D’ALEMBERT

«Il Saggio sull’istruzione nazionale di La Chalotais è la prima opera filosofica contro questa gentaglia, perché esso sostituisce le sofisticherie scolastiche dei gesuiti con la chiarezza del pensiero cartesiano.»

 

DALÌ Salvador

«Grazie a Dio, sono ateo.»

 

DANTE

«…la chiesa di Roma / …cade nel fango e sé brutta e la soma.» «…[dedita a] puttaneggiar coi regi [è] …la bestia / che mai non sazia la bramosa voglia / e dopo il pasto ha più fame di pria.»

«Ed una lupa [la chiesa] che di tutte brame / sembrava carca en la sua magrezza, / e molte genti fe’ già viver grame. »

«Maledetta sie tu, antica lupa, / che più che tutte l’altre bestie hai preda / per la tua fame senza fine cupa.»

«Questo si vuole e questo già si cerca, /…/ là dove Cristo tutto dì si merca.»

 

DANTON

«Chiedo la pena di morte contro chiunque voglia distruggere l’unità in Francia, e propongo di decretare che la Convenzione nazionale ponga come base del governo che sia essa a stabilire l’unità del potere rappresentativo e di quello esecutivo.»

«Se è giusto far le leggi con maturità, per far bene la guerra ci vuol l’entusiasmo. Audacia, ancora audacia e sempre audacia.»

 

DARWIN

«…l’ignoranza più frequentemente ingenera fiducia che non il sapere: sono quelli che sanno poco, e non quelli che sanno molto, che affermano che questo o quel problema non sarà mai risolto dalla scienza.» (Introd. all’Origine dell’uomo)

«Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente avrebbe deliberatamente creato gli icneumonidi, con l’esplicita intenzione che essi si nutrissero di corpi dei bruchi ancora vivi.»

«Arrogantemente l’uomo attribuisce la sua origine a un piano divino. Credo più verosimile derivare dagli animali.»

 

DAVID

«Ognuno è debitore alla patria dei talenti che ha ricevuto dalla natura; se la forma è differente, lo scopo deve essere lo stesso per tutti.. Il vero patriota deve afferrare con avidità tutti i mezzi per illuminare i concittadini e presentare sempre ai loro occhi i tratti sublimi dell’eroismo e della virtù.»

 

D’AZEGLIO

«Monsignor Cocle è fuggito, portando con sé 240.000 ducati, frutto di tanti anni di ladrerie. Ha voluto cambiarli in oro, ed ha fatto rialzare il cambio sulla piazza con questa operazione.»

Descrivendo la Roma papale del 1848: «…presso il ponte a Quattro capi s’estende lungo il Tevere un quartiere [il ghetto], o piuttosto un ammasso informe di tuguri mal tenuti, peggio riparati e mezzo caenti… nei quali si stipa una popolazione di 3.900 persone, dove invece ne potrebbero stare una metà… Le strade strette, immonde, la mancanza d’aria, il sudiciume, che è conseguenza inevitabile dell’agglomerazione forzata di troppa popolazione quasi tutta miserabile, rende quel soggiorno triste, puzzolente e malsano. Famiglie di quei disgraziati vivono, e più d’una per locale, ammucchiate senza distinzione di sessi, d’età, di salute, a ogni piano, in soffitte e perfino in buche sotterranee, che in più felici abitazioni servono di cantine…» (v. Küng)

 

DE BEAUVOIR

«Mi era più facile concepire un universo senza creatore che un creatore con tutte le contraddizioni dell’universo.»

 

DE BROSSES (1740)

 «La Curia Antoniana, è almeno altrettanto ammirabile, per me, che il portico del Pantheon, per la sua facciata di alte colonne corinzie scanalate, sormontate da un’eccellente architrave. Ma che vergogna! invece di lasciar queste deliziose colonne libere e svettanti, [i preti] hanno fatto murare gli intercolunni in un infame cemento, che incastra le colonne in una costruzione ignobile. Un accostamento così impossibile è ripugnante. Stessa bestialità nel tempietto di Vesta, sulla riva del Tevere; era un graziosissimo piccolo edificio rotondo, aperto da tutti i lati, e costituito solo da una cupola sostenuta da venti colonne corinzie scanalate di marmo bianco. Hanno murato gli intercolunni coi mattoni per farne una cappella chiusa, col titolo pagan-cristiano di Madonna del Sole; infatti alcuni studiosi d’antichità credono fosse un tempio del sole.»

«Su tutti i grandi edificî antichi hanno praticato orrendi buchi, per strapparne i paletti di bronzo infissi nei blocchi di marmo. I romani congiungevano le pietre con minime quantità possibili di calce. Sceglievano blocchi di marmo pesanti per stabilizzarli in forza della sola massa; i tagli combaciavano perfettamente tra loro, saldati solo da un sottile strato di calce viva e polvere della stessa pietra; ma per più consolidare i filari, praticavano nel blocco inferiore un piccolo incastro quadrato, profondo circa quattro pollici, per infilarvi un paletto di bronzo quadrato, che sporgeva altrettanto e s’infilava nella pietra superiore. Chi avrebbe mai pensato che questi paletti di bronzo corressero dei pericoli all’interno di quei grossi blocchi? Eppure i barbari [preti] li hanno fatti levare tutti in tutti gli antichi edificî, senz’alcuna eccezione, scalpellando di fianco la pietre da una parte all’altra. È inimmaginabile fatica maggiore per un utile così modesto. C’è quasi da pensare che immaginassero che quei paletti fossero d’oro. Capite quante fatiche e spese per le impalcature intorno al Colosseo, alle Colonne Antonina e Traiana, ecc.? Tra tutte le azioni umane, nessuna è più folle e incomprensibile».

«Non dimentichiamo il famoso Septizonium, edificio a sette file di colonne una sull’altra, costruito dall’imperatore Settimio Severo; dominava tutti gli altri monumenti di Roma. Sisto V lo fece demolire e adoperò le sue colonne per ornare S. Pietro.» 

«Quando Urbano VIII fece togliere del Pantheon le travi e gli altri rivestimenti di bronzo, sotto il portico si vedeva la tomba di Agrippa, di un sol pezzo di porfido liscio con quattro piedi e un coperchio, del gusto più semplice, più nobile ed elegante che sia possibile immaginare. Anche questa è un’opera senza uguali. Il nostro papa Corsini l’ha fatta trasportare da poco in Laterano, perché serva di tomba a lui stesso, nella sua cappella che stanno decorando con enormi spese.»

 

DE CRESCENZO

«Ci sono persone indecenti anche vestite, che dovrebbero avere la foglia di fico in faccia. Pensando alla storia dell’evoluzione della razza mi sono sempre domandato come può essere che in pochi milioni di anni da un organismo monocellulare come l’ameba, a forza di selezioni successive, si siano generati il ragno, l’elefante, [il pio] Bruno Vespa… Come può essere?»

 

DE FERRARIS Antonio, detto il Galateo (sec. XV)

«…lo mundo è tutto de oro; oro si veste, oro se calza, in oro si beve, in oro se mangia, in oro se dorme… All’oro ubbidisce omne cosa; l’oro fa lo dritto parer torto, e lo torto dritto;… l’oro fa li summi pontifici, l’oro fa li ri, l’oro fa li onori, li magistrati, li cappelli, le mitre; l’oro fa li vicarii, l’oro fa priori e ministri e guardiani, l’oro dà il Paradiso… espugna la pudicizia…»

 

DELMAS

A Napoleone che dopo la pomposa cerimonia in Nôtre Dame per festeggiare il concordato gli chiede un parere: «Davvero una bella cappuccinata! Ci mancava solo quel mezzo milione di uomini che s’è fatto ammazzare per distruggere quel che voi stamattina avete ricostruito». Delmas cadde in disgrazia.

 

DEL NOCE

«L’ateismo è necessario termine conclusivo del razionalismo.»

 

DE MAIO

«Le abitudini più inveterate [del clero] su cui inutilmente si era legiferato da due secoli, erano il concubinaggio, l’istrionismo, il traffico commerciale, la violenza armata, la consuetudine alle bettole, al gioco, alle veglie festaiole » (Società e vita religiosa a Napoli nell’età moderna. Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1971)

 

DEMOCRITO

 

«Chi fa un torto è più infelice di chi lo subisce.» (IV sec. a.C.!)

 

DE SANCTIS

«Il concilio di Trento portava conseguenze non solo religiose ma politiche. …Papa e re si diedero la mano. Il re prestava al papa il braccio secolare, e il papa lo consacrava, lo legittimava, gli dava i suoi inquisitori e i suoi confessori. …E fu atto di ribellione pensare liberamente di papa e di re, anzi venne su il motto: De Deo parum, de rege nihil. Così la religione divenne il semidio naturale del dispotismo politico. Divenne regola di saviezza la dissimulazione e la falsità nel linguaggio e nei costumi; nella vita pubblica e privata: immoralità profonda, che toglieva ogni autorità alla coscienza ed ogni dignità alla vita. Le classi colte, incredule e scettiche, si rassegnarono a questa vita in maschera con la stessa facilità che si acconciarono alla servitù e al dominio straniero. Quanto alle plebi, vegetavano, e fu cura e interesse dei superiori lasciarle in quella beata stupidità.»

«Egregiamente, padre Bresciani; voi sapete ben giustificare e soprattutto sapete ben tacere. Congratulazioni: non vi manca la malizia. Voi che ficcate il naso in tutti i caffè e ritrovi, quando si tratta di libertini, non vi attentate mai di gettare un'occhiata curiosa nel Vaticano, nel congresso di Gaeta. Avete saputo ben tacere. Possiamo gridare in coro Sanctus, sanctus, sanctus!».

 

DESCARTES

«Non vale niente chi non sa essere utile a nessuno»

 

DESCHNER

«Ogni volta che odo i cristiani parlare di morale mi sento quasi rivoltare lo stomaco.»

 

DESMOULINS

«I cittadini attivi sono quelli che hanno preso la Bastiglia, quelli che dissodano i campi; mentre i fannulloni del clero e della Corte, nonostante l’immensità dei loro possedimenti, non sono che piante che vegetano come l’albero del vostro vangelo, che non porta frutto e che bisogna gettare nel fuoco.»

 

DESTOUCHES

«Io credo che l’arte drammatica sia stimabile solo quando ha per scopo d’istruire divertendo.»

«Chassez le naturel, il revient au galop.» (Cacciate il naturale, ritorna al galoppo.)

 

DICKINSON Emily

«I don’t like paradise / because is Sunday all the time, / and recess never comes / end Eden ‘ll be so lonesame / breight Wednesday afternoons. / If God could make a visit / or ever took a nap /so not to see us, / but they say / himself a telescope / perennial over us. / Myself woold run away / from him, the holy ghost and all, / but there is the judgment day(Non mi piace il Paradiso, / perché è domenica tutti i giorni, / non c’è mai la ricreazione e l’Eden sarà così triste / nei luminosi mercoledì pomeriggio. / Se dio facesse una visita / o magari schiacciasse un pisolino / così da non poterci vedere! / Ma dicono che sia un telescopio / in eterno puntato su noi. / Io me ne scapperei / da lui, spirito santo e tutto. / Ma c’è il giorno del giudizio!)»

«[Quelli della mia famiglia] sono religiosi, tranne me, e tutte le mattine si rivolgono a un Eclisse da loro chiamato Padre.»

 

DIDEROT

«Il Dio dei cristiani è un padre che tiene molto alle sue mele e molto poco ai suoi figli.»

«Quando dio, da cui riceviamo la ragione, ne esige il sacrificio, è come un imbroglione che fa sparire ciò che ha dato.»

A Voltaire che esclamava: «Dio? Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo!», replicò freddo: «È appunto ciò che hanno fatto».

«Il pensiero di Dio inesistente non ha mai spaventato nessuno, ma è terrorizzante invece pensare che ne esista uno come quello che mi hanno descritto.»

«L’eclettico è un filosofo che calpesta i pregiudizî, la tradizione, l’autorità, ogni elemento insomma che sottomette gli uomini tutti, ha il coraggio di pensare con la propria testa, di risalire ai principî generali più evidenti, di non ammettere nulla che non appoggi sulla testimonianza dei sensi e della ragione.»

 

DONNE Jhon

Grande poeta e scrittore quasi ignoto nell’Italia papista, nonostante un suo motto molto divulgato da Heminguey e tratto dal brano: «Nessun uomo è un’isola conchiuso in sé, […] La morte di ogni uomo mi depriva, perché faccio parte dell’umanità. E dunque non mandare a chiedere per chi suona la campana; è per te che suona.» (No man is a iland, intire of it selfe; […] Any man’s death diminishes me, because I am involved in mankind; and therefore never send to know the bell tolls; it tolls for thee.) Nato cattolico, ripudiò il papismo e scrisse Pseudo martyr, un saggio che nel falso martire individua il gesuita.

 

DONOVAN J.

«Dove sarebbe oggi la cristianità se a Gesù avessero dato da otto a quindici anni con la possibilità della riduzione della pena per buona condotta?»

 

DOSSI Carlo

«I progressi della scienza si devono allo scetticismo. La scienza d’oggidì basa tutto su lui; e però anche la letteratura per essere contemporanea deve corrispondere alla scienza e quindi essere scettica, che è quanto dire umoristica.»

 

DOSTOEVSKIJ

«Non è possibile considerare morali chi bruciava gli eretici.»

«Le chiese non hanno più fede… hanno la fedeltà al passato, ma non credono più a niente.»

«L’uomo non ha inventato dio per vivere senza uccidersi.»

«Il diavolo non esiste: l’ha inventato l’uomo a sua immagine e somiglianza»

«Per un giudice giusto forse il criminale non è colpevole.»

«Se tutti devono soffrire per comprare l’armonia eterna, perché i bambini?»

Così il Grande Inquisitore parla a Cristo: «Oh, noi li persuaderemo che essi non possono essere liberi finché non rinunciano alla loro libertà in nostro favore e si sottomettano a noi…Sì li costringeremo a lavorare, ma nelle ore libere dal lavoro renderemo la loro vita un gioco, con canti, cori e danze innocenti. Oh, persino perdoneremo loro i loro peccati – sono così deboli e privi di forze – ed essi ci ameranno come fanno i bimbi, per tale permesso di peccare. Permetteremo o proibiremo loro di vivere con le mogli e le amanti, di avere figli o no, secondo che saranno stati ubbidienti o meno, ed essi si sottometteranno a noi con gioia, con letizia…Vi saranno migliaia di milioni di bimbi felici, e solo un centinaio di migliaia di martiri, che avranno preso sopra di sé la maledizione della conoscenza del bene e del male». (I fratelli Karamazof)

«Una cosa nel suo scritto è buona: l’idea dello spionaggio, secondo la quale ciascun membro sorveglia gli altri e ha il dovere di denunciarli quando è necessario. Tutti sono schiavi ed uguali nella loro schiavitù… Prima di tutto si abbassa il livello della cultura, della scienza e delle doti naturali. Un alto livello spirituale è accessibile soltanto ai talenti superiori: ora noi non abbiamo bisogno di talenti superiori… Gli schiavi devono essere uguali… nel gregge tutti devono essere uguali… La cultura non è necessaria, basta con la scienza! …prima bisogna creare l’obbedienza. Solo di ubbidienti c’è scarsità nel mondo. Ogni sete di cultura è già un impulso aristocratico; aggiungetela alla famiglia, all’amore, e avrete il desiderio della proprietà. Noi lo distruggeremo, questo desiderio; fomenteremo l’ubriachezza, le mormorazioni, lo spionaggio, diffonderemo un’incredibile demoralizzazione, assassineremo il genio ancora bambino. Gli schiavi devono avere dei reggenti; totale obbedienza, completa impersonalità; soltanto ad intervalli, ad esempio ogni trent’anni, permetteremo loro un po’ di convulsioni, e allora ad un tratto cominceranno a divorarsi a vicenda, naturalmente entro certi limiti, al solo scopo d’impedire che la vita venga a noia. La noia è una sensazione aristocratica, non dovranno esistere desiderî. Desiderî e sofferenze per noi, non per gli schiavi.» (I demoni)

 

DREISER Theodor

«Assicura a un uomo che ha un’anima e poi terrorizzalo con storie da comari, e avrai preso all’amo un pesce, uno schiavo mentale.»

 

DUMAS, figlio

«Io preferisco il cattivo all’imbecille. Il cattivo qualche volta si riposa dalla sua cattiveria, l’imbecille mai.»

«Se Dio fosse condannato a vivere la vita che ha inflitto agli uomini, si ucciderebbe.»

 

ECKHART

«Dio è necessariamente me, io sono necessariamente dio.» (v. anche Siddharta e Gesù)

 

EINAUDI

«La democrazia è un mito, però è un mito che serve ed ha il vantaggio di far contare le teste invece di tagliarle.»

 

EINSTEIN

«È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.»

«La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.»

«La coscienza supera l’autorità, la legge e lo stato.»

 

ELIOT

«L’artista è, in senso impersonale, il più consapevole degli uomini, e quindi il più civile e meno civile, il più civilizzato e il meno civilizzabile, e il più adatto a capire sia ciò che è civile sia ciò che è primitivo.»

 

ELISABETTA d’Austria (SISI)

«Attendo con ansia la morte. Non la temo, perché non posso credere all’esistenza di una forza così spietata che, non paga delle sofferenze della vita, voglia strappare l’anima dal corpo per continuare a tormentarla.»

 

ELISABETTA I

Al vescovo di Ely, il quale si rifiutava di lasciare Ely Place, che la regina voleva eleggere a propria residenza favorita: «Prelato presuntuoso, sapete ciò che eravate prima che io vi facessi ciò che siete ora? Se non ottemperate subito alla mia richiesta, vi spoglierò, per Dio». (Proud prelate, you know what you were before I made you what you are now. If you do not immediately comply with my request, I will unfrock you, by God.)

Gravemente minacciata dal potentissimo Filippo II di Spagna, lo sciocco re asservito al papa, dichiara: «Non temo un uomo che impiegò dieci anni per imparare l’alfabeto».

All’ambasciatore di Spagna De Silva che le suggerisce di riconciliarsi col papa: «E chi lo sa! Uno di questi giorni il papa ed io potremmo diventare marito e moglie».

 

ELLIOT Ebenezer

«Il babbo digiunava tre volte alla settimana. Sia fatta la volontà di Dio! A lungo aveva cercato lavoro. Lavoro non aveva mai trovato. Le lacrime sulle sue guance scavate dicevano quel che la lingua tace: perché il suo padrone era fallito? Sia fatta la volontà di Dio! […] Cibo non ne avevamo proprio; il babbo, col respiro affannoso, mugolava che voleva morire: ora è con gli eletti. La mamma dice che la morte è la cosa migliore! Noi non abbiamo un posto per riposare. Sì uno ce l’abbiamo.»

 

ENGELS

«Il grande problema fondamentale di tutta la filosofia è quello del rapporto tra il pensiero e l’essere, dello spirito con la natura…Qual è l’elemento primordiale: lo spirito o la natura? … I filosofi che affermavano la priorità dello spirito rispetto alla natura e quindi ammettevano in ultima istanza una creazione del mondo di un genere qualsiasi… formavano il campo dell’idealismo. Quelli che affermavano la priorità della natura. appartenevano alle diverse scuole del materialismo.»

«Per la filosofia dialettica non vi è nulla di definitivo, di assoluto, di sacro; di tutte le cose e in tutte le cose essa mostra la caducità e null’altro esiste per essa al di fuori del processo ininterrotto del divenire e del perire…»

«…nella natura, in fin dei conti, le cose procedono in modo dialettico, e non metafisico.»

 

ENRICO IV

di Francia

Sempre rimproverato dal confessore per le sue note infedeltà coniugali, gli fece cucinare per molti giorni solo delle pernici. e quando infine il prete sbottò: «Sempre pernici!», il re Enrico di rimando: «Sempre regina, sempre regina!»

 

EPICURO

«Meglio per te, impavido, giacere su un umile giaciglio che in preda a turbamento possedere aureo letto e sontuosa mensa.»

«Muore mille volte chi ha paura della morte.»

«Nulla è la morte: quando noi ci siamo, lei non c’è, e quando c’è lei, noi non ci siamo.»

«Non temo la morte: ciò che è morto non prova niente, né piacere né dolore. Non la temo perché è nulla, e nessuno può temere il nulla.»

«L’uomo sereno procura serenità a sé e agli altri.»

«Ha dio volontà d’impedire il male, ma non può farlo? Allora è impotente. È potente ma non vuole? Allora è malvagio. Ha egli al contempo potere e volere? Allora di dove viene il male?»

 

ERACLITO             

«L’uomo stupido si stupisce di ogni discorso.»

 

ERASMO

erasmoIl grande umanista a Sua Porcitudine, che lo rimproverava per non essersi astenuto dai cibi grassi durante i giorni di penitenza della quaresima: «Santità, la mia anima è cattolica, ma il mio stomaco luterano».

 

ERODOTO

«Gli uomini si fidano degli orecchi meno che degli occhi.»

 

ESTIENNE Henry

«Mi sembrò che per soddisfare i lettori, fosse meglio allegare esempî per mezzo dei quali farei loro come toccare con dito ciò che pretendevo dimostrare: [la credibilità dello storico].»

  

EUNAPIO

«I monaci cristiani per la loro sporcizia vivono da porci.»

 

EURIPIDE

«Dicono che in cielo c’è la divinità? Non c’è, no, non c’è… Non dovete credere alle pie parole, ma guardate voi stessi: la tirannide uccide e impoverisce moltissimi uomini; gli spergiuri devastano le città. E dopo tutto ciò sono assai più felici di chi ogni giorno vive una vita pia.»

 

EVOLA Julius

«I cristiani hanno contaminato Roma e la Sapienza, per esaltare la superstizione che riconosce il dio in un giustiziato e fa dell’uomo un servo e un dannato che solo l’arbitrio della grazia può salvare. »

 

FARINACCI

«Se siamo divenuti antisemiti lo dobbiamo agli insegnamenti della chiesa cattolica durante tutto il corso della sua storia.»

 

FAU Guy

«Ci sono più cose in cielo di quante ne sognavano i teologi. Persino troppe perché ci sia posto per un dio, anche se reputato l’autore dell’esplosione, all’origine dei tempi, di un grande atomo primitivo. Fare di Dio l’inventore della prima bomba atomica è tutto ciò che i credenti hanno potuto immaginare per conciliare la loro fede con la scienza.»

 

FAUCHET Claud,

giacobino ex vescovo

«[I papi] hanno consacrato il dispotismo e reso Dio complice dei tiranni».

 

FAZIO degli Uberti

(sec. XIV)

[LA DONAZIONE DI COSTANTINO]

…«ma perché dove ricchezza s’aggroppa,

lussuria, ira, gola e avarizia,

accidia, ira e superbia ne scoppa (=trabocca).

   E tu puoi ben veder che per dovizia

di cotante grandezze ch’l pastore

falla e fallando le pecore vizia.

…Non truovo santo alcun né vangelista

che dica a Cristo piacesse palagio,

bei palafreni e robe di gran vista.

   Non truovo che volesse stare ad agio;

non trouvo che volesse argento ed oro,

né che mai ricevesse più d’un bagio.

   Truovo che povertà fu il suo tesoro

e questa predicava in ciascun templo

e questa volse nel suo concistoro.

…Truovo che disse: «Più miracol quello

terrei ch’uom ricco entrasse nel gran regno,

che per la cruna d’un ago un cammello». …   

  

FEDERICO GUGLIELMO

di Prussia

«Quanto alla religione cattolica, dovete tollerarla secondo le disposizioni del trattato di Westfalia. Ma non ammettete nessun gesuita nei vostri Stati. Sono esseri diabolici, malefici e nocivi. Non lasciatevi indurre da alcuna ragione a tollerarli se cercano d’introdursi nei vostri Stati» (dal testamento)

 

FEDERICO II

di Prussia

«Non avete idea di che canaglie siano questi preti: sono i peggiori furfanti; ho usato alla pretaglia gentilezze inaudite e ha continuato a essere perfida; informano di continuo i miei FedericoIInemici e mi procurano danni irreparabili. Se ne acchiappo uno, prelato, canonico o prete, il supplizio che subirà spaventerà tutto il resto della genia d’incappucciati.»

«Signori preti, so con assoluta certezza che la maggior parte di voi ha una grande tendenza a far l’infame mestiere di spia; badate bene: se m’accorgo o se mi si fa notare la minima infedeltà da parte vostra, vi faccio impiccare come la più vile canaglia ad una delle torri della città.»   

«Un vecchio astruso, pieno di prodigî, di contraddizioni e di assurdità, generato dall’ardente immaginazione degli orientali, si è trasferito nella nostra Europa; degli entusiasti l’hanno diffuso, degli ambiziosi hanno simulato d’esserne convinti, degli imbecilli vi hanno creduto e la faccia del mondo è stata cambiata da questa religione. I venditori del sacro intruglio si sono accreditati, sono divenuti sovrani… Nella loro testa si è formato quel orgoglio teologico e quello spirito dispotico che si conserva nei diversi rami di preti…»  

«I preti ispirano [nel principino] una profonda venerazione per il sacerdozio, un sacro odio contro ogni altra religione, e infine, con l’aiuto dei terrori che il diavolo provoca, lo governano a loro piacimento. … Ma deve sapere abbastanza di teologia per giudicare il culto dei cattolici il più ridicolo di tutti.»

«Post mortem nihil.» (sue ultime parole)

 

FEDERICO II

di Svevia

«Il mondo è stato ingannato da tre impostori: Mosè, Gesù e Maometto.» «Quando mai finirà quest’imbroglio?»

 

FEUERBACH

«Lo Stato non deve avere nulla a che fare con la religione, le associazioni religiose nessun rapporto col potere dello Stato.»

«L’essere divino, che si manifesta nella natura, non è che la natura stessa, che si manifesta come un essere divino.»

«Tutte le cose vengono e dipendono da Dio, dicono i cristiani in accordo con la loro fede devota, ma, essi aggiungono subito in accordo con il loro intelletto ateo, solo indirettamente: Dio è solo la causa prima, ma poi viene l’infinito esercito degli Dei subalterni, la sterminata armata delle cause intermedie: però le sole cause reali ed efficaci, le sole oggettive e sensibili.»

«L’origine della vita è inspiegabile e incomprensibile. Certo, ma ciò non ti autorizza a trarre le conclusioni superstiziose che la teologia trae dalle lacune del pensiero umano, né a spingerti oltre l’ambito delle cause naturali.»

«Verrà il tempo in cui si compirà la profezia di Lichtenberg, e la fede in un dio in genere, anche in un dio razionalistico, sarà considerata superstizione, proprio come ora  lo è la fede in un dio di carne, che compie miracoli, ossia cristiano; e dunque l’umanità, invece di essere illuminata e riscaldata dalle fioche luci da chiesa, della fede ingenua, o dalla luce ancora incerta della fede razionale, sarà illuminata e riscaldata dalla pura luce della natura e della ragione.»

«L’uomo non si augura una vita immortale, ma solo lunga e sana, sia fisicamente che spiritualmente, e una morte naturale, senza dolore. Non necessita quindi una rassegnazione inumana e stoica per rinunciare alla fede nell’immortalità; è sufficiente convincersi che gli articoli di fede cristiani si fondano solo su desideri soprannaturalistici, fantastici, e ritornare alla semplice, reale natura dell’uomo.»

 

FICHTE

«Essere libero è nulla, divenirlo è cosa celeste.»

«Senza uguaglianza non esiste libertà: tutti gli uomini sono uguali.»

«La dottrina della scienza non ha altro modo d’essere fuori del sensibile, e poiché l’esistenza può solo attribuirsi agli oggetti dell’esperienza, non può quel predicato attribuirsi a dio.»

 

FILANGIERI

«Il filosofo dev’essere l’apostolo della verità e non l’inventore dei sistemi. Il dire che “tutto si è detto” è il linguaggio di coloro che non sanno cosa alcuna produrre, o che non hanno il coraggio di farlo. Finché i mali che opprimono l’umanità non saranno guariti; finché gli errori e i pregiudizî, che li perpetuano, troveranno de’ partigiani; finché la verità, conosciuta da pochi uomini privilegiati, sarà nascosta alla maggior parte del genere umano;… il dovere del filosofo è di predicarla, di sostenerla, di promuoverla, d’illustrarla. Se i lumi ch’egli sparge non sono utili pel suo secolo e per la sua patria, lo saranno sicuramente per un altro secolo e per un altro paese. Cittadino di tutti i luoghi, contemporaneo di tutte le età, l’universo è la sua patria, la terra la sua scuola, i suoi contemporanei e i suoi posteri sono i suoi discepoli.»

 

FILONE Alessandrino

«La vera saggezza non è oscura e tetra.» (v. in ABC: Ilarità tabù)

 

FITZGERALD

«Nessuna grande idea è mai nata in seno a una conferenza, ma moltissime idee cretine vi sono morte.»

 

FLAUBERT

«La moralità senza la verità non è moralità.»

«Gli uomini non sono cattivi, sono soltanto stupidi.»

«È una fortuna della mia vita il non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta.»

«La censura è mostruosità peggiore dell’omicidio; l’attentato contro il pensiero è crimine di lesa anima. La morte di Socrate pesa ancora sul genere umano.»

«Bestemmio talmente dentro di me che quel poco che si sente va scusato.»

Durante il battesimo della figlia della sorella: «La bambina, gli astanti, io, lo stesso curato che, appena finito di mangiare, era congestionato, nessuno capiva ciò che faceva. Contemplando tutti quei simboli senza significato per noi, mi pareva assistere a cerimonie di una religione lontana, riesumata dalla polvere». (a Maxime du Camp)

«L’ipotesi del nulla assoluto non ha niente che mi terrorizzi. Sono pronto a gettarmi placidamente nel grande buco nero. Eppure quello che mi attira più di tutto è la religione. Voglio dire ogni religione, non una più dell’altra. Ogni dogma in specie mi riesce ripugnante, ma ritengo il sentimento che li ha immaginati come il più naturale e il più poetico dell’umanità.» (a Moritz Schlesinger)

«Il curato di Canteleu tuona contro la Bovary e proibisce ai suoi parrocchiani di leggermi. Mi giudicherete uno stupido, ma vi assicuro che, per me, è stata una grande gioia della vanità. Un successo che mi ha rallegrato più di ogni altro elogio. Così niente mi mancherà: attacco del governo, strapazzate di giornali e odio dei preti.» (a Jules Duplan)

Dopo il viaggio in Oriente: «I sacerdoti [islamici] sono sinistri o stupidi: l’aria bigotta è la stessa ovunque, l’intolleranza del ramadan mi ha ricordato quella della quaresima cattolica». (a Ernest Feideau)

«[Sade] è l’ultima parola del cattolicesimo. Mi spiego: è lo spirito dell’inquisizione, lo spirito della tortura, lo spirito della chiesa medievale, l’orrore per la natura. Nell’opera di Sade non vi è né un albero né un animale.» (a Bouilhet e ai  Goncourt)

«Tutto ciò è tanto incredibile da far impazzire. Sento che nella vostra cabala c’entra il prete». (ai Goncourt, di cui il governo proibisce la rappresentazione di “Henriette Maréchal”)

«Assioma: l’odio per i borghesi è l’inizio della virtù. Nella parola borghesi comprendo sia i borghesi in camice da lavoro sia i borghesi in redingote. Noi, soltanto noi, ovvero i letterati, siamo il popolo o, per meglio dire, la tradizione dell’umanità.» (a George Sand)

«Studiando la storia mi sono convinto della nefasta influenza del clero cattolico sugli eventi.» (a Jules Michelet)

«Nessun prete ha messo piede in casa sua [del morente Louis Bouilhet]. Sabato la collera che aveva provato nei confronti delle sorelle [che volevano imporgli la presenza di un prete] ancora lo sosteneva. Domenica, alle cinque, è caduto in delirio e si è messo a dire ad alta voce la trama di un dramma medievale sull’Inquisizione; mi chiamava per illustrarmela e ne era entusiasta. Poi è stato colto da un tremito … ed è morto dolcemente.» (a Maxim du Camp)

«Il rispetto, il feticismo che si nutre per il suffragio universale mi disgusta più dell’infallibilità del papa.» (a Gorge Sand)

«La cosa principale in questo mondo è tenere il proprio animo in un’alma sfera, lontana dai fanghi borghesi e democratici. Il culto dell’arte dà orgoglio; non se ne ha mai troppo. Questa è la mia morale.» (a Laure de Maupassant)

«Mi farò straziare dalla plebaglia, bandire dal potere, maledire dal clero.» (a Mme Roger de Genettes)

«George non ha accolto alcun prete ed è morta perfettamente impenitente.» (a Maurice Sand)

«Sono indignato dell’Inghilterra, indignato tanto da diventare prussiano. Insomma, che cosa vuole? Chi l’attacca? La pretesa di difendere l’Islamismo, che di per sé è una mostruosità, mi esaspera. Chiedo, a nome dell’umanità, che si macini la Pietra Nera e se ne getti la polvere al vento, che si distrugga la Mecca e si profani la tomba di Maometto. Sarebbe questo un modo di scoraggiare il fanatismo.» (a Mme de Genettes)

«Sono più che mai di un idealismo frenetico, e deciso a crepare di fame e di rabbia piuttosto che fare la minima concessione.» (a Mme Brainne)

 

FLORES D’ARCAIS

«Cristo non era cristiano.» (20-03-08) Mai fu detta verità più sacrosanta.

 

 

FOGAZZARO

«La chiesa cattolica che si proclama fonte di verità, oggi contrasta la ricerca della verità quando si esercita sui fondamenti suoi, sui libri sacri, sulle formule dei dogmi, sull’assente infallibilità sua. Questo significa che non ha più fede in se stessa»

 

FOLENGO

«Praedicant ieiunium ventre pleno.» (A pancia piena predicano il digiuno.)

«Credite, sunt burlae, sunt baiae signa striarum.»

 

FONTANELLE

«Le religioni, ammasso di chimere, di sogni e di assurdità.» (Les religiones, amas de chimères, des rêveries et d’absurdités.) (De l’origine des fables)

 

FORD Henry

«Il lavoro più faticoso è pensare, ecco perché sono così pochi quelli che vi s’impegnano veramente.»

 

FOSCOLO

«No; né umana forza, né prepotenza divina mi faranno recitare mai nel teatro del mondo la parte del piccolo briccone.»

«Il soglio dei papi, dei re-sacerdoti, fabbricato dall’Inganno, ha a destra l’orgoglio vestito di stola, e per sgabello cataste di frementi capi e di cadaveri innocenti… pel fulminar del pontificio labbro».

«Non ho mai venduto la mia opinione né la mia penna, non ho mai palpato l’ignoranza, la viltà, il delitto che governano.»

 

FOUCHÉ

«La morte è un sonno eterno.»

 

FRANCE Anatole

A un famigliare che lo avvertiva, mostrandogli un giornale, che tutte le sue opere erano state messe all’Indice: «Come! Non c’erano ancora? Dovrò mandare un biglietto a Pio XI e ringraziarlo per la premura nel riparare a una dimenticanza tanto ingiuriosa per un vero scrittore».

«Non capisco come facciano gli uomini ad adorare quel dio che li ha gettati in questo mondo di dolore. Tanto grandi sono la cecità e la voglia di servire, che innalzano sulle loro città i simboli di colui che li ha dannati.»

«Dio che si vanta di tutto sapere, si lascia talvolta sorprendere. Non si aspettava la disubbidienza di Adamo, né la malvagità degli uomini.»

«L’idea di una giustizia giusta non ha potuto germogliare che nella testa di un anarchico.»

 

FRANKLIN

«Chi rinunci alla libertà per un po’ di sicurezza temporanea, non merita né sicurezza né libertà.»

 

FRÀ PIETRO da Lucca

«Et non so vedere come si possano salvare quelli ecclesiastici li quali de bonis ecclesiae et de patrimonio Cristi congregano thesori et tengonli nascosti nelle casse… poco curandosene de li poveri.»

 

FREUD

Quando, nel 1933, seppe che in Germania i suoi libri erano stati bruciati, disse: «E poi c’è chi nega il progresso! Nel medioevo avrebbero bruciato anche me!».

 

FUNARI Gianfranco

«Sotto la barba [del filosofo catto-com Cacciari] niente.»