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UBBIDIENZA

Sant’Agostino: «Ubbidite i genitori purché non comandino nulla contro chi sta sopra di loro», gli eccelsi preti. (Discorsi, 63). E san Tommaso: «L’obbedienza semina e custodisce tutte le virtù» (II,II, q. 104,3); «L’obbedienza è tanto più lodevole quanto più essa previene il comando espresso, se conosciuta la volontà del superiore» (II,II, q. 104,2). «Anche un suo accenno basta ad indicarne desiderî e intenti, a suscitare la disposizione del discente ad aderirvi prontamente» (Mondin, Dizionario di s. Tommaso, Studio Domenicano, Bologna 1991, voce: Obbedienza, p. 416). 

 

UBI PERICULUM

Costituzione di Gregorio X che nel 1274 stabilisce le norme per l’elezione papale. Abrogate da Giovanni XX e ripristinate dopo 20 anni, Bonifacio VIII le immette nel Corpus Juris. I papi Nicola II, Martino IV e Celestino V, allora eletti con baratti, intrighi, ricatti e senza conclave, senza voti ispirati da Dio ma dal Diavolo, sono dunque illegittimi, ma non per i reverendi, la cui faccia è sempre speculare al culo. Gli attuali conclavi risalgono al 1211 quando Perugia rinchiuse cum clave i cardinali che, lautamente pasciuti, tra litigî, risse, gozzoviglie, bagordi e inculate non si decidevano mai, dopo due anni, ad eleggere il papa.

 

UBIQUITÀ

San Tommaso d’Aquino, Maestro dei maestri (Radio Maria, 15-06-2008) e san Carlo, le colonne portanti della Chiesa, pregni d’ogni virtù ma senza il dono (per la loro corpulenza?) dell’ubiquità (di cui invece godrà il cafone padre Pio). Strana lacuna a cui lo sbadatissimo Dio tentò poi, un po’ maldestramente, di rimediare. San Tommaso, il Bue di Sicilia, ci lascia ben due sue testone, ciascuna delle quali da due rivali fraterie è garantita unica ed autentica: racchiuse in teche d’oro, una in mano ai domenicani di Tolosa, l’altra ai frati di Fossombrone che, spiccatane la maialesca crapa, scarnificarono e bollirono tutto il resto della schifosissima tomistica carogna, e del nauseabondo strutto colatone colmarono due bottiglioni tuttora molto venerati dagli oranti fedeli.

 

UCCELLO DI ROVO

Così detto negli anni Ottanta il parroco di Cerro, ridente paese sul Verbano, con allusione al pruriginoso prete del film Uccelli di rovo. Ma il lacustre don piuttosto non lo infilava tra i rovi bensì su soffici letti, o scansando incontri con infuriati mariti su strati di cedevoli foglie boschive. Era assediato da infoiate femmine che, tra le messe e le litanie, si azzuffavano selvaggiamente con graffî al volto e strappi ai capelli, a prova che non tutti gli ecclesiastici siano, contro certi incauti sussurri, dei culatoni.

   

UCCISO DA CHI?

I media incolpano della maxi-rapina al Banco Ambrosiano, dalla Woitj malvagiamente architettata e attuata, il rag. Roberto Calvi, il capro espiatorio poi suicidato dai piissimi mafiosi e appeso sotto il londinese Ponte dei frati neri, i domenicani dal cappuccio nero spacciati dai media, tutti ligî alle papali direttive per calunniare l’ordine muratorio, «tenebrosi massoni». Panzana smerciata a titoli cubitali per celare i crimini di Sua Suinità, imputando misteriose forze laiciste generate dall’aborrito Illuminismo. Suicida pure la molto vecchia segretaria del ragioniere, defenestrata brutalmente dai picciotti. Quando Biagi (decorato di medaglietta di bronzo da Pio XI) intervista su Rete 4 la moglie del suicidato Calvi, indignata essa scarta tutte le ipotesi avanzate dal re dei giornalisti a difesa del clero. Alla domanda «Chi sono dunque gli assassini?» risponde secca: «I preti». Biagi sarà poi espulso per sempre dalla Rai (come «informatore criminoso» dal nano catapultato insù dal clero) per aver brevemente sospeso le indefesse leccate al papal deretano.

 

UGANDA-BURUNDI

Grazie alla feroce guerra contro i preservativi (non più prodotti dal Vaticano tramite la Serono Farm. spa per più proficui investimenti in armi e in droga) ingaggiata dalla Woitjl, nel 2011 il 70 % degli ugandesi sono malati di Aids. (v. Aids-videogsme, Cardinale Tonini)

 

UGONOTTI

Se i sanguinarî san Pio V e Gregorio XIII fossero riusciti ad attuare, come ardentemente bramavano, lo sterminio totale dei due milioni di evangelici francesi la notte di san Bartolomeo, non sarebbe mai nata Aleksandra d’Assier, madre di Pëtr Il’ic Ciaikovskij.

 

UGUAGLIANZA

«Se voi volete aver riguardi alla dignità, perché [dicono i gesuiti] parlate di uguaglianza? Non è cento volte più augusta la dignità sacerdotale? Noi sappiamo che Gesù Cristo, venuto sulla terra a stabilire la vera religione, ha voluto che altri comandasse ed altri obbedisse. È naturale che si adoperi [nei riguardi dei preti] una speciale riverenza. Sono sacerdoti del Dio vivente, ed è naturale che si usi un riguardo a Dio a cui essi appartengono.» (OPC). Spacciandosi modestamente per suoi Vicarî – e  dicono poco!– i  farabutti si mettono appena… al suo livello, sopra ogni legge.

 

UGUAGLIANZE

«Tra le varie uguaglianze, una ve n’ha [asseriscono i gesuiti] più feconda in disordini, ed è quella onde si pareggiano Principi e popoli, Monarchi e sudditi, superiori e inferiori. [Ne deriva] quell’assioma tanto volgare che il popolo è sovrano, che quindi tocca a lui amministrare la pubblica cosa, che può disfarsi dei Principi quando non gli vanno a genio, che può loro resistere anche a mano armata, ecc. [Quindi] ne sono tocchi non solo i rivoluzionari volgari, ma eziandio quelli che van per la maggiore e sino certi cattolici ignoranti.» (OPC)

 

UGUALI

Agosto 2006. Nel Bresciano un islamico, complici i parenti, sgozza la figlia e la seppellisce nell’orto col viso verso la Mecca. «Io l’ho punita in difesa dell’Islam perché voleva sposare, invece di un suo cugino da me scelto, un italiano». (Simili casi scoperti in Italia – rivela l’on. Santanché nel 2009 sono 37. E quanti gli occulti?) E l’imam di Brescia ci beffeggia: «Condanniamo la violenza, ma un padre per far ciò che ha fatto doveva avere una forte ragione». Il papa, putrido rigurgito di fogna, si accoda: «Tutte le religioni sono uguali, vogliono il bene e con riti simili adorano lo stesso Dio». Ossia il Nulla, per lucro del clero e nostra presa in quel posto.

 

ULTIMI e PRIMI

Per i preti la vigliaccheria è endemica. Colpire primi, calunniare, uccidere, e frignare se le vittime protestano. Volendo cancellare il ricordo dei tanti milioni da loro macellati, strillano come aquile per il gruppuscolo di pii luridi periti nella Rivoluzione francese. E nei Balcani, dove i papisti ùstasha (a guinzaglio di duecento frati) assassinarono 700.000 persone, soprattutto ortodossi non convertiti al papismo, la Woitj inveisce contro i loro figli e nipoti scannati su sua istigazione dalla Nato. E incolpa della carneficina del mercato di Sarajevo i serbi benché sia assodato perpetrata dal ferocissimo battaglione islamico inviato da Bin Laden, in una guerra fomentata dal Vaticano tramite la radio dei criminali ùstasha teneramente ospitati, che istigava dei figuri come Bajramovic, il papista croato che nel 1991 «uccise personalmente 72 persone, tra cui nove donne dopo averle violentate, a Zagabria, a Gosbic ed altre città. Sulle vittime eseguì torture e sevizie di ogni tipo» (Mastronardi e De Luca, I serial killer, Newton Compton, 2009, p. 758).

 

ULTRACULI

Don(na) Livio si vanta fattosi prete «con una tesi uguale a quella del papa Ratzinger su Bonaventura, un grandissimo ecclesiastico, grandissimo filosofo, grandissimo santo» (Don L., Radio Maria, 05-09-2009). E grandissimo culatone, come gli sfondatissimi santi Tommaso e Carlo. E come potrebbe il pluritrapanato don(na) non osannare sì languida frocesca triade? (v. S. Bonaventura)

 

ULTRALURIDO

Don(na) Livio, il boss dell’infame Radio Maria, sviolina la truffa di Majugorie e con atroce irrisione chiama il merdoso gesso che con anticipo decennale istigò a massacrare gli ortodossi, «Regina della pace»! E blatera: «L’apocalisse vuole che la storia sia letta alla luce della fede. La Madonna ci mise in guardia contro chi non crede, contro il male. Siamo vicini a grandi eventi, prima di tutto l’apostasia, elemento satanico», «vicini alla grande battaglia della Chiesa e alla sua vittoria, previste dalla Regina della pace, la quale  previde l’azione di Satana nella guerra di Bosnia [scatenata dalla fetentissima Woitjla contro gli ortodossi]. Anche allora la Regina della pace aveva detto che la guerra non sarebbe finita senza la conversione» (11-08-2005). Schiacciando gli ortodossi, come nel 1943 con decapitazioni, sevizie, stragi ordinate dal vescovo Stepinach, poi beatificato dalla Santa Sùbito, in Croazia e Bosnia. Ciliegina sulla torta: Don Ladzo, il direttore spirituale dei bugiardelli, a cui aveva suggerto di aver visto «apparire la Madonna», e fondatore della gang Regina della pace, dopo furiose liti nel 2009 è bollato bugiardo e ridotto allo stato laicale. Con massima impudenza il clero denuncia la frode, ma non desiste dal continuare a fomentare la volgare truffa per incassare danaro a palate con le apparizioni  partorite dal  bugiardo don Ladzo.

 

UMILE la Madonna?

Don(na) Livio va in brodo di giuggiole per la «grandissima umiltà della Madonna» e ci rivela: «La umilissima incoronata Regina del Cielo quando si mostra ai pastorelli e ai semplici (ossia ai cretini) raccomanda sempre: “Pregate e fate erigere santuarî e cappelle alla mia gloria!”» (Radio Maria, lu. 2007). Che umile!

 

UMILTÀ

«Iddio prova i ricchi, prescrivendo loro il distacco interiore [non effettivo! non reale!] dai beni sensibili. E al tempo stesso prova i poverelli, perché – sostengono i viscidi gesuiti – pretende da loro l’umiltà, la pazienza, la soggezione, l’uniformità al volere divino, le virtù che accompagnano quello stato. …Se i ricchi e i poveri sono provati, ciascuno al proprio cimento, la prova dei ricchi è molto più ardua a sostenersi che non quella dei poveri. Più difficile è che chi abbonda si mantenga nel dovere, di quello che si mantenga nella pazienza chi è povero. La povertà… sbandisce la oziosità, ed introducendo l’umiltà nel cuore, dispone a tutte le grazie e virtù» (OPC).  Troppo facile ai poveri, i furbi mascalzoni, essere buoni! Per il gesuita Merdoglio/a, ai ricchi che «distaccati interiormente dai beni sensibili» gli mollano bigliettoni si apre la porta dei cieli! (v. Berluscaz). Al rogo erano condannati gli eretici che dicevano «Gesù nato e vissuto povero» (Papeide XXIV n. 251).

 

UNA BIGOTTA

Una pia saputona interpreta la storia alla pretesca, sputando sul Risorgimento, infangando i patrioti e glorificando il beato Pio IX, quel bonaccione che obbligò i francesi a bombardare per più giorni Roma con cannoni di grossissimo calibro, colpendo case, ospedali, asili, scuole. La trista bigotta lo chiama «il Papa della carità», e vomita sui «liberali [che] hanno impoverito l’Italia rubando a più non posso e tassando più di prima per pagare le spese di guerra» (Radio Maria, 18-08-2007). La trista megera tace che il clero rapinava all’impazzata, mentre altri donavano la loro vita e i loro beni per liberarci dalla tirannide papale. Dopo altre fregnacce spifferate per numerose puntate rivela, come il mafiosissimo don Ciotti, che «la Madonna ordina di stare zitti, fare silenzio, anche tra gli sposi, e in special modo tra i fidanzati» (ib., 16-11-2011). Né parlare, né conversare né dialogare, sempre con occhi inebetiti rivolti al cielo! (v. Don Ciotti)      

 

UNA BUFFONATA

Il cristismo, brutta copia nemmeno riveduta e corretta di antiche risibili fole. Mutati solo i nomi di una farsa spacciata per originale. In www.Jeshua.it si scopre i Bambino e Madonna egizî ricalcati dai furbastri. «La Vergine Iside tiene in braccio Horus. Il padre divino di Horus era Osiride, con cui si confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb. L’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio verginalmente. Horus nasce in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, viene adorato dai pastori e da tre saggî che gli offrono doni. A 12 anni insegna nel tempio e quindi scompare fino a 30. Horus viene  battezzato sulla riva di un fiume da Anup il battista che verrà decapitato. Combatté 40 giorni nel deserto contro Set (vecchio nome di Satana), compì miracoli e camminò sulle acque. Con Iside e Osiride Horus costituiva la trinità egizia. A Luxor, su edificî risalenti a 1.500 anni avanti C., vediamo immagini relative all’Annunciazione e all’Immacolata Concezione di Iside. Nei sotterranei romani è raffigurato un Horus allattato da Iside vergine madre risalente al II secolo d. C.»

 

UNA DIFFERENZA

I preti puniscono quaggiù e promettono inenarrabili gioie lassù, ed arraffan accanendosi specie contro i più poveri, tutto l’arraffabile. E ciò sarebbe un merito per i preti e per i loro consimili mangioni, alleati o tirapiedi laici. (v. Devozione) Senza parlare dei tanti milioni d’innocenti dal clero orribilmente trucidati. Orgogliosi dei loro crimini «perché tutto viene da Dio, Signore e Motore della storia». (v. Don Baget-Bozzo, Sarajevo 1914, ecc.)  

 

 

UNA SORDIDA PIA

Una sordida bigotta, orribile cesso, vomita sui coniugi non illibati sul metro pretesco, e  devota  s’appella al maialesco san Tommaso d’Aquino, indefesso culatone (Radio Maria, 08-02-2014,  h.20).

 

UN BASTARDO

Un bastardo imam vuole che si uccidano le donne che guardano la TV, e maledice una telenovela che a suo dire è osé, benché edita nell’islamica Turchia e passata sotto una rigida censura (2008). E la Santa Porca ribadisce la «sorellanza delle due religioni», entrambe nemicissime della donna.

 

UN BEL FURBONE/A

Sua Suinità Woitjla: recensito nel 1984 da Gad Lerner (L’Espresso) uno scritto uscito dopo un quasi secolare silenzio sulle atrocità di s. Carlo Borromeo, grugnisce fingendo bollare i preteschi «passati errori», che con beffarda ironia affibbia solo a nebulose figure, ad «alcuni antichi [laici], cristiani soltanto di nome». Come se invece i preti fossero mai stati dei veri cristiani e non ferocissimi buffoni! Grezzo tentativo d’incolpare degli operanti all’insaputa del clero, benché piegati ai suoi ordini. Ma poiché banalizzare le stragi potrebbe mostrare la corda dell’impostura, la Porca ci copia e per la prima volta nella storia pretesca deve ammettere, farfugliando incazzatissima, orrori i fino a ieri gli eufemistici da lei spacciati errori. Ma poi che le frega? Continua ad imputarli ai laici, e tace sornionamente che le vittime erano renitenti ai papistici orripilanti diktàt. Come se pro Hitler irreprensibile i nazi sproloquiassero di olocausto perpetrato, a loro insaputa, da alcuni nazisti, ma nazisti soltanto di nome. (v. S. Adolf Hitler)

 

UN BUGIARDONE/A

Pio/a XII, un bugiardo/a di tre cotte. Dopo aver tanto brigato per provocare la guerra frignò d’aver sempre voluto la pace, di aver sempre odiato i nazisti e di non saper nulla dello sterminio degli ebrei, da lui tanto amati. Proprio lui, che volle la crociata anti-giudauico-sovietica, lui che nelle faceva maledire i perfidi ebrei, lui che faceva lingua in bocca al lardoso anti-ebraico prete Tîso, dal Führer eletto Vodca (Duce) della Slovacchia (v. in ABC: Mons. Tiso); lui, tutto ciccia e culo col fratacchione fondatore dell’Università cattolica che voleva morti tutti gli ebrei (v. Padre Gemelli); lui che mise 200 francescani a capo degli ùstasha torturatori e assassini di ben 700.000 ortodossi, ebrei, e testimoni di Geova; lui/lei che faceva piedino al comandante della divisione di SS Vallonie, il Degrelle allievo dei gesuiti che fondò l’atroce Rex Christus, quel macellaio antiebraico che osannava “Hitler salvatore dell’Europa” e che poi, fuggito in Spagna, vi fondò, protetto dal clero, l’Internazionale neonazista, e che infine fu accolto dal Dio Motore della storia in cielo, dopo aver rivolto a un deceduto nella papale missione anti-ebraico-comunista le alate parole: «Lippert partecipò alla crociata antibolscevica da vero cavaliere cristiano: viveva solo per il suo apostolato» (Degrelle, La campagne de Russie, Art et Histoire d’Europe, Paris, 1987). Sulla Russia che ci salvò dal ferocissimo clerico-nazismo ebbe a dire: «I sovietici che abbattevano il Reich erano Stalin sdraiato sul corpo di un’Europa stremata e pronta allo stupro» (ib.). Parole sante, da strappar lacrime di commozione alla tenera troiona Infallibile.

 

UN EMERITO DON

Dalla infame trasmittente un prete con voce rotta dall’emozione favoleggia d’un ebreo che indossò il saio, un tale De Menage (con riferimento a Onan?), e che, benché convertito, «non prestava fede in nulla e nessuno, fin a rifiutare ogni idea di divinità e disprezzare con sarcasmo tutti i credenti, ma che credeva nel Dio presente nel Sacramento» (Radio Maria, 20-11-2008). Ci sarà mai limite alla papistica presa per il culo?

 

UN GRAFFITO

Ad Auschwitz: «Se Dio esiste, deve chiedermi perdono».

 

UNGUENTO e LIBRI 

 

Gli abietti gesuiti, i soldati del Papa dal profondo sapere, hanno sempre nociuto gravemente alla cultura e al progresso. Nel 1670 reagendo alla loro satanica smania distruttiva, D’Aucour pubblicò clandestinamente l’Unguento per la bruciatura, o Il segreto per impedire ai gesuiti di bruciare i libri.

 

UN’IMPOSSIBILITÀ

Tutto può l’Onnipotente tranne scovare e punire gli avidi parassiti, delinquenti e assassini catto-islamici e i correi politici e finanzieri.

 

UN’ IMPOSTORA

 

 

La Ratzy: «Le religioni non facciano guerre e terrorismo in nome di Dio» (04-09-2006), e sconfessa la criminale Woitjla, la Santa Sùbito propensa alle «guerre giuste», le proficue agli interessi materiali del clero (v. Jugoslavia). Fa la colomba! Ma così scivola su una buotade che urta gli irascibili socî islamici. Gaffe inammissibile dirsi meno criminale di loro! E la bollano «ignorante, ciarlatana, scimmia e maiale». Lei incede a passo dell’oca e agita la colomba della pace ingoiando il rospo. E li implora di perdono per la «solo apparente, non essendo stata ben capita, disapprovazione della guerra santa», che all’opposto approva del tutto. (v. I machete della Caritas, Sarajevo 1914, ecc.)

 

UNITE cul a culo

Le due bieche congreghe. Quella cristica invidia la islamica, che non subì mai salutari illuministiche batoste e continua ad uccidere impunita. E il Pakistan pagato dagli Usa in funzione anticomunista ha decretato che «chiunque, con parole pronunciate o scritte, o rappresentazioni materiali offenda direttamente o indirettamente il nome sacro del Santo Profeta Maometto sarà punito con la morte» (Codice Penale, art. 295 c). «Nel 1998 John Ghaury, vescovo cattolico, si uccide tirandosi un colpo alla testa, dopo aver guidato un corteo contro la condanna a morte per blasfemia del suo fedele Ayub Masih, accusato da un vicino di stimare Rushdie, condannato a morte per blasfemia e apostasia da Khomeini. Il Vaticano passa il tutto sotto silenzio, annullando l’effetto denuncia che il prelato intendeva perseguire» (C. Pannella, Il libro nero dei regimi islamici, Rizzoli 2006, p. 278), così approvando tutte le infamie islamiche, come la «bambina  disabile pakistana di soli cinque anni incarcerata per blasfemia» (La Provincia di Varese, 22-08-2012).

 

UNITE le MANINE

«Unite le vostre manine implorando da Dio la salute del vostro papà» (Lettera del colonnello Wagenführ, pianificatore dello sterminio di Auschwitz).

 

UNIVERSITÀ in CRISI

 

La Sapienza ed altre Università in bancarotta, grazie al pio gnomo rapinatore che esenta dalle tasse la spropositata refurtiva dei preti: nella sola Roma di quasi 4 milioni di abitanti, il 60% degli edifici, specialmente i più lussuosi, ai Parioli, e in Italia il 30% di tutto il patrimonio edilizio. I soli immobili di Propaganda Fide valgono 9.000 miliardi di euro, gestiti dal camorrista cardinale Fulgenzio Sepe, indagato per i suoi ingentissimi introiti illeciti e le tangenti pro nano. Aperte con clamore le indagini sul clero, ma destinate, come sempre in Papalia, a finire in fumo (v. Ve accumpagna) (20-02-2010)

 

UN LURIDO

Un lurido: «La contraccezione è un atto riprovevole e malvagio, e l’eutanasia, come diceva Woitjla [defunto ottenendola per sé dopo averla maledetta per gli altri!], è un atto di falsa pietà» (Radio Maria, 24-03-2012, h 18,25). (Arruffapopoli, Don Gallo, Evidentemente, Ferrara, G. Modena e Guidi, Lurida porca, Mario Monicelli, Testamento, W l’eutanasia!)

 

UN MAXI-PIRLA

Sbrodola per la Santa Sùbito che, «davanti al milione di papa-boys a Tor Vergata», interamente disseminata di preservativi usati sotto l’anti-contraccettivo papal grugno, ha glorificato «i martiri di tutte le persecuzioni subîte dai cattolici», indicando – o merdica faccia! – i «luoghi di martirio Bosnia e Ruanda» (Telereporter, 15-08-2005, h 19,30). Proprio la Bosnia dei tanti ortodossi assassinati da suoi lacchè e quel Ruanda dove massacrarono in tre mesi un milione di Tutsi rei di scarso papismo! (v. I machete della Caritas, Sarajevo 1914)

 

UNO CHE LE

CACCIA

L’infastidito supponente Cacciari è un libero pensatore che critica tutto tranne il papismo, e che come l’ineffabile pio Eco sviolina la Woitj, che «combatteva il tardo illuminismo, un illuminismo un po’ decrepito» (Rai Uno, 03-01-2011). Pagato dall’università S. Raffaele, con incredibile faccia tosta nega l’influenza del Vaticano sulla politica italiana (Rai Tre, 04-03-2013).

 

UNO SU CENTO

Due volte intervistato (e ascoltato in deferente silenzio da Piroso), un maxi-azionista di Tele La 7 ciancia per ore su di  sé e profonde una paterna fiumana di giudizî e di consigli (19-12-2009). Produttore cinematografico, fiero di venire dal nulla. Mezzo arabo e mezzo francese, introdotto nell’islam da un prete [tipico esempio di catto-islamico inciucio]. Benevolo e condiscendente, fa piovere preziose stille della sua grande sapienza: «Nulla da temere dagli islamici! Che sono tanto buoni! Quelli che mutilano, escissano, tirano acido e uccidono sono pochissimi! L’uno per cento!» Balle! In Egitto (il paese più evoluto!) le escisse sono il 97 %. Ma pur restringendoci a quel fasullo uno % su un miliardo e mezzo, sai che allegria? Solo 15 milioni! Una bazzecola! Si consolino le vittime. Esulti Teo Van Gogh, l’infedele sbalzato dalla bicicletta e decapitato nel centro di Rotterdam! E gioiscano pure le 37 rinvenute sgozzate in Italia – come testifica nel 2009 la on. Santanché – oltre le sparite nel nulla, ree di voler sposare degli italiani.

 

UN PEZZO di

MERDA X TRE

Il burbanzoso sindaco Alemanno: «Io sono radicalmente contro l’eutanasia» (La 7, 13-12-2006). Prono al papale feroce diktàt, ai nemici della umana eutanasia. In effetti più l’agonia del morituro è lunga e straziante, più si può atterrirlo ed estorcergli lasciti ed eredità. La Ratzy, tanto vile con gli islamici, minaccia l’inferno agli optanti per la dolce morte, ma generosamente ne «esenta il povero» (20-10-2007). Che può infatti strappar in stabili, in bigliettoni e in lingotti al nullatenente, al già bestialmente spremuto. Crepi quando e come vuole! Un terzo pio stercorario, il saputello F.S.A., sentenzia che «la fede [= l’asinina credulità] e la ragione non si contraddicono» (Radio Maria, 30-08-2014). (v. Giordano Bruno in Hanno detto)

 

UN PIO

COMUNISTA

Sansonetti, il direttore di Liberazione semi-tappato da un ciuffetto hitleriano, inorridisce udendo uguagliar ai nazi gli eroici terroristi islamici. Schierato coi talebani, «seguaci di una grande religione», al sol udirli si libra estatico nelle radiose nuvolaglie. O si ficca, inebetito, nelle puzzose merdaglie? (La 7, 23-03-2007). PS. In un acceso dibattito il torcicollo sedicente comunista sviolina il satrapo più porco ed ipocrita del mondo: Merdoglio/a (La 7, 21-06-2015, h..08, 10). 

 

UN POVERO

PIRLA

Karl Ludwig d’Asburgo, fratello di Franz Joseph: mosca bianca tra tanti spocchiosi clericali, era mitissimo. Per non offendere alcuno non osava mai esternare opinioni, «faceva continui cenni del capo e ripeteva sempre le ultime parole dell’interlocutore per esprimere il suo accordo e rinviare così la discussione» (Franz Herre, Franz Joseph). I pretazzoni lo plagiarono, schiavizzarono, derubarono. Ridotto in mutande, per spremerlo all’osso lo accompagnarono pellegrino in Palestina dove, sottoposto ad una bevuta d’immonda acqua santa dell’inquinato Giordano, salì velocemente al cielo.  

 

UN REVERENDO

Un lercio don agita lo spauracchio del diavolo e sentenzia «finito il tempo del razionalismo» (Radio Maria, 23-01-2014, h 18, 30). Basta con la ragione! È demoniaca! Merdoglio vuol che soccomba nella cloaca del fetentissimoo gesuitico oscurantismo!

  

UN REVOLVER

Ospitato con affetto dal clerico-fascista governo spagnolo, il sen. Andreotti racconta al prete ad honorem Degasperi: «Un ministro mi disse tra il serio e il faceto che aveva dodici anni quando i religiosi del suo collegio gli dettero un revolver per combattere i nemici di Dio» (G. Andreotti, De Gasperi visto da vicino, Rizzoli 1986, p. 156). Offrono l’altra guancia i papisti ed islamici! Assassinando i non ingollanti religiosa merda. Vogliono far santo Degasperi (poi boriosamente firmatosi con l’indebito De separato) e mentono qualificandolo patriota, mentre il suo partito Popolare trentino era composto di «conservatori strettamente legati ai poteri costituiti, il Vescovo e l’Imperatore», accaniti nostri nemici (Montanelli – Gervaso, Storia d’Italia, Fabbri 2001, p. 52). Nel 1917 polacchi, serbi sloveni chiesero l’autonomia, e «l’imperatore Carlo s’impegnò ad emanare dopo la guerra una costituzione che tenesse in più conto le aspirazioni nazionali», ma l’italianista von Gasper sempre piamente zitto (Msrtin Gilbert, La prima guerra mondiale, Mondatori 1998, p. 405).  (v. S. De Gasperi).

 

UN SAPUTO

Un prete disprezza «quei superbi che osano ragionare, e hanno una piccola testa» (Radio Maria, 26-12-2012, h. 12,40). La sua è grossa e rigurgita di sapienza. Conosce i «sicuri eventi storici», dal Bambin Gesù a Biancaneve, da Cappuccetto Rosso al Gatto con gli stivali. Magari ignora quello degli Asini che volano. Ma chi mai è perfetto? Forse nemmeno lui, con la sua testona.

 

UN TONTO

«San Giuseppe era un tonto» confidava alle sue parrocchiane don Mario di Mombello (Va). E Prezzolini sul nome appioppatogli del purissimo sposo: «Non tutt’i santi mi piacciono, ma quello stupido di san Giuseppe mi è particolarmente antipatico; e i gigli mi sono antipaticissimi per il significato di purezza che gli si attribuisce. C’è mai nulla di più stupido della purezza, del non conoscere la vita? Come conoscerla senza sporcarsi? Agire, operare, lavorare e persino mangiare lascian tracce di sporcizia. Far figli e sverginare sono atti di sangue. Se vantate la purezza, punite la figliolanza e l’amore» (Diario, 19-03-1944).

 

UN VOLO di SAN PADRE PIO

Il don autore di un grottesco trattato di angeologia, rivela che san Padre Pio, un esimio spaccafiche (molte le ragazze ingravidate),  operò molti miracoli, tra cui, con l’ausilio del suo angelo custode, sollevarsi e camminare sulle teste [di cazzo] dei credenti, non senza averle, come poi precisò, bellamente scalciate: «Ed erano ben dure» (Radio Maria, 13-09-2014, ca. h13). 

 

UOMINI-CONTRO

Gli anti, gli uomini-contro, osteggiando le infamie catto-islamiche rischiano. I pro subiscono ogni sopruso per mangiare e cacare a crepapelle.

 

URBANO IV

Con la Prae cunctis, confermata dai successivi papi, Urbano IV concede a tutti i «reverendi Vicari del Sant’Officio, ogni volta che denunciano, ricercano, interrogano e torturano eretici tre anni d’indulgenza»; e al contempo «i notai, i fiscali, i consultori e gli altri ufficiali della Santa Inquisizione, che se nell’esecuzione del loro ufficio vengono a morte, godranno d’indulgenza plenaria e remissione di tutti i loro peccati». (Papeide XXI n. 221)

 

USURA e PAPAME

Chi più strozzino dei preti? Süss l’ebreo è una pallida ombra. Gran parte del loro bottino proviene dalla più spietata usura. Sono facce di bronzo (è un eufemismo) che fingono di sdegnare gli usurai. Tra loro primeggiano i gesuiti, i più viscidi, falsi e farabutti. In ogni dizionario gesuita è uguale a ipocrita. E chi più di Merdoglio? Che per istupidir i semplici dice «L’usura ferisce la dignità umana!» (29-01-2014), e biasima «lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo» (04-01-2015). E sempre per più rincitrullire i pii adesso l’opulento pretame trova conveniente, nella crisi, far il populista e scopiazzare Marx, dopo averlo sempre maledetto e aver scagliato Hitler nella sanguinosa crociata anti-democratica contro le pacifiche Spagna repubblicana ed Unione Sovietica. (v. Bernhard e Adolf)

 

UTERO

INFUOCATO

Quando i medici suggerivano il matrimonio alle donne dall’utero infuocato, da tutti i pulpiti gli sfegatati santi culatoni sbraitavano come pazzi per seppellirne migliaia nei conventi e proibire come peccato mortale l’amore anche alla vedove. W la catto famiglia!