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QUADRATURA DEL CERCHIO

Possibile soltanto ai preti, che col furbastro credo quia absurdum spacciano un Gesù con ben sei cazzi sei, i superstiti dei 15 prepuzî (asportati a cani randagî?) fervidamente venerati e portati in solenne processione a Roma, Santiago de Compostela, ecc. Lembi cazziali sventagliati ai babbei. Che mai non fa l’Onnipotente! Offre ai pii del materiale cazziale in cambio di croccanti bigliettoni come già di rutilanti dobloni, in barba a quei blasfemi che a Gesù squallidamente attribuiscono un solo cazzo. È un papistico enigma indecifrabile per i perfidi laicisti! Non però per i semplici, comandati a bacchetta ex cathedra a deglutire ogni pretesca cacata (Dogma del Sacrificium intellectus). Non per i salmodianti un Gesù Cazzisei, gloriosissimo mistero della fede. (v. Leptis Magna, Preti strani e Papeide XXIX n. 300)

 

QUADRO e INQUADRI

I pii buffoni che in clerico-clima mistificatorio giustificano i propri crimini passati e futuri con le comodissime inquadrature nel tempo, escogitate per generosamente assolversi ed addossarli agli altri, si dicono ignari che dei grandi santi inculcavano la superstizione come Agostino agitante dei terrorizzanti panes et silvanes (De civ. Dei, XV 23), Bonaventura cianciante di orribili streghe (In II sent., dist. VIII, a.3, q.I), Tommaso agghiaccianti diavoli incubi e succubi per poter far strage di donne, odiatissime loro rivali (Quae. II, pars II,  art. 3).

 

QUADRO STRANO

 Per la burletta del «quadro concordatario come garanzia di libertà» (Bollettino dei vescovi), disse il radicale Capezzone (prima del disinvolto balzo sul clerico-carro): «È vero, ma è una garanzia per loro, perché gli garantisce vantaggî, privilegî, danaro». (La Repubblica, 03-01-2005)

 

QUALE CATTOLICA?

 La combriccola che con violenze, torture e massacri non riuscì in duemila anni a imporsi che a un quinto dell’umanità, boriosamente  si pretende cattolica, universale. Che improntitudine! Più adeguato alla bieca gang l’infame epiteto di papista.

 

QUALI CIVILTÀ?

 Temendo l’islam, Ciampi, presidente della repubblica schiacciata sotto il pesante culo papale, e gli striscianti torcicolli si “oppongono allo scontro tra due civiltà”. Civiltà? Due inciviltà! Non si ciurli nel manico! Un abisso separa il laicismo, presidio di libertà e tolleranza (ma non verso gli intolleranti, che sarebbe idiozia!), dal lercio catto-islamismo, cianciante di pace e scatenante guerre. Il pirla devoto ad Allah compassionevole e misericordioso che crivellò di coltellate e decapitò Theo Van Gogh obbedendo al Corano (Sura 47, 4-6), piace da morire alla Porca strisciata scalza in moschea a baciare il libro di chi vuole sgozzarci. (v. Terrorismo)

 

QUALSIASI COSA…

…CHIEDIATE A DIO IN NOME MIO, LUI VE LA CONCEDERÀ, dicono gli ingordi furbastri che Gesù lo promise. I cattolici irlandesi imbarcati nel Titanic, tutti inghiottiti dall’oceano al termine di una domenica di preghiere e litanie, non gli chiedevano soldi e piaceri, ma solo di non finir in bocca ai pescecani. Lui, sordo, annegò tutti i devoti suoi cari figlioli. Che buon padre! Ma per don Cincinni quel LUI VE LO CONCEDERÀ significa che «la mano di Dio è la più grande che esista al mondo, e che sa come adoperarla per il vostro bene» (Radio Maria, 03-01-2008, h. 19), poi tace, come dire: «Zitti! Non giudicate, o vermi, Dio grande e misericordioso se vi fa annegare». E il mafioso antimafioso don Ciotti, furbetto di tre cotte, sventola dialoghi interreligiosi, ma in TV con una frocesca strozzata voce inculca l’omertà tappando la bocca a tutti, «perché stanotte mi è apparso Dio e mi ha detto come sconfiggere la mafia comandando a me, ed io comando a te: Taci! Taci! Zitto! Fa’ silenzio!». (v. Titanic e Don Ciotti)

 

QUANDO

 Quando alcuni temerarї osavano sfidare l’Inquisizione, Firenze, cacciati i guelfi, eleggeva «Tommaso Soderini, Alfonso Strozzi e messer Baldassarre Carducci, i dua primi per la nobiltà e per l’antica inimicizia con la casa Medici, il terzo per aver in quei tempi, quando era in Padova a leggere in Istudio, sparlato del papa col dir ch’egli era un tiranno ed un bastardo, e perciò stato più tempo ritenuto in carcere da’ Viniziani». (Segni, Istorie fiorentine, lib. I)

 

QUANDO HITLERIN

Quand’Adolfino era ancora in fasce e neppur si sognava degli ebrei, i turpi gesuiti si accanivano già da molti anni in un’aperta spudorata campagna di stampa di velenose calunnie contro di loro, campagna che imbottirà anche la testa del pio chierichetto, poi democristiano fanatico dell’antisemita Karl Lüger, il leader dell’ austriaco partito cristiano-sociale, e infine allievo di don Berhard Stempfle, il capo-redattore del ferocemente’antiebraico foglio di Monaco Miesbaker Anzeiger, il quale collaborerà con il futuro Führer alla stesura, divenendone poi l’editore ufficiale, del criminoso Mein Kampf, la bibbia del nazismo. (v. Berhard Stempfle).

QUANDO LA SIFILIDE

 

Quando in Europa scoppiò un nuovo morbo, la sifilide, il papa colse l’occasione per annunciare che con esso Dio puniva i non credenti. Morì marcio sifilitico.

 

QUANDO L’ISLAM

 Quando l’islam in Yugoslavia, inquadrato in cinque divisioni di SS arabe, sotto la baraka (benedizione) del folgorato dal nazi-pensiero Gran Mufti di Gerusalemme, in combutta coi feroci papisti ùstasha seviziava, decapitava, accecava e annegava 700.000 ortodossi, ebrei, zingari e testimoni di Geova, gli israeliani combattevano sotto la loro bandiera bianco-blu le ultime battaglie per liberare l’Italia.

 

QUANTA CURA!

 Il viperino castrizio cardinale Ersilio Tonini, onnipresente in TV ed appassionato defensor familiae, intervistato da Biagi (premiato con medaglietta di bronzo da Pio/a XI), se ne strafotte che «al battito di ogni secondo un bambino si ammali di Aids», e plaudito dal torpido inebetito gregge sentenzia: «Meglio l’Aids del preservativo». (Rete 4, 25-05-2006). E il silenzio mediatico laico è assolutamente totale. Perché non l’ergastolo ai luridi?        

 

QUANTA UMILTÀ!

 I ras della religione dei poveri intascan bigliettoni con truffe, ricatti e omicidî, ma non per ingordigia. Oh come vorrebbero rinunciare al malloppone (nella sola Roma i più pagano l’affitto al Vaticano, che in compenso non paga tasse), cospargersi di cenere e digiunare tutti avvolti in ruvidi panni! Ma Dio non lo consente! Teme di inimicarsi certa gente! E crea, plasma, sgretola, polverizza universi, ma trema da capo a piedi alla vista di una lama (v. Dio fifone), e dipende dalle banche: ha disperato bisogno di soldi per i suoi impellenti bisogni, e per soddisfarli li estorce ai creduli e al nostro governo. Ma a fin di bene: per aumentare la propria gloria e la goduria dei preti.

 

QUANTE BALLE!

 Tra le tante fregnacce di Radio Maria (13-09-2005 e 04-11-2005): «Il canto dei cantici Maria lo sapeva a memoria», «lo cantava anche Gesù», «la Madonna entrò nel tempio madre e ne uscì sacerdotessa» (v. Maria Vergine). E Matteo: «Giuseppe andò ad abitare a Nazareth perché si compisse il detto dei profeti: sarà chiamato il Nazareno». Nazareth allora non era esisteva: nemmeno la prima pietra. Altra sparata dei rappresentanti di Dio per gonfiare se stessi: l’Uomo-Dio. Ma Gesù si dice solo «figlio dell’uomo», e nella sua agonia: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Giov. 20: 17). Era come gli altri. Un linguacciuto spiega che non ardiva dirsi Dio perché per gli ebrei era sacrilego anche il nominarlo (Jahvè), tanto da citarlo solo con circonlocuzioni (Radio Maria, 27-11-2012, h 12, 40). Un Onnipotente che teme le smorfie e i lazzi dei compaesani. Che cazzo di Dio!     

 

QUANTE LECCATE!

 La papessa Infallibile nel ramadam 2006 lo lecca ardentemente agli slamici. Se ne compiace l’imam di Segrate (Mi). E la Santa Porca freme di masochistica goduria bersagliata dai barbuti con gli epiteti di «ciarlatana, ignorante, scimmia e maiale».

 

QUANTO FESSI!

Quanto più devoti tanto più fessi gli eufemistici semplici.

 

QUNTO PIU’ CRESCE

«Quanto più s’accresce lo stuolo delle vergini, tanto più grande è il gaudio della Chiesa.» Atroce slogan dei frocioni che hanno sempre mortalmente odiato la famiglia.

 

QUANTO PIÙ PARLA

Più parla prete più tace Dio schifato dei pii grugniti. La coscienza (del tutto assente nel primo) si ribella alla Santa Porca bramosa di rapine e nemica dell’uomo, mentre Dio è assordato dai cacofonici schiamazzi catto-islamici. (v. Terapia del dolore)

  

QUARANTADUE

 Quarantadue i sindacalisti assassinati dalla mafia nei primi anni del dopoguerra. Ai preti, panciuti amici dei poveri e loro accanitissimi sfruttatori, manco un graffio. Con l’onorata società gli ecclesiastici, istigatori, collusi e complici, hanno sempre spartito il malloppo. E sovente sono loro stessi boss, capocosca, Mammasantissima, come don Coppola, i frati di Mazzarino e il di recente colto in flagrante riunione mafiosa vescovo di Acireale. I luridi ce lo mettono in quel posto facendoci gemere sull’eroico don Puglisi, spacciato martire della mafia, che la Woitj e poi Merdoglia fingono di condannare per più proteggerla. Ma del martire antimafioso, della cui fine imputata ai mafiosi non c’è ombra di prova, la vox populi, dai luridi detta vox Dei, attribuisce il conclamato martirio alla vendetta di un cornuto. (v. Don Puglisi)

 

QUATTRO VOLTE

 Per Platone nessuno deve possedere cinque volte più degli altri. Ma nella plutocratica papistica-pseudo-democrazia gli ingordi divorano a quattro palmenti mille volte di più, alla faccia dei morti di fame. Funzionarî e privati tutt’altro che geniali, anzi deficienti, intascano somme da capogiro in ambito industriale, finanziario, culturale e sportivo. Il prostrato ai piè di padre Pio, il Montezemolo presidente della Fiat più volte comprata dallo Stato e consigliere di quaranta altre aziende, intasca migliaia di volte più di un suo dipendente. Mastrapasqua & moglie acchiappano montagne di danaro piazzati ciascuno su 50 poltrone. Geronzi, sodale del rapace papista Fazio, è cacciato dalle Generali dopo un anno di attività ma consolato con 26,5 milioni di euro. Enorme stipendio a parte, argent de poche! E se ne va (v. Cirillinocì) plaudendo alla catto equità e fratellanza! (v. Bella fregatura!) (2011) PS: Un ipocrita gesuita che scimmiotta san Francesco fotte i poveri rifiutando di pagare le tasse, non mollando nulla del rapinato malloppo, né un grammo delle tonnellate d’oro accumulate dalla ingorda congrega. (v. Padre Pio) PS. Da noi fustigato, Merdoglio dice di voler pagare le tasse, ma solo sui suoi alberghi, e solo se se ne dimostra la loro attività sempre a tempo pieno. Sull’immenso cumulo di arretrati non pagati relativi anche alle altre moltissime diversificate imprese: un beneamato cazzo. (23-09-2015).

 

“QUELLI DELLA RELIGIONE”

 La papista, esiziale associazione a delinquere. Quando due milioni di francesi rifiutavano di farsi abbindolare da san Pio V e Gregorio XIII, la feccia papista da sobillata dai papi ad assassinare gli eretici non li chiamava protestanti, ma “quelli della religione”. In effetti il papismo e la religione hanno sempre fatto a pugni. 

 

QUEL PEZZO di M…

…tanto caro alla Madonna da passeggiare a braccetto con lei (v. Ve accumpagna) sputa sulla Costituzione (art. 33) e obbliga tutti a contribuire, anche i miseri, alle esose rette delle scuole religiose riservate ai figli dei mangioni. Coadiuvato da un suo simile, un prete estorce danaro pure ai plagiati, «anche se poveri con pensione minima, che possono privarsi ogni mese di almeno qualche caffé per aiutare la Madonna». Che, secondo il lurido, a sua volta essa li aiuterebbe: «Aiutate la Madonna ad aiutarvi! » (Don Livio, Radio Maria, 02-07-2014, h. 09,50).

 

QUEL POSTO

 Elezioni 2008. Ridotti alla fame molti milioni di poveri per sempre più ingrassare se stesso e il clero esentasse, l’abominevole gnomo delle pievi, ex mandolinista su navi da crociera e craxiana testa di paglia, è dagli ecclesiastici proposto al governo. E gli italiani, da lui chiamati a Napoli coglioni, corrono tutti a votarlo: evidentemente gli piace prenderlo in quel posto.

 

QUESITO

Chi ingurgita miliardi e dissemina l’Aids e le superstizione? Prima le culatoniche Woitjla e Ratzy, poi il gesuita povero tra i poveri, misero tra i miseri, umile tra gli umili. Il fabbricante di chiacchiere fa tanto bla-bla-bla ma agli indigenti non dà mai un cazzo. Quante lacrime potrebbe asciugare a tante famiglie l’ex turpe spia di Videla, se almeno pagasse le dovute tasse sul piramidale cumulo d’immobili e di aziende carpitaci, o se almeno restituisse le nove tonnellate d’oro accatastate sulla lurida carogna di padre Pio! Dopo un anno di papato il povero Vicedio distacca e consegna al card. elemosiniere, con assordante clamore pubblicitario, un assegno di 200 (duecento!) euro. Che sforzo! PS. Qualche mese dopo per rimediare alla gretta figura, distribuisce qualche centinaio di euro con il solito mediatico strepito a un gruppetto di pezzenti, frignando che dopo sì esorbitante elargizione restava «del tutto vuota la cassa dell’Elemosineria» (19-04-2014). (v. Campane e nazi, L’imbroglio di Merdoglio, Papa eguale p. d. m. e Padre Pio)

 

QUESTA CROCIATA

Il bieco Pio/a XII, istigato ripetutamente Adolf Hitler, già santificato nel 1940 consacrandogli una chiesa in Brema (dove si fabbricavano gli aerei che distruggevano Londra), ad aggredire anche la pacifica Unione Sovietica, sentenziò: «Questa è una crociata moderna contro il potere delle tenebre, il giudeo-bolscevismo» (Can. 5, Apocalypse, 29-12-2010). E ora i merdaioli nostri media, asserviti al Vaticano, fanno a gara nel cercar di far credere la Porca amica degli ebrei. Di questo passo faranno trangugiare che era pur amica dei comunisti. In effetti aizzava sì ammazzare gli uni e gli altri, ma amichevolmente.

 

QUINDICIMILA

I gesuiti bugiardi per antonomasia (Merdoglio/a docet) e il languido prete dei giovani vantano ascendenze di martiri via via gonfiati fino a cento, mille, milioni e molti milioni (v. Don Bosco). Impudenti balle sfornate a piene ganasce per infittire il lucroso martirologio, come la fola delle 15.000 vergini, mentre i giustiziati (a giustissimo titolo) furono solo una congrega di poche decine di energumeni e criminali tra vergini, semivergini e tutt’altro che vergini. (v. Nerone il Grande)