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NADEŽDA v. MECK

La opulenta baronessa Nadežda Meck ruppe ogni rapporto epistolare e tagliò i fondi a Pëtr Il’ič Čajkovskij, saputo della sua omofilia. In quale abisso di psicomiseria sprofondano gli imbevuti di chiesastica ipocrisia sessuofobica! Una mostruosità inconcepibile nel munifico, magnifico ed ineguagliabile mondo pagano, tanto Infamato da tutti gli ipocriti turpissimi moralisti, Čajkovskij morì suicida.

 

NANO MALEFICO

Afferrato il potere grazie al chiassoso e petulante clero, da lui poi compensato con la piena esenzione fiscale sullo smisurato pretesco patrimonio in immobili, stabilimenti (anche di armi e preservativi), banche e imprese commerciali, accumulato solo con plagî, truffe, estorsioni e omicidî, il nano esclama: «Il mio governo non può che compiacere il Papa». E la sculettante Ratzy sospendendo le cazziali irrumazioni: «Con soddisfazione vedo aprirsi un tempo nuovo». (2007)

 

NANI e GIGANTI

I padri del comunismo Platone, Epicuro, Seneca, Bruno, Voltaire, Leopardi, Marx, Engels, Lenin, Stalin, Balzac, Borges ecc. ecc. (v. Hanno detto), tutti quanti messi in soffitta dai più ributtanti figuri: preti, strozzini, finanzieri, catto-nani e arlecchineschi politichieri.

  

NANO NEFASTO

Il papistico nano: «Sono di gran lunga il miglior leader della storia», «Sono il sogno degli italiani». Una faccia di salvadanaio su busto di tacchino, burbanzoso, tirchio coi poveri, munifico col clero. Tronfio come la rana della favola, si vanta della sua esorbitante ricchezza. Saint-Just: «Chi è nemico del paese non può essere proprietario», e Robespierre: «Il governo rivoluzionario è debitore dei nemici del popolo solo della morte». Il nano dovrebbe essere ridotto all’accatto con la Santa Porca e consimili, che gli affidano il potere in cambio dell’immunità fiscale, e lo assolvono da ogni marachella: divorzio, gozzoviglie e falso in bilancio. Santificato come Hitler (v. Concistoro turingico, Ve accompagna). Ma dopo qualche anno, per i suoi festini con un po’ di troiette riesplode la pretesca misoginia. Si stracciano le vesti, lo spogliano dell’aureola e lo additano al pubblico ludibrio. Il nano deglutisce amaro per tanta ingratitudine, e replica pubblicando una sentenza a carico del direttore dell’Avvenire per minacce contro una donna che svigoriva il marito a scapito delle omo-catto-inculate. Il clero, aduso ad aggredire e non subire, digrigna rabbioso i denti. Ma quando mai prete perdona? Radio Maria accusa il desantificato di ladrocinio, «peccato orribile, vergognoso, più osceno di quello della carne, di cui più odioso è il falso in bilancio», un vizietto dai preti prima assolto come allegra birichinata (11-09-2009, h 12, 15). Ma non si spegne la ieratica sete di vendetta. Il card. Bagnasco gli tira un’altra legnata, mentre da TV Alta Italia  un prete lo ingiuria ed esorta i pii a danneggiarlo votando per la sinistra (compresi gli odiati comunisti, di cui apprezza la cautela sul sesso), assaporando così piena rivalsa (21-09-2009). Carissimo nano, per le al momento sospese tue leccate al papal deretano mala tempora currunt! (v. Don Giorgio). 1° PS: Nel 2010 riprendono le berlusconiche slinguazzate e tra i due farabutti vige un precario armistizio. Ma dal gen. 2011 contro il giullare del Bunga-Bunga in declino rispunta la misoginia e lo si accoltella. L’affondo lo vibra Famiglia Cristiana: «È come i signori rinascimentali a cui tutto era permesso per l’assenza di un’opinione pubblica». E sempre più inviperito l’Avvenire: «Anche solo l’idea che un uomo al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di prostituzione e, peggio, di prostituzione minorile ferisce e sconvolge»; e rigira la lama nella piaga: «L’affresco delle notti di Arcore che emerge dalle intercettazioni delle molte ragazze che vi partecipano, è un misto di squallore e depravazione». S’immischia Radio Vaticana, l’emittente degli inculati a tempo pieno, in preda a «grande sconcerto». Solo il camorrista card. Fulgenzo Sepe, indagato con Propaganda Fide per corruzione aggravata, non infierisce: «In ogni peccatore c’è anche del bene» (20-01-2011). Ma il potente card. Bertone: «Più moralità e legalità!». Solo un ex socio del nano, il generoso Bossi, lo difende con toni aggressivi e intimidatorî (lamenta il pio Fioroni) dicendo che i preti dovrebbero piuttosto guardare in casa propria. E il clero miagolando si adatta (a scanso di risveglio e rimonta della sinistra) a sopportarlo ancora in sella (21-01-2011). (v. anche Card. Bagnasco)   

 

NASCITE

 

Il clero si strombetta protettore della famiglia e propugna l’aumento illimitato delle nascite. Ma ne è sempre stato un acerrimo nemico (v. Famiglia). Tuttora, sotto il calcagno pontificio, per rarefare i matrimonî si assegna ai lavoratori delle integrazioni familiari penose. Avvilenti elemosine, le ultime in Europa! Ma si convoglia somme da capogiro nelle papali saccocce. Tutte dissipate in lussi sfrenati (v. Cattedrale nel deserto), gozzoviglie e allegri viaggî della Porca Subito con duecento lacchè mangianti e cacanti alla facciaccia nostra (v. Viaggî papali). PS. Sciopero nazionale contro il pio nano che taglia i già miseri sussidî familiari per più ingrassare, esentandolo da ogni e qualsiasi tassa il clero, che ricambia spernacchiandoci (25-11-2005). Chiesa protettrice della famiglia! PS 2015. La sacra cricca grida tutto e il contrario di tutto. Smascherato il volgare imbroglio, l’ipocrita Merdoglio finge il rinculo: «Limitate le nascite. Non siamo conigli!». Faccia di merda!

 

NAVI e POLTRONE

Un libro in cui Trizzino vuole dimostrare che di tutte le umilianti sconfitte della nostra flotta, la più forte nel Mediterraneo, fu causa il tradimento di alti ufficiali per cui perdemmo le corazzate alla fonda a Taranto, subimmo l’agguato di Matapan, la perdita di tante navi dirette in Libia gremite di soldati e la capitolazione di Pantelleria, di Augusta ecc. ecc. «Da eventuali spie nei porti di Napoli e Taranto il nemico non avrebbe potuto conoscere la rotta, il punto preciso verso cui dirigevano le navi, l’obiettivo fissato, né l’ora in cui si sarebbero trovate.» E deduce: le spie do annidavano in Supermarina. Ma lui non sapeva (era inaccessibile l’archivio militare statunitense) come da Supermarina, vigilata dal controspionaggio, si passassero i piani al nemico. Impensabili radiomessaggî e voli di piccioni. Si arrestava davanti al mistero, che il cessato divieto di consultare il libro-paga americano ora dissolve. Dal quale si evince il danaro (lo sterco del diavolo lo dice l’ingordo Merdoglio) alla congrega di mons. Montini (futuro Paolo VI), che passava le spiate ai diplomatici accreditati in Vaticano. Grazie al clerico-fascista concordato, i preti accedevano ovunque, Supermarina compresa, e da tutti i confessionali sparsi in Italia attingevano notizie senza rischiare alcunché. Pur avendo la papal sete dell’oro provocato tante guerre fino alla più catastrofica, la bieca gang è lodata “per il suo contributo alla fine del fascismo”. Che fu sempre sostenuto dal clero finché vinceva e gli lasciava fare man bassa, per poi calpestarlo moribondo. Spiate a fine di lucro: il grosso assegno Usa intascato dal clero, che odia l’Italia risorta dalle ceneri del dispotismo e coglie ogni occasione per nuocerle puntando sui suoi nemici. Se dagli Usa ottenne danaro e non, come richiesto al Kaiser, uno Stato della Chiesa risorto da una disgregata Penisola, è perché essi poterono utilizzare non soltanto le pretesche spiate, ma pure i radar e i messaggi decrittati dagli Ultra. (v. Guareschi, ecc.)

  

NAZI-PRETISMO

 

 

I pii impostori blaterano di aver protetto gli ebrei sotto il nazismo. Un esempio paradigmatico: nel 1941 in Polonia, a Jedwabne, la metà degli abitanti, sobillata dai preti, ne massacrano l’altra metà, 1.600 ebrei, sotto lo sguardo esterrefatto dei soldati tedeschi. Ancora nel luglio 1946 (un anno dopo la guerra!): sospinta dai preti che li accusano di aver rapito un bambino, la feccia cattolica di Kielce ne assassina cinquanta. «Kaczmarek, il vescovo di Kielce, giustificò le violenze attribuendone la colpa al comportamento degli ebrei. Il regime comunista arrestò alcuni aggressori e ne condannò a morte sette» (Anna Foà, Diaspora, Laterza, p.203). I cattolici polacchi avevano già  gioito per le crudeltà naziste contro gli ebrei (G. Green, Olocausto, Sperling & Kupfer. p. 127). «Si lotta contro l’ebraismo in nome di Dio», diceva Keitel (ib., p.118), come ora gli islamici sgozzano in nome di Allah. E il Vaticano che protestò per la soppressione dei cretini congeniti, non profferì mai verbo per i milioni di ebrei che sapeva massacrati sistematicamente (ib., p. 170)  (v. Ballata polacca, È pro famiglia!)

 

NEFASTO PAPA

Sotto la merdoglica egida neopapale l’ipocrisia gesuitica esplode. Tanto che un impudente linguacciuto ignaziano giunge al punto di asserire che «la Chiesa rispetta la coscienza altrui» (sic!). Anche se poi con una ridicola acrobatica capriola si smentisce dichiarando «rispettabile solamente l’aderire alle verità ecclesiastiche». Verme schifoso! (Radio Maria, 10-02-2014, h 18,30)

 

NEGHITTOSI

Se Roma non si fosse limitata a blandi inefficaci moniti ai crististi, codardi obiettori di coscienza, non sarebbe caduta in rovina la sua gloriosa civiltà ruzzolando nella barbarie catto-islamica.

 

NELLA STORIA

Che più mostruoso del papame?

 

NEL PIO 1963

Sotto il deretano pacelliano, sì nostalgico del buon tempo antico delle donne bruciate e attrici morte gettate in pasto ai cani, Catarine Spak è ammanettata al confine e privata della figlia, per «essere sua madre un’attrice, quindi [al contrario dei bucaioli di Comunione e Liberazione] di dubbia moralità» (Rai Due, 03-01-2011).

 

NEMICA del GENERE UMANO

Svenevole e sdolcinata, ma invero ferocissima, la pia congrega nel concistoro indetto dal martire Pio VI condanna la Dichiarazione dei diritti dell’uomo (29-03-1790).

 

NEMICI del genere umano

 

A nostro sommesso parere: fucilazione alla schiena dei vigliacchi e traditori. Commutata in lavori forzati a vita per i preti, sulla cui fronte perlomeno sta nettamente scritto un leale farabutti. Nessuna remissione per i loro manutengoli.

 

NEMICO del SOLDO

Merdoglio odia il soldo, solo se in mano agli altri beninteso, e ama tanto i poveri, ma per aiutarli non vuole, sul solco degli altri papi, SantoSùbito compreso, pagare le tasse sulle molte migliaia di luoghi e di aziende finalizzate al lucro in suo possesso. Che faccia dimerda! E in proposito fa dire da un cardinale: «Non è la Chiesa ad affamare gli italiani». Doppia, anzi tripla faccia di merda! Non è soltanto la 
chiesa, la gang più criminale del mondo, ad affamarli, ma è certo la di gran lunga più opulenta e strozzina. (25-07-2015) PS. 14 sett. 2015. Da noi fustigato, Merdoglio fa la sceneggiata di voler pagare un minimo di tasse. (v. Montessori, “Niente aiuto”, Non devono)

 

NEMICO N° UNO

Dio, nemicissimo dei preti.

 

NERONE il Grande

Pochi imperatori meritano il titolo di Grande come Claudius Nero, odiato dai gonfî senatori perché favorevole al popolo, sensibile alle esigenze dei poveri, e vilmente infangato dagli incendiarî crististi bramosi di soppiantarlo in trono. Tutto il popolo per molti anni andò a spargere di fiori la sua tomba. Il suo nome non risuonava oscuro e tenebroso come adesso, artatamente cincischiato e mutato dai luridi nel tetro Nerone. Termine che allora non richiamava affatto idee di oscurità, anzi l’opposto: niger corrispondeva al nero attuale, e nero richiamava l’idea di luce. I criminali crististi, che preannunciarono il mese e giorno dell’arsione di Roma come prodromo della fine del mondo, lo tradussero nel neologismo che ora richiama una diabolica oscurità. Nero era nome – secondo Gallio (lib. XIII, cap. XXIII) – sabino come la gens Claudia di senso opposto a quello masturbato dai preti. Significava al maschile forte, coraggioso e marziale, come belle, gentili e benefiche erano le Nereidi, ninfe della luminosa superficie marina, e splendido era Nereo, dio del mare. I maestri dell’inganno, i laidi mistificatori, ribaltarono le cose. L’imperatore demonizzato era colto, rifuggiva dal sangue e garantì una lunga pace ai popoli. Donò alla Grecia la libertà e l’indipendenza, inasprendo gli ingordi latifondisti. Sulle sue fantomatiche crudeltà ogni gretto parruccone, per coprire gli incendiarî (solo i quartieri crististi furono risparmiati dalle fiamme), tuttora arpeggia. Così un uomo equanime, generoso, nemico della pena di morte, che privilegiò l’arte e proibì – atto rivoluzionario – l’uccisione dei gladiatori, dai papisti e dai plagiati ignoranti plagiati continua ad essere messo alla berlina. (v. Lapide)                

 

NESSUNO

Chi più falso del possessore, l’umilissimo Merdoglio in primis, della verità per illuminazione divina?

 

NESSUNO DISSE...

...mai cosa più esatta del grande Federico II di Svevia: «Il mondo fu ingannato da tre impostori: Mosè, Gesù e Maometto».

 

NESSUNO PIÙ…

…turpe del prete. Bruciò molti milioni di eretici per tappar loro la bocca, di donne per culanica invidia, di omofili, lui sfondatissimo al cubo, per confondere i semplici ed accrescersi in prestigio, potere e pecunia millantandosi castissimo. E per così sempre impunemente abbindolare, estorcere, rapinare, beffare, sfottere, fottere ed inculare a tutto spiano. PS. Dopo aver i chiesastici per secoli torturato e arso a sfogo della loro bestiale invidia milioni di donne, da noi sferzato un criminale gesuita, bugiardo di tre cotte col cul in trono, travestito da agnello arpeggia melodiosamente pro sesso debole. (16-09- 2015)

 

NESSUN RISCHIO

I papi cianciano di pace e accendono guerre. Tirano il sasso e spesso senza neppure nasconder la mano. Che gli frega? Quanto più falsi e turpi tanto più acclamati portatori di pace! Così per la guerra italo-libica, la trentennale 1914-1945, la etiopica, la spagnola, l’irlandese e le recenti jugoslava e ruandese. Vincere o perdere, vincono sempre: o fanno espandere a cannonate i pii loschi affari, o delle sconfitte incolpano i loro servidorame laico, mentre continuano ad arricchirsi e rinforzarsi. E Prezzolini: «Se Mussolini non riesce in Abissinia è liquidato, e i suoi successori naturali sono i preti. Dal medioevo in poi quando lo stato va a catafascio in Italia sottentra il quasi-stato, la chiesa» ( Diario, 5 luglio 1935). (v. Cattivi maestri)

 

NICOLÒ PAGANINI e

il DIAVOLO

Al prete che a lui moribondo chiede che contenga il suo prodigioso violino, «Il diavolo contiene!» risponde, lo imbraccia suonando fino all’ultimo respiro, e il lurido scappa via terrorizzato. Come sempre pavido e gretto, il clero gli nega la sepoltura a Genova, la sua amata città natale. Adesso giace a Parma. Anche le spoglie del Manzoni, scomunicato senatore del Regno, spirato inveendo contro il clero e ripetendo «Non ho mai creduto nella Rivelazione», sono sempre respinte  dai canonici del duomo di Milano, che però custodiscono amorosamente quelle di grossi delinquenti: il ferocissimo seviziatore e assassino s. Carlo Borromeo, il rapinatore e tagliatore di gole suo zio Medeghino, e il generoso coi preti mercante di schiave Crivello.

 

“NIENTE AIUTO”

«In questo sciagurato stato laico, niente aiuto alle famiglie» (Radio Maria, 23-12-2009, h. 19). Con faccia imbrattata di merda il prete, feroce nemico delle famiglie, recita la farsa di accusare i suoi lacchè di non legiferare pro famiglia. Ma non ci governa quel nano nipote di tanti preti e suore? l’abominevole gnomo delle pievi tutto impregnato di papistico letame? Proprio quel borioso che il camorrista cardinale. Fulgenzio Sepe dice scortato dalla Madonna? Il quale si vanta: «Io sono uno che è stato povero, che si è costruito da solo»? Il Silvio for Ever che ciurla nel manico sulla origine della sua opulenza (La 7, 08-09-2011). Ma che nel dirsi protetto dalle «mie cinque zie suore» (non cita il suo connubio coi cardinali), svela l’intervento del clero a suo pro, da lui compensato con l’esenzione delle tasse, a grave nostro danno, sulle immense catto-proprietà sparse in tutta Papalia (ex Italia). (v. La Madonna ve accumpagna, Nascite, Padre Bernardo, Padre Rolando, W la famiglia!)

 

NISI CASTE…

Nisi caste semel caste. Motto dei  gesuiti, inculanti… con cautela. Esemplare il papa che scimmiotta l’Assisate.

 

“NOI NON…”

Il card. Bagnasco, presidente della Cei: «Noi non fondiamo partiti non disfiamo governi, ma indichiamo l’esigenza di un iter politico nuovo» (La Provincia di Varese, 01-10-2011). Che presa per il culo! Messo in disparte il nano, con velenosa rabbia misogina, per i suoi balletti, lo sostituiscono con dei banchieri e casti speculatori di Comunione e Liberazione previo settimanale imbonimento nel seminario di Todi. E così si parafrasa e storpia Simonide: «O fottuti italiani, annunziate alla Santa Porca che v’inculiamo in sua obbedienza» (v. Governo Monti)  

  

“NOI PRETI e DIO”

Maledetta XVI: «I preti sono amici di Dio!». Ma Dio, o Santa Porca, se esiste non lo è né tuo né loro. (19-06-2009)

 

“NON A PAROLE”

«Non a parole ma con i fatti!» dice la fabbrica di chiacchiere detta Merdoglio. Tanto cianciante e nulla facente. Lo dice in occasione di una sua pagliacciata, il salamelecco all’imbroglio della sindone, e inveendo pure contro «l’idolatria del danaro». Proprio lui, il più turpe, avido, rapace, ipocrita, opulento idolatra del soldo! E ciarla di «chi tratta la gente come merce». Proprio chi la tratta da merda! E fa finta di sdegnare «ogni collusione con la mafia» il boss della gang collusa con tutte le mafie, la più atroce organizzazione a delinquere mai apparsa sulla Terra! Pizzica poi la cetra per ricordare commosso un bieco, avaro e gretto tonsurato piemontese (v. Don Bosco).  (21-06-2015).

 

NON BENEDICE

Il turpe arcivescovo Nogaro fortemente ammanigliato a Bin Laden: «Benedire le bare dei nostri militari caduti è legittimare l’uso delle armi» (Libero, 18-11-2003). Ma il Santo Subito (= Porco Subito) istigava, facendo ballonzolare la statua di Majugorie e coi criminali slogan degli ùstasha amorevolmente ospitati in Vaticano, a massacrare gli ortodossi sganciando bombe a grappolo e all’uranio su Belgrado.

 

NON C’È

Né buono, né cattivo, né mortale, né eterno: non c’è.

 

NON C’È BISOGNO

Secondo un partecipe al raduno anticlericale di Roma (2005) non serve abolire il Concordato, basta la Costituzione a frenare l’invadenza del Lurido nei partiti e nello Stato. Che ingenuo! Si sloggi Palla Bianca dal Vaticano senza neppur fare i bagagli! L’ipocrita scimmiottante il Povero di Assisi vada a grufolare in una tenda rattoppata! O corra, restituito il frutto d’infiniti omicidî e rapine, a porcheggiar nella sua suntuosa reggia africana edificata spogliando gli italiani (v. Cattedrale nel deserto). Che fortuna un’Italia non più gesuiticamente turlupinata! Del pio letame ci disinfestino – diceva Lenin - «dei mietitori che oggi strappino il loglio e domani raccolgano il grano» !

     

NON C’È O C’ È  L’INFERNO?

«Io digiuno, io vado a messa, in processione, recito il rosario, faccio penitenza. Ma mi hanno detto che non c’è l’inferno. Ho sentito uno strappo al cuore!», Disperata la megera. Don(na) Livio la rassicura: «L’Inferno c’è!» (Radio Maria, 27-07-2009, h 10,30). E lei gongola pensando a chi sfrigola sulla graticola, col conforto anche del merdoso gesso di Majugorie che sentenzia: «Molte anime vanno all’Inferno, poche in Paradiso» (ib., 27-07-2012, h.08,57). (v. Offeso Catto Dio)

 

NON CI FREGA

Del prete frocio non ci frega niente. Che inculi ippopotami o infili zanzare sono cazzi suoi. Ma è irritante il calunniatore, rapinatore,  estorsore, terrorista e assassino.

 

NONCURANZA

Grazie delle delucidazioni sui varî esercizî sessuali del clero, ma ne faccio a meno. Utili a compilare dei romanzi pruriginosi: obiettivo a noi estraneo. Combattere il cancro religioso coi suoi stessi squallidi mezzi? I riferimenti al frocismo papista, in crescita anche nel terzo millennio, servono solo a chiarire i motivi di un odio feroce costato la vita e inaudite sofferenze a tredici milioni di donne (v. S. Gerolamo ecc.). Un odio ipocritamente smerciato a beffardo contrassegno di purezza! Teso a rinnovar le più orribili atrocità, che continuerebbero a verificarsi se non esistessero ancora degli oppositori al mostruoso potere vaticano. Se il clero non fosse una setta di frocî criminali, ma di altrettanto esiziali eterosex ostili ai diversi, sarebbe ugualmente esecrabile e meritevole di soppressione. (2005)

 

NON DEVONO

Poveri preti! Non hanno nulla! Sposano la povertà! la miseria! Ma tutti associati a delinquere e titolari in solido, col sordido gesuita che fa il s. Francesco e finge di amare i miseri, del sardanapalico impero che gabba gli psicolabili con la fiaba della religione dei poveri. Il clero non deve sputar sangue per pagare cibo, luce, gas, affitti, mutui come gli altri: pensa solo a gozzovigliare. La massa dei romani paga l’affitto al pagliaccio mascherato da Assisate, padrone esentasse di milioni di case, ville, palazzi e terreni sparsi in Italia e nel mondo, dove ogni prete va quando vuole alla faccia degli oblatori, a inculare a rotta di collo e ad abbuffarsi di caviale e champagne. Poveri ricchi preti! In un dibattito si chiede l’ammontare delle esentasse imprese di pio ucro. Sono numeri enormi, «non precisabili perché», si dice «neppure lo Stato le conosce». «E perché lo Stato non indaga?», chiede un astante. «Perché – taglia corto l’ambasciatore Romano – non vuole farlo» (La 7, 16-02-2012).

  

“NON DEVO    NULLA!”

Lo gnomo si vanta fattosi da sé e non dover nulla ad alcuno (v. “Niente aiuto”). L’ex allievo dei culatoni salesiani e medaglia d’oro al valore teologico per il culico «fioretto di non ballare», precisa: «Ho una grande considerazione di me stesso» (in TV, 10-09-2011). A prova dello smisurato suo genio di palazzinaro, rivela di aver edificato quattro maxi-condominî e molte migliaia di locali in Milano usando «quasi tutta la liquidazione di mio padre», impiegato della Rasini, piccola banca brianzola. E c’è chi non crede ai miracoli! Nemmeno l’intera liquidazione! Sul vaticanesco intervento il furbetto dai sette zii preti e suore tace (Autobiografia televisiva). Ha ben altro da pensare! «Quando mi guardo allo specchio mi dico: mi piaccio, mi piaccio, mi piaccio!», «con il mio talento, io sono di gran lunga il miglior Presidente del Consiglio dei 150 anni della storia d’Italia» (ib.). Migliore nel colarla a picco per sempre più gonfiar il clero e se stesso.

 

NON DISTURBARE!

«È necessario e di suprema necessità, che niuno si arroghi al mondo il diritto di sterminare tutti quelli che non la pensano come lui [senti chi parla!, il gesuita identico all’ipocrita papa pseudo-assisate]; che niuno creda di posseder esclusivamente il privilegio di esser uomo [idem ut supra!]: che però è necessario che si mantenga ad ognuno, finché non disturba la società e la Chiesa, il diritto di vivere a suo modo, di vestire a suo modo, di pensare a suo modo» (OPC). Ma che generosi i biechi compari di Merdoglio! Ci lasciano persino pensare a modo nostro, purché… sempre piegato al loro. Costretti poverini a trattenersi, dopo le storiche batoste subìte per mano dei laicisti, dal torturarci e sgozzarci come nel buon tempo antico, purché – essi ci avvertono benevolmente – si obbedisca ai loro diktàt! Identici, i luridi papisti, ai cari fratelli islamici!

 

NON È CATTO!

«Chi predica il vangelo e non è cattolico lo fa per i soldi, noi invece siamo i lavoratori di Maria!» Così il rotto-in-culo feroce sfruttatore d’ingenue vecchiette. (Don Livio/a,  27-07-2009, h 12,30)

 

NON È COLPA MIA

«Non è colpa mia – dice Faccia di salvadanaio, il tracotante pio tacchino d’Arcore – se tutte le donne s’innamorano di me! Anche in ciò sono il primo!» Primo non solo in papal-leccaculismo. (2008)

 

NON È POSSIBILE

Dopo l’offerta vaticana ad Adolf Hitler della Slovacchia su un piatto d’argento tramite il pretone di Bratislava (v. Don Tiso), il duce assicura a Claretta (19-03-1939) impossibile in Italia un’uguale vigliaccata: «Qui [il nemico] non troverebbe un traditore Tîso che vende la Patria» (Claretta Petacci, Verso il disastro, Rizzoli 2011, p. 80). Ma la realtà supera la fantasia: Pio XII come il IX farà bombardare Roma per poi esibirsi con braccia a mo’ di Cristo in croce, nell’atroce farsa di suo salvatore (v. Guareschi). Ignaro, l’ex marxista, della doppiezza del clero! Claretta è più acuta, come quando nel sorprenderlo in stanza con una rivale rimbecca il furbetto che sostiene di aver voluto solo «farle vedere il letto»: «È un ragionamento da prete, con riserva mentale» (ib., p. 148).

 

NON È REATO

Con una legge emanata a proprio favore, il borioso ex chitarrista da strapazzo sulle navi da crociera, poi arricchitosi mostruosamente in combutta col clero, traduce il falso in bilancio (negli Usa punito con 25 anni di carcere) da grave reato in azione meritoria.

 

NON È SANTO

Morì grondante gratitudine, onori e benedizioni papali, ma non fatto santo. Il papa è l’Infallibile, ma col tallone d’Achille della (v. Dio fifone) disattenzione. Nessuno stupore dunque se il vescovo di Vercelli che torturò, mutilò del naso e del pene fra’ Dolcino e massacrò tanti altri fedeli al vangelo e non al papa, non fu innalzato agli onori degli altari, come poi i ferocissimi ss Carlo e Pio V. Benché compiaciuti, come poi don(na) Livio per una scellerata suora (v. S. Chiara), della malvagità del vescovo, non lo santificarono per averla esplicata solo contro gli apostolici e non contro tutti, come i due detti macellai.      

 

NON FARE AGLI ALTRI

Confucio, sei secoli a. C., disse: Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Gesù (se esistito) nel Tibet dove visse molti anni apprese dai monaci – muti i vangeli – l’amore e la compassione. I papisti cianciano di altra guancia ma fan agli altri ciò che non vorrebbero fosse fatto a loro.

 

NON GLI SERVON

Il prete rinuncia a lucrare (il che è tutto dire!)  coi preservativi come quando li produceva (Serono Farm. spa). Preferisce far in culo.

 

NON HO BISOGNO

«Io sono ricco, non ho bisogno di rubare» ha balbettato Cirillinocì, ministro dell’Economia colto con le mani nel sacco (29-07-2011). Onesti i ricchi? (v. Balzac in Hanno detto)

 

NONOSTANTE…

Malgrado il bla-bla del papa, del grottesco nano e dei suoi epigoni, l’informazione è ferma, nella pia plutocrazia, ai tempi di Mussolini. Non lo dice un comunista, ma l’Ufficio Statistico Statunitense 2009 sul livello di libertà informativa. In Papalia (ex Italia) la verità è un miraggio irraggiungibile: noi siamo al 74° posto, dopo il Benin. Lo ribadisce il sen. Marino, non contestato né da Buttiglione né da altri tristi pretaioli in un dibattito (TV La 7, 04-09-2009, h. 08,55). Nella Comunità Europea, zeppa di papisti intrufolati tra i giudici, non è dirimente e indiscutibile la libertà di stampa.

 

NON POSTO FISSO

La teutonica papessa pappagalleggia il suo torbido lacchè Monti: «Non cercate il posto fisso, cercate Dio» (15-02-2012). Lei però il posto fisso ce l’ha, come ce l’ha il bischero parruccone suo servitore, e se lo tiene ben stretto. PS. E continua a conservarselo anche in veste di succhia cazzi maxi-pensionato papa emerito. (2013). Ed ugualmente adesso la Merdoglia che vive di scatolette, delle quali munifica dona tutto il contenuto ai poveri. Lei sgranocchia solo il metallo. (2014)

 

“NON PREGATE…”

«Non pregate come gli ipocriti che lo fanno per essere visti. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, nella tua stanza, a porta chiusa, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà» (Mt: 6:5-6). Ma i luridi sputano su Gesù Cristo edificando chiese e santuari per attirarvi e mungere i salmodianti babbei. E il blasfemo Merdoglio/a prende tutti i creduli per il culo recitando teatrali preghiere sotto i riflettori. (2014)

 

NON PROTESTARE

Sbattuto dal Santo Padre che imbonisce i grulli: «M’inculi e predichi la castità». «Sì, ma dalla finestrona bianca, non ex cathedra

 

NON REPERIBILE

A Gagarin, il primo uomo nello spazio: «Hai incontrato Dio?», «Sì, l’ho visto. M’incarica di dirvi che non esiste».

 

NONSENSO

Università cattolica del Sacro Cuore fondata da un vile fratacchione nazi-fascista, fucina di papistiche grullerie. (v. Padre Gemelli)

 

NON SIA MAI…

…detto che un rispettabile omosex sia chiamato culatone, o frocio, ricchione, culano, bucaiolo, busano, finocchio. Epiteti che, come il lutto s’addice ad Elettra, s’attagliano a pennello solo al santo clero.

 

NON SI DEVE…

…offendere la merda uguagliandola al catto-islamismo.

 

NON SOLO…

…sei bugiardella vezzosa Ratzy, dicendo «La Chiesa non perseguitò e sterminò le streghe, ma le difese e protesse» (Rete 4, 30-12-2010, h 22,05). Come Woitjla e Merdoglio, culi rotti e facce di merda. (v. Streghe)

 

“NON SONO BUONO”

Replica Gesù al giovane che lo chiama maestro buono: «Io non sono buono, buono è solo Dio». Gesù è solo e unicamente un uomo, come tutti, con i desiderî, voglie, rivalse, amore ed odio comuni, non quel groviglio di algide virtù che una manica di farabutti gli appioppa per crescere in prestigio, potere e guadagno. Ovvio che gli ammaestrati a inchinarsi a un fantomatico Uomo-Dio e a farsi mungere dai preti ne restino scossi. Ma li consola un esegeta: «Gesù si dice non buono per dire che è buono! Dice buono solo Dio per ricordarne la bontà». Per non scadere ad autoincensante cafone! Che civettuolo! Nega la propria bontà perché la lodino gli altri, e non dice di essere Dio per dire… che lo è (pretesca logica!), e smembrato in tre distinte parti che modestamente s’incensano a vicenda all’ebete facciaccia nostra. (Radio Maria, 18-08-2009, h.11,30)

 

“NON SONO DEMOCRATICO!”

E chi ne dubita, o Grillo ululante? Come puoi essere democratico, o prono lecca-Porca? (Incontro Grillo-Renzi, 19-02-2014)

 

“NON SONO VENUTO”

Gesù: «Io non sono venuto a compiere la mia volontà, ma quella di Dio» (Gv 6,38). Col cazzo dunque era dio e col cazzo paritario nella grottesca Trinità inventata dai preti, bensì un umile subordinato. E la Merdoglia, umile tra gli umili, povera trai poveri, misera trai miseri, ci fa imitar la sua sottomissione per più schiacciarci (05-07-2010, h 19,59).

  

NON STIMAVA

«Pio XII non stimava molto l’opera degli storici.» Così inizia un bel librone agiografico (PIO XII, Ed..S. Paolo, 2004). E ti pareva! Quando mai un bugiardo di tre cotte potrebbe stimare la Storia, regina delle scienze, fondata solo su fatti comprovati e reali? Così Chenaux, abbeverato al fumoso bla-bla-bla pontificio nemicissimo dell’accertata verità, traduce preziosa carta da stampa in carta da cesso. (v. Guareschi) PS: Un prete saputello si fa sotto disprezzando la scienza storica: «L’unica storia vera è quella sacra» (Radio Maria, 21-12-2013, h 18, 20).  

   

NON UDIVA NÉ...

Non udiva né vedeva la canonizzanda Pia XII il suo bel drudo Adolf quando il 30 gen. 1939 dal Reichstag sbraitava: «Oggi sarò di nuovo profeta. Se i finanzieri internazionali ebrei avessero ancora una volta successo nel far precipitare le nazioni in un’altra guerra mondiale, allora la bolscevizzazione della terra non sarà il risultato, e quindi la vittoria del popolo ebreo, bensì l’annientamento della sua razza in Europa». Era «uno dei discorsi più impressionanti e minacciosi mai espressi da un capo di Stato» per il Time, ma non per la papal tripla scimmietta cieca-sorda-muta, che anzi fece piover dai cento vescovi tedeschi copiose benedizioni sui promotori dello sterminio ebraico, già nettamente pianificaato nel Mein Kampf dettato al Führer da un sordido prete (v. Bernhard e Adolf), tramutandolo in un feroce antisemita bramosissimo di abbattere l’empia Unione Sovietica per ingrandire il Reich ed espandere il nazi-papismo con la crociata antigiudaico-comunista. (v. Mons. Tiso, Ora basta!)

 

NO PASARAN

«Se uno fa del bene tutta la vita, ama il prossimo, perdona le offese, aiuta i poveri, ma poi cade in peccato mortale [magari snobbando un cul pretesco, ndr] e muore senza essersi confessato, Gesù ignora tutti i suoi meriti, li rinchiude in un cassetto, e lo condanna all’Inferno». (Radio Maria, 17-01-2010, h. 18,45)

 

NOTRE-DAME

DE LA PAIX

È il nome della cattedrale più colossale e grondante oro del mondo, copia (ingrandita!) della romana S. Pietro, edificata con uno spreco inaudito. Inaugurata con il massimo strepito dalla tracotante Santa Subito nel ‘92 tra gente affluita da ogni dove fuorché dall’Italia, nel complice silenzio dei nostri media ingurgitanti briciole del carpito dai preti «per sfamare i bimbi scheletrici». Il manufatto s’erge nella savana di Yamoussoukru Colonna(Costa d’Avorio). Il clero replica beffardo ai rari italiani nonostante la rigidissima censura venutine a conoscenza, che le somme mostruose profuse nella smisurata Notre-Dame de la paix,  nel duplicato del Vaticano e l’aeroporto, sarebbero «il miracolo di una colletta tra i cattolici indigeni [solo il 13 % del paese animista! ndr], miserrimi sudditi di un opulento capotribù». Al cui paragone tutto il consorzio dei finanzieri e dei  petrolieri mondiali figurerebbe uno striminzito gruppetto di pezzenti! E Papalia (ex Italia), spremuta a sangue per pagare il tutto, imbambolata da tali ciarle s’acquieta, gli ebeti ridono, gli allocchi credono, i fessi abboccano. (v. Cattedrale nel deserto, Farsi beffe, Don Albanese, Don Ciotti)

 

NOTTE d’angoscia

In una notte d’angoscia / mentre la pioggia scroscia / una biscia striscia / sulla coscia moscia / di santa Rita da Cascia (Anonimo). A Cascia si conserva l’impronta del viso di Gesù: la «prova storica fu fornita dal papa che ne sentenziò l’autenticità» (Rai Uno, 28-08-2011, h. 10,55), benché diversa dalla sindonica, dallo straccio della Veronica e dal dipinto dell’apostolo Luca. Ma i preti non si scompongono, non deflettono. Loro hanno due facce, perché Cristo non quattro?   

 

NOTTE di San Bartolomeo

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XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXIn quel «celebre giorno lietissimo» (cardinale Sanseverino), la Lega Santa, ossia la feccia istigata dai grossi criminali san Pio V e Gregorio XIII a sterminare tutti quanti i non papisti, al segnal convenuto (il tocco di mezzanotte), guidata dal clero e con la scorta degli sgherri del Re cristianissimo, irrompe nelle loro abitazioni a sgozzare, pugnalare e defenestrare 100.000 persone di ogni età e sesso (ca. 10.000 in Parigi) all’urlo di saignez! saignez! (salassate! salassate!). Non appena lo seppe, Gregorio XIII delirante di gioia gorgheggia un Te Deum di ringraziamento, ordina grandiose feste in tutto l’orbe cattolico e fa coniare una medaglia celebrativa col suo profilo attorniato dal motto HUGUNOTORUM CAEDES (STRAGE DEGLI UGONOTTI). (v. Papa tripudians e Preti benigni) (Papeide XXXII n. 330)

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NULLA PIÙ IDIOTA

…degli sproloquî del bucaiolo Dottor sottile (v. S. Tommaso) che dipinge un dio buono e giusto ma ostile ai non pizzicanti cul pretesco; un dio dolce perdonatore ma forzato, per scansare i lazzi e gli scherni dei diavoli, a infliggerci pene atroci mentre lui ab eterno gode, tripudia e porcheggia a premio di grandissimi meriti a lui solo noti.

 

NULLA SAPEVA

Ignorava la Pia XII che il suo bel drudo Führer voleva, benché da lei sempre accanitamente istigato a farlo, aggredire l’Urss e sterminare  ebrei e ortodossi. Lo sapevan pur i sassi, non lei che parlava perfetto tedesco e aveva fatto scrivere nonché editare l’antiebraica, antislava e anticomunista bibbia del nazismo Mein Kampf, v. Bernhard e Adolf), e benché i preti attentissimi ad ogni pubblicità, anche l’affissa ai cessi, le riferissero tutto. Pensava a cazzi mentre leggeva sul Völkischer Beobachter (28-06-1941) che Hitler, grondante papali benedizioni, inaugurava la pia «crociata antigiudaico-bolscevica»? Da molti anni programmata aggressione (dopo l’iberica) che faceva dal generale Streker capo dell’XI corpo, firmare proclami ai soldati senza la prescritta citazione al Führer ma soltanto per più compiacere Sua Porcitudine: «Avanti con Dio! Noi crediamo solo nella vittoria!» (A. Beevor, Stalingrado, 1998, Bur 2000, p.73). (v. Alla domanda)

 

NUOCERE

Nulla piace tanto ai preti quanto nuocere al prossimo. Per esasperare gli indissolubili matrimonî falliti, obbligano i divorziati ad attendere tre anni (in Europa pochi mesi, in Russia due giorni e in Usa un’ora) prima di essere liberi. Nel tanto rimpianto buon tempo antico i luridi allontanavano dalle nozze le più belle per seppellirle in miriadi di conventi, oltre le bruciate (13 milioni!) coi più futili pretesti. Ma nel giudicar la donna, come apertis verbis l’imam di Verona, un essere senza l’anima e peggiore delle bestie, si riferivano solo a se stessi, gli esseri di gran lunga più insensati e bestiali. (2005)

 

NUOVO PAPA 2013

Francescano, croce di legno e anello di ferro “solo bagnati nell’oro”, scarpe scalcagnate e altre banali trovate per abbacinare gli sciocchi:. “Povero tra i poveri, misero tra i miseri, umile tra gli umili.” E pure furbastro tra i furbastri, bugiardo tra i bugiardi, gesuita tra i gesuiti (che è tutto dire!) issato sul più dorato, truce e insanguinato trono. Il 18 aprile 2014 si scaglia veemente contro i ricchi, ma solo se laici. Lui, il cialtrone più opulento e criminale del mondo, ha sempre i poveri in punta di lingua ma non molla mai un cazzo, non paga tasse sul suo mostruoso patrimonio, e ai miseri non dà manco un grammo dalle nove tonnellate d’oro accatastate sulla lurida carogna di padre Pio. Grufola che «il danaro è lo sterco del diavolo», uno sterco di cui l’ipocrita Merdoglio, osserva  Valerio B., è del tutto avvolto e in cui nuota e guazza. Inebriati del pontificio fetore i gabbati semplici plaudono, gli allocchi abboccano. PS. Sett. 2015. Dagli antipapisti ben strigliato. L’ipocrita gesuita finge di voler pagare le tasse ma con un gioco di bussolotti vuol limitarle a quelle sui suoi alberghi, e solo quelli di cui si provi che lavorano sempre a tempo pieno. Sulle sue altre ben più enormi proprietà terriere, industriali, commerciali e finanziarie: un beneamato cazzo.