietando ai nostri cappellani militari di estendere ai civili il loro ministero e d’inviare nei territorî occupati dei religiosi preparati appositamente dal Vaticano» (Gen. Messe, La guerra al fronte russo, Rizzoli, 1964, p.97). Divieto disprezzato arrogantemente dai preti papisti, ostinati a trascinare gli ortodossi alle loro messe. (ib., p.110).

 

HANNO UNA FACCIA!

E come le sparano! Agosto 2005, Radio Maria sviolina la fede della Madonna, spacciata vergine benché madre di nugoli di figli avuti da varî uomini, in primis il centurione romano detto il Pantera, fuorché dal cornuto san Giuseppe, «una fede superiore a quella di Abramo!». Tanto superiore da ritenere Gesù un povero demente! (Mt: 12,47)

 

HANNO INVIDIA

IL SUMMIT INTERNAZIONALE VATICANO LANCIA PROPOSTA CHOC: “PUNIAMO I CLIENTI DELLE LUCCIOLE” (Il Giorno, 12-07-05). Promotrice del carcere, l’invidiosa megera don Benzi. I pontefici, bestialmente rosi dalla stessa acredine contro le donne, le bruciavano o le riducevano in miseria per prostituirle (5.000 nella Roma di soli 60.000 abitanti!) e (avidi papponi) spennare i pellegrini, o le monacavano in massa a marcire nei conventi. I religiosi si sgolavano dal pulpito per sottrarle al «gravissimo pericolo del matrimonio, voragine di turpitudini e via maestra per l’inferno». Ora si vantan paladini – ma sempre accaniti a rovinarla – della famiglia, non senza gesuitico astio contro i non otturanti culi reverendi. (v. Don Benzi, Innocenzo VIII e, in Papeide, XXVIII: n.284)

  

HA PAURA DI CHE?

Il prete allegramente bisboccia con gli atei se come lui strozzini, sfruttatori e anticomunisti, ma maledice chiunque professi ideologie umanitarie. Odia ogni società che difenda i deboli, ma gli s’attaglia a pennello l’ateismo dei pescecani privi di coscienza come lui.

    

HAY QUE SER…

Il suicida disdegna gl’ingordi preti, che lasciati a bocca asciutta e furibondi per non riuscir a carpirgli alcunché, lo insultano e bollano il suicidio, all’opposto degli antichi romani, un atto di viltà, mentre è prova di grande coraggio. Hay que ser muy valiente para matarse.

 

HEIL HITLER!

Maledetta XVI nomina una per una, fuorché Israele, tutte le nazioni vittime del terrorismo, e dal suo lacché Navarro-Vals fa dire: «Noi non condanniamo gli attentati contro Israele perché sono seguiti da rappresaglie» (28-07-2005). Il Santo Padre (alias Santa Porca, la star del film Pastor Angelicus) Pio/a XII non solo non condannò Hitler, ma nel 1940 gli consacrò una chiesa in Brema, centro delle fabbriche di aerei militari, maledicendo i sacrileghi inglesi che osavano reagire alle sue bombe, ed istigò la crociata antigiudaico-bolscevica contro l’Urss ostile alle SS dal Gott mit uns (Dio con noi) sul cinturone. Concedendoci benvolenza la Ratzy ci offre l’allettante alternativa: leccarlo a lei o ai «fratelli terroristi», come fecero gli spagnoli che si arresero. Noi già glielo lecchiamo in varî modi, anche coi politici che dicono: «Abbiamo finanziato i terroristi per molti anni perché non facessero attentati in Italia» (La 7, 25-02-2011, h 10,1). Lo ha ribadito pure Massimo Fini: «Facciamo accordi coi capi talebani in Iraq» (Rai Tre, Italiani, popolo di cortigiani?, 25-02-2011, h 11,22). E Diaconale: «Il paese ha trattato con il terrorismo mediorientale per venti anni» (La 7, 27-02-2011, h 08,14). PS. La Ratzy, stanca di tante sue pagliacciate, nell’anniversario dei Patti Lateranensi (ossia dell’Italia inculata), ha deciso di dare un calcio a baracca e burattini e rifugiarsi in quel di Castel Gandolfo a giocherellare con grossi cazzi. (v. Heil papa!, Hitler, Ragione e raggiro)

   

HEIL PAPA!

Afferrato il potere col travaso dei voti del cattolico Zentrum Partei, graziosissimo dono papale, i nazi attaccarono con ferocia, applauditi freneticamente dai preti, tutti gli ebrei. E i ragazzi della Jungvolk cantavano: «Quando i soldati della tempesta / marciano verso la battaglia, / i loro spiriti s’innalzano. / E quando il sangue giudeo sgorga dalla lama / noi sappiamo che la vittoria è nostra!» (R. Muller, Il mondo quell’estate, Mondadori 2008, p. 188). Le suore degli asili col Sussidiario illustrato Bauer in mano, recitavano ai bambini: «L’ebreo è sempre stato un assassino, / lo dice il nostro Signore Gesù Cristo. / Non ti fidare della volpe nella verde foresta / né dell’ebreo, ovunque lo incontri. / …[I buoni] amano il loro Führer quaggiù / e temono il Signore lassù. / Essi gli ebrei devono odiare, / che via di qui devono andare» (ib., pp. 259-60). E sotto il titolo Religione Cultura Pensiero: «È l’ebreo la causa delle nostre disgrazie. C’è nulla di più disgustoso di lui? La peggiore disgrazia per un padre è avere figli che frequentano ebrei». Nel 2009 la Ratzy in Israele fa sventolare l’aiuto papale (in cambio di tanti bigliettoni e gioielli!) offerto nel ‘43 a 24 ebrei: a guerra quasi finita, col papal balzo sul carro vincente. Dopo averne fatti uccidere dei milioni! Dopo El Alamein e Stalingrado! Dopo l’ amorazzo con chi cantava Das Judenblut von Messer spritzt, geht’s uns nochmal so gut (Il sangue ebreo che gronda dalla lama ci fa star proprio bene), la voltagabbana Pacelli (in arte Pio XII) sputa sui suoi  amati vecchî socî e, sempre troia dei più forti, dà il culo ai liberatori delle sue vittime. (v. Campane e nazi, Padre Gemelli e Papa eguale a p.d. m.) (Das Judenblut era in voga almeno dal1935. Citata da E.A. Jonson e Karl-Heinz Rauband, La Germania sapeva, Mondatori 2005, p.44)

 

HITLER

Il Vatican congress 1998 glorifica «l’Inquisizione, un’istituzione di origine divina ingiustamente denigrata: irreprensibile e mite utilizzò la tortura soltanto pochissime volte e le sue condanne a morte furono minime». Dopo il concilio cadaverico del papa che vilipende il suo defunto precursore, ora la turpe congrega papista vilipende la Storia. Pare un convegno neonazi che osanni Hitler azzerandone le vittime. Senza le calunnie anti popolo deicida e la feccia sguinzagliata nei ghetti a vendicar l’Uomo-Dio, l’ex chierichetto Adolf non si sarebbe manco sognato di sterminar un’innocua pacifica minoranza. Che la ritenesse, bevendo gesuitiche calunnie, strangolatrice economica del mondo è assurdo: il capitalismo ha tanti e variegati adepti, non è un monopolio ebraico. Col cervellotico pretesto della “mira ebraica d’inquinare il mondo”, l’ex pio corista dell’abbazia di Lambach (J. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 23) perseguitò gli innocenti demonizzati dai preti. Tramite i suoi cento vescovi tedeschi la Porca benedì le SS e impose cieca obbedienza al Führer. Per mungerci la bieca congrega addita sempre un nemico, il diavolo; che alla lunga stanca: è figura astratta. Senza dei concreti nemici il gregge rischia di ridursi un gruppetto di biascicanti bigotte, perciò il prete li incarna negli ebrei, malvagî non convertitisi al papismo. Ma quando la Rivoluzione svelò i pacchiani sacri trucchi, se la vide brutta per il crollo numerico dei creduli, e rispolverò il demone israelita accalappiando Adolfo, vero cacio sui maccheroni coi suoi insistenti appelli alla Provvidenza e la capziosa «propaganda, succo di ogni religione…, si tratti del cielo o di una pomata per capelli» (Mein Kamf, pp. 44-46).  Hitler guidò la papale crociata anti-comunista, contro quella «dittatura massacratrice di cristiani del giudeo [?] Lenin travestito da salvatore del mondo» (Fest, p. 160). Egli spesso terminava i discorsi con un amen e investiva di contumelie gli ebrei, «corruttori di donne e fanciulle. […]  repellenti ebreucci dalle gambe storte seduttori di migliaia di ragazze. Neri parassiti che profanano le nostre inesperte, giovani bionde fanciulle» (Mein Kamf, pp. 357, 449, 458). E i preti, gongolanti: «Adolf Hitler il nuovo Redentore» (Völkischer Beobachter, Natale 1928), «realizzerà l’ideale di Cristo» (A. Krebs, Adolf Hitler in Franken, p. 73). Fece introdurre da Frik in tutte le scuole i dogmi e slogan antiebraici (J. Fest., pgg. 327-28), e Göbbels urlava: «Hitler frisst Marx!», mangia Marx (J. C. Fest, p. 336), col risultato di 55 milioni di morti, l’Europa devastata e l’incremento della già enorme ricchezza vaticana. Che in Hitler trovò il succubo braccio secolare anche per avversare «la democrazia, il nudismo, lo sfrenato naturalismo e il matrimonio come cameratismo» (Büttner, Die sozialistichen  Kinderfreunde in Gelbe Hefte, 1931, VII, p. 263). Il Führer fece gioir il papa organizzando « concerti in piazza, manifestazioni sportive, viaggî collettivi, sfilate militari e funzioni religiose» (J. Fest, p. 340), e modellando il partito sugli «insistiti richiami della Chiesa cattolica» (ib., p. 248), «senza mai contestare al Santo Padre l’ambizione all’infallibilità spirituale» (A. Krebs, p. 138). Chi più gradito di chi il 25 sett. 1930 nel tribunale di Lipsia proclamò: «Ho giurato a Dio onnipotente che, conquistato legalmente il potere, io istituirò dei tribunali e farò cader teste legalmente» (J. Fest, p.357). I suoi scherani cantavano: «Die hand… umspannet das Gewer. / So stehn die Sturmkolonnen / zum Rassenkampf bereit. / Erst wenn die Juden bluten / erst dann sin wir befreit [La mano … serra il fucile. / Così le colonne d’assalto / sono pronte alla lotta razziale. / Solo se gli ebrei sanguineranno / saremo liberi» (Tischgespräche, p. 364)]. Chi più gradito del fanatico col nome di Dio sempre in punta di lingua che a Vienna, subito dopo l’Anschluss gridò: «Fu la volontà di Dio a mandare un fanciullo nel Reich, e innalzarlo a Fûhrer della nazione per fargli ricondurre la sua patria nel Reich. Nella grandezza dell’ora si chini umilmente ogni tedesco all’Onnipotente che ha operato un miracolo tra noi». (v. Concistoro turingico, Fanatizzare, Heil Papa!, Malvagità papale, Monsignor Kaas, Ragione e raggiro, Rapacità pretesca, Von Papen)    

 

HITLER e PAPA

Perché la Pia XII non ruppe con Hitler dopo le prime stragi di ebrei? Perché dagli anni Venti fu proprio lei, la futura papa, a istigarlo in Monaco contro gli ebrei (v. Alle armi papisti!, Bernhard e Adolf, Concistoro turingico, Hitler, Padre Gemelli), e fargli infliggere condanne, anche la pena capitale, a liberali, massoni, socialisti, comunisti, gitani, testimoni di Geova. Condanne estese, grazie a lei, la castissima sfondata da cazzi, anche agli omosessuali.

   

HITLER, SPADA PAPALE

Quando nel ‘39 la papessa spingeva Hitler in Slovacchia e in Polonia per tradurle in trampolini di lancio contro la Russia, come chiaramente programmato nel Mein Kampf dettato da un pretone (v. Bernhard e Adolf), il Führer poteva essere bloccato dalla minaccia dell’accerchiamento. Parigi e Londra puntavano sull’appoggio moscovita, ed egli ribadì alla Germania intimorita la promessa di non trascinarla in una nuova guerra su due fronti. Conti senza l’oste: l’atea papessa maledì i patti in gestazione «con gli atei», non però l’ateismo di cui se ne fotteva, ma solo perché timoroso di un sistema economico rischioso per la pretesca colossale refurtiva. E Chamberlain, atterrito dagli anatemi, rompe con l’Urss, facendo a Hitler coglier la palla al balzo e sorrider a Stalin per coprirsi le spalle e aver mano libera sul Reno. Stalin per difendere l’Urss e scongiurare la guerra accetta l’invito del Fûhrer a firmare un patto di non aggressione. Pio/a XII  fa inghiottire a Hitler mezza Polonia affinché il Reich, inglobatala dopo l’Austria, passi a forte preponderanza papista. Così con più passione la Santa Porca può abbracciare l’assassino di ebrei, umanitarî e comunisti. Proprio lei che maledì l’alleanza anglo-franco-russa ora benedice la russo-teutonica, tanto utile a rimandare a miglior tempo l’aggressione alla Russia, poi avviata al grido di Brauchtisch, capo della Wermacht, Avanti con Dio per la Germania!, nella pia «crociata anti-giudaico-bolscevica». Proditoria aggressione, sì cara alla Porca, che già aveva clamorosamente festeggiato la distruzione di Varsavia, facendo per la sua caduta suonare a stormo le campane, dalle 12 alle 13 per una settimana, in tutto il Reich, mentre Hitler, impettito sul podio di Berlino, ringraziava Dio onnipotente della vittoria. (v. Hitler, Von Papen)

 

H. H. L.

Homo homini lupus, papa lupus homini.

 

HONORIS CAUSA

Tra i pomposi conferenti con squilli di tromba la laurea ad honorem al pietoso istrione parrocchiale Benigni, spicca il papistico libero pensatore Eco. (v. Benigni, Eco, Erezione e Opere librarie)

 

“HO SEMPRE VINTO!”

Ti vanti, o vezzoso governatore pugliese dal grazioso orecchino, di avere un rosario di grano di legno («Lo porto sempre in tasca, dono di un frate») (La 7, 26-11-2010). E si capisce che tu vinca, o loquace filo-islamico demagogo papista! Canzonando il Cristo, che contro ogni  sfoggio di devozione invita a pregare «nel segreto della tua stanza», tu sbiascichi soporifere pubbliche tiritere.   

 

HUME

Secondo Hume dove s’affastellino più religioni ai giudici compete il dovere, «per garantir la tranquillità e la libertà pubbliche e prevenire interminabili dispute, liti, fazioni, persecuzioni e rivolte», di tenere severamente sotto controllo e «restringere le pretese della religione dominante». Per i catto-islamici invece la giustizia deve servire ad agevolare i farabutti religiosi nel compimento dei loro crimini.

 

HUMOUR ZERO

Quello della pia feccia che prende se stessa sul serio: cardinali, preti, ulemi, imam e mullah e, in primis, il papa, il pappa, il pappone, la sfondata papessa che si prende serissimamente.

 

HURD (vescovo di Worcester)

«Il ridere oscura la verità, indurisce il cuore e rende cretini.» (v. Ilarità tabù e in Hanno detto: Filone, Jonesco, Kierkegaard, Maritain)

 

   

         IL PAPA e il BOIA                                  PAPA  FURBETTO

 

Quando istigato dal pio Vaticano            Quando Merdoglio melenso volpone

il torcicollo general Videla                      al criminale inneggiava Videla

la gente macellava a tutto spiano,           chiamandolo «del Ciel  benedizione»,

Merdoglio gli reggeva la candela            trotterellava dietro la sua tela

e gesuītica gli dava mano                        spargendo clericale polluzione.

nel tesser la funesta ragnatela.                 Girato ‘l vento, adesso il papa bela:

Ora che ‘l drudo beneamato è morto       «Ero in combutta sì col generale…

frigna: «Nell’intimo gli davo torto».       ma con pretesca riserva mentale».

 

 

            PAPA  SPOSO                                          PAPA  MISERO

 

Fa il Poverello e batte la grancassa            Umil tra gli umil, Povero tra i pover,

ma per il suo mostruoso patrimonio          Miser tra i miser, il bel gesuїta

col cavolo che mai paga una tassa.            del Vatican ha fatto suo ricover,

Incolpa dei suoi crimini il demonio           donde allungare le grifagne dita,

per imbonir l’incitrullita massa,                e papalmente ci punta il revolver

e unitosi all’Italia in matrimonio,              per intimar O la borsa o la vita!

con foga gesuїtica la assale                        Ci prende per il cul in girotondo

il suo sfondandole sfinter anale.                il Poverello più ricco del mondo.

 

 

            PAPA  SI’ DOLCE                                  PAPA  FURBASTRO

 

 Papa sì dolce e sì caramelloso,                    Chi mai caccia più balle nella vita,   

 chiami sterco del diavolo il denaro,           chi più prende la gente pel sedere

 ma sol contro l’altrui sei permaloso.          e la deruba con untuose dita

 Esiste più di te sordido avaro?                    senza badar che lo possan vedere?

 chi più di te dall’ingordigia è roso?            È il ridanciano papa gesuїta

 chi più il croccante bigliettone ha caro?     che entusiasmare fa le pie megere.

 Ti atteggi a Poverello, a buon Pastore,       È quel Merdoglio che viene da l’Ande,

  o lurido arpagone ed impostore.                 piange miseria e ti lascia in mutande.