I                                     

IBN KHALDUN

Grande storico tunisino, ostile ai bestiali esseri religiosi. Nel 1357 condannava il fanatismo islamico: «Dove sono finite le scienze dei persiani, i cui scritti furono distrutti da Umar? Dove sono le scienze dei caldei, degli assiri, dei babilonesi?».

 

I CALABRACHE

Vergognosa calata di brache del pio nano dalla bandana sul trapianto pilifero: la totale esenzione fiscale a 600.000 catto alberghi, banche, aziende, industrie, ristoranti, taverne, caseggiati, botteghe e circoli nella fallimentare Papalia, ex Italia (dove la sacra gang nella sola Roma possiede la maggioranza degli immobili), e il taglio dei fondi a trasporti, ospedali e scuole per più gonfiare i già esorbitanti beni del clero (01-10-2005). PS: Il governo, fiutato vento contrario, accampa vizî di forma e rincula. Effimera vittoria laica, che il Corriere  titola (13 c.m.): SALTA IL DECRETO CHE ESENTA LA CHIESA DAL PAGAMENTO DELL’ICI (v. Ipocrisia)..Ma l’opulento pretaiolo, tracotante coi deboli e vile coi preti (ricattato dai voti suggeribili in confessionale), con un elegante giro di valzer ritorna ad esentarli dalle tasse (27 c.m.). E così, impuniti, continuano a dissanguarci. (v. es. in Posta ricevuta)

 

I DUE MARIOLI

A Hitler Pia XII, la papessa del silenzio, dopo averlo santificato nel 1940 con una chiesa eretta a suo nome in Brema, faceva da palo.

 

I FESSI PAGANO

 

 

Nei Balcani la Santa Sùbito scaraventò i croati e gli sloveni contro i serbi, cristiani ma colpevoli di non papismo, eretici da sopprimere. Fece sgomitare il clero che in Jugoslavia aizzò i bigotti a macellare, sotto l’ombrello nazifascista, circa 700.000 ortodossi, ebrei, zingari e testimoni di Jeova. Dopo la recente crociata balcanica, per il nudo ponte di Mostar distrutto dai croati Papalia (ex Italia) ha versato sei miliardi di lire distanziando perfino gli Usa. Nulla noi dobbiamo ai bosniaci, e demenziale è la grandeur del nano a spese di trasporti, sanità e scuola. Ma per soddisfare i papali capriccî ha spesso aiutato anche i terroristi islamici. (v. Cattedrale nel deserto, Sarajevo, ecc.) (2003)

 

I GHIGNANTI

Alle ghignanti Maledetta XVI, don(na) Livio, la cardinalessa Tonini e l’ipocrita bagascia Merdoglia, s’addice il detto di  Brunetto Latini, il maestro di Dante: «Sono pessimi e maliziosi nemici nella fronte allegri, e nei cuori tristi». Mosca bianca fu però la Woitj, che spesso esternava a grugno duro un’acredine intrisa di spocchiosa, truculenta carogneria. Ma a sua insaputa l’esiziale pontificia scrofa favoriva le vittime, le quali, allarmate dai suoi grugniti e occhiatacce, potevano tentare di defilarsi e sottrarsi alle sue incombenti fregature.

 

IGNORANZA

Scrive il losco gesuita: «Il solo guardarli in faccia basta a dimostrar con evidenza che è ignoranza crassa, ignoranza brutale quella che li fa miscredenti» (OPC). Lui rapina i deboli e gli allocchi, ma freme per non poter torturare e bruciar vivi come nel buon tempo antico i non  ingurgitanti le pie idiozie, e dona loro patenti d’imbecillità. Odia a morte Garibaldi perché amava li oppressi, e infanga i comunisti e gli umanitarî istupidendo gli sprovveduti e facendo sparar anche in uno show culinario catto cazzate su «Garibaldi ignorante» e «Mazzini antipatico» (Rai Uno, 15-05-2003).

 

ILARITÀ TABÙ

«Più uno diventa credente, meno ha bisogno dell’umorismo» (Ilarità promessa, E. Paoline 1989, p.131). Ergo fioritura di catto-islamismo, crogiolo di crimine e fetente seriosa asineria. (v. Hurd, e in Hanno detto: Bergson, Chopin, Cox, Filone, Gandhi, Jonesco, Kierkegaard, Lichtenberg, Lorenz, Maritain, Nietzche e Platone)

 

IL BUON FETICCIO

Il Gran Feticcio delle religioni dogmatiche dice Perdonate! Offrite l’altra guancia! Ma col cazzo lui perdona! L’assolutissimo Amore, il Perfettissimo, l’Infallibile, l’Onnisciente che tutto prevede, creò dal nulla degli esseri deboli e imperfetti apparecchiando per punire i loro prevedibilissimi errori le più terribili trappole e torture.

 

IL DIO MOTORE

I luridi giustificano i loro delitti addossandoli tutti al Dio promosso Motore della Storia. Gesuitica furberia ribadita nella fiera libraria di Francoforte 2004 dalla Woitj, Gianpaolo II il Glande, secondo cui Dio provoca stragi per lo sfizio di poi dirci: «Questo è il male». E col diluvio avrebbe annegato tutti i viventi solo per poi sentenziare «Questa è la pioggia»? In un libro-carta-da-cesso la culanica Woitj afferma che l’Onnipotente provocò questi «settant’anni di guerre» (v. Sarajevo 1914) solo per farci quindi sapere che poteva risparmiarcele. (v. Boomerang, Concorrenza sleale)

   

IL DON GIOVANNI

 

Molière nota che un non credente, un donnaiolo come il famoso don Giovanni che con disinteresse e coraggio salva un uomo aggredito da feroci rapinatori, può essere un’ottima persona. Tesi respinta dai luridi, che sentenziano (come per loro «vera storia è solo la sacra») morale solo lo sterco  religioso.

 

ILLUMINISMO

Opponeva i lumi della ragione al bestiale oscurantismo dei preti, che tuttora sotto braccio agli islamici spargono (sempre blaterando pace) odio, superstizione, malattie e guerre. PS. Gl’islamici ora accoppano anche dei cristiani, ma ai preti non torcono un capello. (2011)

 

«IL MIO CUORE…

…gronda sangue», frigna il nano nella vaga ipotesi, qui dove il 10 % possiede il 70 % dei beni, che si tassino (pericolo da lui scongiurato) i più voraci pescecani, tra cui lui stesso. Ma che sollievo se davvero colasse il sangue del tracotante pretaiolo!  (2011)  

 

IL PAPA autentico…

...pezzo di merda divide i bambini in battezzati e non battezzati.

 

«Il PAPA predica bene…

…ma razzola male!». Così dice l’Albina, una vecchissima suora di clausura con altre gettata sul lastrico dal papa che ne ha venduto il convento. È tipico caso di sordida avarizia e d’inveterata misoginia pretesca. Ma il prepotente conduttore della TV di sinistra (!) tronca  servilmente l’accorata «irriguardosa» protesta. (Rai Tre, 14-05-2010, h 21,40)

 

IL PIÙ VISCIDO

Non sempre il languido Messori dice bugie sic et simpliciter. Spesso è viscido, subdolo. Caro al papame come bugiardo di tre cotte che su L’Avvenire, infangò gli ebrei sciorinando fatti ma tacendone le cause e mentendo con ipocrita catto apertura al dialogo. Biasimava i perfidi ebrei per aver accolto «entusiasti» gli invasori islamici (10-04-1988), ma taceva ciò che – nota E. Saracini – egli avrebbe dovuto precisare, e cioè che «se gli ebrei accolsero entusiasti gli arabi, vedevano nel loro arrivo la fine di un incubo: erano i tempi di un antisemitismo nascente e trionfante, della turpe leggenda del popolo deicida; quando le sinagoghe bruciavano e gli ebrei erano spesso e volentieri trucidati». La papal visita alla sinagoga! Sleale realpolitik della Woitj per abbindolare i «fratelli maggiori». Con una furbastra realpolitik faceva pregare nella chiesa  milanese del Suffragio «solo per i palestinesi», e nel mare magnum dei più vili lacchè pescava, per compilare “a quattro mani” dei libercoli, detto scribacchino.

 

IL PRIMO ASILO

L’istituzione del nostro primo asilo infantile dopo tantissimi secoli d’odio e crimini preteschi contro le famiglia, è merito dell’Aporti, rara avis di prete non roso da turpe grettezza. Imitando i protestanti nel 1829 fondò un asilo a Cremona. Ma Sua Suinità nemica di ogni novità utile ad alleviare gli affanni umani, vietò l’apertura di asili infantili nello Stato della Chiesa. Anche ora, se è in gioco la salute e la tutela della famiglia, il clero se n’empie la bocca fino a scoppiare ma fa il possibile per rovinarla, nel contesto della sua accanita lotta di retroguardia contro la ricerca e il progresso. (v. Ferrovie, Leone XII) 

 

IL Santo CURATO D’ARS

Di latino e storia non sapeva un cazzo. Immerso nella più crassa ignoranza «ma con una gran fede», ai semplici faceva  credere agli asini che volano e inveiva contro il «flagello del razionalismo che colpisce la Francia» (Radio Maria, 11-10-2009). Malediva le osterie dove i miseri sfruttati dai pescecani preti e laici, la domenica si stordivano con vino di scarto. In un paesino di 200 abitanti poverissimi, il losco figuro li mungeva brutalmente per soddisfar i proprî vizî e acquistar cianfrusaglie da appendere in chiesa. Simile a padre Ettore, il prete dei barboni affamati di Milano, forzati ad «inginocchiarsi, pregare e digiunare per regalare i soldi risparmiati al Papa» (Radio Maria, 14-02-10, h 10,05). «Il santo curato d’Ars confessava ogni giorno, in inverno 14 ore, in estate 18» (ib.). Gliene restavano sei per dir messa, battezzare, insegnare dottrina, celebrar matrimonî e funerali, guidare pellegrini, benedire case, maledire i dubbiosi e montare le più procaci fedeli. Solo due  minuti per dormire! Impossibile ai comuni mortali, ma a lui bastavano, anche a ingravidare una pia vicina di casa. «Santo dei digiuni, mangiava solo una patata al giorno. Prendetene esempio, nutritevi come lui e risparmiate per dare soldi alla Madonna. Amici carissimi, aiutate la Madonna ad aiutarvi!», sbraita la rotta in culo don(na) Livio sciorinando un lungo elenco di banche incaricate, per riversarli poi nelle capienti sue saccocce, ad introitare tutti gli altrui risparmî (ib., 19-03-10, h 09).

 

IL TURPE PIO

Pio XII aiutava gli ebrei contro i nazisti, asseriscono i bugiardi di tre cotte, mentitori per antonomasia. Il papa si appiccicò al Führer già molto prima ch’egli andasse al potere. Nunzio apostolico a Weimar e padrone della lingua, leggeva soddisfatto sui manifesti dei nazisti nel 1920: «Noi combattiamo gli ebrei perché causano la tubercolosi razziale delle nazioni. Siamo sicuri che la convalescenza comincerà solo quando il batterio sarà eliminato». E l’ora spacciata filo-ebraico allora bisbocciava con Hitler. Nel ‘1919 spedì al Vaticano un’astiosa relazione compilata da un reverendo suo tirapiedi contro il governo democratico bavarese: «Lo spettacolo nel palazzo è indescrivibile, con la confusione più caotica, il sudiciume più nauseante … parole sconce, … una vera bolgia infernale. Tra gli impiegati … schiere di giovani donne dall’aspetto poco rassicurante, delle ebree come i primi, con aria provocante e sorrisi equivoci. … Il Levien è russo ed ebreo, pallido, sporco, con occhi scialbi e voce rauca e sguaiata: un vero tipo ributtante» (M. Hesermann, Pio XII, il papa che si oppose a Hitler, Ed. Paoline 2009). Dal calunnioso racconto emerge tutto l’odio dei pii frocioni contro le donne e i poveri, specie se ebrei, non manipolabili come il gregge di deficienti cattolici e catto-comunsti, grasso pascolo per gli ecclesiastici mangioni. Il poi detto papa Pastor Angelicus  affiancò a Hitler un prete feroce antisemita per suggerirgli ed editargli il Mein Kamf, la criminale bibbia nazista (v. Bernnard e Adolf), e nel 1933 gli fece conseguire, coi voti del pio Zentrum, la dittatura. Pio/a XI aveva già tripudiato per Benito, l’Uomo della Provvidenza. «Tra i più accesi sostenitori del governo mussoliniano c’era il Vaticano, che con la presidenza fascista vide del tutto respinto il pericolo marxista. Per arginare gli atei socialisti [e conservare il potere economico] la Chiesa accettò la violenza non cristiana delle squadre» (Walter Rauscher, Hitler e Mussolini, New Compton 2004). Ma in effetti il marxismo combatteva gli sfruttatori, sordi alle istanze umanitarie, i preti loro manutengoli in tutto credenti fuorché in Dio, che odiano il comunismo perché – dicono – non è religioso. Balle! «Solo quando il sionismo si orientò a sinistra Benedetto XV prese le distanze dal movimento. Ma era il 1921, e Pacelli era stato trasferito ad altro incarico» (Hesemann, cit., p. 62), ad incollarsi a Hitler. Dunque non l’ateismo, bensì l’umanitarismo e la giustizia sociale stavano e continuano a stare pesantemente sui coglioni al clero. (v. Bigotto Hitler, Ciurlare, L’ingenuo, Padre Gemelli, Via il papista! ) 

 

I MACHETE della CARITAS

Dal saggio RUANDA: UN GENOCIDIO SENZA IMPORTANZA, di Jean-Paul Gouteaux (un ricercatore di etimologia medica in Africa), pp. 187, tradotto dalla Cooperativa Tipolitografica, via S. Piero 13/a, Carrara, tel. 0585 75143, risulta che l’ultimo sacro macello (circa un milione di cristiani restii a finire come noi sotto il tacco pontificio massacrati in soli tre mesi) lascia impassibile il portavoce vaticano Navarro-Valls. Ora che è chic giustificare l’Inquisizione, equiparata a un’opera di beneficenza, gloria in excelsis ai missionarî stragisti! E alla Caritas, che con lo slogan Uccidere nel nome di Gesù spesso scandito dalla radio di stato, e con le elemosine rastrellate per i miseri, acquista e distribuisce machete per farli a pezzi. E che dire del «curato di Nyange, Athanase Seromba», che «seppellisce vivi 2.000 Tutsi» attirati «nella sua chiesa, poi demolita dai bulldozer»? «Padre Carlo Bellomi, uno dei principali istigatori dei massacri», è poi sgattaiolato in Papalia (ex Italia) con don Seromba (dal 1997 viceparroco dell’Immacolata di Firenze), spernacchiando la giustizia internazionale, il che ci riempie di papistico orgoglio. E le due suore (processate a Bruxelles e ora dette martiri sante) che, rinchiuse in un’autorimessa 500 dubbiosi, li hanno tutti bruciati vivi cosparsi di benzina? Così, grufolando nel truogolo del perdono per «gli antichi errori di alcuni [tranne i preti!] cristiani», la Woitj inciuciata con Pinochet purificava il Ruanda-Burundi. Ma la chiesa resta sempre –  la Woitj lo giura sulle sue palle – purissima e immacolata. Si canti dunque, proni e ginocchioni: Sanctam, Sanctam, Sanctam! (v. Immondo show, Insurrezione)

   

IMBECILLE

Per i papisti l’islamismo è buono, perché «non tutti gli islamici sono terroristi». Non tutti i nazisti uccidevano gli ebrei, ma tutti tenevano bordone ai boia. E i musulmani onorano i loro martiri destinati a celestiali godurie: i bestiali macellai di donne e bambini. Come i kamikaze nipponici? I figli del Sol Levante colpivano solo i militari, e in cambio di nulla; ma pur quei rari islamici che non festeggiano danzando e masticando dolcetti gli abietti pii criminali, conservano a loro pro un omertoso silenzio. (v. Kamicazzi, e in Hanno detto: Unamuno)

  

IMBECILLITÀ

Un’utilitaria (Golf) della sfondata in culo Ratzy quand’era cardinale, venduta nel 2005 per 800 euro e rivenduta ad un annusatore di culici effluvî a 200.000, è rimessa all’asta, e il suo già spropositato valore s’impenna ancor più vertiginosamente. Cattolica imbecillità. (2010)

 

IMMACOLATA CONCEZIONE

Defecata dal bieco quasi quanto la Woitj (che è tutto dire!) Pio IX e confezionata in dogma, indiscutibile assioma. Prima del 1870 i papi la negavano risolutamente. Nel 1644, in odio bestiale contro le donne, non esclusa la da loro spacciata madre di Dio, chiamare la Madonna immacolata concezione fu bollata ex cathedra gravissima eresia, con conseguente confisca dei beni e rogo. La storia papale è intessuta di deliranti vaneggiamenti, confusioni mentali, oscillazioni umorali di un dio fabbricato da una manica di farabutti per beffarci. Ma un dio a cui sì spesso dà di volta il cervello può esser davvero onnipotente? e così menomato ancora dio?

 

IMMERDATION

Varî parlamentari lamentano che dei liberi pensatori avversino il papale immerdamento del mondo, e gridano angosciati: «C’è ancora molto da fare!» (Radio Maria 30-07-2005, h 18, 20).

 

IMMONDO SHOW

Il recitato dai preti grondanti sangue di milioni di uomini (v. I machete della Caritas, ecc.) per bramosia di potere, come la baracconata di forzare un padre (applauditi dai vigliacchi Berlusconi, Gasparri, Formigoni, Minniti, Pivetti, Buttiglione, Napoli, Amicone, ecc. ecc.) a nutrire chimicamente la sua figlia da moltissimi anni mentalmente defunta. Camuffando con cattoliche idiozie la loro ferocia essi si atteggiano, calpestando l’altrui volere, ad eroici difensori d’impercettibili indizî biologici e sguaiatamente fingono d’inneggiare alla vita. Proprio gli accaniti ipocriti  affamatori, diffusori di Aids e seminatori di morte!

   

IMPOSTORI

Ammesso e non concesso che Gesù sia mai esistito, persino i quattro prescelti tra settanta vangeli scandagliati nel velleitario tentativo di eliminarne le più eclatanti contraddizioni, e compilati a posteriori da furbastri, affermano che non vuol essere mai chiamato dio né figlio di dio, tantomeno un grottesco melange di mezzo-uomo e mezzo-dio, ma – e come tiene a ribadirlo! – figlio dell’uomo, di un uomo in carne ed ossa. Nel Padre nostro egli identifica il padre di tutti, lui compreso, uguale a tutti gli altri. Ma Giovanni, un sordido impostore omonimo dell’apostolo, per gonfiare i farabutti in credito e pecunia pensò bene di divinizzarlo. Ai ciarlatani rende di più, in soldoni, spacciarsi vicarî di Dio anziché, come i monaci de Tibet, seguaci di un saggio (Mt, 13: 55, 56, 57). E fino alla sua fine non millantandosi dio, il Cristo agonizzando sospira: «Sia fatta la tua volontà, non la mia». Col cazzo dunque era dio! Era solo uomo, non membro paritetico di una trinità con un boss e due servitori a volontà limitata. Volgare pia truffa che finisce a carte quarantotto. 

 

IMPRIMATUR

La ferocia antifemminile e le smaccate culanerie dei santi e teologi non sono dell’anodina acqua passata che non macina più. Il tronfio papame si vanta «immutabile nei secoli, sempre uguale a se stesso e al di sopra di ogni moda», ma dice e disdice, smerda e s’immerda e sempre s’arrampica su scivolosi specchi. Emerge la sua misoginia da molti libri stampati e divulgati con tanto d’imprimatur delli Signori superiori. Documenti che dal 1788 si fa di tutto per far tutti sparire. Ma alla condanna della Storia inchiodano la congrega ecclesiastica i rari scampati al sistematico incenerimento (a fine sec. XX ancora un grande rogo cartaceo ad Arona nel seminario di San Carlo registrato dal Corriere della Sera), i quali resteranno – con rabbioso clericale dispetto – imperituri, indelebili, attualissimi.

  

IMPUDENZA

Dopo le solide prove del millenario odio papale contro la famiglia (anche la pretesa indissolubilità del matrimonio mira unicamente ad annichilirla anche nei casi disperati), la Santa Sùbito beffeggia gli impecoriti sudditi sbraitando: «Politici, pensate alla famiglia!» (01-02-2002). Abbocchino pure i semplici, gli allocchi e i babbei, l’ennesimo reboante bla-bla-bla sistematicamente occultante il contrario covato nell’intimo secondo la bieca gesuitica formula della riserva mentale, ossia: reale mortificazione, indebolimento e sostanziale demolizione della famiglia. (v. Cardinal Uguccione, Don Cantore, Don La Mer®da, Famiglia, San Gregorio d. T., Sant’Alberto Magno, ecc.)

 

IMPUTATO di COMUNISMO!

 Merdoglio/a piagnucola: «Se parlo di giustizia sociale alcuni dicono che sono comunista». Prete dal ventre gonfio, prete dal verbo falso, chi vuoi prendere per il culo? O ingordo mercante di chiacchiere, paga piuttosto le tasse! Restituisci l’enorme maltolto in immobili e terreni produttivi, o perlomeno le nove tonnellate d’oro ammassate sulla carogna di padre Pio! E hai pure aggiunto: «Giuda non era il più peccatore». Caro Lapalisse in sottana, è proprio vero: chi infatti più ipocrita, viscido e sfruttatore di te? (28-10-2014)

 

INCIUCIO BIN-PAP

Facendosi lingua in bocca, Bin Laden e la Woitj hanno pazzamente goduto per Beslan e le Towers. Ed Al Quaeda, grata delle smancerie ed aiuti papali: «Il Vaticano non costituirà mai un nostro obiettivo; colpiremo soltanto in luoghi dolorosi che costringeranno a lasciare l’Irak i vili soldati italiani» (29-08-2004). Il nano bigotto che sempre più ingrassa i già stragonfî preti a scapito di scuole, sanità e trasporti, potrebbe farci almeno risparmiare i costi dei sofisticati congegni e dei nugoli di sbirri disseminati a protezione della sacra delinquente combriccola, che effonde solo tanfo. Il predisposto maxi-dispositivo di sicurezza evidenzia l’ecclesiastica totale sfiducia nella Provvidenza, tanto sbandierata per sviolinare Sua Suinità come martire di minacce, in effetti inesistenti. (v. Bontà catto-comunista, Don Gino, Cane non mangia cane, Cattedrale nel deserto, E Bin Laden manda a dire, Islam moderato?) PS: L’amore non è bello se non è litigarello, ma la tresca Woitjla-Bin non aveva screzî. Con la Ratzy, dopo la gaffe sulla jiad il torbido flirt traballa, si riannoda a malapena, e Bin Laden disprezza le pavide scuse del papa e reagisce bastonando i papisti in Iraq. (2010) PS: Con il trono calcato dal nefasto gesuita Merdoglio/a, l’amorazzo con i fanatici barbuti rifiorisce ed esplode nella bestiale esultanza del gran perdonatore Vicedio per i giornalisti assassinati (2015).

 

INCIUCIO di SANTI

I pii delle due bieche religioni ricalcan le orme papali scambiandosi baci appassionati. Come quelli schioccati tra lo Scelli, Commissario straordinario della Croce Rossa, che guidò pellegrinaggî di poveri edificando poi alla facciaccia loro un hotel a cinque stelle a Lourds, la bottega di imposture, e le due volontarie (a 8.000 euro mensili) del catto Ponte per, tornate trionfanti in Campidoglio da una deliziosa vacanza con gli islamici, «amorevolmente ospitate con rispetto ed umiltà» dai sequestratori cari al papame, e satollate «con premura e con delicatezza anche coi biscottini della nostra marca preferita». E quando tutti gli europei lasciarono l’Iraq, Scelli e le due vispe Terese s’incaponirono a restarvi, certi che se catturati, il nano dalla bandana sul trapianto pilifero avrebbe sborsato i nostri soldi (8 milioni dopo tante umilianti trattative trascinate in varie moschee) per liberarli. Bella boccata di soldi tradotta in armi dagli amici della pacifista Woitjla, dai sistematici macellai di donne, vecchİ e bambini. Tanto felici anche i genitori delle nostre ragazze dilaniate in riva al mar Rosso dai beneamati fratelli terroristi? W i barbuti ingrassati coi soldi necessarİ alle nostre scuole (spesso senza sedie, gesso, ecc.) grazie alle due testarde bigotte, altresì bramose di tornare a brucare nel grasso pascolo iracheno! Prima del sequestro lo scellerato Scelli asseriva con tracotanza: «E se anche ci sequestrassero? Chi in Italia si rifiuterebbe di raccogliere i soldi per liberarci?» (Radio 24ore). Più che plausibile dunque l’ipotesi di combutta architettata a fine di lucro.

 

INCREDIBILE

Quanto l’Italia si è mutata in Papalia sotto i pii leccaculi e o diverge da quella risorgimentale! Nel 1888 quando il burbanzoso principe Torlonia, sindaco di Roma, la infangò osando inviare i suoi auguri personali di capodanno al papa, il pezzo di merda ormeggiato oltre Tevere, fu destituito sui due piedi e sbattuto fuori dal suo ufficio dal capo del governo, l’eroico garibaldino Francesco Crispi.

 

INCREDULI

L’ipocrita padre gesuita: «[A] una signora che cominciò col vantarsi che essa, in fatto di religione, era incredula pienamente, replicò il sacerdote: “Avrà la signora letto qualche cosa, io penso, di Bossuet, di Fénélon, di La Lucerne, di Bergier?” “Non perdo il mio tempo in quelle cianciafruscole.” “Ma almeno il Valsecchi, il Segneri, qualche Catechismo un po’ ampio?” “Sì, proprio autori da occuparsene!” “Quand’ è così, perché dice di essere incredula? Non è mai stata incredula, l’assicuro io; ella è semplicemente una stolida, un’ignorante”. E questa conclusione quadra a cappello a moltissimi che si vantano d’incredulità. L’altra fonte è la superbia. Lasciando in disparte tutte le prove che ne danno tutti gli eresiarchi antichi, è certo che i due padri della incredulità moderna sono Lutero e Calvino. Or l’orgoglio del primo fu tale, che lo portò ad insultare tutti i principi e re ed imperatori del suo tempo, a disprezzar tutti i Padri della Chiesa. L’arroganza, la superbia, l’impudenza resero Calvino sì intollerabile… E la superbia che fondò il regno della incredulità è poi quella che lo mantiene ai dì nostri». (OPC)

 

INDECENTE PROPOSTA

Dopo i 186 scolari di Beslan massacrati vigliaccamente inebriando la Woitj all’urlo bestiale d’Allàh compassionevole e misericordioso!, compatti i parlamentari europei papisticamente cerebrolesi esigono spiegazioni dal russo Putin sul blitz voluto per salvare, come salvò, i tanti altri alunni destinati alla morte. E gli ingiungono di patteggiare con i macellai beneamati dalla Santa Porca «per la loro esemplare religiosità». Ma Putin ai vili: «Perché voi non ricevete Bin Laden, non lo invitate a Bruxelles o alla Casa Bianca a intavolare trattative, non gli chiedete cosa vuole e gliela date per lasciarvi in pace?  E noi dovremmo trattare con gli assassini di bambini?»

 

“INDEGNI E COGLIONI”

Il nano che alleviando le loro tasse in un Paese già oberato di debiti manda in solluchero i più opulenti arpagoni (ed i preti addirittura esentati in toto), inveisce contro quegli «indegni e coglioni» che non eleggendolo farebbero incazzare il clero, tanto santamente teso ad accrescere il proprio e il suo malloppo. PS: Battuto sul filo di lana, il sordido pretaiolo con un elegante idioma mutuato dai gesuiti sbraita contro lo scarsamente papista Prodi: «Dice stronzate!». (2006)

 

INDORARE

I gesuiti, ossia i bugiardi di tre cotte, usano indorare le pillole. Per camuffare con capziosi eufemismi riduttivi che la chiesa cattolica è sempre stata sistematica assassina (v. Sarajevo 1914, Guerre, ecc.), la Santa Porca afferma: «La cristianità [eufemismo di congrega pretesca] latina medioevale non è sempre sfuggita alla tentazione integralista di escludere dalla comunità temporale [eufemismo di assassinare] i non professanti la vera fede» (N. Benazzi, Giovanni Paolo II, 2005, p.155). O cara Lurida, per te vera fede è solo il papistico schifo!

 

INFALLIBILITÀ

Nel 1870 il beato Pio IX, modestamente, si proclama Infallibile. In piazza Colonna i birri agguantano un venditore di fosfori che grida: Sono tutti infallibili! E Pasquino: «Quand’Eva morse e morder fece il pomo, / Iddio per salvar l’uom si fece uomo; / or per distrugger l’uomo il Nono Pio / nato dal fango, vuol crearsi Iddio».

 

INFAMI sedicenti storici

Le TV cincischino e distorcono la storia per i begli occhi papali. Già la falsificavano vent’anni fa riducendo le streghe immolate in più secoli da tredici milioni, accertati dalle rigorose ricerche condotte a tappeto per anni dall’Università di Amburgo, a sole centomila. Ora per compiacere papa Merdoglio, «che è tanto buono!», le riducono a 50.000. E, menzogna nella menzogna, a pochissime le bruciate, ma quasi tutte solo paternamente redarguite o imprigionate. Lo dice uno squillante castrizio prof. Presto le arse vive si conteranno sulle dita di una mano. Mai come ora i bugiardi di tre cotte s’imbrattarono di tanta merda! (RaiStoria, 07-10-2014, h 21 ca.).

    

INFERNO

Definire come i catto-islamici buono un dio che, mentre ab aeterno  gavazzava nel Nulla avvoltolandosi in inenarrabili godurie, ad un tratto crea miliardi di esseri debolissimi e gode straziandoli con pene inaudite (miris sed veris modis, come dice s. Agostino), è un’orrenda bestemmia e una patente contraddizione in termini (v. Credere e Dio). Ma che frega ai castissimii a parole e porconi nei fatti? Se la ridono di noi a crepapelle, sapendo quanto renda in potere e danaro atterrire i fessi con lo spauracchio dell’inferno. Giurano sulle proprie palle che esiste davvero, pieno di fiamme ardenti. E al contempo, nell’ottica della loro culica criptica misoginia, lo definiscono non vero fuoco, ma «dover sopportare la vista di una donna» (v. San Gerolamo). Eppure giura don Livio/a (dal Merdoglio appassionatamente baciato) che la maggior parte dei morti sfrigolano sulla graticola. E il papa “povero tra i poveri, misero tra i miseri, umile tra gli umili” lo ribadisce. Pur di non perder mai occasione di prenderci per il culo i preti dicono tutto e il contrario di tutto. La Ratzy: «Dio come tutti i genitori ama sempre i suoi figli, anche quando sbagliano» (Radio Maria, 04-11-2009, 19,40). Li ama così tanto che l’eternamente Gaudente li manda quasi tutti, come sempre ripete don(na) Livio, nel profondo dell’inferno.

 

INGRASSO

Lo spavento del gregge ingrassa il prete.

 

INNOCENZO III

e papa Francesco.

Il Grande Papa del medioevo, assassino di milioni di albigesi, prese a calci Francesco chinatosi a baciargli i piedi e sbraitò: «Va’ con i porci, rotola con loro!». Ora un ipocrita e ingordo gesuita usurpa il nome di chi non soffriva che alcuno fosse più povero di lui, e dice Date! ma lui non dà mai un cazzo, e ballonzolando sul trono d’oro grondante sangue dei molti milioni di vittime della rapacità papale recita una caramellosa farsa. E al solito, la turba dei bigotti annidati subdolamente nei gangli della cultura e della politica, si cala in una degradante subordinazione al pagliaccio d’oltre Tevere.   

 

INNOCENZO VIII

Palleggiando un coacervo di monetone d’oro, frutto di tangenti sulla prostituzione apertamente gestita dal clero, leva gli occhi al cielo ed esclama: «Dio non vuole la morte del peccatore ma la sua salvezza, purché paghi!». (Papeide, XVIII note 283, 284)

 

INNO LUSITANO

Il poi etichettato Adeste fideles, un canto settecentesco di marinai lusitani di tema totalmente laico (il ritorno alle mogli dall’oceano) e di autore ignoto, fu detto canto portoghese. Il clero ne mutò il testo e lo spacciò per proprio, e adesso lo dice composto da un fantomatico pretazzone e chiamato portoghese solo perché cantato una sola volta nell’ambasciata lusitana di Londra. Se dei cinesi in un’occasione cantassero Fratelli d’Italia sarebbe un inno cinese? (v. Adeste fideles)

 

INQUISIZIONE

Istituita nel 1199 da Innocenzo III in tribunale straordinario contro le eresie, fu gestita dai vescovi e dai cistercensi, quindi dai domenicani e dai francescani. Nonimage006 bastando quei frati a smaltire i processi per le torrentizie delazioni carpite in confessionale, nel 1312 il concilio di Vienne (Fr) impone ai giudici laici, sotto pena di morte, di ubbidire a qualsiasi ordine dei tonsurati. Paolo III battezza la satanica corte giudiziaria Santa Universale Inquisizione. Soppressa dalla Rivoluzione francese, è quindi caparbiamente ripristinata in Roma e in Spagna alla caduta del Corso. Nel 1966 è dal languido Paolo VI, che si faceva inculare agitando preziosi fazzolettini di finissima batista, rinominata, nella spasmodica attesa di un nuovo legalizzato clerico-sadismo, in meno inquietante Sacra congregazione per la difesa della fede. La Woitjla stigmatizzò gli antichi preteschi errori (eufemismo di orrori) ma relegandoli a tempi remotissimi, avvolti in una fitta nebbia, e con la massima impudenza li addossò tutti ai laici riducendoli (bugia nella bugia) ad un’esigua entità numerica. (v. Assisi, Confessione, Concilio di Trento, Crocesegnati, Eco, Falsi laici, Gorduña in ABC; e Relazione del colonnello Loumanousky in San Carlo il torturatore)

 

INQUISITION

Su cartelli issati dai turchi contro, benché correi nell’immerdamento papale del mondo, la Ratzy che negò (ma poi ritrattò supplicando gli islamici di perdonarla) l’uguaglianza religione - violenza, spiccava un laconico: INQUISITION: NO COMMENT.

 

INSULTI di PRETE

Il papa s’incazza per il poco deferente papale (v. AAA), il prete per il poco riguardoso pretesco, e insultano tutti, ma guai se li ripaghi di ugual moneta! Schiumano di rabbia per non riuscire ad abbindolare e rapinare proprio tutti quanti. Lo stridulo don(na) Livio, sfondato da tremila cazzi, così ci edifica: «Tutti gli uomini sono dei miserabili! Sono degli ignoranti! sporchi! buffoni! Uno più buffone dell’altro! Una massa d’imbecilli! Uno peggio dell’altro!» (Radio Maria, 21-02-2003, h 22). Tranne i papisti come lui, immacolato, pulitissimo, dottissimo, castissimo, sfondatissimo culatone. (v. Intellettuali, “Verminaio”).

 

INSURREZIONE

Contro la legge che finalmente fa divieto agli islamici di incitare al terrorismo (finora apertamente favorito dal pretame e dai nostri servi governi) e di camuffarsi per più potenziarlo, insorgono sdegnati tutti i vescovi e la Caritas perché siano conservati i burka e i chador (29-07-2005). (v. I machete della Caritas).

  

INTELLETTUALI

«Gli intellettuali sono tutti teste d’uovo, sono la rovina del mondo!» (Don(na) Livio, Radio Maria, 07-05-2006). Fa infuriare la bestia ecclesiastica il fatto che sopravvivano, benché rari, dei liberi pensatori, potenziali disturbatori del pacifico svolgimento dei suoi crimini. (v. Don Livio)

 

INTELLIGENTE

Caro borioso Caio, ti dici intelligente, ma trangugiando le balle dei preti dimostri il contrario.

 

INTELLIGENZA

I luridi s’infuriano non potendo intruppare nel gregge dei semplici, ossia degli ebeti e sciocchi, anche i renitenti a lasciarsi abbindolare. Si macerano nel loro astio stantio contro l’uomo più intelligente del secolo più intelligente, Voltaire, il quale non si piegò mai ai ricatti, anche seviziato agonizzante da una truce pia infermiera. I preti per lo smacco inferociti ne scoperchiarono la tomba e ne gettarono le ossa ai cani. Ma la ‘vendetta di Dio’ non bastò affatto ad acquietarli, e tuttora versano sul grande umanitario il loro vomito bianco-giallo.

 

INTERVENTO

DI DIO

Attribuendo un ruolo attivo al dio degli eserciti e motore della storia s’intrufolano in ogni affare politico-economico. Ancora nell’udienza del feb. 2003 il Gran Prete sproloquia sul «prodigioso intervento di Dio nella storia». Al quale beffardamente affibbiano ogni e qualsiasi scelleratezza gli irridenti sacri bestemmiatori. (v. Don Zega, Sarajevo 1914 e I machete della Caritas)

 

INUTILE STRAGE

Maledetta XVI e Merdoglia lodano la XV, la “pacifista” che, istigati accanitamente i tedeschi a sconfiggerci per riesumar lo Stato della Chiesa, quando la sorte si ribaltò per impedire la nostra riscossa urlò all’inutile strage, ma solo dopo l’intervento americano divenuta non più utile ai suoi loschi piani. La Merdoglia tace pure che il pontefice sanguinario blaterante pace, pace, pace, fu dai nostri padri bollato Maledetto XV. La cui putrida double-face adesso rifà capolino (Bologna, 2004) per ammettere che «le autorità asburgiche favorivano a scapito della ortodossa le comunità cattolica e musulmana» ( G. E. Tothemberg, L’ESERCITO DI FRANCESCO GIUSEPPE, Seps, p. 293). Che di meglio per il clero  del profittare del bigotto imperatore per fargli sopprimere gli eretici slavi e, dilatandosi il teatro di guerra, come bramava il gen. Conrad, far risorgere dalla disgregata Italia lo Stato della Chiesa, a infame compenso del papistico inciucio? Atterrita dal massiccio intervento americano, per fiaccare i nostri fanti la Santa Porca lanciò ai quattro venti l’ipocrita slogan dell’inutile strage. Venti molto impetuosi, ma placati di botto sconfinando negli Imperi Centrali! Inutile strage per noi, guerra giustissima per loro! Col pié-de-porc del pio piagnisteo voleva piegarci benché sostenuti dall’intera economia mondiale, con aerei e artiglieria preponderanti, e nutriti a sazietà mentre le «truppe austriache ricevevano razioni giornaliere di soli 30 grammi di carne, a fronte dei 250 in Germania; e la loro sussistenza dichiarava i vermi trovati nelle razioni non nocivi alla salute» (ib., p. 394). A noi Maledetta cantava il deprimente refrain, a loro invece prometteva il cielo. E se sul fronte russo gli austriaci erano «gusci vuoti senza troppo spirito combattivo» (ib., p. 407), Sua Suinità li incitava a reagire e ad assalirci. «Caporetto fu un immane disastro per gli italiani, che perdettero oltre 300.000 uomini, compresi 265.000 prigionieri, a prova del loro basso morale. Gli attaccanti catturarono 3.000 cannoni ed un’enorme quantità di vettovaglie» (ib. p. 399).  «Benché a Vienna sia l’imperatore sia il ministro degli esteri fossero pessimisti, le truppe continuarono a combattere tenaci. Sull’Isonzo l’esercito, oltre la metà composto da [cattolici] slavi, oppose valorosa resistenza agli attacchi italiani» (ib., p. 395). Italiani svigoriti dai preti. Prezzolini: «Ufficiali tedescofili. Capitano medico idrofobo contro quelli che hanno voluto la guerra, dichiara li vorrebbe veder tutti morti» (Diario, 17-08-1917). «Tra le voci correnti diffuse dagli ufficiali tedescofili, c’è quella che i triestini e i friulani sono austriacanti e deplorano la guerra contro l’Austria» (ib., 19-08-1916). Ma non gemevano sotto l’Austria anche gli slavi, mentre noi, col confine a Venezia, non si occupava un palmo del loro suolo? Certo avrebbero fraternizzato i due popoli irredenti affacciati sullo stesso mare, senza quel pretame che sull’opposta sponda suonava le campane a martello contro l’Italia unita, laicista, libera dagli infami vaticaneschi concordati. Grazie, o Santa Romana Chiesa! (v. Ipocrisia, Sarajevo 1914, Padre Lingam, I machete della Caritas, Vittorio Veneto, Zentrum Partei)         

 

INVEROSIMILE

Finì in prigione Guareschi e non il tristo batrace Degasperi, perché sentenziato inverosimile che il viscido pretaiolo (attivo austriacante mentre impiccavano Battisti e Filzi) pianificasse con il papa (e nel balzare poi sul carro dei vincitori anglo-americani firmatosi con un borioso De Gasperi) il bombardamento di Roma. Cosa inverosimile, malgrado la lunga criminale storia ecclesiastica! Tutta intessuta di chiamate, a basso fine di lucro, di barbari invasori. Per sviarci dai sistematici suoi misfatti il Vaticano defeca il Sacrificium intellectus, dogma che impone la rinuncia alla facoltà di pensare (Concilio Vaticano I). Mancava solo ciò a provare l’idiozia dei devoti. Obbligati a ripetere come pappagalli, ad ogni papale capriccio, che il bianco è nero e il nero è bianco. (v. Dreyfus, Guareschi, Guerra giusta, Guerre, Guerre dei due Pii, Guerre del XX sec., I machete della Caritas, Inutile strage, Ipocrisia, Leone XIII, Padre Lingam, Perizia grafica, Sarajevo 1914, Terremoti, Zelanti, nonché Cadorna in Hanno detto,)

 

IO GODO

Per Omar Bakri, grosso imam stretto al papal cuoricino, «la vita del non credente non ha valore, non è sacra. Quando in Occidente cade un aereo io godo» (2006). E i grulloni a colpi di papal fischietto lo leccano ai fratelli terroristi. (v. voce)

 

IO, PRIMO

Il nano: «Io sono il primo, dopo Napoleone, per il numero delle mie leggi, e sono anche più alto di lui!» (10-02-2006). È pur il primo, a tacchi rialzati, il saltellante papal-lecca-culo, a pavoneggiarsi in grottesche processioni, come in quella per  santa Rosa d’Orvieto (02-02-2008).

 

IPOCRISIA

È fingere bontà d’animo e virtù non possedute. Tipica del clero, in specie degli anguilleschi gesuiti (v. Merdoglio astutissimo e subdolo manipolatore), ritratti da Molière nell’esilarante capolavoro Tartuffe che tanto manda in bestia i preti (v. Papeide, XXXIV n. 353). Così il papame, adesso del tutto intriso di gesuitismo, che Zanichelli definisce astuta ipocrisia, al grido di Pace!Pace! ha sempre fomentato le guerre. (Guareschi, Guerra giusta, Guerre, Guerre dei due Pii, Guerre del XX sec., I machete della Caritas, Inutile strage, Inverosimile, Leone XIII, Padre Lingam, Perizia grafica, Sarajevo 1914, Terremoti, Zelanti ; e Cadorna in Hanno detto)

 

IPOCRITI

Come i lacchè del pettoruto nano centro-destrorso. Ma quale centro? Destra bigotta, parruccona, retrograda! Mummie ammuffite, codini ancorati alle decrepite restaurazioni, voraci nemici del popolo, preti  cannibalici in primis. (v. I calabrache)

 

I “PONTI PER”

Radio24ore, nella rubrica Giustificazione, parla di vittime dei crolli: «La metà dei nostri edificî scolastici mancano di certificazione di agibilità statica e solo due su tre sono dotati d’estintori» (31-10-2004). L’abominevole gnomo delle pievi ingrassante preti promette lungo e mantiene corto. Molte scuole hanno banchi, sedie, servizî igienici a pezzi e dei soffitti pericolanti, e tra l’altro mancano di strumenti di sperimentazione. Una scuola crolla seppellendo ventisei alunni nelle Marche. A Zagarolo una bambina muore schiacciata da un cancello arrugginito mancando i fondi per la sua manutenzione. E frattanto lo gnomo mangia-ostie slinguazza la Santa Porca, gonfia di soldi le già opulente scuole, e riduce le già misere sovvenzioni a quelle statali arricchendo i famigerati papistici Ponti per che sovvenzionano gli assassini islamici.

 

IRONIE

Si piangono vittime delle perfide ironie laiciste i pii catto-macellai tutti grondanti sangue umano. Che teneri, che pii ipersensibili!. PS 2015. Dopo poco, il piagnisteo, condiviso dai carissimi maomettani, comincia con l’eccidio di Charly Hebdo a donare  anche in Europa i suoi tossici  frutti, assaporati con atroce goduria dalla Merdoglio col suo pugno teso contro gli assassinati liberi pensatori. Ed è giusto che il papa goda – sostengono i pii vigliacconi capitanati dal tuttologo Sgarbi  – vista la vignetta che lo ritrae con palmi a terra e culo insù tartassato dal Profeta! Deduzione davvero assai conseguente. Ma la famosissima altra guancia che il Gran Perdonatore esorta senza cessa ad offrire, lui però col cazzo che la offre.

 

ISLAM E SAKINEH

Seviziate, frustate e lapidate, le coraggiose islamiche cornificano a spron battuto i mariti. La natura cacciata dalla porta rientra dalla finestra: più è compressa più rimbalza. E i pii cornuti si vendicano moltiplicando angherie, sevizie, uccisioni. Nonostante le atroci pene pendenti sulla donna, nessuno è più punito del suo severo consorte. Essa affronta ogni rischio pur di appioppargli un bel paio di corna. Lui la fa custodir da fidatissimi parenti, che regolarmente la fottono. E le ha tanto ramificate da non poter passare sotto l’arco di Tito. W Sakineh, eroica cornificatrice! Morte ai suoi giudici sanguinarî! (2010)  

  

ISLAM

MODERATO

Come l’araba Fenice, che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa. Per gli untuosi media esiste. Ma quando mai i moderati culi-in-aria denunciano un terrorista? Lo chiamano martire gettando urla bestiali  dentro e fuori le – secondo i nostri baciapile – moderate moschee. L’umanitarismo di chi sforna fatwe di morte (Rushdy deve vivere sempre scortato da Scotland Yard) sta nell’inneggiare, con la Porca, ai barbuti assassini. Cianci pure di un islam buono non integralista (come il nazismo buono sì caro ai papi ed arabi) il prof Agnoletto scoprendo l’acqua calda: «Non tutti gli islamici gettano bombe» (19-02-2006). Il sole asciuga, la pioggia bagna! Non tutti i nazi azionavano camere a gas! C’erano i buoni, che plaudivano i gassificatori. (v. in ABC: Bontà catto-islamica, Cane non mangia cane, Cattedrale nel deserto, Don Gino, E Bin Laden manda a dire, Inciucio Bin-Pap, Leggi islamiche; e in Hanno detto:.Unamuno)

 

ISPIRAZIONE

Per un uomo [forse] crocifisso, crocifiggono milioni di uomini.

 

I TALEBANI

Oltre le due più alte statue di Budda gli islamici hanno abbattuto gli archi, statue e colonne ellenistici allineati lungo una strada afgana. E la storia si ripete. Imitano i crististi che in odio alla magnifica civiltà classica annientarono tutto il patrimonio artistico greco-romano. E gli imam, inciuciati nel lodo Moro con la Porca che, in cambio della sua vile immunità fisica, fa transitare i terroristi con armi e bagagli in Papalia (ex Italia), abbracciano i talebani. È accertato, anche per confessione di un islamico fungente da palo nelle vicinanze e di un altro, esperto in esplosivi, presente in Bologna quando gli islamici erano rari, che la strage alla stazione fu una ritorsione palestinese per il rifiutato transito anche di un troppo vistoso missile (2011).

 

“ITALIA E FEDE”

Gennaio 1938: marcia trionfale di 72 vescovi e di 2.000 parroci sotto palazzo Venezia tutti inneggianti a Mussolini. L’arcivescovo Nogara all’Uomo della Provvidenza: «…il Clero darà la sua volenterosa collaborazione al Vostro Governo, anche perché volete che Roma sia la sede rispettata del Vicario di Cristo». E don Melozzi: «Duce! I Ministri di Cristo, i padri del popolo rurale, a Voi devotamente rendono onore. Vi benedicono. Vi protestano fedeltà. Con spirituale entusiasmo, con voce e cuore di popolo gridiamo: Saluto al Duce! A noi!» E dopo le feroci leggi razziste, il foglio Italia e Fede, «il solo giornale fascista che abbia la revisione ecclesiastica, [nel quale] nulla sia contrario al dogma e alla morale cristiana»: «Col razzismo trionfa l’Italia rurale e l’alto compiacimento  del Duce per i nostri articoli sul problema I parroci han sempre favorito questo razzismo italiano, che preserva la vita fisica e morale dei parrocchiani.» «…come segno e pegno della devozione alla Chiesa e al Pontefice della Conciliazione, gloria imperitura del suo Pontificato e dello Stato fascista.» «L’ebraismo internazionale, che dirige le politiche delle cosiddette nazioni democratiche, è l’implacabile nemico della Chiesa Romana, è l’implacabile nemico dell’umanità.» «…la guerra mondiale fu scatenata dal capitalismo internazionale ebraico. … L’assassino, lo studente Princip, era ebreo.» Falsissimo. Ortodosso slavo, istigato da un gesuita. Lo spasmodico amore chiesastico per i dittatori asserviti al clero si esternò con molti segni. Come in Brema, dove una catto chiesa fu dedicata a Hitler, «il Cristo reincarnato», mentre in Italia un cardinale chiamava Mussolini «Oracolo divino e Arcangelo sociale», e per lui, scampato a un attentato, l’Osservatore Romano riferiva il papistico: «Nella salvezza del Duce il popolo ha riconosciuto la mano di Dio». (V. Adolf Lanz, Padre Lingam, Sarajevo 1914)

 

 J

JEAN-PAUL

SARTRE

Oltre la Legione d’Onore, Sartre rifiutò il Premio Nobel perché «tali onori alienano la libertà di pensiero. Lo scrittore non deve lasciarsi trasformare in un’istituzione, anche se ciò avviene nelle forme più onorevoli». Due noti intellettualoidi pseudorossi, gli ingordi penosi istrioni Fo e Benigni dallo spirito d’accatto, una volta acchiappato il bramatissimo discutibile Nobel e i bei croccanti bigliettoni, si sono di botto convertiti da ferrei attivisti comunisti in forsennati pretaioli. (v. Benigni Roberto e Occhi slegati)

 

JIHAD

«Il sanguinario Yahia Khan», presidente del Pakistan, chiamò jihad la sua «bestiale repressione» dei moderati, risoltasi in una zappata al proprio piede: la definitiva perdita del Bangladesch. «Jihad (guerra santa) dissero gli arabi nel 1967 prima d’essere sconfitti da Israele. Jihad disse Saddam prima della sua disfatta. Si vede che è un vizio di famiglia» (M. Donatelli, Historia n° 401). «Non so proprio a quali paragoni ricorrere per descrivere ciò che i punjabi [del Yahia] fecero nel Bengala. I tedeschi in Russia nel 1941-43? I turchi in Asia Minore nel 1923? Soltanto risalendo ai tempi di Tamerlano e Gengis Khan ritroveremo tanta gratuita brutalità, tante donne violentate, tanti bambini trucidati» (Honda, maggiore dell’East Bengala Regiment). (v. Yahia Khan)

 

JOYCE

«Il Sacro Cuore: [nel dipinto] mette in mostra… il cuore in mano. …di lato e rosso, … come un cuore vero. L’Irlanda fu consacrata ad esso o a qualcosa del genere. Ma par tutt’altro che soddisfatto. Perché infliggergli questo? Forse verranno gli uccellini a beccarlo come il ragazzo col cestino di frutta…»

 

 

 K    

KAMIKAZE

 

Solo i giapponesi immolatisi in voli suicidi erano dei veri kamikaze. Morivano senza contropartite, per amor di patria, non per arricchire la famiglia, o cullati nel sogno demenziale di un paradiso gremito di leccanti vergini. «I volontari in lista di attesa erano il doppio degli aeroplani disponibili, e il kamikaze non mirava all’aldilà, e a volte nemmeno alla vittoria. Dava la vita lucidamente, senza emozione» (Maryse Albessard). Per l’ultimo volo brindavano col saké e, fasciatisi la fronte con una benda segnata dal Sol levante, simbolo del coraggio, scrivevano il testamento. «La mia anima è più grande dell’oceano; il sangue ardente non mi concede lunga vita; gettandomi tra le nubi e la tempesta volerò mille miglia lontano e poi vedrò la flotta nemica; io la distruggerò e morirò in fondo al mare. Fukuda Koetsu»; «W l’Imperatore. Oka Takashi»; «Ubbidendo allo spirito dei miei avi parto per distruggere la flotta nemica. Takahisa Kenichi»; e «Nulla. Wataki Yoshihisa». Moriva in cambio di nulla. Non per soldi, non per libidini celestiali. Erano kamikaze, soldati contro soldati, non dei kamicazzi schizzati dalle moschee a massacrare donne e bambini.

 

KAMICAZZI

Alla canea degli imam e mullah piace da morire, come ai pretoni, sacrificare l’altrui pelle e tutelare teneramente la propria. Quanti venditori di fumo religioso si fanno esplodere come i gonzi da loro fanaticamente allevati al martirio? Quanti rischiano un mignolo? Dal minareto gridano jihad esortando ad «effondere il sangue per la fede», come i preti gridanti «Armiamoci e partite!». Ma ogni regola ha delle eccezioni, e un imam cerebroleso, che per l’inusuale afa del 2003 (la più opprimente da secoli) va in fibrillazione dopo aver dato altri grossi segni di squilibrio mentale e deflagra in un bus affollato di bambini ebrei, non inficia la giustezza dell’assunto.

 

KIERKEGAARD

La vita si vive andando avanti, ma si comprende andando indietro.

 

KREUZ UND

ADLER

Imitando la sviscerata tenerezza pontificia per il Fürher, il gregge lo osannò all’ombra della Croce e Aquila del bigotto von Papen. Pio/a XII, tutto gongolante per la riuscita combutta cattolico-nazista, riuscì a gettare il Führer nel folle crogiolo di una crociata anti-giudaico-sovietica; ma poi, fallito il criminale azzardo, infilò il furtivo piede in due scarpe, e infine abbracciò l’opulento zio Sam vomitando della schiuma bianco-gialla sul defunto ex divinizzato suo amante. Come  Pio/a XII godette per il ferocemente antiebraico Mein Kampf, così la   sfondata in culo Woitjla poserà i labbroni sul terroristico Corano.