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WARRANT e WOITJ

Si diffonde la balla che i 360.000 azionisti dell’Ambrosiano scippati dalla Woitj e dal suo gorillone monsignor Marcinkus furono risarciti con adeguati buoni. Menzogna papale propalata dai media (ancora Focus Economia e Radio24ore, 17-03-2002). Risarciti sì, ma con ‘sto cazzo! A quanti l’ingorda Porca fotté in un boccone i sudati risparmî, rilasciò poi per ogni azione di L. 52.000 un buono di L. 1.000. Un’ingiuriosa cifra. Almeno mini-restituzione del pretesco maltolto? Col cazzo! Manco simbolica: la Munifica elargiva un warrant (qual privilegio!) SOLO SE LE MOLLAVI ALTRE L. 1.000 OLTRE LE 52.000 FOTTUTETI. E se glielo restituivi? LO ACCETTAVA MUGUGNANDO E SOLO SE MOLTO PREGATA AL “PREZZO ECCEZIONALE” DI L. 800! La furbetta te ne fotteva altre 200! Doppia papal inculata. E tutti i lacchè anti-laicisti ciurlano nel manico dicendo “ rimborso”! (v. Cazzo, Pari impoisture, Parmalat)

 

WASSY (FRANCIA)

Luogo assurto a simbolo di dialogo e tolleranza, gli slogan ora tanto vociferati dal bugiardissimo gesuita recitante la farsa di Francesco. A Wassy, dopo il trattato di Saint Germain (1562) che concedeva libertà di culto agli evangelici ugonotti, i cattolici ne assassinano altri 60 e feriscono 200, riavviando la sequela di crimini culminati nella notte di san Bartolomeo.

 

W I CULI SANTI!

Ciarlano sulla strage delle streghe arrampicandosi sugli specchi per incolparne (benché imposta con massima solennità ex cathedra con scomunica, confisca dei beni e arsione ai dubbiosi) le «superstizioni dei pagani». Disgustosa impudenza! Chi più tollerante dei pagani in questione di fede? Esenti da atrocità come le perpetrate dai crististi, che denigravano i miti innocui per inculcare esiziali superstizioni, specie i turpi santi Bonaventura, Agostino, Tommaso (Summa, questio II, pars 2, art. 3). I preti, smaniosi d’infierire sulle donne, loro invidiatissime rivali, venerano quegli assassini seriali e li tribolano con alte volute d’incenso. Lo sguaiato docente Cardini, pagato dal nostro laico Stato e imperversante su tutti gli schermi, vomita fandonie e asserisce tra l’altro che l’Inquisizione era un’istituzione rispettabile che «non aveva camere di tortura» (v. San Carlo il torturatore), e che «non i cattolici bensì i protestanti fecero macello delle streghe» (RaiStoria, 03-12-2013). Per il tutto imbrattato di papal merda, i reverendi erano tenere pecorelle e «la Chiesa si difendeva istituendo i tribunali dell’Inquisizione» (ib., 02-01-2014, h 22,20).

 

W IL CORANO!

Le papesse lo leccano ai terroristi islamici perché «le due religioni sono uguali e adorano lo stesso Dio». E «un imam pakistano donerà un milione di dollari a chiunque uccida il vignettista di Maometto» (www.msnbc.com). Si scompiscia di gioia Sua Porcitudine pensando che «nell’Islam se una donna è stuprata può essere uccisa dal padre, per aver permesso di essere violentata da uno che non sia il marito», benché il santo Profeta, tanto sanguinario, ceda a un po’ di umanità raccomandando: «Tratta bene tua moglie: basta uno schiaffo ogni tanto» (Corano, sura 4: 34). E ora, contro quanti avversino l’erezione di una moschea nell’area delle Towers la Ratzy sbraita: «Nessuno bruci il Corano!» (Osservatore Romano, 08-09-2010). La erede dei boia che bruciarono appena… tredici milioni di donne!

 

“W LA CACCA!”

Voltagabbana (v. voce) svela l’arcano di sì raffinato slogan che a lettere cubitali contrassegnava, sotto l’ascetica Pia XII, i castissimi papiri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In effetti cos’è la chiesa se non concentrato di merda? Per far man bassa operò solo truffe (es. De falsa donatione Costantini) e non si trattenne mai dai massacri. Le Compagnie sacre dell’Acuto e del card. Roberto di Ginevra erano composte di delinquenti, inquadrati per una crociata che li assolveva da tutti i peccati. L’Acuto a Faenza assassinò trecento persone che «avrebbero potuto ribellarsi», e scacciò tutti dalla città «ritenendo soltanto le donne che piacquero a lui e ai suoi»; la stessa cosa fece a Cesena il prelato dopo aver sgozzato 4.000 cittadini. Così sempre, in tempi e luoghi diversi. E da tanto tempo profondiamo tesori per risarcire il clero, tramite dei piagnoni politici d’ogni colore, della soppressa sua vecchia tirannide fondata sulla frode e sul sangue. 

 

“W LA FAMIGLIA!”

Papi e politici difensori del focolare! Ma Papalia (ex Italia) è sempre stata ultima europea per la loro nefasta influenza nell’assegnazione dei sussidī statali alle famiglie (TV La 7, Omnibus, 04-03-2009, h. 09,55). PS. Agosto 2012, dopo le porcate del servitore di preti e banchieri Monti: un vecchio professore genovese reagisce al tristo bigotto Casini, leader del Centro che sbandiera la famiglia: «Altro che famiglia e famiglia! Glielo avete messo nel culo alla famiglia!» (TV 7, Programma. serale). Zittito e ripreso aspramente dal conduttore per l’inelegante intervento.

 

W L’EUTANASIA!

E morte al fetido pattume papista! Y muerte a la podrida catolica basura! Sempre subire la pretesca malvagità? Prezzolini ha scritto: «Il mio povero ragazzo sta morendo. Non posso togliermi dalla mente l’immagine sua. Lo vedo in quel triste paese di morti, nella sua stanza, infossato nei guanciali, consumato dalla febbre, senza respiro. Un polmone chiuso, l’altro malato, e il taglio di un’operazione ancora aperto. La sua sofferenza mi è intollerabile. Perché deve soffrire così? …è  giusto augurarmi che muoia? …è giusto pensar questo, come lo penserei per me, come l’ho pensato per altri malati, per i quali ogni giorno di vita era un giorno di sofferenza» (Diario, 8 feb. 1934). «Il dolore fisico, la miseria corporea, la disperazione morale che precedono e accompagnano la morte per giorni, mesi, talora anni non mi vanno giù, mi sollevano ira e pianto» (14 feb.). «Il mio amico prete De Luca, che conosce le condizioni di Alessandro, mi prega di farlo confessare; gli ho risposto: Se un Dio personale esiste, dovrebbe lui confessarsi ad Alessandro e spiegargli perché dopo avergli dato la vita, lo uccide a ventidue anni dopo quattro di agonia» (19 marzo). Morte a tutti i nemici del genere umano, morte a tutti i nemici dell’eutanasia! (v. Arruffapopoli, Don Gallo, Evidentemente, Ferrara, G. Modena e Guidi, Lurida porca, Mario Monicelli, Testamento, Un lurido)

 

W L’INQUISIZIONE!

 

«Siccome la religione è fondamento di tutto l’operare, dove questa è falsa, come il manicheismo redivivo negli albigesi, nei Rogo tanti ereticivaldesi ed in altre sètte ignobili, è lecito reprimere con la forza chi sparge dottrine erronee» (OPC) (v. la guerra pretesca 1914-45 e jugoslava 1993 contro i cristiani ortodossi). Così continua l’ignobile gesuita: «Niuno oserà mai dire che la società abbia debito di lasciarsi distruggere per mantenere a qualche privato il diritto di spacciare a man salva le sue perversità. Niuno dunque osi neppur riprendere il principio per cui fu istituita la Inquisizione. Le sue carceri erano comode, illuminate ed abbastanza spaziose; i prigionieri senza catene, manette, gorgiere di ferro, affatto liberi. L’Auto-da-fè era l’atto di fede, la professione della fede che gli accusati pronunziavano quando venivano congedati e rimessi in libertà. Il tribunale consegnava i rei al braccio secolare, raccomandandoli con ogni affetto perché [torturandoli e bruciandoli] fossero trattati con mitezza e benignità. Se la pena che veniva loro inflitta era più severa di quello che a noi paia giusto, nasce dal motivo che a quei tempi pesava ancora sulla bilancia degli uomini qualche grano di più l’onore della divinità che non al presente. Non istimavano ancora un nonnulla il bestemmiare, l’apostatare, il profanare con orrendi sacrilegî le cose più sante. Si sa bene che adesso queste sono anticaglie da non farne più caso; ma allora gli uomini pensavano così, e non sapendosi svestire di quel modo di pensare, operavano conformemente al loro sentire. Di qualche eccesso, che colpa ne ha la santa Chiesa?» (ib.). Bravo porco gesuita!

 

WOITJLA E RATZY

 

 

Successo a Woitjla, autrice di combutte catto-islamiche, Ratzinger è svillaneggiato per atroce ironia proprio dagli stessi amati barbuti, per essersi una volta astenuto dal calarsi all’istante le mutande rosa al loro cospetto, coi duri epiteti di «ignorante, ciarlatano, scimmia, maiale». Epiteti inghiottiti dalla futura papessa emerita che altresì, per l’incolumità della propria pelle, si getta ai piedi degli offensori e li supplica di perdonarla facendo sbellicar tutti dalle risa. (v. Vomitevoli)  

 

WOITJLA GIGANTE

Per i pii leccaculi, «Woitjla è un gigante della storia». (TV 5, 01-05-2011). Un gigante di sterco.

  

WOITJLA SANTA

Per essersi accanita, saccheggiato il Banco Ambrosiano, a girare il mondo con duecento tirapiedi (a totali nostre spese) al solo scopo di quadruplicare l’Aids e i morti di fame, sarà fatta santa sùbito. (2006)

 

WOITJLA SCRIBA

Luglio 2005. Il librone autobiografico NON UCCIDERE attribuito alla Woitj, ma ormai bambolona imbalsamata e spacciata viva, una robot computerizzata e incapace d’intendere e volere, è da tutti lodato e da nessuno letto. L’indice è un guazzabuglio di titoli e di sottotitoli senza un elenco delle pagine. Se per caso cerchi l’Omelia al campo di concentramento di Brzezika, invano sfoglierai alla ricerca di un cenno. Ristretti infine i titoli a due, forse solo con l’estensibile tubo di funarica memoria (v. Don Ciotti) potrai rintracciar il papal bla-bla-bla sciorinato! Magari incapperai in Oswiecim, sinonimo di Brzezika? T’imbatterai in cose che ad essa stanno come i cavoli a merenda. È un’edizione molto lussuosa con la grafica e carta troppo pregiate ad incantamentum imbecillorum, perché le omissioni siano casuali: un minestrone di banalità a confusione gabbo dei pii.

 

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YAHIA KHAN

«La democrazia non può funzionare nei paesi caldi.» (v. Jihad)

 

YO ME CAGO

Yo me cago en payasas espantajas Papas Infalibles, las cachondas mariconas Santa Ràpida Woitj y Santa Proxima Ratzy. Y Merdoglia.