V            

VACCA da mungere

Dal clero l’Italia (ora Papalia) fu saccheggiata anche per mutare la democratica Polonia comunista in laido feudo papale. La Woitj per sostenere Solidarnosc (una congrega avidissima di potere) ci fregò con il colpaccio tirato al Banco Ambrosiano (2.000 miliardi), punta dell’iceberg d’innumerevoli altre pie rapine. In cambio i deputati la salameleccarono a gara. E la Polonia passata al papismo finì catto-merda economica. Ma miracolo! Il suo leader corse ad afferrarsi alla gonna papale per fargli strappare al nostro governo dei pesanti aiuti finanziari, che tuttora ci spolpano perché ingentissimi e continuativi per moltissimi anni, contribuendo così fortemente a far deflagrare la crisi. W i catto-miracoli!

 

VA CONDANNATO

«Il Codice da Vinci va condannato – per la chiesa – perché inventa!» Ma mai quanto la chiesa, antro senza fondo di nefande menzogne.  ­  ­  ­­­

 

VA DOVE TI PORTA…

…il culo! Così dovrebbe titolarsi quel caramelloso pastrocchio della Tamaro, dal clero strapompato. Perché sì fragoroso tambureggiare mediatico per un prodotto tanto scadente? Soddisfa il prete il parto della bigotta che all’acme dell’ispirazione esclama: «Lo sa cos’è un buco di culo? Ciò che sta sempre sotto. Non sorrida, è così. È perdersi nella vacuità, scavarla dentro. Non è l’ordine pregnoso della fica» (Inserto di Marie Claire n° 7, 26/6/92, pag. 80). Per questa trascendentale  papistica asserzione delirano gli edificati reverendi, mortali nemici delle donne, infoiati bucaioli capeggiati dalle forsennate irrumatrici di cazzi Woitj, Ratzy, Merdoglia e do(na) Livio. 

 

VAE VICTIS!

 

Guai ai non genuflessi al turpe padre Pio! Taricone, un buzzurro dal profilo del tristo fratacchione tatuato sul braccio, diventa beniamino nel Grande fratello 2006 e, benché negato all’arte, gli si spalancano le porte del cinema. Insolentito un rivale per futili motivi, all’ironica risposta «E poi preghi padre Pio!» lo aggedisce e sbraita: «Padre Pio non si tocca! Non si tocca!». Ed è trattenuto a fatica dagli astanti. Un Non si tocca! che minaccia non credenti e liberi pensatori. Sai che paura! O forzuto burino, rassicurati. E chi vuol toccar la merda? (2006). PS: Al sì fidente nella sua protezione, padre Pio gli fa un miracolone: gli rompe il collo in una bullonata aviatoria. (v. Miracoli e Padre Pio)

 

VALE A DIRE…

Grillo pomposamente alla stampa: «Io sono un democristiano», ossia un pezzo di merda (Corriere della Sera, 24-05-2014).

 

VANEGGIAMENTI

Stratificata di letame, la papalmente strabenedetta Radio Maria spara  fregnacce a ritmo continuo a gabbo dei semplici. Ribaltando il vero sentenzia «merito del cristianesimo il progresso della scienza, che prima non avrebbe potuto verificarsi» (16-10-2007). Ma da almeno mille anni sarebbero del tutto sparite tante malattie e vane sofferenze, se non le avesse sempre aggravate il mortale nemico del genere umano, della scienza e del progresso: il prete. (v. Paganesimo)

 

VANNA MARCHI

Imbonitrice imprigionata per truffe ai babbei (giugno 2008). Una nuova ipocrita legge ingiunge ai maghi e indovini, dal cui novero esclude i di gran lunga più ingordi e criminali (gesuiti in primis), di confessare di essere bugiardi: impudente slealtà contro i primi, per incrementar il già spropositato lucro degli impostori preteschi che ora sempre più impuniti plagiano, turlupinano, ricattano e spremono il tonto gregge. Ed i pii avvoltoi, gli assassini di tre cotte, ancor più s’ingrasseranno spacciandosi altresì banditori del vero! 

      

,VANNO a S. PIETRO

…ad abbuffarsi dello scolo merdoso della papal logorrea.

 

VANTARSI CASTO

Vantarsi vergine, come l’ingordissimo ladrone sedicente sposo della povertà Formigoni, membro di Comunione e Liberazione, significa solo furbastro culatone.

 

VATICANATA IOR

Il boss dello IOR piscia sul vangelo: «Essere ricchi non è un male, e non è un merito essere poveri» (Radio 24, 22-02-2010)

 

VATICAN-NAZI GANG

L’antiebraismo clerico-nazista vanta inizî assai precoci, addirittura anteriori al fallito colpo di stato del 1923 quando, a fianco di Hitler, cade falciato dalla Reichswher il von Richter che procurava «grosse somme per il partito grazie ai suoi rapporti con l’alta nobiltà e la Chiesa cattolica» (Rausher, Hitler e Mussolini, Newton & Compton 2004, p.99). E fin all’ultimo giorno di guerra i 100 papistici vescovi tedeschi, col placet del ferocissimo anticomunista ed antiebraico Pio/a XII, incitarono ad ubbidir senza riserve il Führer. (Guenter Lewy, I nazisti e la Chiesa, Il Saggiatore, 2002).

 

VATICAN FELIX

«Secondo uno studio che farà molto piacere al Vaticano [cessata la pontificia produzione di preservativi (Serono spa) per assai più proficui investimenti in armi e in droga] l’Italia è finita agli ultimi posti nel consumo dei preservativi» (Liberation, Fr., 23-03-2009), grazie pure al mafioso antimafioso don Ciotti il quale, infiltratosi nella Lega italiana lotta all’Aids, fa diluire la propensione ad usarli con la trista boutade che essi «non sono una bacchetta magica o infallibile» (L. Ciotti, Chi ha paura delle mele marce?, Ed. Gruppo Abele, 1992, p. 128). Grazie alla criminale propaganda ecclesiastica, l’Italia nel 2013 è salita al primo posto europeo per le infezioni da Aids: 200.000 contagiati e 3.800 morti (cifre ufficiali). (v. Don Ciotti, L’acchiappasoldi)

 

VATICANO

Lorenzo il Magnifico: «Il Vaticano è un cesso, una sentina di tutti i mali» (L. Martinez, La congiura dei Pazzi, pp. 257-58). Ma i Medici poi comprarono a peso d’oro i cardinali per installare due della loro famiglia sul trono papale, sede-cesso del massimo potere economico e politico.

VATICAN PUTSCH

Tra le mene di Pio XII bramoso, al profilarsi della nostra sconfitta, di rimpiazzare il suo ex drudo Mussolini strappandogli il potere, il pio ministro Bottai osserva che l’ex prete Orano «si preoccupi che il Vaticano si candida alla successione [e il Date a Cesare?] dichiarando il fallimento dello stato laico, e prendendo di fronte il pensiero moderno, con le sue conquiste, dalla Rivoluzione di Francia alle odierne formazioni totalitarie» (Diario, 12-09-42). (v. Guareschi, ecc.)

 

VATICINIO

«La guerra finirà tra due mesi!» promise solennemente la Madonna nel maggio del 1944 ad Adelaide, veggente di Bonate, oggetto di 100 puntate a Radio Maria. Ma fece cilecca, perché la guerra durò ancora un anno e mezzo. Questa pacchiana madonnesca cazzata non altera le ieratiche impassibili facce di merda, che l’avevano sbandierata come grande profezia. E i sacri culatoni per sputtanare le odiatissime donne e parare in corner la mariana gaffe, uscirono con il furbastro correttivo: «Sì, la guerra finirà tra due mesi, ma solo se si pregherà e si farà penitenza! Solo se le mamme finiranno d’essere depravate e di far certi peccati!». E dopo tale freddura dissero che Maria avrebbe aggiunto la dolce promessa: «Le mamme che hanno figli disgraziati non facciano più peccati e i figli guariranno» (19-02-2009). A placare la di lei (= del culico clero) ira funesta non bastano milioni di affamati, di macellati al fronte e di civili nelle città. La Pietosissima vuole essere venerata,  e gode dei lutti, delle carneficine, della fame. Avida d’imporre dure penitenze e punire (per placare gli invidiosi preti) le mamme peccatrici! le «depravate»! Le cocciutamente attratte benché sfinite dai digiuni dai cazzi bramatissimi dal clero! Scontato il ruolo, in ogni mariana apparizione, del parroco scettico che dapprima recita la parte del dubitoso sor Prudenzio, e che quindi travolto da «prove schiaccianti» cede, s’arrende. Secondo trito pretesco copione, come già a Lourdes, Fatima, Majugorie ecc., anche nella farsa di Bonate  un don Vitali che si chiude in una torre d’avorio. Ma ecco a scioglier infine il religioso rebus l’usuale astuto colpo di scena: lo stesso don si trasforma in un provvidenziale deus ex machina:  «dapprima scettico, neutrale, poi offre un budino ad Adelaide e si ravvede». (2009)

 

VATICO-BASTARD

Sempre bastardo! Mentre nel vertice di Ginevra 2009 tutti i delegati disertano l’aula per protesta in seguito alle ferocissime farneticazioni iraniane contro Israele, solo i delegati vaticani, marciume intrufolato tra gli esseri civili, restano appiccicati ai cari islamici.

 

VATICO-NEGATIO

Le papesse dicono sempre «Accogliete!», ma loro non accolgono un cazzo tranne i più potenti e danarosi. I poveri, i reietti, alla larga dal portone di bronzo! Alla larga dalle puttane di ogni vincitore! Pia XII accolse con untuosi sorrisi e alti squilli di tromba il pio ambasciatore Ciano, genero del Duce; ma, caduto il fascismo, lo abbandonò al suo tragico destino: il diplomatico ora era divenuto ingombrante, benché molto cattolico, e lo espulse con la moglie e i bambini. Quando 300 indiani finiti sul lastrico, lusingati dagli amorosi appelli della Woitj all’accoglienza, nel 2.000 bussarono al portone di bronzo implorando un provvisorio rifugio in qualcuna tra le migliaia di stanzone vuote del Vaticano, dove gavazza e gozzoviglia una bieca combriccola, la Santa Porca li respinse tutti  a calcioni sui denti.

 

VE ACCUMPAGNA

“Silvio, a’ Madonna ve accumpagna!” grida il camorrista Fulgenzio card. Sepe all’issato al governo da lui e dai pii tirapiedi gestori della spazzatura napoletana, all’abominevole nano delle pievi che getta i nostri soldi nel mare magnum dei già stracolmi forzieri papali (11-04-2008). Sia la Madonna sia il suo cornutissimo Sposo glielo tengono in mano nel rotondo lettone disposto per nove troie sistemate a raggiera, dono del sarcastico Putin. E l’affarista don Verzè, che scialacqua le offerte per i poveri intrallazzando con lui, lascia un buco miliardario e da via Olgettina affollata di baldracche assoldate dal nano annuncia che «Berlusconi è mandato dalla Provvidenza a salvar questo paese». Parole di uno svolazzante in elicottero prete spendaccione, sussidiato coi soldi del Paese dal vergine Formigoni, un furioso succhiacazzi di Comunione e Liberazione, per confondere le già confuse idee dei pii sull’istituto ospedaliero da lui gestito che sta colando a picco, mentre il capro espiatorio vice-presidente laico si spara, o più probabilmente è assassinato, come Roberto Calvi dell’Ambrosiano, al posto suo (La 7, 18-07-2011).  (v. Berluscaz, Nano nefasto, Università in crisi)

 

 VEGETALE? NO!

Un saputo papista perora in un libro la nascita di chicchessia, anche i conformati mostruosamente. Ed inneggia a una trista bigotta che non volle interrompere la sua gravidanza e volle partorire un essere assai deteriorato, un orrido vegetale presagito dai medici. «Però a loro dispetto non fu un vegetale! A volte aveva, benché con gravissimi difetti psico-fisici e sempre accudito da due badanti, dei barlumi di coscienza!». Che grandissimo miracolo! Da far gridare ai felicissimi genitori: Sanctum, Sanctum, Sanctum! (Radio Missione francescana, 31-3-2011)

 

VE LO DICO IO!

Lo dice lei, Maledetta XVI, nell’Immacolata 2005! Peccato però che trattenga qualcosa nel gargarozzo incitando: «Abbandonatevi a Dio! Affidatevi a lui per goder della piena libertà [di esser da me, benché grandissima prendìncula, bellamente inculati]!». (v. Maria Vergine, ecc.)

 

VENDITA delle

INDULGENZE

Per i gesuiti, il mercato delle indulgenze, che assegnava posti in cielo e assolveva pure dai peccati mortali futuri in cambio del versamento di biondi rotondi, sarebbe «una favola anticlericale»! Vogliono che si creda alle loro balle in considerazione della gesuitica vita pretesa «castissima e pura». Come se l’ipocrita asserzione di tenersi il cazzo a guinzaglio possa legittimar i bugiardi per antonomasia a falsificare la storia! Gli spudorati osano sfidare: «Mostrino i detrattori di santa Chiesa che abbia venduto anche una sola indulgenza, e poi noi darem loro piena ragione» (OPC). Facce di merda!

 

VENDOLA Nicola

Lui pure! Dopo il leader com Bertinotti saltellante sotto la finestrona papale, il garofano verde (culatonica metafora) governatore pugliese Vendola, sgrana in TV un grosso rosario di legno, che porta «sempre in tasca», e si prostra sotto la lercia carogna di padre Pio dal grugno spennellato al silicone (25-04-2008). Compone la grottesca filo-pretesca triade un altro com convertitosi in pio leccaculo: la palla di strutto Ferrara. Che tocca fare ai rinnegati di Marx per racimolare consensi!

 

VENNE MAGGIO

«Il 15-05-1948 l’ultimo soldato inglese lasciò la Palestina. E il Gran Muftì di Gerusalemme [vissuto poi a Berlino in affettuosa amicizia con Hitler] lanciò un appello ai fedeli per invitarli a lasciare il Paese, Haifa, Giaffa ed altre città, perché gli eserciti arabi stavano entrando per battere le bande ebraiche e cacciarle dalla Palestina.» (AKBAR EL YOM, giornale del Cairo, 12-10-1963)

 

VENTOTENE

La ex isola Pandataria, sede della villa Giulia sotto Augusto, era ricca  di fontane, nicchie, archi, statue, dipinti. Nel 1520 il Cardinal nepote del papa Farnese la demolì e spogliò di tutto. Ora è un irriconoscibile rudere. Come per i tanti altri scempî, grazie, Santa Madre Chiesa, dai pii giullari politici blandita, privilegiata e sovvenzionata.

 

VERAMENTE BUON

 Radio Maria: «O Dio, veramente buono e giusto, tu tuteli come un padre tutte le tue creature». E ad ogni istante molti miliardi di esse, dal tanto buono e giusto dotate di terribili artigli e zanne, si assaltano e si scarnificano facendosi a brani. Anche loro con degli antenati rei di addentata mela? Che pretesca presa per il culo! (30-08-2015, h 17,30).

VERGOGNA!

Vergogna!, sbraita Merdoglio puntandoci il dito per i 300 annegati a Lampedusa. Ma tutto il clericume dovrebbe sprofondare, per aver sempre invitato i miseri a moltiplicarsi senza protezione. Così masse di disperati e malati si riversano in Papalia (ex Italia). Ma il Santo Porco, tanto scandalizzato per i vecchi barconi sfasciati, perché ai miseri non ne regala uno sicuro? Manco una canoa! Blatera, blatera, l’opulenta fabbrica di chiacchiere, ma non dà manco ciò che caca.    

 

VERITÀ

«Solo nella Chiesa è la certezza di ogni verità – afferma l’immondo mentitore gesuita – e la sicurezza contro ogni errore. Le tempeste si scatenano, fremono i venti, ed il naufragio si presenta da ogni lato. Il protestantesimo che omai ha percorso tutte le vie, ha seminato il mondo di rovine spaventosissime. Qui è indifferenza religiosa, cioè negazione di ogni culto; là è volterianismo sfrontato, cioè derisione delle cose più sante; dove è pietismo fanatico, che è quanto dire, sensibilità portata fino al delirio, e dove è pretto razionalismo, cioè negazione di ogni rivelazione. Chi vuole sicurezza e stabilità si affidi alla Chiesa: Vedrà venir meno i superbi e i presuntuosi di sé, vedrà gli increduli e gli empii inabissarsi prima nell’errore, e poi nella morte.» (OPC)

 

VERITÀ PAPALE

Ratzy: «La verità porta la pace, la menzogna porta la guerra» (14-12-2005). È vero: le menzogne dell’ingordo  pretume, che tanto ciancia di pace, provoca sempre sanguinosi conflitti. (v. Guerre, Sarajevo 1914, ecc.)

 

“VERMINAIO”

Lo stridulo bestiale strozzino e sfruttatore della credulità popolare culatone don(na) Livio vomita dalla sua grondante benedizioni papali trasmittente: «A fronte della splendida purezza del clero, tutti i laici sono un verminaio sprofondato nel baratro di ogni bruttura» (Radio Maria, dal 04-11-2008, h 19, ripetuto anche in altre occasioni ). (v. Insulti, Intellettuali)

 

VERO ESCLUSIVO

«La verità solo a chi la merita» sussurra il gesuita. Riservata solo a se stesso, agli altri le catto-frottole. (v. Leone X al cardinale Bembo in Furbastra)

 

VERO O FALSO?

Se Gesù sia esistito o, molto più probabilmente, fabbricato a tavolino da una manica di farabutti ad uso e consumo dei fessi (i semplici) per occultare le pretesche brutture, è irrilevante. Nel primo caso quando scomparve per molti anni, egli andò nel Tibet a studiare Confucio e non si sognò mai di essere dio.  E là acquisì i concetti di compassione e di mansuetudine («Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te»,  «Non usare violenza e non sottrarti all’aggressore», e all’opposto «Tollera l’intolleranza»), nonché la totale rinuncia ad ogni proprietà accettando solo elemosine sufficienti a sopravvivere.

 

VERSAMENTI

«Versate i vostri soldi nelle [nostre pie] banche nazionali, svizzere, newyorkesi, canadesi, australiane, ecc.» E chi più ne ha più ne metta. Così la schifosa sanguisuga don(na) Livio alle devote ricche ed alla moltitudine delle povere e ignoranti che ricatta, atterrisce, piega a duri digiuni riducendole in nera miseria. Al don(na) devon dare tutto «per far contenta la Madonna», «Aiutate – urla il tristo dalla castrizia voce – la Madonna ad aiutarvi!». (Radio Maria, 30-11-07 e segg.). Da tal culico prete la coronata di stelle Regina dei mondi è tradotta in una pompa risucchiante fin l’ultima monetina ricambiando le oblatrici col dono della beffarda speranza. Ingannevole miraggio sempre strombazzato! Il maialesco don(na) ha arricchito i suoi criminosi richiami con nuovi adescamenti, incitando a riempire le sue insaziabili tasche: «Date con dedizione, con entusiasmo, con generosità, e con i vostri sacrifici aiutate la Madonna ad aiutarvi» (ib., 09-08-2015, h. 19,10). (v. Cattedrale nel deserto ecc.) Ma perché l’Onnipotente che ingozzò il povero Isaia di panini di merda, non l’imbottisce con dell’affettato del macellato don(na), la merda delle merde?

 

VESCOVATE

«Questo amor nato nel cuore dell’uomo imprudente, come comincia a metter le radici e germogliare, desidera e cerca di goder la presenza corporale del diletto, e d’habitar con esso lui, e di parlar con esso lui; e sì com’egli s’allegra della presenza sua, così s’attrista dell’absenza sua … Non s’accorge il meschino ch’egli è percosso di mortal saetta d’amor insano. Delle parole e atti e de pensieri loro laidi e sozzi meglio tacere, li quai sotto colore di carità per la disordinata e troppa familiarità a puoco a puoco si generano e sempre vanno crescendo.» (Scala de Religiosi, c. 22)

 

ESCOVO del nano

Per innalzare il deplorevole pio nanerottolo, il vescovo di Pompei, un camorrista come il cardinale Sepe, pugnala vilmente alla schiena il poco fervente papista Romano Prodi per la «schifezza sociale» del suo governo e la sua «classe politica, un’immoralità organizzata», c inveisce contro  i «sindacati asserviti ai potenti e prepotenti, [mentre al contrario] la santa  Chiesa resta sola e abbandonata a combattere la durissima battaglia per la legalità» (Corsera, 06-04-2006). Il bue che dà del cornuto all’asino. Ma i politici s’immerdano soprattutto inchinandosi alla chiesa, mater et magistra della delinquenza, che combatte sì dure battaglie ma solo nell’abbandonarsi all’insaziabile sua sete dell’oro e nell’intrallazzare con mafia, ‘ndrangheta e camorra, predilette figlie con cui bestialmente ci dissangua. (v. Mafia)

    

VESCOVO PIO

Sulle tracce dei suoi colleghi biblioclasti, il vescovo di Antiochia nel 363 ne incendia la celeberrima fornitissima biblioteca. W il papismo, sedicente alleato della scienza! PS 2015. Chissà come gode il viscido impostore Merdoglio/a per gli islamisti che invadono i musei e fanno a pezzi i reperti dell’antichissima civiltà assira!

 

VESPA Bruno

Pio teleconduttore. Per Travaglio, «Vespa non fa differenze, purché l’interlocutore abbia un minimo di potere. Se non conta niente, lo massacra». (Sabelli Fioretti, Voltagabbana, Marsilio ed., pp. 236-37)

 

VESTIZIONE SACRA

«Nel rito della vestizione don Carlo mi strappò di dosso il giacchino e lo scaraventò fuori dalla balaustra. Significava il disprezzo della laicità. Tornato a casa mi dava fastidio quella veste nera che m’ingarbugliava le gambe e quel collare duro che mi serrava il gozzo. Ma valeva la pena perché mi guardavano tutti. Mi piaceva tanto essere diverso.» […] «Giugno 1936, V ginnasio, anni sedici; dal diario: “Propositi per le vacanze: alla larga da persone dal sesso diverso. Se vengono per casa, allontanarsi; meglio far la figura di gente poco civile che mettere in pericolo la virtù e la vocazione. Gli occhi non in alto, ma in basso, meglio a metà. Non fissare persone di sesso diverso e anche ragazzi; niente carezze; non dare la mano a donne e per evitarlo tenere in mano un oggetto”.»  (Paolo Pagliughi, ed. Nuovi Autori)

 

VESUVIO e VAL

CAMONICA

Che cazzo di Dio motore della storia! Perlomeno dovrebbe astenersi dalla malvagità. Invece gioisce malmenando i suoi figli (v. Titanic). Nel 1906 la lava del Vesuvio discese fino a lambire Boscotrecase presso Torre del Greco. «Alle tre di notte quasi tutti gli abitanti si dispersero per le campagne. Duecento si rifugiarono nella chiesa dello Spirito Santo, dove il parroco celebrò una messa per implorare la protezione divina. Don Salvatore aveva appena iniziato la sua professione di fede che tutto il tetto, appesantito dalla pioggia di lapilli, crollò con terribile tonfo schiacciando i fedeli» (Giulio Frisoli, Storia Illustrata, n° 1, anno IX, p. 50). Tra tanti altri scherzi da prete, molto edificante anche quello del 24 apr. 2014. A Cevo, sul monte detto il Balcone della val Canonica, issano per la fetentissima Woitj un crocifisso alto 30 metri (come un palazzo di nove piani) e pesante alcune tonnellate. Con enorme boato si schianta al suolo tre giorni prima della canonizzazione della Porca, e spiaccica un povero ragazzo disabile. I cui genitori, dice il Corsera, si consolano pensandolo volato con la Porca in paradiso. 

 

VIAGGÎ PAPALI

Assiomatico: il prete non regala manco ciò che caca. Tutti gli oltre 200 viaggî della Woitj (e di tutte le papesse) li paga il nostro Stato che le fornisce, con l’annuo stipendio di due equipaggî, un grosso elicottero e un aviojet per il seguito di ben 200 tirapiedi con lussuoso alloggio papale. L’ingorda Porca affetta altresì da incoercibile delirio di povertà, ci fa pur la cresta spennando i 40 giornalisti compagni dei suoi svolazzi. Dino Frescobaldi, l’inviato del Corsera, così riassume un paradigmatico papale tour nello Zaire (Nuova Antologia, fasc. 2227, a. 2003): «…l’amministrazione [del Corriere] aveva dovuto pagare in anticipo le spese per il viaggio, cioè per il posto sull’aereo, per il soggiorno negli alberghi con tutti i relativi annessi. Un costo non piccolo, al punto che alcuni insinuavano che le finanze vaticane ci facevano sopra un discreto affare. …Sull’aereo del papa si mangia bene, diversamente da quel che capita ormai sui voli delle linee commerciali. Il caldo di quel giorno portò tutti, prelati e laici, ad approfittare senza parsimonia dello champagne offerto dagli inservienti. Ho sempre constatato che soprattutto quando è bevuto ad alta quota lo champagne aumenta il suo effetto esilarante. E così fu per quel giorno. […] Vedemmo schierate ad accogliere il papa una lunga fila di donne, forse monache e forse no. …cantavano e si muovevano ritmicamente. Sotto le loro vesti, consistenti in veli leggeri, apparivano i loro corpi giovani in atteggiamenti ritmici e sinuosi. […] A un certo punto si videro persino i piedi del papa rispondere alla cadenza. I vicini lo sentirono mormorare: “Questi ritmi sono irresistibili”». E un prelato, ballonzolando: «Cantano Dio col corpo». Nelle Filippine si esibì mons. Marcinkus [il gorilla fatto vescovo dopo lo scippo bancario], che tra la pia calca «si gettava prontamente nella mischia distribuendo con generosità cazzotti, gomitate e ginocchiate, scegliendo soprattutto le parti basse, per liberare il principale dall’assedio […] ...avevamo potuto farci un’idea delle miserie e dei drammi di popolazioni afflitte da molti mali: sottosviluppo, crescita demografica, malattie, fame e arretratezze culturali. Tutto questo non poteva essere sfuggito all’occhio del papa, anche se le feste e le cerimonie dell’accoglienza potevano averlo distratto e concentrato su altri aspetti. […] Dissi quasi tutto d’un fiato: “Santità, ho avuto l’onore di accompagnarla in viaggî nei Paesi del Terzo Mondo. Lei ha certamente visto i problemi in cui si dibattono quelle popolazioni. Vorrei sapere quali soluzioni ha da proporre se nel mondo continuerà l’attuale tasso di natalità. […] Alla conferenza sulla demografia la Chiesa aveva già preso, insieme alle correnti più integraliste islamiche, una posizione di netta chiusura a qualunque forma di controllo delle nascite. Il papa reagì senza scomporsi: indicò la campagna sottostante e disse: “Vede: siamo ormai molto vicini all’arrivo. Il problema che lei ha sollevato è grande, ci vorrebbe più tempo per trattarlo. Venga un giorno da me in Vaticano e le darò una risposta”». Dopo anni l’invito ufficiale per essere ricevuti non arrivava. «Poi scrissi tutto, parola per parola, sul Corriere. Era l’ultimo richiamo. Non occorre che dica che aspetto ancora l’invito». (v. È dibattito? e Garanzie)

 

VIA LA CARITÀ!

Morte alla subdola viscida carità, pagata solo dai laici e di cui si fa  sempre bello il clero. Solidarietà laica e giustizia sociale!

 

VIA L’ANTIPAPISTA!

Il partito nazista all’inizio contava soltanto un esponente di spicco: Ludendoff, secondo Hitler con un imperdonabile difetto: non amava il Vaticano (J.C. Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 274). Ovvî lo scontro e la rottura tra il famoso generale e il Führer tanto tenero coi preti quanto feroce con gli ebrei dal papa bollati deicidi e rei di tutti i mali del mondo. Le SA mendicavano per le vie tendendo barattoli con la scritta: «Offrite per il massacro degli ebrei» (ib., p. 174).  Ed il pretume, il cui «partito del centro cattolico [di mons. Kaas] nel luglio 1933 votò i pieni poteri a Hitler» (G. Jackson), dopo aver fatto a lungo la scimmia cieca, sorda e muta, ora impudentissimamente giura di non averlo mai sostenuto né istigato. (v. Bernhard e Adolf, Bigotto Hitler)

 

VICARIO DI DIO

Fino al sec. XIII i papi erano vicarî di Pietro. Il truculento Innocenzo III, massacratore degli evangelici provenzaòi e ora incensato Grande Pontefice del Medio Evo, si fregiò del titolo di Vicario di Cristo esigendo piena «obbedienza al Papa anche se dà ordini sbagliati». E ogni successore, in attesa di essere adorato addirittura Dio tout court, finora si contenta di farsi chiamare, modestamente, soltanto Vicario di Dio, vale a dire semplice Vicedio.

 

VIETARE I LIBRI

«Perché si tollerano quei merciaiuoli che diffondono un veleno sì micidiale? Perché si lasciano aperti tanti gabinetti di lettura, dove non vi ha un libro che non sia nocivo, e dove, al prezzo di pochi soldi ogni mese, le intere famiglie trovano di che corrompersi? Perché si lasciano esposte nelle bacheche dei librai, e fin sopra i muriccioli, le opere più esecrande [dei liberi pensatori] che la Chiesa ha colpito con le sue censure? Un Governo cattolico sa che v’è nella Chiesa il magistero di cui abbisogna. Se ne valga adunque, sottoponga alla censura dei Vescovi gli scritti, e poi sostenendo col suo braccio – lo bramano i perfidi gesuiti – quello che essi avran risoluto, procurerà ai suoi sottoposti l’inestimabil tesoro della verità. Non può starsi neghittoso, senza stender la mano ad assicurare dall’errore, che è più micidiale del tossico che avvelena, e del pugnale che ferisce ed uccide. Cessino tutte le diffidenze verso la Chiesa, si riconosca che essa sola ha diritto nel mondo d’insegnare autorevolmente la verità.» (OPC) (v. Libera stampa, Orrore, Stampa, Ticchio filosofico)

 

VIGLIACCHERIA

Il voto dei deputati europei contro il muro a difesa degli inermi fa eiaculare ldi goduria la porca Woitjla, ertasi tracotante a maledirlo perché scongiura le stragi di ebrei, prima quotidiane (v. Sharon in Hanno detto e Papa infibulans in ABC). E invita i semplici a disporsi al martirio. Che le frega del sangue altrui? Il patto stretto con gli imam per instaurare ovunque la nefanda teocrazia e l’immunità garantitale da Al Qaeda sono solidi! In cambio offre delle valvole di sfogo agli incapaci di sopraffare Israele: l’attacco agli ebrei in tutto il mondo e il macello di un po’ di cristiani. Facile la prepotenza sugli inebetiti dal papa, meno su chi sa reagire. PS. Nel 2010 l’ancheggiante papessa Ratzy, compiaciuta del massacro in Egitto dei copti, cristiani sì ma eretici, seguìto da molte altre stragi negli anni seguenti, ordina ai creduloni: «Non rispondete alle violenze con violenze» bensì aprite, gaudiosi, le chiappe ai cari islamici. (v. in Beneficenza: san Gaudenzio)

 

,VIGLIACCHI PII

Il pio nano è protetto da 40 gorilla, da noi lautamente pagati. Manco il Duce ne contava tanti. E che dire della Santa Porca circondata, a totali nostre spese, da migliaia di birri variamente camuffati? Oltre che dai poliziotti, armati fino ai denti, per canonizzare il Papa buono e la maiala Woitj, entrambi fanatici del grosso criminale Borromeo, l’eroica Merdoglia, non troppo fiduciosa nella Provvidenza, si è fatta proteggere da 3.500 vigili di Roma.

  

VIGNETTE TABÙ

17 feb. 2006, anniversario del rogo del grande filosofo Bruno, sempre ignorato dai Scns0129codardi papistici nostri governi. Un riccone islamico offre un milione di dollari (donatigli per aiutare i poveri) a chiunque riuscirà a sgozzare nel santissimo nome di Allah  compassionevole e misericordioso, i vignettisti blasfemi. Dagli europei filo-islamici governi, reazione Scns0130zero. Anzi, rompono il pavido silenzio chinandosi  tutti ai piedi degli offesi gentlemen barbuti e a loro si offrono come Scns0131paladini della «libertà di religione, che va sempre rispettata». Anche se imburka, infibula, schiavizza  donne e sgozza e decapita gli infedeli come ordina il dal papa amato Profeta (Sura 47,4-6, ecc.)? Una libertà che gli pseudo-democratici europei, con i muggenti maomettani, negano a storici, scienziati, artisti e vignettisti, già assassinati a migliaia. (v. Calderoli in Hanno detto)

“VI INVIDIO!”

Un catto-prepotentone agli islamici: «Io vi invidio! Voi sì che sapete punire chi offenda l’Islam! Voi non siete come noi, che sopportiamo tutto!». (TV 3, Sport, 29-08-2009, ca. h.10). I luridi cacasotto papisti si macerano d’invidia per i barbuti che con affilati artigli, non smussati da salutari rivolte foriere di civiltà, tuttora impunemente delinquono.

 

“VILI GRADASSI”

«Voglio invitarvi, o lettori, a riconoscere coi vostri occhi dove stia di casa la viltà, la schiavitù, la timidezza, la pusillanimità. Forse nol credete, ma essa è per l’appunto in casa di que’ gradassi, ai quali fa schifo la pietà cattolica, e che giurano che le loro grandi anime – così sostiene l’ipocrita gesuita – non possono respirare tra le angustie delle nostre superstizioni. Oh se sapeste quel che sono al di dentro, se lo sapeste! Sono più abietti di quel fango che calpestano tutto giorno. Essi morrebbero di orrore se potessero sospettare che alcun li creda pii e religiosi, e perciò parleranno, rideranno, amoreggeranno, daran noia a tutte le fanciulle, tesi della persona, colla testa tanto più erta quanto più vuota, colla fronte proterva, con un piglio sprezzante e di ostentazione che mette tutto insieme compassione ed orrore. Seguiteli poi – continua il lurido – nei cerchi e nelle conversazioni, e vedrete le viltà schifosissime di queste anime di fango. Se poi si trovano soli fra sé, allora lo spettacolo è di tanta infamia e vergogna, che fa nausea. Si temono a vicenda, mentre in cuor si disprezzano. La paura di parer timidi nel male li conduce a tutte le sordidezze del vizio, a tutte le laidezze della carne, a tutti gli insulti delle cose sante fino all’apostasia della fede e all’atrocità delle sètte [in primis la mazziniana Giovane Italia], delle congiure [per l’Unità italiana], agli ammazzamenti [nelle Guerre del Risorgimento]. Con tutta la indipendenza della loro ragione, con tutta la celsitudine delle loro grandi anime pensano come altri vuole, parlano come altri vuole, vanno, vengono, si arrestano e s’inoltrano a voglia altrui, come a voglia altrui ammazzano e si fanno ammazzare sacrificando il benessere, la pace, il denaro, l’amor della famiglia, e poi l’anima, Dio, l’eternità a quattro scellerati che alla lor volta fanno lo stesso in faccia ad altri più scellerati di loro.» (OPC)

 

“VILTÀ ITALIANA”

«Dopo le obiezioni contro la Chiesa, scopo di tutte le ire è il sommo Pontefice. Contro di lui si avventano furibondi – urla il fetido gesuita – i protestanti, gli atei, gli non credenti, i libertini, gl’italiani, gl’italianissimi, i quali tutti hanno qualche cosa a dire sul suo conto e qualche ragione a far valere contro di lui. Umili, mortificati e zelanti della povertà evangelica, siccome sono, non possono patire nel Vicario di Cristo la magnificenza del suo trono e il lusso della sua corte. Incorrotti nella massima e nella condotta, restano offesi dei vizii dei Romani Pontefici. Amanti del pubblico bene, deplorano nel Pontificato un perpetuo inciampo alla beatitudine dell’Italia, epperò tutti d’accordo si danno la mano a screditarlo, a vilipenderlo, ad attraversarlo perché si riduca ad orare e benedire qual semplice arciprete nella Basilica Luterana. Sono essi che vanno tracciando per tutte le ecclesiastiche storie qualche fatto meno degno, e poi trovatolo, lo raccontano a chi vuole e a chi non vuole udirlo, lo mettono in novelle, lo trattano in commedie, ed ingrandito, esagerato, avvelenato lo offrono ai sarcasmi delle moltitudini in tutti i libri e sopra tutti i teatri. Del resto, quanti furono i Pontefici che disonorarono quella [loro] dignità? Può parer somigliante a miracolo, che in una serie di 257, quanti se ne contano da san Pietro sino a Pio XI, questi non furono più che un sei o sette. …Le virtù eroiche ne’ Romani Pontefici quasi non fanno più ammirazione, poiché il mondo è solito aspettarsele in loro, l’amor dei poveri, il disinteresse privato, la pietà affettuosa verso Dio, la santità dei costumi, lo zelo verso i prossimi, la vigilanza sul gregge, l’orazione assidua, e andate dicendo. Malignate, criticate, beffate quanto volete, i fatti della storia non si scancellano colle irrisioni e con le maldicenze.» (OPC)

 

VILTÀ PAPALE

Il da loro svillaneggiato con gli improperi di «ciarlatano, ignorante, scimmia, maiale» Maledetto XVI si inchina ai barbuti. E gemendo implora perdono ed offre un’apertura generosa al dialogo (anale). Ma Zawahiri, irriducibile vice di Bin Laden, gli replica spernacchiando e dichiara la guerra santa: «Fedeli, fate la jihad anche in Occidente, o andate via, non pagate le tasse agli infedeli». (11 mag. 2008)

 

VISCIDI VERMI                 

I preti sono viscidi vermi, soprattutto il papa.

 

VISCIDO SERVO

Secondo il papista Buttiglione i padri inculanti i proprî figli sono in proporzione più dei preti inculanti fedeli. (RaiUno, 14-93-2013)

 

VISCIDO SOCCI

Dalla più bieca trasmittente il sudaticcio Socci lamenta che «contro la Chiesa, in Italia, si può dire tutto ciò che si vuole» (Radio Maria, 29-08-2008, h 09,34). Ma quando mai, tranne rarissime voci gridanti nel deserto, se pure la sinistrorsa Rai Tre ingrassa la superstizione religiosa con lo sviolinare senza cessa per lunghissime ore i miracoli delle botteghe di Lourdes, Fatima, Megiugorie e del cafone padre Pio? E quali mai media attaccano la trista gang? Trapela a fatica solo un sottilissimo filo di verità, nella giungla di balle di un Internet fradicio del vomito di papisti ansiosi d’imbavagliarlo. PS. Imperversa la smania di Rai Tre ansiosa di leccare: imperterrita, esalta la megera di Calcutta (v. Amore e Angelo dell’inferno), che diceva: «Per comprendere la gente che vive nella povertà dobbiamo vivere come loro». Loro tutti ammucchiati in dodici per stanza, lei alloggiata in un lussuosissimo appartamento e passeggiante in costosissime vetture donatale dal culatone Paolo VI, ed acchiappante croccanti bigliettoni dagli strozzini internazionali: «Non m’importa da dove vengono ma dove vanno», vale a dire nelle papali saccocce. Essa non versò mai una goccia d’acqua agli assetati e ai moribondi perché «essi hanno solo bisogno del mio amore», come disse nell’intervista di inglesi riprodotta dal Corsera. Poco prima di morire la turpe baldracca con un sussulto di verità scrisse: «Io rido di fuori, ma dentro di me c’è la miseria, il vuoto: sento che Dio non esiste» (Rai Tre, 15-06-20029, h 23,01). Ma per i papisti e i pii pseudo-rossi «ciò dimostra solo la sua grande fede in Dio» (ib.). Che facce di merda! Anche la Teresa del Bambin Gesù dubitò molto dell’esistenza di Dio. Buona ragione sul metro dei beffardi bricconi per farla santa. PS. Uno psichiatra dell’Opus Dei, votatosi per ispirazione divina al culico celibato e portavoce della Woitj, dice che la troia di Calcutta «era come tutti i santi sempre di buon umore, sempre allegra» (TV2.000, 15-08-15, h 11,40). Ovvio! Feroce sadica, tra tanti sofferenti, agonizzanti e morti di fame la megera non poteva che sghignazzare a crepapelle. 

 

VITA E PACE

Per l’atroce bimillenario odio pretesco contro la vita, contro la pace e la famiglia, si affianchi alla Porca cianciante un volenteroso che le cacci in gola una manciata di fango. (v. Famiglia, Sarajevo 1914, ecc.)

 

VITTORIO VENETO

«L’ultima offensiva italiana del 1918 fu un’azione inutile contro lo stremato impero austro-ungarico.» Tasto sempre battuto dai preti e da Maledetta XV prostituitasi ai teutonici e ai turchi trionfanti e poi, per scongiurarne la sconfitta, maledicente quell’inutile strage adesso sventolata dalle Ratzy e Merdoglia. Il nostro attacco finale del Piave irritava il papa, che ci pugnalava alla schiena per impedire (in una guerra voluta dal clero per riesumare lo Stato Pontificio) l’annessione delle terre irredente. Il crollo degli austriaci ventilato dalla pia gang è smentito dalla loro inalterata, anzi accresciuta aggressività, istigati dai preti a colpirci perfin a trattative d’armistizio già avviate. Furioso per le fallite sue losche mire, il papa versava lacrime di coccodrillo per infangare il colpo da noi inferto ai vinti. Austriaci tanto stremati, da farci pagar la passeggiatina di pochi giorni a Vittorio Veneto con solo 36.490 morti. (v. Inutile strage, Padre Lingam, Sarajevo 1914, Zentrum Partei, ecc.)    

 

VIVA MARIA!

Mentre la loro grossa nave da guerra Immacolata pattugliava il mare, all’urlo del sanguinario cardinale Ruffo Viva Maria! i dolci papisti ammazzavano tantissimi inermi civili. La gente di Marcianise invocò l’intervento dei garibaldini. Il gen. Türr invia il maggiore Cattabene, che cattura molti criminali, di cui 14 degni di morte. Le romantiche camicie rosse ne fucilano soltanto due, deludendo la folla che grida: «Vogliamo tutti morti, anche gli altri dodici!» (Abba, Da Quarto al Volturno, Gammarò editori, 2010, p. 141). Delusi i testimoni della papistica ferocia. «Da Pettorano, Carpione, Isernia tornano gli avanzi della colonna di Nullo; non si regge ai loro racconti; non sanno dire che morti, morti, morti! Par loro d’avere ancora intorno l’orgia dei villani, dei soldati, dei frati che uccidevano al grido di W Francesco II e W Maria. […] dove Nullo combatteva, e i nostri morivano qua, là, a gruppi, da soli, sbigottiti dalle grida selvagge, dalla furia di donne cagne scatenate, più che dalla moltitudine di armati che innumerevole si avventava» (ib. 156-57). In Francia tra milioni di affamati il clero possedeva un terzo della terra e gozzovigliava nei bagordi. Ma non bastarono i religiosi giustiziati a far diminuire, anzi accrebbe la sua ingordigia. Attizzò rivolte in Spagna per conservare il suo mostruoso patrimonio, e in Messico tra il 94% di affamati piantò gli artigli sui due terzi delle terre, istigando gli sfruttati a massacrare i loro liberatori, come nel Sud-Italia postrisorgimentale nel tentativo di risuscitare la tirannide papale. L’assassinio di Villa, instauratore delle giustizia sociale, fu ordito per vendicar la cacciata da Zacatecas dei sordidi usurai gesuiti,  avidissimi manutengoli degli usurpadores.         

 

VIVE SOTTO SCORTA

Attorniato da paterni poliziotti, al mafiosissimo “antimafioso” don Ciotti appare Dio dicendogli d’imporre il silenzio sulla mafia. Ma perché l’eroico don si fa tutelare da una scorta armata? E l’altra guancia? E la Provvidenza? Balle a cui lui col cazzo crede. Scatta al fischio della «sacra gerarchia, che comprende – afferma – tante meravigliose persone» (Rai 3, 22-06-2012). Specchietto per le allodole dunque la scorta di poliziotti, nel 2015 da due passati addirittura a quattro, una grossolana messinscena per adescare gli allocchi. Dal clero beffardamente chiamati i semplici. Cosa può infatti temere dalla mafia un bel pretazzone ad essa tenacemente colluso, che la favorisce perfino forzando i creduloni, «per un ordine perentorio di Dio», all’omertoso silenzio? (v. Don Ciotti, Mafia)

 

VOLERLA CASTA

Vuole la donna sempre pura e casta / il papa culatone e pederasta. Sempre digiuna, sempre in orazione / il papa pederasta e culatone.

 

VOLTAGABBANA

Dopo aver provocato la guerra libica (finanziata dalla papale Banca di Roma), acceso la miccia alla mondiale (v. Sarajevo 1914), fomentato, armato (Officine Reggiane e Breda vaticane) e applaudito l’attacco all’Etiopia e alla Spagna, sospinto Mussolini in braccio al Führer, crollato il nazi-fascismo sviluppatosi col suo sostegno in funzione anti-russa, la gang amante della pace lo rinnega e balza ratta sul carro dei vincitori, Già davanti a 20.000 operai il bieco Pio XII aveva levato un’«accorata protesta» contro «una propaganda di spirito antireligioso [che] sparge in mezzo al popolo, soprattutto tra gli operai, che il Papa ha voluto la guerra e fornisce il denaro per continuarla, che il Papa non fa nulla per la pace. Mai forse fu lanciata calunnia più assurda e mostruosa di questa!» (13-06-1943). E mai si vide più faccia di merda! Il maggio ‘57 ne abbindola altri 150.000 e frigna sull’«atroce calunnia del Vaticano capitalista»! Nulla di più facile gabbare gli sprovveduti. Prezzolini: «Abbiamo dato un braccio al Papa e un altro a Hitler. Non ci restano che le gambe, con cui dare un calcio ad entrambi: se sarà possibile! Questo mi pare il sentimento generale in Italia» (Diario, 28-07-1938). Pio si disdice, avendo fatto impartire dai suoi cento vescovi tedeschi alle SS fino all’ultima ora della guerra la sua benedizione antiebraica. E ancora: «Occupazione dell’Albania. Hitler prende la ciccia [Praga] senza colpo ferire, e l’Italia gli ossi, forse con perdite umane» (ib., 07-04-I939). Grazie, o pacifista Santa Romana Chiesa!

 

VOLTAIRE e BUFFONI

Cosa non farebbero pur di blandire il clero? Annidati in ogni organo d’informazione, s’affannano a disinformare: «Come diceva Voltaire, Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà» (TG, Canale 5, 08-02-2006). Ma quale Voltaire? Caras de mierda! Non Voltaire, ma i luridi gesuiti. Egli anzi bollava come fetidi impostori i soldati del Papa, i farabutti di sant’Ignazio  che ispirarono a Rossini La calunnia è un venticello. Il tempo passa ma l’astio contro il grande umanitario non decresce. E sviolinando la trista congrega gesuitica, di cui un sordo membro si è fatto papa beffeggiando l’Assisate, il bilioso prof Cardini falsifica la storia e riversa vomito bianco-giallo sul filosofo. (15-03-2013, h 07,55).

 

VOMITEVOLE

Il film di Gibbson Passion strapompato dalle TV, tutte manipolate dai gesuiti: un pastrocchio grondante sangue, eccessi, crudeltà imbastite a gloria di s. Ignazio per infinocchiare gli sprovveduti anche agitando lo straccetto della (mai esistita) Veronica, benché dal legittimo papa Benedetto XIV bollato un grossolanissimo falso.  

 

VOMITEVOLI

Preti, gesuiti, imam, ajatollah e mullah: maxi-spargitori di sterco. Un po’ litigarelli per degli incidenti provocati da fanatici fuori controllo, ma appiccicati con la pece nel ricattare i semplici con il teocratico terrorismo: come i ladri di Pisa di giorno litigano e di notte rubano assieme. La Porca incolonna ad Assisi i mestatori della superstizione consorella per tenerla a guinzaglio facendole da noi versare un po’ di brodaglia. Ma gli emiri gonfî di petrodollari non abboccano. L’imam Abd el Zawi Pallavicini la spernacchia (Rai 2, h.14,20, 20-09-2006), mentre  molte deficienti si islamizzano finendo recluse e battute. Constatata l’auto-fregatura, papa Ratzy interrompe le leccate ai barbuti e ripudia la guerra santa citando Emanuele II che criticava il Profeta tagliatore di gole (15-09-2006). Ma loro, incazzati: «Ignorante, ciarlatano, scimmia e maiale, esigiamo immediate scuse!». Lui ingoia amaro e li implora di salvargli la pelle: «Non sono stato capito! Rinnovo le mie offerte di dialogo!» Ancora spernacchiato geme: «Provo rammarico per tutte le polemiche suscitate da una mia citazione di colui che disapprovò la guerra santa fondata su motivi religiosi. Sono stato frainteso! La mia intenzione è male interpretata! Non volevo offender l’Islam! Io ho il massimo rispetto e la massima stima per l’Islam! Non volevo in alcun modo far mie le parole negative di Emanuele II!». L’essere stato svillaneggiato lo stimola all’irrumazione degli islamici cazzi con più vigorosi risucchî. Interamente stratificato di sputi, insiste ad chieder perdono respingendo «il pensiero d’un imperatore relegabile al contesto medievale. La sua citazione non esprime il mio pensiero». E ti pareva! W la jihad! W i macellai di donne e bambini nel nome del grande Allah, mite e indulgente, ascoltante e veggente, clemente, compassionevole e misericordioso! (Corano, 17:44 e  42:11). Il papame torna alle sue merdose radici con scherzetti tra papa-baldracca e fratelli terroristi. Così la chiesa rimane come sempre, sotto il suo bla-bla-bla pacifista, promotrice di stragi e di torture. E quando mai essa non fu criminale? Innescò la guerra italo-libica, la mondiale (v. Sarajevo 1914), la cruzada spagnola, la seconda fase della mondiale col bolso prete di Bratislava (v. Mons. Tiso) e i freschi massacri in Jugoslavia e in Ruanda. E ora al grido del Profeta Conquisteremo Roma! l’islam la striglia e le impone di smettere di scherzare. Disprezza altresì il papal pavido dietro-front dopo il «modo inconsulto» d’impicciarsi nell’impiego della lama sul collo degli infedeli (Rai 2, ibid.). (v. anche Fratello terrorista e Posta ricevuta, 19-09-2006)

 

VOMITO PIO

Contro lo sforzo dei sedicenti amici e protettori della famiglia di far marcire milioni di giovani donne in convento, si cercava di salvare le più belle, più maritabili. E i preti deglutivan amaro. S. Bernardino fremeva rabbioso ingiuriando quanti «consegnan le figlie più brutte, vomito del secolo» (vomitum saeculi monasterio tradunt) in questo modo vanificando la mira dei frocî ecclesiastici di sbarazzarsi delle rivali attraenti. E si rifecero dello smacco massacrando, con il futile pretesto della malìa, ben tredici milioni (accertati dall’Università di Amburgo) di donne, soprattutto le più giovani e avvenenti, e perfino bambine di età inferiore ai nove anni. (v. S. Bernardino)

 

VOMITO R.A.I.

Tra le cazzate sparacchiate per esaltare il maiale Woitjla: «Fu visto da moltissimi nella Cappella disteso per terra e a braccia piegate con Gesù Cristo» (Rai Uno, 26-12-2014, h. 11.50). Inculante o inculato?

 

VOMITUM SACRUM

Nel 138° anniversario della breccia di Porta Pia che spazzò la tirannia papale, Palla Bianca dalla finestrona bianca sputa sulla scienza e sul libero pensiero, per opporre al «vuoto nonsenso della cultura laica» il pieno lerciume pretesco. (20-09-2008).

 

VON PAPEN e ADOLF

All’inizio degli anni trenta Hitler fece una grande avanzata elettorale a scapito delle sinistre e dei concorrenti di destra, ma poco dopo subì delle batoste, mentre non oscillò il papistico Zentrum di mons. Kaas. Soltanto alleandosi col prete (scappato in Vaticano dopo la guerra), Hitler poté ottenere la maggioranza assoluta, i pieni poteri e la feroce clerico-dittatura. A lui s’incollò «il cattolico aristocratico Von Papen, [che] godeva di legami con l’alto clero. Antiquato, quasi grottesco, sempre rigido sulle lunghe gambe, pieno di presunzione e stizzosa arroganza» (Fest, Hitler, Rizzoli 1997, p. 407), Papen affidava ai nazi il governo ma voleva presiederlo lui, il che non garbava a Hitler, e calò sùbito le brache a cominciare dal caso Potempa, dove «cinque uomini SA entrarono in casa di un operaio comunista, lo trassero dal letto e lo uccisero sotto gli occhi della madre» (ib., p. 411). Hitler protestò contro la loro condanna a morte e Papen li fece liberare e «salutare come eroi» (ib., p. 413). Battuto alle elezioni del 4 gen. 1933, grazie al papista Papen il 30 Hitler ottiene, prima della definitiva prova elettorale sovvenzionata dagli industriali, anche il Cancellierato. Per Vice tiene Papen e con lui ordina di «allontanare socialdemocratici, comunisti ed ebrei dai posti chiave» (ib., p. 430 e segg.). Poco dopo tutti deportati e molti uccisi nel campo di Dachau. (v. Hitler)