M

MA CHE FESSI!

Quanti portano per accorata solidarietà verso i poveri arabi (e i loro nababbi dai cessi, vasche e maniglie d’oro massiccio), degli straccî  palestinesi attorcigliati allo stupido collo, simboli di una civiltà che per Allah compassionevole e misericordioso nel 2005, sul lungomare di Gaza, fa a pezzi una donna che dà la mano al marito scambiato per un estraneo. Altro edificante esempio d’islamica civiltà: il turco che a Erfwurt (Germania) uccide la figlia uscita senza velo (25-06-2006). (v. in ABC Bontà islamica) In Papalia (ex Italia) fino al 2009 sono trentasette le donne scoperte sgozzate, “impudiche” che volevano sposare italiani (Lo afferma in TV la on. Santanché).

 

MADONNA CIANCIANTE

A Megjugorie ogni mese, poi ogni settimana e ora ogni giorno i preti la fanno apparire, pronunciare lagni, sproloqui e stupide tiritere a loro favore («non giudicateli, tappatevi le orecchie, pregate sempre per loro»), e infine ringrazia sempre  i babbei dell’ascolto. (Sett. 2012)

MADONNA

DI FATIMA

Nulla di più vomitevole. In una guerra trentennale pianificata dal clero con settanta milioni di morti oltre i feriti e mutilati, essa frigna e ordina di batterci il petto cosparsi di cenere «per placare Dio, che è tanto offeso dal peccato della carne». Non dalle clerico-inculate, ma dalla diabolica congiunzione eterosex. Contro tale «orribile peccato, il peggiore di tutti i mali» la statua di Fastima miagola: «Penitenza! penitenza!» nel mondo già travagliato (tranne il godereccio clero e gli epuloni suoi socî) da infinite privazioni e pene (v. Sarajevo 1914). E la don(na) Livio incalza dicendo che la Vergine ordina ai pii di recitare il rincitrullente rosario non meno di quattro ore al giorno (Radio Maria, 16-02-2013, h. 12,35).

 

MADRE DI DIO

Benché così spacciata, Gesù è sempre brusco con lei, anzi villano. Avvertito che coi suoi figli essa vuole vederlo, ribatte irritato contro la famiglia che lo diffama chiamandolo pazzo: «Mia madre e i miei fratelli sono quanti odono la parola di Dio e la mettono in pratica!» (Lu 8,21). Per lui la dai luridi detta Madonna, se non proprio una gran troia era perlomeno tutt’altro che virtuosa. A Cana, egli interrompe la ricalcata dalla vergine-madre Inanna di Uruk coronata di stelle e regina dei cieli: «Che ho io a che fare con te, o donna?» (Gv 2,4). Era furioso d’esser ritenuto fuor di senno. Sa di non esser figlio di divini volatili, ma di quello – vox populi vox dei – ben più tangibile di un centurione romano soprannominato il Pantera, focoso montatore.

 

MAESTRO

DI CAPPELLA

Il Palestrina riformò la musica sacra. Abusando della sua docilità, il clero lo sfruttò retribuendolo dieci volte meno di un operaio.

 

MAFIA

Ormai si sa tutto, fin nei minimi particolari, dei popoli di 5.000 anni fa, ma sulle origini della mafia, nata appena ieri e sempre virulenta, tutto resta avvolto nel mistero. Cumuli di libri fumosi ci lasciano più confusi e più perplessi di prima. Sempre nelMafia vago l’esordio, molto spesso saltato a piè pari che, guarda caso, coincide con la morte e la rinascita sotto mentite spoglie, della Santa Inquisizione soppressa dagli empî illuministi, la laida istituzione sempre servita, specialmente in Sicilia, da molti famigli laici, assassini reclutati per arrestare, torturare, arrostire e spogliare dei loro beni tutti gli sgraditi ai preti. Risorta come onorata società, ora delinque a colpi di mitra. I famigli indossavano giubbe contrassegnate da una crociona rossa, e adesso il capocosca (il Mammasantissima) ed i picciotti ne portano una d’oro sotto la camicia, tanto massiccia da far crepar d’invidia i vescovi. Il mafioso si fa il segno della croce baciando i primi soldi intascati in giornata, e quanto più losca è la loro origine tanto più ampolloso è il gesto e fervoroso il bacio. In ogni somma è insita la tangente ai luridi, che in proporzione alla sua consistenza anticipano adeguate promesse alle godurie celesti. In casa mafiosa troneggia la statua della Madonna dietro il boss assiso a capotavola, e le stanze dei picciotti rigurgitano tutte (come quelle degli antichi famigli) di candele, crocifissi, reliquie, rosarî e santi: delle cianfrusaglie che in pacchianeria superano perfino le dimore dei preti. Ovvio dunque il finto papistico bla-bla contro la mafia, escogitato per gettar polvere negli occhi ai babbei e favorire i criminali, come Provenzano, che recita il rosario, sostiene che «la fede è tutto» e chiude i pizzini col «Dio vi benedica». È suo tenace araldo un appassionato e angosciato antimafioso, don(na) Ciotti, trascinatore di sinistrorsi. Il quale (es: da Tele 5 e Tele 7, 22-12-2007) perora per la chiesa, mater et magistra di ogni mafia. Blatera intorno a «giustizia, legalità, verità», «assunzione del proprio ruolo», «mettersi in gioco», «fare la propria parte» e «sfidare impavido il pericolo». Ma quindi, scosso da incontenibile tremaculo temendo di esser preso sul serio, calma l’uditorio, allunga le mani tanto da sembrare ch’escano dal video, e svela che l’omertoso Padre Eterno apparsogli di notte gli suggerisce il modo di sconfiggere la mafia con «queste parole, che dice a me, e anche a voi: «TACI!, FAI SILENZIO!». Monotono rintocca: «TACI!,  TACI! TACI! FAI SILENZIO!». Edifica poi gli zittiti citrulli chiudendo l’omertoso pistolotto con l’invito a emulare san Vincenzo (che lo pigliava in culo in silenzio). P.S.: Bello, strozzato, piagnucoloso, rinnova le sue raccomandazioni al «silenzio con tanta virtù praticato da santa Marta». Confermando il malavitoso pio inciucio il procuratore Ingroia scrive, su Magazine S, che «se la mafia non avesse avuto dei rapporti coi partiti, sarebbe già stata sconfitta» (City, 17-02-2010). E chi non sa che i partiti sono vili servi del clero e dei gesuiti, i furbastri soldati del papa? Strombetta perfino il catto nano: «Tutti i rifugî mafiosi sono trovati pieni di simboli religiosi, sotto la protezione delle Madonne e di padre Pio» (TV 5, 14-03-2010). PS. Ora si fa sotto pure l’ipocrita Merdoglio a finger di maledire, per meglio coprire il mafioso papismo, mafia, camorra e ‘ndrangheta (2014). Si entusiasmo il don(na) Ciotti perché «si batte per risvegliare le coscienze assopite di tanti che peccano di “omissione” … e per il coraggio e la capacità di coinvolgere anche i non credenti a reagire … » (Famiglia Cristiana, N° 1, 2015). Ma chi più mafioso, omissivo e omertoso di lui? E altresì recitante la beffarda carnevalata di farsi scortare, a nostre spese, da tre poliziotti. (v. Assoluzione, Cazo, Crocesignati, Diritto d’asilo, Don Ciotti, Gorduña, Riguardi speciali, Santa mafia, Tre poteri, Vescovo del nano,Vive sotto scorta, Zelanti)

 

MAFIA e ISLAM

Pro indagato Abud Amid, l’imam di Milano organizzatore di gruppi terroristi, l’imam Alì ibn Sbwaina della moschea di Segrate (Mi): «Ci sono molti mafiosi che in Sicilia frequentano le chiese. Ciò non fa automaticamente del parroco un mafioso» (20-05-2005). Manca solo un “quasi” dopo il “non fa”.  (v. sopra: Mafia)

 

MAGNA CHARTA

Il mieloso gesuita Gervasi, ipocrita Merdoglio ante litteram, spregia la ricchezza e loda la povertà (Tele5, 30-12-2005, h. 09). Definisce il discorso della montagna la magna charta del Vangelo, quindi mollemente si solleva dalla poltrona e s’eclissa nel rarefatto fondale. Dolcissimi detti in bocca ai preti, mostruosi nel loro cuore. Che non perdona, si vendica, grida pace! e fa versare sangue, ama i poveri e li strangola, arraffa elemosine e le sciala in orge e bagordi facendo digiunare i poveri. Magna charta tradotta in carta da cesso. PS: Sulle tracce del caramelloso Gervasi, l’ipocritissimo Merdoglio/a spara raffiche di melensaggini pro poveri ma, incollato con la pece al malloppone, gli dà solo un beneamato cazzo (2014). PS. Feb. 2015. Il Vaticano regala (sic) 300 ombrelli ai tanti pezzenti bivaccanti attorno alle sue mura. Ed i media ne rimbombano la notizia con tonanti squilli di tromba. Ma non dicono che gli ombrelli non costano nulla: tutti i dimenticati dai paganti visitatori dei musei pontificî. (v. Pio II in ABC)

 

maiali,
cerdos, pigs

Una napoletana a cui taglian la luce e il gas muore col figlio per le emissioni venefiche di una stufa a carbone (2009), e gli ingordi preti e i pescecani della finanza ingurgitano somme da capogiro. W le pie sanguisughe, W lo Stato clerico-liberista che di tutti se ne fotte, e il tanto caro alla Madonna (v. Ve accumpagna) grottesco nano! (v. Mentitore, Assassino). PS: Il governo passa, ma con i fili sempre tirati dal furbastro gnomo, ad altri avidi clerico-banchieri (2011). PS. Di male in peggio: su Papalia (ex Italia) regna il lumacoso prepotente Merdoglio/a. (2014) 

 

MAJUGORIE

Il pretame strombetta che l’Onnipotente, sensibilissimo al gesso di Majugorie (che belava pace! pace! per far massacrare gli ortodossi) ad edificazione dei pii ripete in Bosnia, come a Fatima, il fenomeno del sole che danza, con il suo «centro irradiante fiamme di tutti i colori, separati come in un caleidoscopio, davanti [c’è mai un limite all’impudenza?] a centinaia di testimoni» (Radio Maria,15-09-2005, h.10,51).

 

MALEDETTA XVI    

La Ratzy, immersa in culiche godurie, inorridisce per l’altrui piacere eterosex e lo marchia «orribile droga». Ma sugli effettivi intrugli e droghe, nella cui produzione e spaccio il clericume primeggia e che bruciano tante vite, come la Woitj non apre mai bocca. (10-05-2008).

   

MALE MORTI

Gesuitica carità cristiana: «Le male morti dei colpiti dai fulmini del Vaticano bastano a riempire molti volumi; quelle degli eresiarchi sono famose. Gli Arrighi, i Federighi sono celebri negli annali della Chiesa per la loro fellonia, ma ancora più noti pel tragico esempio che lasciarono di sé» (OPC).

 

MALVAGIA SETTA

«Chi non spera nel bene non teme il male» (Machiavelli). La sacra gang, per la quale il più temuto male è dover restituire il maltolto, ci nutre di speranza e ci toglie la sostanza.

 

MALVAGITÀ
PAPALE

Se la pia Polonia avesse accettato, respingendo il criminale negativo diktàt papale, di estendere all’Urss il patto difensivo anglo-francese, forse non sarebbe deflagrata la seconda devastante fase della guerra trentennale, avendo Hitler promesso ai tedeschi di evitare un troppo rischioso conflitto su due fronti come nel 1914. Ma il papa voleva sterminare, realizzando la sinistra dottrina del Mein Kampf (v. Bernhard e Adolf), quanti difendendo la giustizia potevano far barcollare il suo mostruoso impero finanziario. E usò Hitler per tradurre la Polonia in trampolino di lancio contro l’Urss. «All’ambasciatore francese che perorava con passione le ragioni del suo governo [favorevole alla Russia], il maresciallo polacco Rydz-Smigly replicò freddamente: “Coi tedeschi rischiamo di perdere la libertà, ma coi sovietici [che tra l’altro non miravano ad annettere la Polonia] noi perderemmo la nostra anima”» (J.C. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 716). Grazie a quel turpe catto-pretesto, la guerra deflagrò in un allegro connubio tra sacro profitto, egoistico conservatorismo e gretto anticomunismo. (v. Hitler)

  

MALVAGITÀ
PRETESCA

Con la pagliacciata della finta richiesta di perdono per le atrocità del lontano passato, la Woitj abbindolava nascondendo le orripilanti più recenti (Guerra 1914-45, Etiopia, Spagna, Jugoslavia e Ruanda-Burundi) attuate dai preti. La Spagna democratica dopo tre anni d’impari eroica lotta offrì la propria resa senza rappresaglie. Ma il Caudillo respinse le proposte di pace, e in obbedienza al papa, infallibile «metro cubo di letame», «sterminò i nemici» (v. Guerre dei due Pii) e fucilò i prigionieri coadiuvato dai tristi baciapile «carlisti che portano al collo reliquiarî con scritto fermati pallottola, ad indicare l’intervento diretto di Dio. Che non sempre li ascolta» (I. Reverte, L’arte di uccidere, Mondadori, p. 14). «Dietro la facciata del saluto romano stanno le pianete dei vescovi, la qualifica di martiri pei propri morti e la negata degna sepoltura agli avversari. I proclami [nazi-preteschi] incitano allo sterminio, al sistematico massacro, riassunti nella frase: La Spagna sarà cattolica o non sarà» (ib., p. 178-79). Poco prima dell’ultima fase, la hitleriana, della guerra mondiale, il generalissimo Franco, «contrario ad ogni accordo e sostenuto dalla intransigenza della Chiesa» (ib., p. 279), fa massacrare i prigionieri comunisti benché liberali, repubblicani, socialisti (solo il tre % comunisti). E il clero «vede con piacere “morendo i comunisti riconciliarsi col Dio dei loro padri: a Maiorca solo il 2 % morti impenitenti, nelle regioni del Sud non più del 10 e nel Nord meno del 10 %”» (ib., p. 178). Inaudita ferocia pretesca. Ma in linea con la pia tradizione, come quando, tra tanti milioni di altri eretici assassinati «l’Algerio, un 25nne universitario e libero pensatore di Padova, è condannato da Paolo IV. Il 22 ago. 1556 in piazza Navona fu bruciato vivo dentro una caldaia piena di pece trementina e olio bollente, e la sua agonia durò oltre quindici minuti. L’ambasciatore veneto riferì: mostrò tale fermezza di fronte alla morte, che tutta la gente era in completa soggezione». (RaiStoria, 02-03-2013). (v. Prove di colpa, Torture)

 

MALY & FAMILY

Maledetta XVI mentiva sapendo di mentire (bimillenario è l’odio del clero contro la famiglia) spifferando favole pro famiglia. Ci gabbava come la tracotantissima Woitjla (15-05-2008), e la viscida Merdoglia. Gli imperatori crististi per far apparire i papi più morali degli umani e tolleranti pagani, uccidevano gli omosex passivi, pericolosi rivali del libidinoso clero. Gli attivi, specie i dotati di vistosi ammennicoli, erano risparmiati.  

 

MAMMA EBE

 

 

 

 

 

 

 

 

Per moltissimi anni la santa Ebe impartì benedizioni dagli altari di Torino tra sonate d’organo e volute d’incenso, e impose preghiere, digiuni, autentiche leccate ai pavimenti per implorare il perdono di Dio, spremendo soldoni a palate in combutta con l’allegro clero. Incappata quindi nei laccî della giustizia, ora sconta una durissima detenzione, ma gli uomini di Dio, gli impuniti burattinai, se la sono squagliata stringendosi il malloppone. Non senza spernacchiandoci rinnegando la fino a ieri conclamata santità della complice. Andò assai meglio al rozzo ciarlatano padre Pio, una mamma Ebe al cubo con cazzo e coglioni. Quel bifolco spaccafiche (nel Mantovano ne impregnò molte, poi inseguito da padri furibondi), fu snobbato sia dal papa sia da padre Gemelli anche per le troppo grossolane «false stigmate». Ma infine, per averci tanto gabbati e averla fatta franca, l’ingorda Woitj, tutta gongolante per l’abnorme refurtiva, lo eleva agli altari con cacofonici strombettii. (v. Miracoli, Padre Pio e Rumore)

 

MANCUSO Filippo (magistrato)

«L’adulazione è il più misero degli strumenti per acquisire agî. Il più adulato è il Papa. La sua grandezza viene sminuita da questa sua santificazione in vita. E Berlusconi che deplora gli adulatori, non ne ha bisogno.» Alla domanda «Lei è cattolico?» risponde «Vado a messa, faccio la comunione, ricevo i sacramenti..» (C. Sabelli Fioretti, Voltagabbana, Marsilio ed., p. 165)

 

MANGANELLO

I gesuiti giurano che il papame, pur entusiasta di Mussolini e Hitler, che aiutò massicciamente nel loro assalto al potere, nell’intimo ne biasimava la violenza. Ma spinse il primo ad aggredire l’Etiopia ed entrambi a combattereClizio il governo democratico (senza un comunista) di Madrid, e i nazisti a invadere e devastare la pacifica Russia. Un papame  avverso al fascismo ma con pia benigna inclinazione per la forza bruta camuffata da belati di pace, tanto da collocare nel 1928 nella calabra cattedrale di Vibo Valentia la bella Madonna del manganello protettrice dei fascisti, col corredo di migliaia di sacre immaginette distribuite ad edificazione dei devoti. La statua, un’opera di Malecore di Lecce, per mirabile intervento divino disparve il 25 luglio 1943 con la caduta di Mussolini. E ora, ben imballata, è custodita teneramente nella cripta. Riposa in pace, in attesa di riemergere con tempi più propizî a vibrare delle nuove randellate sui cranî sgraditi al clero. «Manganello, manganello, che rischiari ogni cervello!» cantavano le camicie nere. Manganello, manganello, che sì piaci al preticello.

 

MANIFESTAZIONI

A ritmo di papale fischietto, catto-comunisti e catto-tout-court tutti insieme appassionatamente anti-Usa sbrodolan per l’islam e sputano  sul tricolore, «non abbastanza pacifista». «Nemici di ogni guerra» ma proni alla Woitj, che ci fece bombardare l’ortodossa Belgrado e s’inciuciò con Saddam, l’assassino di 100.000 comunisti. E inoltre sostengono la legge contro la fecondazione assistita, «legge stupida e crudele» afferma l’on. Chiara Moroni (RAI TRE, 13-12-2003), osteggiata soltanto da radicali manifestanti al motto IL VATICANO COMANDA, IL PARLAMENTO OBBEDISCE. (v. Orientarsi, Opzioni)

 

MANIPOLAZIONE

La chiesa ne è maestra. Vedi la farina commestibile stesa nel 1996 su un’arteria guatemalteca, per molleggiare le sante chiappe fendenti in papamobile gli assiepati denutriti. Farina prodigiosamente tramutata  nel 2007 dai media, per attutire tale sconcezza, in meno insolente… segatura. Solita tattica: rispondere col silenzio alle verità scomode e poi rievocarle spalmate di menzogne (G. Grieco, Pellegrino [Woitjla], Ed. San Paolo, 2007). Quando le pie chiappe rimbalzavano allegramente sulla farina, il Guatemala di 11 milioni d’abitanti era il paese più misero del mondo, dopo un conflitto civile costato 200.000 morti, 48.000 desaparecidos, 100.000 orfani e 40.000 vedove. Guerra conveniente solo all’affarismo dei preti, che delle vittime se ne strafottono salvo che cada uno di loro, come il Conediera, per il quale la Woitj, del tutto indifferente al pio assassinio del sinistrorso vescovo Romero, grugnì: «Un crimine esecrabile costato la vita a un vero servitore della pace!». Essa, che moltiplicava Aids ed affamati, fu acclamata «grande stratega in favore della vita» mentre premeva con le sue gommone bianco-gialle le scritte di vernice spruzzata, perché non la prendessero e mangiassero, sulla farina: «Benedici il Guatemala», «Benvenuto al pellegrino per la pace».   

 

MANZONI PLAGIATO DAL PRETE

Profittando della sua prostrazione, il corpulento mons. Tosi di Busto Arsizio, soggiogò il Manzoni non risparmiandogli brucianti frustate sul gropppone per sfruttarne l’abilità letteraria a gloria pretesca. Gli suggerì la trama del mieloso pastrocchio tanto esaltato in Papalia (ex Italia) quanto respinto per la sua grondante lumacosa ipocrisia dal mondo intero. Dipinge il tempo più atroce della storia (quando da noi ogni giorno in ogni città e paese erano torturati ed arsi eretici e streghe) come un’era idilliaca, tutelata dal clero, solo macchiata da un tale – orribile a dirsi! – invaghitosi di una pastorella. Per meglio infinocchiarci il nauseante intruglio non fu lanciato come romanzo, ma come un autentico ritrovamento storico basato su un documento falsissimo spacciato originale. Che entusiasmò tutti i presi all’amo. Ma poi Manzoni, pentito, svela e ripudia l’indegna truffa nel suo Del romanzo storico che, benché capolavoro di stile, sincerità e logica, da tutti i  media pseudo-culturali è passato, per non turbare i delicati timpani papali, sotto strettissimo silenzio. E si continua a cianciare del buon Federigo, benché ferocemente sadico, e di frati benigni, benché tutti intenti a tempo pieno, gestendo l’atroce Inquisizione, a scorticare e a bruciare. Grottesco show! Come tratteggiare il Reich con un Hitler chino a soccorrere ebrei, seguìto dalle tenere SS fra’ Cristofori e fra’ Galdini raccoglitori di noci.

   

MARBODUS
vescovo di Rennes

«Donna, stirpe malvagia, germoglio di vizio: ovunque essa suscita scandali, rinfocola liti, risse, ribellioni, guasta gli affetti, insidia i figli, i genitori, aizza i popoli, abbatte fortezze, distrugge città, moltiplica stragi, mesce calici di veleno e, furia devastatrice, incendia campagne e villaggi. [...] In apparenza seducente, passa tra la folla nascondendo luridi segreti, è mentitrice, impudente, ladra, anela al guadagno, arde tutta del fuoco della libidine. Chi la prima a costringere il nostro progenitore a gustare il frutto proibito? La donna! Chi costrinse il padre ad unirsi carnalmente con le figlie? La donna(Papeide, XI n.136)

 

MARCHIONNE

Sotto l’ombrello protettivo del nano e della Ratzy la Fiat trova un Napoleone, un manager imbattibile, maxi-stratega, meteora piovuta dall’empireo di Comunione e Liberazione a squarciare il buio della pubblica ignoranza. Genio acchiappa-soldi a proprio pro (38 milioni l’anno oltre gli extra) e nemico dell’Italia, che scopre l’acqua calda trasferendo le industrie all’estero e gettando sul lastrico i lavoratori. Ma ecco una mini-retromarcia: non sopprime proprio tutto, si limita a ricattare gli operai, calpestane i diritti e tagliar le pause alle catene di montaggio. Sforzando le pie meningi inghiotte nelle gote gibbose improntate a degnazione un malloppo assommante la paga di 9.131 operai (Rai 2, 13-01-2011). Homo homini lupus. Qui incassa e frega, e in Svizzera tiene la residenza fiscale, dove in tasse versa il 30% invece del 43% qui dovuto. In compenso, paga un terzo del minimo a sei giardinieri della sua villa sul Lemano per edificare i semplici dando un papistico esempio di flessibile risparmio. Denunciato dall’Unia, singhiozzando ottiene proroghe; ma quindi licenzia i sei dipendenti lasciandoli a bocca asciutta. W l’Arpagone che sputa sui disperati, sui 100.000 senzatetto, sui morti per il gelo a Milano e Varese, sul bimbo assiderato a Bologna! Da buon papista abbranca pur il premio di risultato, non di produzione (la Fiat cala del 27 % nel 2010!) ma di speculazione borsistica imperniata sul ricatto. Quando la Fiat era molto più produttiva e col triplo di dipendenti, la guidava Valletta con uno stipendio (eccessivo per le sinistre!) quindici volte superiore al minimo. Adesso il papame caca sull’evangelico Guai ai ricchi! e benedice lo smorfioso patatone «perché la Fiat è una società privata, e può far ciò che vuole». Ma pure il leghista Salvini, insediato nello stesso carrozzone governativo di Marchionne, ammette che «lo Stato con quanto finora le dato ha comprato la Fiat quattro volte» (La 7, 06-01-2011). Fiat statale, ma selvaggiamente munta da privati. Nella guerra anti-nazi, i dirigenti americani invitavano ad accettare paghe un po’ decurtate, ma loro stessi lavoravano addirittura gratis: eran chiamati one-dollar-men, pagati solo un simbolico dollaro l’anno. Ma i nostri gibbosi succhia-cazzi? I nostri hundreds-millions-men? Al redivivo Robespierre strapperebbero ancora l’invettiva: «Ai suoi nemici la nazione è debitrice solo di una cosa: la morte». Noi tutavia, sempre sotto cul papale, al contrario dei tedeschi, inglesi, francesi, russi e americani non ci ribelliamo. Incapaci di togliere al catto-pescecane il maltolto (quanti una volta facevano lavorare i fanciulli 14 ore al giorno erano meno ladri!) e metterlo alla zappa! Siamo succubi del globalizzatore dedito soltanto al proprio ingrasso. Una certa Marina 50, sul Marchionne che definisce «oscene» le proteste degli sfruttati insolentiti, si chiede: «Chi si deve vergognare? Chi li prende, o chi li dà? E noi lo permettiamo!» (Finanza.it.msn.com, 26-12-2010).

 

MARCIARE, NON MARCIRE

Marciare = Vita, azione, illuminismo, progresso.

Marcire = Morte, ristagno, oscurantismo, fetido pretismo.

 

MARIA e
CAPPELLE

Don(na) Livio, boss dalla più grossa catto-trasmittente: «Ovunque la Madonna appare vuole delle cappelle». Tante e grosse. Ma di chi? Il don(na) succhia-cazzi non si pronuncia. (Radio Maria, 02-07-2006, h 14,30)

 

MARIA
LA SANGUINARIA

«Maria la Cattolica, la malefica, la sanguinaria tiranna, la vecchia cagna.» In Inghilterra bruciava protestanti, increduli, dubbiosi. Del medesimo stampo in Francia Caterina de Medici, in Scozia Maria di Lorena (madre della Stuarda) e in Olanda Maria d’Ungheria (una sorella di Carlo V), acefale marionette del clero. (v. The Bloody Mary)

 

MARIA
(S)VERGINE

La madre di Dio non costò ai bugiardi di tre cotte nemmeno la fatica d’inventarla. Ricalcata dalla sumerica dea Inanna di Uruk, venerata 3.000 anni prima dell’improbabile nascita di Cristo (v. Leone X) e poi detta Aschera sul Mediterrraneo: erta su un piedistallo, castissima, immune dai peccati, vergine-madre allattante un pupo, ammantata d’azzurro, coronata di stelle e premente una serpe col piede. Secoli prima del fantomatico Gesù, nei templi fenicio-cananei del dio Baal fu venerata come «regina dei cieli». (v. Quante balle! e in Papeide, IV n. 32)

 

MARIO
MONICELLI

Contro il sadico pretesco divieto dell’eutanasia, il grande regista per protesta si uccide. Il linguacciuto Lupi, putrido parto di Comunione e Liberazione uso a prevaricare sui deboli e a strisciare sotto il nano papista, protende il labbrone e con irruenza denigra degni uomini come Monicelli «perché l’eutanasia è sempre sbagliata». E spregia la Costituzione che consente le scuole clericali se «senza oneri per lo Stato», e col nanerottolo che passeggia a braccetto della Madonna costringe tutti, anche i non credenti, a sovvenzionarle e ingrassarle. (v. Arruffapopoli, Don Gallo, Evidentemente, Ferrara, G. Modena e Guidi, Lurida porca, Testamento, Un lurido, Ve accumpagna, W l’eutanasia!)

 

MARX IN SOFFITA

Il primo rottamatore fu Giolitti: «Il paese ha camminato innanzi, il partito socialista ha moderato assai il suo programma, Marx è stato mandato in soffitta» (08-04-1909). Ma mentre Marx volava dal Reno a Vladivostok, alla faccia degli psicolabili saltellanti sotto la finestra della Porca, in soffitta finiva lui, il bandito di Dronero. (v. Rinnegati)

  

MASCHERE

I preti, ladri ammantati di onestà e assassini mascherati da buonisti. Los curas, ladrones que allan antifaz de honestitad, asesinos con màscara de bontad. The priests, highwaymen with mask of honesty, murders with mask of goodness.

 

MASSACRATA
da PADRE PIO

Padre Pio nuoce anche post mortem. In forma di simulacro metallico massacra una russa, non «convertita al cuore immacolato di Maria», impugnato da un torcicollo napoletano alteratosi per due orecchini che pensa donatile da un rivale (Can. 5, 12-08-2010).

 

MASTURBANTES
CHRISTI

Nel 1994 con una lettera alla Woitj otto membri (tra cui il prof José B. Martin) della torbida gang «Legionari di Cristo elevata a diritto papale con decreto di lode di Paolo VI», la quale capeggiata da don Degollado con le montagne di danaro offerto dai creduloni fondò l’Università Europea, il Collegio Maria Mater Ecclesiae, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e Regnum Christi, avvertono che il don si fa masturbare dagli aspiranti alla «rigenerazione spirituale», perché «masturbandolo fanno un’opera buona» (Rendina, La santa casta della chiesa, Newton Compton, 2009) approvata della Chiesa e «con il permesso speciale di Pio XII» (L’Espresso, 21-01-1999). Acquisite sicure prove delle sue masturbazioni, fottiture, inculate e sistematiche «violazioni del segreto confessionale», dopo le ispirate profondissime meditazioni delle Woitj e Ratzy prolungatesi fino a tutto il 2006, «la Santa Sede rinuncia al processo canonico e invita il Padre ad una vita riservata di preghiera e penitenza, lasciando i ministeri pubblici» (Rendina, cit., p. 196). Passata sufficiente acqua sotto i ponti, considerate le sue ultime ore improntante ad edificanti caste intenzioni, a tempo debito il don, come già il maxi-frocio card. Newman, prima o poi sarà fatto santo. (v. Don Degollado, Metti e prendi e Multata suora)

 

MAXI-CRETINO

Chi scuote la sordida testa sorridendo del laicista che «ce l’ha con i preti e i mullah! che sono tanto buoni!».

 

MAXI-FARABUTTI

I preti e gli imam abusano della credulità popolare ed usano Dio e Allah a schermo dei loro delitti e loschi affari.

 

MAXI-IMPUDENZE

«Noi preti, amici di Cristo» (Radio Maria, 18-06-2011). E un altro don: «La malattia [solo se altrui] è un dono (Rai 2, 24-03-2012, h.10,35).

 

MAXI-LADRA

La Ratzy: «Settimo non rubare» (Angelus, 16-12-2002). Due giorni innanzi: «Bisogna smantellare il relativismo». E perché non la sua testa di cazzo? PS: Essa cessa di colpo di recitare la grottescs farsa papale e passa a Merdoglio, scimmiottatore del Poverello d’Assisi, il compito di rubar a tutto spiano. Si ritira in quel di Castel Gandolfo votandosi a tempo allo svago prediletto: la presa in culo.

 

MAYER Sandro

«Padre Pio in sogno mi disse: “Mi devi dedicare un servizio; il tuo giornale è popolare e devi farmi conoscere alla gente”».

 

MAZZARINO

Cardinale devoto alla Madonna. Prossimo a salir alla gloria del cielo si aggirava tra i preziosissimi quadri, arazzi, specchî e statue del suo palazzo disperatamente gridando: «Perché devo lasciare tutto ciò?».

 

MAZZI, PANNELLA

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Ma non basta marciare a braccetto del truceo don Mazzi (v. voce) perché Pannella s’illuridisca, benché il solo fatto di accostarsi a tale cafone, l’ingordo prete da marciapiede, sia deleterio. Tanto che ora l’ex radicalone ne assorbe e condivide le castronerie, come un Italia «divisa in codini e ultragiacobini» (TV La7, 16-12-2005). Quel gratuito ultra appioppato ai laicisti fa gioire il papa per il liquame gratuitamente versato nella catto-fogna. Il purtroppo impercettibile risveglio giacobino, paventato da Pannella, sarebbe all’opposto una positiva reazione alla criminosità pretesca. PS: Meno male però che l’ex radicalone, schiaritesi a un tratto le idee, vuole far pagar ai preti le tasse sulla piramidale catasta di immobili, assicurazioni, istituti scolastici, imprese commerciali, alberghi, ecc. (2011). Ma poi ricade in confusione mentale intrisa di tenerume pretesco, e invoca sfiatato il mafioso Merdoglio gridando: «O papa, affronta con coraggio chi trama contro di te!» (31-10-2014). Frattanto i politichieri giustificano le grosse rapine dei preti e la totale immunità fiscale loro accordata per le pretestuose beneficenze. Come quella della Caritas che regala gli scarti dei supermercati e fornisce, avida di potere, affilate lame agli assassini (v. I machete della Caritas). Non per niente resta immortale l’antico detto: «Il prete ha le mani reverende, tutto prende e nulla rende».       

 

MEGLIO BIN

Demenzialità: il catto-comunista «Meglio Bin Laden che Bush» e il catto-leghista «Meglio un negro che un meridionale».

 

MELLIFLUA
RATZY

Nell’omelia sugli anelli cardinalizî, la vezzosa Ratzy auspica che gli inculati urbi et orbi dai preti «ritornino tutti, mirando alla croce di Cristo, nella Chiesa cattolica», perché «la logica della Chiesa è una logica di servizio [in culo]». (21-11-2010)

 

MENEFREGHISMO

I luridi digrignano i denti frignando se tocchi la loro storia e il loro pseudo-pentimento. Per loro conta solo il presente: il passato lo han già spremuto e goduto abbastanza. Parlatene pure, – dicono – con  moderazione. L’oggi è tabù. Anatema! Non disturbate chi continua a uccidere e rapinare cianciando di Cristo.

 

MENTITORE,
ASSASSINO

Don(na) Livio, impostora per antonomasia. Accumula tanti soldoni terrorizzando i semplici, i creduli, e sventagliando Satanasso, «falso benefattore, mentitore ed assassino». Lo agita vomitando sui non leccanti il papal culo, «tutti seguaci del demonio». Raccomanda ai devoti il rimedio infallibile: un lungo e duro digiuno. «Digiunate», miserabili, e pagate «per far contenta la Madonna». E per «farla più contenta» i morenti diseredino anche i figli. «Aiutate la Madonna ad aiutarvi!» (Radio Maria, 28-10-2009. h.10,30). Un’appropriata nostra proposta: l’immersione del don(na) in una putrida fogna. (v. Maiali, cerdos, pigs)

MENZOGNE

Quanto più grandi, tanto più credute. Tipiche quelle dei preti, che inventano Dio Bontà Infinita Creatore dell’Inferno e si dicono suoi vicarî, gli infallibili aperti ad un dialogo che vieta le altrui opinioni (v. Dogma Sacrificium intellectus). Si vantano paladini della famiglia ma accaniti nell’impoverirla, e maledicono i preservativi, tranne i già da loro prodotti (Serono spa). Sventolano davanti agli occhî delle denutrite bestialmente da loro spremute un san Carlo digiunatore, scheletrico, emaciato; che all’opposto lo stesso clero testimoniò che era grasso come un porco: «hera uomo di buon pasto per essere di gran corpo, et che soleva mangiare comodamente et in assai quantità di cibo» (Monsignor Marcora, Il processo diocesano informativo sulla vita di s. Carlo per la sua canonizzazione, Biblioteca Ambrosiana, Milano 1962, p. 549).

 

MENZOGNE
PRETESCHE

Giurano i gesuiti: Il papa nulla sapeva dei lager nazisti… eccetto… forse, magari, verso la fine della guerra. Invece la Porca conosceva a menadito, da sempre, i progetti del suo bel drudo Adolf Hitler, che giocava a carte scoperte tanto da titolare, appena afferrato il potere assoluto solo grazie ai voti del Zentrum Partei di don Kaas, la prima pagina del Münchner Neueste Nachrichten (21-03-1933): UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO PER I PRIGIONIERI POLITICI A DACHAU; con la chiosa di Himmler: «…mercoledì sarà inaugurato a Dachau il primo campo di concentramento capiente 5.000 persone. Misure che sono state prese senza farci scrupoli meschini, convinti che si possa così tranquillizzare il popolo e procedere secondo la sua volontà». La ineffabile Pio/a XI amava follemente i nazisti e il loro violento Mein Kampf fatto scrivere da don Stempfle a Hitler, un libro imbevuto di calunnie e di istigazioni ad eliminare i deicidi ebrei. Istigazioni che da giovane Adolf aveva già succhiato dalle velenose poppe del frate domenicano Lanz e di Karl Lüger, il ferocissimo antiebraico leader dell’austriaco partito Cristiano-sociale. (v. Bernhard e Adolf)  

    

MERDA e PAPA

Perfetti sinonimi.

 

MERDATION

Lo Stato clerico-fascista catto-com-capitalista sopporta inebetito il tallone papale. Si fa disseccar dalla Santa Sanguisuga perché si sente nell’«obbligo morale» di risarcirla dell’ex Stato della Chiesa, quasi che le innumerevoli rapine del clero costituissero valido titolo per accampare diritti. Il clero continua ad incassare delle ingenti somme in premio di prodezze come (oltre le molte recentissime) quelle del «grande papa Eugenio IV», che rase al suolo Palestrina e cinquanta borghi per poi venderne come «schiavi» (e la soppressa schiavitù millantata dal penoso guitto Benigni?) tutti gli abitanti non crepati di fame nelle ecclesiastiche carceri. Nutrire gli avvoltoi? Sputiamo – è un imperativo categorico risarcire le tantissime vittime – sui laici che ci strangolano per più ingrassarli!

   

MERDICA FACCIA

Il prete fa l’opposto di ciò che predica. Perdona uccidendo, regala arraffando. Sbraita pace! pace! e fomenta guerre. Così nel 1911, ‘14, ‘35, ‘36, ‘39, fino ai massacri recenti in Ruanda e in Jugoslavia per più papistizzare. In seguito al gesuitico attentato di Sarajevo, quando tutta l’Europa per scongiurare il conflitto usava dei toni moderati, i papisti si sgolavano e si agitavano per farlo deflagrare. Secondo «la stampa belga cattolica era cosa normale, anzi indispensabile, che l’Austria-Ungheria si vendicasse, mentre la liberale contestò questa linea» (Jean J. Becker). La tedesca era neutrale tranne il Vossiche Zeitung, e Germania, fogli dei catto-baciapile come von Papen manutengolo di Hitler e sfacciato interventista. Durante tutta la guerra il pretaiolo El Debate di Madrid si allinea all’italiana Unità Cattolica e turibola il Kaiser col titolo di «novello Costantino». Dalla cui vittoria esso si auspica lo sfacelo dell’Italia unitasi all’Intesa e un risorto Stato della  Chiesa; e i pii esulteranno quando tra la costernazione del mondo intero l’Uboot-20 tedesco affonderà il transatlantico Lusitania, in cui annegano 1198 civili. Profondo il disagio in tutto il Reich, ma per il «Kölnich Volkzeitung, foglio del pio Zentrum, “l’affondamento del gigantesco piroscafo inglese costituisce un successo il cui valore morale supera quello materiale. È perciò con gioioso orgoglio che salutiamo questa impresa della nostra marina”» (Martin Gilbert, First Word War, Mondadori 1998, vol. I, p. 199). (v. Sarajevo 1914, ecc.)

 

MERDOGLIO papa

Plaudendo con sguaiata libidine gli assassini dei giornalisti di Charly Hebdo e grugnendo che lui pure farebbe altrettanto, il Lurido istiga i suoi pii inebetiti seguaci a pugnalarci alla schiena.

 

MESTIERI

Il più lucroso: la pretesca vendita di fumo.

 

METTI-PRENDI

Tranne il pazzoide Padre della Chiesa Origene, eviratosi per poter mantenersi casto, il clero è prendìnculo per antonomasia in ossequio all’«evangelica accoglienza» (Radio Maria, 02-05-2010, h 12,50). Accoglienza di cazzi e di soldi! Ma i primi anche metterli. Eclatante esempio di presa e messa don Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo che grondante papali benedizioni, prese tanti cazzi e ruppe tanti fori di ambo i sessi. Assurto al cielo in odore di santità, con tutti i crismi religiosi nel 2008 lasciò un malloppone frutto di generose elemosine dei babbei, ai suoi cinque figli carnali (i riconosciuti). (v. Don Degollado e Masturbantes Christi )

 

MICROCEFALO
e GENIO

Il nanetto Sgarbi saltella sotto l’irraggiungibile ineguagliabile  Busi, e sbraita: «Capra, impertinente, balordo!» (La 7, 07-07-2012, h. 10,50). Ed esprime precipitosamente precipitose cazzate. E si contorce ai piedi del melenso card. Ruini della Cei, professandosi «laicissimo» ma «più ruiniano di Ruini». A cui lo lecca voluttuosamente. Lo show è condito di furbeschi risolini ed occhieggî cardinalizî  (ib., 14-12-2012, h. 21). Ma lo Sgarbi non riserva gli inchini solo ai preti: il «laicissimo» tuttologo va in pellegrinaggio ogni settimana ad Arcore a prostrarsi all’abominevole gnomo delle pievi, il nipote di due preti e cinque suore. Untuoso servo di epuloni, fonda il Partito della Rivoluzione (ib., 15-12-2002). Delle sue palle. Scrive un libercolo, glorificato in TV, che sentenzia l’arte religiosa la più sublime e condanna «togliere il crocifisso dai luoghi pubblici, un delitto contro l’umanità» (La 7, 18-08-2013, h 21). Quel legno simbolo di una fola (v. Leone X) sventolato dalla congrega che seviziò e macellò molti milioni di uomini. PS. Sgarbi si riscatta in parte disapprovando i forconi che tumultuano per farci governare dal pontefice (Rai2, 20-12-3013, h 23,10). Quasi che la sventurata Papalia (ex Italia) non fosse già in stretto pugno alla Santa Porca, la sanguisuga stata correa del sanguinario criminale Videla.    

 

MIKE BONGIORNO

«Quando lavoravo nell’ente pubblico RAI – rivela il bigotto Mike, noto gaffeur tv – percepivo il misero stipendio di 25 milioni [solo 40 volte più di un impiegato, povero Mike!]. Poi da Berlusconi ne presi 600 volte di più. Finalmente pagato come meritavo! E nella sua TV feci entrare altri presentatori. Pagati come meritavamo!» (Rete Quattro, 19-11-2008). Papistica modestia! Per il pagano Platone era cosa sconcia
percepire più di quattro volte il minimo! Bruno, Molière, Voltaire redivivi, al cui confronto il Mike era cacchina di mosca, quanto si dovrebbe pagarli? Milioni di euro al minuto? Nel grottesco funerale di stato al duomo di Milano del finalmente ben pagato Mike, Emilio Fede, noto leccaculo del nano, esalta il defunto gaffeur perché «era credente, e ciò è molto importante», e pure per il «coraggio di avere lasciato la Rai per passare alla TV privata». (sic)

 

MILIONI di
IMBECILLI

Milioni di prenotazioni (22 euro a testa) per intrupparsi a vedere la sindone, che l’inconfutabile prova al carbonio 14 ha dimostrato una grossa truffa del sec. XIV. Quando in galera i preti? (25-02-2010)

 

MILIONARI: calciatore e papa

Un milionario islamico calciatore di squadra italiana, dopo la strage di Charlie Hebdo: «Mi sono divertito di più dopo l’11 settembre». Ma il papa si diverte ancor di più, fin a minacciare tirando un pugno ai dissenzienti, e così giustifica i suoi amati islamici che assassinano i non prostrati ai fetenti che spargono superstizioni (15-01-2015). E gode del nostro governo che sovvenziona i terroristi (12 milioni di dollari) per liberare due arroganti sciocche pie oche. Caro Merdoglio, che predichi Offri l’altra guancia ma plaudi gli assassini dei vignettisti! Crepa sotto mille frustate!   

 

MILOSEVIC

Si riapre (2006) il processo all’ex presidente della pacifica Jugoslavia, smembrata dai sordidi papisti croati sobillati dai preti (i subdoli che da Majugorie facevano urlare la Madonna pace! pace!) ad uccidere i cristiani ortodossi, anche dalla trasmittente degli ospitati in Vaticano ùstasha, gli epigoni degli sgherri di Hitler e di Pio/a XII. Perché è stato imputato chi reagì alla scellerata Woitjla, e non lei stessa col suo codazzo di vili stragisti? (v. Sarajevo 1914, I fessi pagano, ecc.)

 

MINACCE DEI PII

L’abietto Merdoglio, tramite l’amato suo rotto in culo don(na) Livio, sproloquia rabbiosamente e dice che chi non trangugi le pie fandonie «è una viscida schifosissima serpe, a cui la Madonna [leggi: il prete] schiaccerà la testa» (Radio Maria, 16-07-2015, h.18,40).

 

MIRACOLI
a MILANO

 

Pro Duce, sotto le prime bombe i preti fanno fiorire miracoli. Un reporter americano da Milano: «Un malato di cuore guarisce: il parroco e i vicini sono convinti che si tratti di un miracolo». Inoltre: «La statua di terracotta della Madonna, nonostante le due bombe esplosele accanto, è assolutamente intatta» (A. Raimond, Herald Tribune 20 giu. 1940). (N. Baker, Cenere d’uomo, Bompiani 2008, p.189)

 

MISSIONARIE

Nel clima ispanico clerico-fascista tra l’altro le Missionarie di Maria e di Gesù, nell’orfanotrofio di Santa Cruz di Tenerife, tra le altre sevizie spalmavano escrementi di animali sulle facce dei bambini figli di poveri (Piero Badaloni, RaiStoria, 26-02-2014, h. 09,55).

 

MISSIONE
SPIRITUALE

«La mia missione è spirituale, non politica», afferma Sua Suinità e chiama la propria efferata porcitudine: missione spirituale. 

 

MISTERO della fede
 

Cazzo in culo non si vede.

 

MISTERO D. fede 

Cazzo in culo a chi ci crede.

 

MISTERO di GARGIULO

Papal cazzo in fedel culo. (v. San Gerolamo)

 

MISTERO SACRO?

Nella contesa tra popolo e governo per lo smaltimento dei rifiuti, il camorrista cardinale Sepe sostiene il nano che copre d’ingiurie il suo competitore. Il quale infine cade vittima del calunnioso tam-tam dei confessionali, e il cardinale Bagnasco impone obbedienza all’eletto nano (26-05-2008). Lo sconfitto governo progettava in Campania nuove discariche, ma le boicottò la camorra, Chiave del mistero? Il papa ringrazia il nano che lo esenta dalle tasse sul suo enorme patrimonio accumulato nei secoli con truffe, sevizie e spargimenti di sangue. 

 

MISTIFICAZIONE

Quanto più invoca Dio, sorride, infiocchetta melensaggini e modula la voce, tanto più il Merdoglio t’incula.

 

MIT BRENNENDER

SORGE

Con massima preoccupazione. Enciclica sbandierata per far credere contro le più schiaccianti prove, che le Pie XI e XII non erano anti-ebraiche, pur avendo iniettato l’antiebraismo in Hitler e averlo fatto dittatore travasandogli i voti del Zentrum Partei. L’enciclica redatta per tenere il piedino in due scarpe e garantirsi da possibili variazioni degli assetti statali non cita mai la parola ebreo. Pretesca furbizia a scanso d’inadempienze sui privilegî estorti a Hitler. Pia XI colta da raptus di gelosia (come poi la moglie del nano che si pavoneggiava tra divette), temeva di non aver ben accalappiato Adolfo che, benché papista, tollerava i luterani*. Che la scartoffia, ora smerciata (dopo il papal balzo su più soffici letti) contraria alle leggi di Norimberga, fosse in effetti intrisa d’ipocrisia, lo attesta l’offerta tramite don Tîso (v. voce) di capziosi pretesti a Hitler, come già a Franz Joseph (v. Sarajevo 1914), per nuove crociate. Il clero giustifica la bieca tresca con Hitler appellandosi alla «dottrina della designazione divina dell’autorità temporale, anche non cristiana, [che] impediva di opporre resistenza alla sovranità nazista» (Walter Rausher, Hitler e Mussolini, Newton & Comton 2001, p. 174). Ma non valida nei confronti dell‘Urss, che detestando le atrocità papali e naziste stava pesantemente sui catto-coglioni. (v. Sarajevo 1914, Mons. Tiso, Non è possibile e Zampino papale) * La Porca plagiò l’ex chierichetto salito al cancellierato fino a fargli ordinare di sopprimere le chiese evangeliche. Ma il presidente Hindenburg con una lettera risoluta lo indusse a far retromarcia per «non disunire la nazione».  

 

MOLIÉRE

Dopo la recita del Tartufo di Moliére, proibita dalla regina madre affiliata alla lurida Congregazione del Santissimo Sacramento, una compagnia teatrale italiana concorrente mise in scena Scaramuccia eremita. «Non capisco – dice Luigi XIV al Gran Condè – come i credenti, così scandalizzati del Tartufo, applaudano tanto questa farsa». Condé: «Perché questa si burla solo di Dio, mentre il Tartufo solo dei preti, e non possono perdonarlo». Quando  minato dalla tisi  Molière agonizzava, perché egli finisse al cimitero e non gettato in pasto ai cani come voleva il clero si corse a Saint-Eustache, ma don Lenfant e don Lechant risposero indignati: «Non ci muoviamo per assistere un commediante».

 

MONOLOGO

Perle bossiane: «…Alla TV e ai giornali gli altri raccontano un sacco di balle, io invece no! bla, bla, bla... La sinistra è fatta di razzisti, di banditi… il meccanismo è culturale… Bossi 2solo a favore dei loro inghippi, che sarebbe da carcere… lasciamoli a Roma, dove andremo tutti a vomitarci addosso… questa Roma matrigna perché ci sono i comunisti dentro, che sono brutti di faccia, e la TV fa bla, bla, bla. Sono tutti nemici della famiglia, comunistelli!… questi sarabandisti qui… tutta questa sarabanda produce film da mettere nel cesso, e tira la corda!… quelle robacce lì vanno portate al cesso della notte più profonda... sporcaccione! sarabandisti del dio danaro! I sessantottini dicevano vietato vietare, e colpì [sic] anche la chiesa, san Tommaso… Il pensiero libero ha prodotto il marxismo, il comunismo … grazie alla TV sono bisogni indotti e il ’68 fa partire anche l’artificiale… anche nella chiesa passò il vietato vietare e l’idea che Cristo fosse un riformista, ma ci sono anche i tradizionalisti come il papa che dice di digiunare. Io il digiuno lo farò, è un bel cambiamento, si torna al linguaggio tradizionale» (04-03-2003). (v. Bossi, Don Zega, Otto x mille = maxitruffa, e Superati i limiti)

 

MONS. BENIGNI

UMBERTO

Capo dello spionistico Sodalitium Planum di san Pio X, poi reclutato dall’Ovra, la polizia segreta fascista per regalo papale all’«uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, [per la quale] tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti erano altrettanti feticcî, e proprio come i feticcî, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi». Il prete-sbirro ci gratifica della perla: «La storia è un continuo e disperato conato di vomito, e per questa umanità non ci vuole altro che l’Inquisizione». (E. Frattini, Le spie del papa, Salani 2009, pp. 148 e 151)

 

MONS. CAPUCCI

Grazie all’immunità conferitagli dall’abito talare, egli scorazzava in Medio Oriente nella sua Mercedes stipata di armi e di esplosivi per i terroristi palestinesi, cari al papa e ai macellai di Beslan per aver coi nostri mitra falciato diciotto scolari di Maloot. Colto col sorcio in bocca, il poi premiato con il pastorale vescovile è tratto in arresto. E Paolo VI spasima nell’irrefrenabile ansia di riabbracciarlo. Inteneriti da sì straziante passione, gli israeliani lo rilasciano, ma a patto che il trafficante di morte si astenga dalla politica. Condizione accettata dal papa inculato da Peyrefitte e da mons. Capucci, che promettono e giurano. Ma non appena sotto la gonna papale, l’ineffabile prelato ne sguscia fuori e dalla TV istiga a odiare Israele.

 

MONS. KAAS

E quando mai i preti regalano alcunché in cambio di nulla? Mons. Kaas donò la dittatura a Hitler coi voti del Zentrum dietro promessa stipula di un concordato assai proficuo al clero, simile a quello del Duce (John Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 502). L’ asservimento del Führer al papa è provato dalle reiterate invocazioni hitleriane alla Provvidenza, e dall’ordine impartito alle SA di «frequentare le chiese la domenica in formazioni serrate» (ib., p. 497). Egli indisse, una volta afferrato il potere, una grandiosa funzione religiosa, «la festa della unificazione nazionale», a Potsdam, senza però i deputati socialisti e comunisti, impediti – ironizzò Frik – «da urgenti e utili lavori nei campi di concentramento» (ib., p. 499). Mentre don Kaas coi voti dei pii citrulli donava a Hitler i pieni poteri, Ludendorff accusava Hindemburg di aver «consegnato il paese a uno dei massimi demagoghi di tutti i tempi. Le profetizzo che Hitler trascinerà il Reich in un abisso di inimmaginabili miserie. Le generazioni future la malediranno nella tomba per la sua decisione» (T. W. Fabry, Mutmatssunge über Hitler, p. 91). Il Führer, messi fuori legge tutti i partiti tranne il suo, esclamò: «Mai avremmo creduto possibile una sconfitta così totale». E in barba al bugiardissimo clero che ora spergiura che non sapeva nulla dei suoi disegni: «Non sono divenuto cancelliere del Reich per comportarmi diversamente da come ho predicato per quattordici anni» (Discorso del 1° nov. 1933). (v. Hitler)

          

MONS. MARCISCUS

Manutengolo della delinquente Woitjla, dopo la colossale rapina (la finora più grossa) al Banco Ambrosiano: «La chiesa non si governa con le avemarie».

 

MONS. NASALLI-R.

La Woitjla sputava a getto continuo (sostenuta dalla Ratzy): pace! pace! ma fomentava guerre «giuste», le più proficue ai suoi forzieri (vedi Ruanda, Jugoslavia). Anche l’arcivescovo di Bologna Nasalli-Rocca si produceva in zuccherosi discorsi di pace; quando però il Duce, osannato da tutti i preti, attaccò la cristiana ma non papistica Etiopia anche coi gas, gli donò solennemente per sobillare i semplici alla lotta, la sua pettorale crociona d’oro, e il Vaticano si sbracciò per ben rifornirlo di armi pesanti e di aerei costruiti a ritmo battente dalle nostre fabbriche di pretesca proprietà. (v. Baracca e burattini, Sarajevo 1914, Voltagabbana, ecc.)

 

MONS. TISO

Così parlò mons. Tišo, da Hitler eletto strappando al papa lacrime di commozione Vodca (ossia duce) della Slovacchia: «Cattolicismo e nazismo tengono mani nelle mani per salvare il mondo». Nel 1942 Tišo liquidò 58.000 ebrei slovacchi. Di altri 13.000 ebrei e zingari fece poi nuovo dono al Führer. Come smisurato era stato il gaudio di Pio/a XII per tanti milioni di ebrei trucidati, straziante fu poi il suo dolore quando don Tišo, devotissimo alla Madonna, fu fucilato dai comunisti nel 1947. Sulle peste del turpissimo gesuita che aveva attizzato la grande guerra (Sarajevo 1914), mons. Tišo aveva chiamato Hitler a «mettere ordine». Già dal suo quotidiano, Slovak, egli aveva trasmesso una valanga di calunnie antiebraiche al nazista Völkischer Beobachter per invitare all’aggressione. Il governo democratico lo fece arrestare. Arresto da operetta: 24 ore di allegra bisboccia in un convento e poi una corsa pazza ad abbracciare la Leibstandarte SS Adolf Hitler irrompente in Ceco-Slovacchia. Grazie ai catto-nazisti crimini (in seguito moltiplicati in Unione Sovietica), «Hitler era smascherato agli occhi della opinione pubblica del mondo. […tanto che] anche il più fedele sostenitore dell’appeasement capiva che egli non mirava a realizzar la autodeterminazione nazionale ma puntava a una espansione senza ritegno» (W. Rauscher, Hitler e Mussolini, Newton & Compton, 2001, p. 275). Col trionfo dei nazi, Mussolini benché bramoso di bottino resisteva alla tentazione di entrare in guerra mancando di plausibili pretesti. Per frenare gli scalpitanti gerarchi auspicava nuovi sviluppi: «…per ciò che riguarda le naturali aspirazioni dell’Italia, essa non dispone di un Tišo che le presenti le sue richieste sotto forma di dono. Ma arriverà anche la nostra ora» (ib., p. 277). W la chiesa che blatera pace! e fomenta guerre! Il Tišo, fatto capo della Slovacchia indipendente, troneggiò sul podio vicino a Hitler assistendo alla minacciosa sfilata militare nella Wilhelmstrasse del 20 aprile 1939 durata quattro ore. (v. Sarajevo 1914, Lui ignorava e Mit brennerer Sorge). Nel ‘44 Pio XII, temendo l’accusa di corresponsabilità nell’olocausto anche tramite il Tišo, si fece imbeccare proprio da lui, che gli consigliò di respingere le «voci sulle crudeltà [naziste dicendole] esagerazioni dell’ostile propaganda nemica. Le deportazioni [degli ebrei] erano una difesa nazionale dal nemico. Dobbiamo tutto ciò per gratitudine e lealtà ai tedeschi verso la nostra sovranità. Santo Padre, resteremo fedeli al programma: per Dio e la Nazione. Joseph Tišo» (Rothkidnen, Slovakia, Lettera di Tiso a Pio XII, p. 600). Gioì la Infallibile, sempre ghiotta di turpitudini, come aveva gioito della nazi sovranità slovacca benché sgradita al popolo. Scrive un soldato di Košice: «Tišo è un bastardo, come la penso io e quasi tutti i ragazzi. Non siamo diventati tutti nazisti, sai. Ma abbiamo una fifa blu. A Praga è terribile quello che succede, i nazisti giustiziano chiunque accenni a protestare» (L. Binet, HHhH Heydrich, Einaudi 2011, p.107-8). (v. Malvagità papale, Non è possibile, Zampino papale)

 

MONTECORVINO

I preti, di danaro mai sazî, scelgono luoghi panoramici per attirarvi il gregge, li contrassegnano di vociferati miracoli e rastrellano soldi per erigervi santuarî. E li edificano dopo incassato il bastante per il quadruplo. Come per la statua colossale del Borromeo ad Arona: gli allocchi versarono tanto da fabbricarla «tutta d’oro massiccio». Fu realizzata in rame, e il malloppone, frutto di sudatissimi risparmî dei poveri, fu dissolto in orge e gozzoviglie dagli oblati del santo. Per mungere i semplici tutto fa brodo, come il miracolo della mucca di Montecorvino Rovella, che errando nei prati si arresta davanti a una cappelletta con l’effige della Madonna, e s’inginocchia raccolta in preghiera. Un portento magnificato a stupefacente edificazione dei creduli da una TV del papistico gnomo miliardario (Rete 4. 25-07-2010).

 

MONTESSORI

I partiti, compresi i comunisti e radicali, non denunciato mai il clero alla Unione Europea per il mancato pagamento delle tasse sulle sue mostruose proprietà immobiliari, di cui percepisce esosissimi affitti in Papalia (ex Italia). Solo l’Associazione Montessori e dei singoli cittadini si sono mossi. Così anche nel 2012 il clero ce lo mette in quel posto tramite il suo lecca parruccone Monti, continuando a non pagare per l’anno in corso e per gli incalcolabili arretrati. PS. Idem per gli anni seguenti. Merdoglio/a scimmiottante l’Assisate è una fabbrica di chiacchiere: versa fiumi di parole per i poveri, ma col cazzo che paga una tassa per soccorrerli. Ciancia, ciancia dolciastra, ma non molla un quattrino. Ma è tanto buono/a! PS. Settembre 2015.

Ben strigliato dai radicali e dagli antipapisti, l’ipocrita pagliaccio si sveglia e con un’assordante pubblicità invita le catto-strutture con funzione alberghiera (ma solo se a tempo assolutamente pieno, ossia quasi nessuna) a pagare il dovuto. Sulle sterminate altre lucrosissime catto-proprietà manco una parola. Che gesuitica presa per il culo!

 

MORALIERI

Moralisti = ipocriti amorali, gretti moralieri, venditori al dettaglio di morale un tanto al chilo.

 

MORALIERI

FREGNONI

Un Comune abruzzese fa abbatter un bosco dove s’appartavano delle prostitute. Idiozia che travalica ogni concetto di spazio e tempo: per sloggiare i briganti (poi concentratisi assai più nocivi in città) dalle foreste, i Borboni disboscarono e inaridirono tutta la Sicilia.

 

MORTE

Morte alla funesta barbarie catto-islamica!

 

MORTE AGLI ANTIPAPISTI!

La Ratzy istiga gl’inglesi a «combattere l’ateismo (scomodissimo al catto-crimine) come combatterono (con papal disgusto) il nazismo» (16-09-2010). Fuor metafora, Il Gran Perdonatore vuole far ammazzare i liberi pensatori, non invischiati in pii misfatti. Vuole la guerra santa per decapitare i non beventi catto-schifezze. Ma se Dio lo protegge come protesse la pontificia Invincibile Armata, colandola a picco, il germanico Gran Culatone dovrebbe ciondolare da una forca. PS. Ora mutatosi in papa emerito: emerito irrumatore di cazzi (2013).

 

MOTTO

di perdonatore

«Sarebbe meglio che i giudici Caselli e Violante [miei accusatori] non fossero mai nati» (Sen.democristiano Andreotti, proscritto dai reati di mafia, 25-08-05). 

 

MULTATA SUORA

A suora sfrecciante a 170 km l’ora: multa di 350 euro (10-07-09). Farà ricorso, era in ansia per un incidente alla vacanziera Ratzy: un polso slogato. Per un ritmico sbattimento alla don Degollado (v. Masturbantes Christi)? Anche la Woitjla si era scompostamente dimenata, eccitatasi nei medesimi esercizî spirituali fin a lussarsi un braccio: entrambe forzate a benedire con la sinistra: res demoniaca per i sacri canoni.

 

MUTILAZIONI

Cristismo ed islamismo sono uguali perché adorano lo stesso Dio, afferma il papa. Infatti entrambi odiano a morte le donne. Shaikh M. Al-Musayar, un prof di Al-Ashar, ne dà conferma: «Tutti i giusperiti, dall’avvento dell’Islam per più di quattordici secoli, consentono la circoncisione femminile, e nessuno ha mai sostenuto che ciò sia un reato». (V. Colombo, Islam, istruzioni per l’uso, Mondadori 2009).