GALBRAITH

«La proprietà, o meglio il reddito che ne deriva, fornisce i cumquibus con i quali si acquista la sottomissione»

 

GALDI Angelo

«Viva la moderazione! Moderatamente gli scioani [papisti] e i realisti italo-galli vorrebbero che ci lasciassimo scannare dai tiranni; e che moderatamente, allorché stiamo per schiacciare la testa ai nostri implacabili nemici, gli facciamo la grazia di lasciarli impuniti. Ormai si comprende tutto l’elenco della loro nomenclatura: è per essi empio giacobino, terrorista, chi ama ardentemente la patria, la libertà, la virtù: è per essi buon cittadino moderatista chi scanna i patrioti, dilapida le sostanze della Repubblica e cospira apertamente coi suoi nemici.»

 

GALILEO

«Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non è misurabile.»

«…credo che non vedremo maggior sottigliezze delle solite di quei Reverendi, le quali, al mio parere, in materie filosofiche sono assai triviali» (Lettera a Cesare Marsili, 21 apr. 1629).

«Infinita è la turba degli sciocchi, cioè di quelli che non sanno nulla».

«La filosofia è scritta nel libro grandissimo della natura.»

«Solo i ciechi hanno bisogno di guida… Ma chi ha gli occhi nella fronte e nella mente, di quelli si ha da servire per iscorta

«Ah viltà inaudita d’ingegni servili, farsi spontaneamente mancipio

 

GANDHI

 

Gandhi«Il cristianesimo è buono, i cristiani sono cattivi». «Non posso immaginare Gesù, se oggi vivesse in carne ed ossa ai nostri giorni, disposto ad approvare le cristiane moderne organizzazioni, il culto pubblico e il clero moderno.»

«Non sono devoto di nessuna religione se non della Verità, e non indico a nessuno alcun’altra disciplina se non la Verità.

«Io non mi stimo degno della stessa razza dei profeti, non sono che un umile cercatore della Verità, impaziente di arrivare a una spirituale liberazione dell’attuale mia esistenza.»

«DARIDRANARAYAN è uno dei milioni di nomi con i quali l’umanità conosce Dio, che è innominabile e insondabile. Vuol dire Dio dei poveri, Dio che si manifesta nel cuore dei poveri.»

«Il mio concetto di democrazia è che in regime democratico i più deboli dovrebbero avere le stesse occasioni dei più forti.»

«Così stando le cose, il povero vorrebbe diventare milionario e il ricco multimilionario.»

«Dovremmo vergognarci di riposare o fare un pasto abbondante fin che vi sia un solo uomo o una sola donna senza lavoro e senza cibo.» 

«Sarebbe una ben magra consolazione per il mondo se esso dovesse riferirsi solo a un dio storico morto duemila anni fa.»

«Dobbiamo essere contenti di morire, se non possiamo vivere come uomini o donne libere.»

«Se non avessi il senso dell’umorismo mi sarei già suicidato da un pezzo.» (v. in ABC: Ilarità tabù)

 

GARIBALDI

«Ogni conquista della scienza è la morte di un errore; ogni conquista della civiltà è la morte di un privilegio.»

«Non può essere uomo onesto chi si brutta a contatto del prete». (Avvertimento ai politici di non cedere a vergognosi compromessi col clero, che avrà sempre la meglio, forte della sua bimillenaria esperienza di turpissime astuzie, e che metterà sempre nel sacco gli incantati dalle sue ciance.)

«Qui nella contaminata vecchia capitale del image004mondo, si disputerà sulla verginità di Maria che partorì un bel maschio sono ora diciotto secoli (e ciò importa veramente molto alle affamate popolazioni); sull’eucaristia, cioè, sul modo d’inghiottire il reggitore dei mondi e depositarlo in un closet qualunque. Sacrilegio, che prova l’imbecillità degli uomini che non regalano di un pugno di fango il nero che sì sfacciatamente si beffa di loro. Finalmente sull’infallibilità i quel metro cubo di letame che si chiama Pio IX

«Il pretismo è il puntello d’ogni dispotismo, d’ogni vizio d’ogni corruzione. Il prete è la personificazione della menzogna. Il mentitore è ladro. Il ladro è assassino: e potrei trovare al prete una serie d’infami corollarî. Nera genìa, gramigna contagiosa dell’umanità, puzzolente ancora di carne umana bruciata.»

«Tra i corpi volontarî, ch’ebbi l’onore di comandare in Italia, l’elemento contadino è mancato sempre, per cura dei reverendi ministri della menzogna. …I preti, traditori indefessi di questa terra, che per sua sventura li tollera! informano minutamente i nostri nemici d’ogni cosa nostra.»

«Condannati all’inesorabile rabbia del clero, i romagnoli proscritti procuravano passare in Toscana, ove, se non buono, il governo era almeno men scellerato di quello dei preti.»

«Il prete ha insegnato ai contadini che non sono gli austriaci i nemici d’Italia, ma noi liberali scomunicati! E il governo per la grazia di Dio protegge i preti! »

«Per passare dallo stato di conigli, come siamo stati sinora, a quello di leoni, vi vuole la Nazione armata; ed i preti onestamente occupati alle bonifiche delle paludi pontine.»

 «E …il papato, non è forse lì, in Roma, nel cuore d’Italia, per venderla al maggior offerente?  …mercenarî stranieri, bavaresi, svizzeri ed altri… codesta ciurmaglia, sotto la guida e la benedizione del prete, ha sempre sgozzato, di preferenza gli italiani, dal prete educati a piegar il ginocchio. …la nostra Nazione, condotta dal gesuitismo, fu trascinata in una cloaca di umiliazioni.»

«[Mentre] il potere del papato come un canchero posa nel cuore dell’infelice nostro paese… il governo, che [dopo l’unità nazionale] per disgrazia di tutti regge la penisola, impiega i tesori dell’Italia a comprare spie, poliziotti, preti, e simile canaglia. …la più vile ciurmaglia al servizio dell’impostura. Libera chiesa in libero stato ha detto un grande volpone statista [Cavour]. Sì! Ebben lasciatela libera codesta nera gramigna, ed avrete i risultati che ebbero la Francia e la Spagna, oggi per i preti cadute all’ultimo gradino delle nazioni.»

«…il colonnello Chenet, che i preti collocano tra i santi martiri, come san Domenico Arbuès e simile canaglia, e più martire l’avrebbero fatto s’io avessi lasciato eseguire la sentenza di morte contro lui pronunziata dalla corte marziale d’Autun. E Chewnet aveva commesso tale codardìa da meritare cento volte la morte. A mezzogiorno doveva essere fucilato, ed io lo graziai verso le 11 a.m., colla condizione però di pubblica degradazione, ch’io considero certo peggiore della morte.»

«Dal balcone del palazzo della Foresteria, io diceva a cotesto popolo [napoletano]: Il più atroce nemico dell’Italia è il papa. Il popolo applaudì al veritiero mio detto; ed ho potuto persuadermi in questi nove anni, ch’io non l’ingannavo. Ebbene, vecchi miei amici e fratelli d’armi! …vi lascerete trovare ancora con l’umiliante composizione chimica, che gli impostori vi spacciano per sangue di s. Gennaro, e con cui si beffano di voi da tanti anni? Sarà bene frangere per sempre quell’ampolla contenente il veleno! Ed i confessionali fatti a pezzi, e resi utili a far bollire i maccheroni della povera gente. …Sì, disfatevi di tutti questi emblemi delle vergogne italiane, ciò lo potete fare. Non lasciate le vostre donne e i vostri bambini contaminarsi nella bottega del prete.»

 «Domandiamo la soppressione delle corporazioni religiose, senza indugî e restrizioni. E poiché la catena del pregiudizio non può essere infranta che dall’istruzione, dobbiam reclamarla obbligatoria, gratuita e laica. Senza questa condizione, la scuola, dominata dalla setta clericale, pervertirebbe invece di educare. Lo Stato non può favorire le dottrine della fede cieca, che s’insinua coi primi insegnamenti, e prepara la schiavitù dell’anima e del pensiero.»

«Sono figlio dell’uomo, diceva Cristo, ed i preti per ingannare le genti ne hanno fatto un Dio e se ne sono fatti modestamente ministri per vivere lautamente alle spalle dei creduli. …Cristo disse: Tutti gli uomini sono fratelli. Ed i preti hanno fatto delle nazioni tante belve che si distruggono barbaramente a vicenda.»

«Quando un impostore qualunque viene a dirvi che una tale Madonna ha aperto gli occhi ed un ‘altra ha starnutato, queste sono menzogne con cui tali birbanti v’ingannano per vivere alle vostre spalle.»

«Quei vili preti strisciando ai piedi dei vincitori, chiedevano a qualunque costo fosse loro conservata una vita infame. Sarà dabbenaggine la nostra, ma come seguaci di Beccaria e di Victor Hugo, noi abbiamo sempre creduto che l’uomo non sia padrone della vita dell’altro uomo! Così non la pensa però quel vecchio putrido, sacerdote della menzogna e del delitto, che siede a Roma.» (Lettera alla Società italiana dei lavoratori, 1861)

«Si danno 62 milioni ai preti, acerrimi nemici dell’Italia; ciò è una vergogna e un sacrilegio! Se fossero potenti, essi, come altre volte, ci metterebbero sulla graticola. Io non voglio che si trattino in tal modo. Bensì lasciarli vivere: ed agli impotenti dare una scodella di minestra, ai validi una vanga e carriola, impiegandoli ai tanti lavori utili, di cui abbisogna l’Italia.»

«Il prete è l’assassino dell’anima poiché in tutti i tempi egli ha favorito l’ignoranza, e perseguitato la scienza … è peggiore dell’assassino del corpo e più di quello meriterebbe la morte. Gliela commuteremo a galera a vita, o cosa simile, per impedirlo di assassinare. Noi lo accoglieremo però se, lasciando il suo carattere di buffone, vuol ridiventare uomo. In conseguenza i milioni che vogliono erogare in favore dei preti siano erogati in favore dei poveri che mancano di pane.» (ib.)

«Fuggite la Chiesa, la bottega che puzza d’infetti relitti, e non la permettete ai vostri congiunti. Che il prete non comparisca più in pubblico col grottesco segno del triregno, simbolo di miseria e vergogna per l’Italia. Educate i vostri figli alla vera religione dei preti – vi diranno – la religione dei vostri padri»; voi risponderete che quando i nostri padri primeggiavano nel mondo non conoscevano la religione dei preti, e dacché li conobbero essa li prostrò ai piedi dei barbari in un progresso di prostituzione e di sventura che fa ribrezzo ricordarlo.» (ib.)

«Già additai i tuoi nemici e devo ricordarteli oggi. Non fidarti del prete di Roma, sia egli vestito da coccodrillo o da chercuto: già te lo dissi: egli è il capitale nemico tuo. Quando un uomo che non conosci ti avvicina per consigliarti, tu fiutalo prima, e se tipizza di quell’olezzo caccialo; sarà facile riconoscerlo all’odore impuro.» (Lettera al carissimo popolo di Napoli, 20 mar. 1962).

«Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s’inoltra e, mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga con l’impostura  di cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze, ai doveri di cattolico. In conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d’un prete che considero atroce nemico del genere umano, e dell’Italia in particolare. E che solo in istato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi a un discendente di Torquemada. Dopo la mia morte raccomando ai miei figli, od ai miei amici, di bruciare il mio cadavere, …e di raccogliere un po’ delle mie ceneri, …che collocheranno sotto il mio ginepro favorito (di Fenicia), a sinistra sulla strada che scende al lavatoio.»

E sul letto di morte: «Respingo il ministero dell’atroce nemico del genere umano.»

 

GAUTIER

«Je port en moi le tombeau de moi-même.» (Porto in me la tomba di me stesso.)

 

GELLI (sec. XVI)

«La chiesa non può più dire, come ella diceva anticamente: argentum et aurum non est mihi.» (E infatti anche l’odierno drappo vaticano coi suoi colori rappresenta, per ufficiale sentenza papale emanata a gabbo degli allocchi, unicamente i due più bramati vil metalli: l’oro e l’argento. Nient’altro. Sic et simpliciter.)

 

GEROLAMO da Praga

Scrive Poggio, sul concilio di Costanza: «Tutti si aspettavano che si scolpasse e chiedesse perdono… Egli invece… venuto al concilio spontaneamente…si disse pronto ad affrontare lo stesso supplizio [di Hus] con animo forte e sereno, cedendo a quei testimoni così spudoratamente bugiardi… sembrava desiderasse la morte, e nel lodare Giovanni Hus disse che nulla egli aveva sostenuto contro la chiesa, ma contro l’abuso dei preti, contro la superbia, il fasto e la pompa dei prelati. Infatti, poiché i patrimoni ecclesiastici son dovuti innanzi tutto ai poveri… a lui era sembrato indegno che venissero sperperati con meretrici, in banchetti, in cani, cavalli, vesti ed altre cose indegne della religione di Cristo… Con volto sereno e aspetto calmo affrontò la morte, non ebbe paura del rogo, non del tormento, non del trapasso. Venne legato [al palo] prima con corde bagnate, poi con catene. Quando il littore volle accendere il rogo alle sue spalle perché non vedesse, esclamò: “Vieni qua, e brucialo davanti ai miei occhi. Se ne avessi paura non sarei venuto mai qua, dal momento che potevo fuggire” Così arse quell’uomo, egregio oltre ogni credenza».

  

GENOVESI Antonio (sec. XVIII)

«Non ci ha da essere esenzione né ecclesiastica né baronale. Le possessioni di tutti siano sottomesse a’ pesi in proporzione al loro valore. Si aboliscano le inegualità, che è quanto dire le ingiustizie nate ne’ tempi d’ignoranza e di parzialità.»

 

GERVASO Roberto

«Non avrai altro Dio fuori di me! Ecco un bell’esempio di modestia.»

 

GHISALBERTI M. G. (storico)

«Nel papa [Pio IX] che pregava Dio di conservare la fede in Italia si volle vedere un Giulio II che benediceva la guerra.»

 

GIANNI Francesco M. (1728-1820)

«Il corpo [= il ceto] di chi studia, insegna, consiglia e difende, non si può disprezzare; non è facile ingannarlo; con l’arte della corruttela se ne stacca qualche individuo solamente, e non è mai la miglior parte; con la persecuzione e con le minacce si fanno tremare pochi deboli, o macchiati, ma si dà a tutto il restante un’irritazione che gli accresce vigore ed energia; questo ceto non si può distruggere perché né i governi né i principi lo hanno creato, ed è nato e si rigenera per i doni della natura, come si nutrisce e si conserva per l’uso e la potenza della ragione e delle altre facoltà dello spirito. Non partecipa all’ambizione vana che tormenta la nobiltà e non può gustare gli interessi del clero, né aspirare alle mire dell’ambizione clericale.»

 

GIANNONE

«…si videro le chiese e i monasteri abbondare di tanti stati e ricchezze, ed in tanto numero, che poca fatica resta loro d’assorbire quel poco ch’è rimasto in potere dei secolari»

«…ma assai mostruosa  e con più strane forme… non bastandole aver in tante guise trasformato lo stato civile e temporale de’ principi, [la Chiesa] tentò anche sottoporre interamente l’imperio al sacerdozio.»

«Bisogna demolire il regno celeste.»

 

GIBBON

«[Circa le persecuzioni anticristiane, occorre] separare i pochi fatti autentici da un’indigesta massa di favole e di errori. …Il totale disprezzo della verità e della verosimiglianza nella rappresentazione di questi martiri dei primi tempi fu causato da un errore molto naturale. Gli scrittori ecclesiastici del IV e V secolo attribuirono ai magistrati di Roma la stessa dose d’inflessibile e implacabile zelo che riempiva i loro petti contro gli eretici e gli idolatri del loro tempo.»

«L’apprendimento del sapere, l’esercizio della ragione o della fantasia e il tranquillo flusso di una franca conversazione possono occupare il tempo di una mente liberale. Eppure simili svaghi sono stati respinti con ripugnanza, o ammessi solo con la massima cautela, dalla severità dei padri [religiosi]».

«I preti predicavano con successo le teoria della pazienza e della pusillanimità; tutte le virtù sociali attive erano disencitivate; gli ultimi rimasugli dello spirito militaresco venivano sepolti nel chiostro; una grossa fetta della ricchezza pubblica e privata era consacrata alle speciose esigenze della carità e della devozione, e la paga dei soldati veniva sperperata tra vane moltitudini di ambo i sessi che avevano solo i meriti dell’astinenza e della castità. Fede, zelo religioso, curiosità oltre le passioni mondane della malizia e dell’ambizione personale scatenavano l’incendio delle dispute teologiche; la chiesa e perfino lo stato erano stiracchiati qua e là dalle varie fazioni religiose, i cui conflitti erano a volte sanguinarî, e sempre implacabili; distratta dai campi di battaglia, l’attenzione degli imperatori si rivolgeva ai sinodi; il mondo romano era oppresso da una nuova specie di tirannia, e le sette perseguitate divennero il nemico occulto del loro stesso paese.» (Storia della decadenza e caduta dell’Impero Romano)

 

GIBRAN Kahlil

«Perché disputare su ciò che saremo, quando non sappiamo neppure ciò che siamo?»

 

GIDE

«Credete in quelli che cercano la verità e diffidate di quelli che l’hanno trovata.»

«Nella vita di uno scrittore suona sempre l’ora di fare delle scelte ultimative, a pagar di persona per la verità, contro le multiple mistificazioni, a trovare e dare le prove di ogni ignoranza, iniquità, ingiustizia […] Il dovere naturale dello scrittore è di riportare il pubblico alla ragione, sottrarlo alle ubriacature altrui e proprie.»

 

GINSBURG Natalia

«Dio ha detto, ama il prossimo tuo come te stesso. Dio ha detto una cosa assurda, ha imposto agli uomini una cosa che è impossibile attuare. Come amare il nostro prossimo che ci disprezza e non si lascia amare? Come amare noi stessi, spregevoli, pesanti e tetri come siamo?»

 

GIOBERTI

«[Giordano Bruno fu] vittima dell’odio fanatico e della tirannide sacerdotale.»

«[Manzoni] riconosce della dottrina di Cristo, contro il costume d’oggidì, la filosofia socratica simboleggiata e perfetta.»

«Reputo un vero benefattore d’Italia colui che coll’opera e cogli scritti dimostra a’ suoi cittadini che da quel cristianesimo guasto dal medio evo, adulterato dai papi, sformato in mille guise dai teologi d’ogni colore, e specialmente dai gesuiti, rampollano come dal primario loro fonte le idee più nobili, i sensi più magnanimi…»

 

GIORDANI

«Era un delitto volere fondare l’Italia sul papa, il quale quel che ha fatto [ingoiar la Costituzione] non l’ha fatto da sé, ma spinto e portato dal popolo, che è veramente bravo ed assennato…»

 

GIORELLO Giulio

«Troppo spesso si dimentica che il contrario di relativismo è assolutismo. Altro che dittatura (inesistente) del relativismo. Come si può pretendere di andare oltre la tolleranza se non si è prima cominciato a praticarla? […] Una società aperta e libera dovrebbe disporre di strutture protettive atte a garantire la tolleranza e a scoraggiare non solo l’intollerante, ma qualsiasi “ingegnere di anime” che, spinto da irrefrenabile “altruismo”, voglia imporre le proprie ricette […] costringendo a scegliere quello che lui giudica il bene.[…] Qualcuno, prendendo spunto da una battuta di Voltaire o di Sir Bertrand Russel potrebbe essere tentato di concludere di fronte a tanta salvifica arroganza: Écrasez l’infâme!…»

«Sotto questo cielo, la vera minaccia alla libertà viene non dal Diavolo, ma da terrene misure coercitive in cui si dispiega la tentazione dell’infallibilità.»

«Dal confronto (e dallo scontro) ognuno ha da guadagnare; viceversa far tacere anche uno solo è un danno, prima che per lui, per il resto della comunità. È superstitio ritenere che per tale confronto siano necessarî un linguaggio e un patrimonio di valori condivisi.»

«Appare evidente come lo scontro oggi in atto sulla presunta dittatura del relativismo sia uno scontro filosofico sul senso e sulla portata della scienza, della riflessione critica, della tolleranza politica e della scelta morale. Le poste in gioco sono il futuro della ricerca, la possibilità di esercitare qualcosa come la filosofia, definendo le ragioni del vivere civile e le stesse condizioni dell’etica.»

«Nulla vieta di considerare la “vita” come qualcosa di sacro, magari intendendo quest’ultimo termine non solo nell’accezione cristiana. Ma ciò non può essere spacciato come un fatto scientifico, e neppure come sua norma. In contesti come la fecondazione assistita, lo statuto dell’embrione umano, le diagnosi reimpianto, ecc., l’alternativa è tra un intervento responsabile e un irresponsabile inchinarsi al caso. Cosa altro è, infatti, il ricorso a un fiat della vita umana, il quale, per sua stessa natura, precluderebbe ogni possibilità d’indagine e di cura?» (G.G., Di nessuna chiesa, Cortina Ed., Milano, 2005)

 

GIOVIO Paolo

«Qui giace l’Aretin poeta tosco. / Di tutti disse mal fuorché di Cristo / scusandosi col dir: Non lo conosco(v. Aretino)

 

GIULIANO

L’imperatore dai preti falsamente (essendo nato e morto pagano) detto l’Apostata, era purtroppo molto tollerante coi cristiani, di cui diceva sorridendo, riferendosi: in particolare ai monaci: «Queste due cose sono la quintessenza della [loro] teologia, fischiare ai demoni e fargli il segno della croce in fronte».

 

GIUSTI

   LO STIVALE [D’ITALIA]

 

   Volle il prete, a dispetto della fede

calzarmi coll’ajuto e da sé solo;

poi sentì che non son fatto al suo piede,

e allora qua e là  mi dette a nolo:

ora alle mani del primo occupante

mi lascia e per lo più fa da tirante.

  

   Così passato d’una in altra zampa

d’animalaccî zotici e sversati,

venne a mancare in me la vecchia stampa

di quei piedi diritti e ben piantati,

co’ quali, senza andar mai di traverso,

il gran giro compiei de l’universo.

  

   Ma il più gran male me l’han fatto i preti,

razza maligna e senza discrezione;

e l’ho con certi grulli di poeti,

che in oggi si son dati al bacchettone:

non c’è Cristo che tenga, i Decretali

vietano ai preti di portar stivali.

 

   SANT’ERMOLAO

 

   Ecco sant’Ermolao, beato duro,

che a rompergli la testa co’ malanni,

era lo stesso come dire al muro.

   Placidamente vegetò molt’anni

questo tipo fratesco e ogni tantino

mandava al sarto ad allargare i panni.

   Ridotto grasso e fresco al lumicino,

l’animo sbadigliò con un sorriso

e a sant’Antonio se n’andò vicino

    a fare il vice-porco in paradiso.

 

   IL PAPATO DI PRETE PERO

 

   Prete Pero è un buon cristiano,

lieto, semplice, alla mano;

vive e lascia vivere.

… Or m’accade di sognare

che quest’uomo singolare

diventò pontefice.

… Abolì la Dateria,

lasciò fare un’osteria

di Castel Sant’Angelo;

  e sbrogliato il Quirinale,

ci fe’ scrivere: Spedale

per i preti idrofobi.

… Decimò frati e prelati;

licenziò birri, legati,

gabellieri e svizzeri;

  e quel vil servitorame,

spugna, canchero e letame

del romano ergastolo.

… Proibì di belar inni

con quei soliti tintinni,

pena la scomunica.

  Proibì che fosse in chiesa

più l’entrata che la spesa,

pena la scomunica.

   Nel veder quell’armeggio,

fosse il sogno o che so io,

mi parea di scorgere

   che in quel papa, a chiare note,

risorgesse il sacerdote

e sparisse il principe.

… Arringava il concistoro,

un figuro, uno di loro.

dolce come un istrice.

   «No, dicea, non va lasciato,

questo papa spiritato,

che vuol far l’apostolo.

   «Ripescate in pro del cielo

colle reti del vangelo

pesci che ci scappino.

   «Questo è un papa in buona fede:

è un papaccio che ci crede!

Diamogli l’arsenico.»

 

GOBETTI Pietro

28 maggio 1922: «Solo gli ingenui si sono potuti stupire dei suoi recenti amori per la chiesa cattolica. Nessuno più lontano di Mussolini dallo spirito dello Stato laico e della vecchia Destra [anticlericale] degli Spaventa. Egli non ha nulla di religioso, sdegna il problema come tale, non sopporta la lotta col dubbio: ha bisogno di una fede per non doverci più pensare, per essere il braccio temporale di una idea trascendente.» Il giovane liberale torinese fu poi ucciso dai manganellatori dell’Uomo della Provvidenza.

 

GOETHE

«Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo.» «La dottrina della Trinità è un’offesa alla ragione.» Il grande pagano è il nome altamente onorifico che in Germania si diede a Goethe.

 

GOLDONI

«Ritrarre dal vero, non guastar la natura.»

«Non era lo stile libero né l’intreccio scandaloso [della Mandragola di Machiavelli] a farmela trovar buona; anzi la sua lubricità mi ripugnava, e vedevo in me stesso che l’abuso del segreto confessionale era un delitto atroce davanti a Dio e davanti agli uomini, ma era la prima commedia di carattere che mi cadeva sotto gli occhi, e io ne ero affascinato.»

 

GORANI Giuseppe (sec. XVIII)

«A che tanti opulenti vescovati, abbazie e priorati, se non a moltiplicare al popolo il numero dei suoi intermediarî tiranni ed elevare idoli immaginarî, che impoveriscono lo Stato e indeboliscono l’autorità del legislatore?»

 

GORKY

«Viva l’uomo padrone di sé e dei suoi pensieri! Tutto il mondo è nel suo cuore, l’anima sua è piena del dolore umano. Viva l’uomo che non si risparmia; poiché due sono le forme di vita: la putrefazione e la combustione. Gli avidi e gli imbelli scelgono la prima: i coraggiosi e i generosi l’altra. Chiunque ami la bellezza, la bontà, vede distintamente queste due forme.»

 

GOYA

«Il sonno della ragione semina mostri.»

 

GREEN Julien

«Non potendo far di noi degli umili, Dio fa di noi degli umiliati.»

 

GREGOROVIUS

«In tutto l’Impero Romano si poteva pensare ed insegnare con la più sconfinata libertà. Enomao poteva ai tempi di Adriano negare l’esistenza degli Dei, senza essere condannato a bere la cicuta, e se i Flavî e lo stesso Vespasiano bandirono da Roma i filosofi, fu solamente per ragioni politiche.»

«La pia Costanza [di Sicilia] che auspicava fervidamente la pace con la chiesa, […] con strazio grandissimo assistette alla guerra fratricida che, calpestando la religione cristiana, il papa chiedeva e fomentava con cieca passione tra i di lei due figli»

«La Riforma era nell’aria; la nazione tedesca nutriva un odio profondo contro il papato, fonte eterna di tanti delitti, di tante guerre, di tanti dolori per il mondo.»

«Il papato per sue necessità politiche impedì la formazione dello Stato italiano, prolungò la dominazione straniera in Italia, provocò una tremenda frattura con la popolazione italiana, che solo ai nostri giorni è riuscita a realizzare la propria unità distruggendo fin dalle fondamenta la creazione di Giulio II.»

 

GUARESCHI

«E se l’avvenire dell’albero e il suo progresso verso l’alto sono sopra la terra, le radici sono sotto la terra. E ciò significa che l’avvenire è alimentato dal passato. Guai a coloro che non coltivano il ricordo del passato: sono gente che seminano non sulla terra ma sul cemento.»

 

GUERRAZZI

«Il papato è un monticino di fimo [= sterco] e di sangue.»

 

GUERRI G. B.

«Cosa mangia Dio, che basa la vita sulla catena alimentare?»

 

GUERRINI

           LE VISITE AL CARDINALE

 

Olindo Guerrini«…Pe’ sacerdoti tuoi le turbe grame

reser feconde la sudate glebe

e sul solco natio caddero ignude

ai campi della Chiesa util letame;

ma un Dio consolatore

da’ sacri templi a lor decea: Soffrite,

turbe nate al dolore

e che felici nel dolor morite,

poi che v’aspetta in ciel di Dio il sorriso

e sol de’ tribolati è il paradiso.»

 

            SERMONE DI NATALE

………..

…Il sangue che grondò dalla tua croce

oggi feconda l’odio e non l’amore.

Presso al complice altar veglia feroce

                             l’Inquisitore.

   L’astuta ipocrisia dell’egoismo

che la ragione all’util suo sommette.

distilla le bugie del catechismo

                             nelle scolette.

   E nella chiesa che chiamar non sdegna

santo l’inganno e la menzogna pia,

angelico dottor, Barabba insegna

                             teologia.

   Fuggi, fuggi da noi, fanciullo biondo:

torna piangendo dal presepe al cielo.

Il Sillabo di Pio cacciò dal mondo

                            il tuo Vangelo.

 

«Venite, la celebre / la santa Bottega, / a prezzi di fabbrica / vi 

scioglie, vi lega, / fa spaccio di meriti, / cancella i peccati … / Venite! I solvibili / Saranno beati!»

 

GUICCIARDINI

Celebre storico e gonfaloniere della Chiesa, capo supremo dell’esercito pontificio. Egli scrive nei Ricordi, suo testamento spirituale: «Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte, ma dubito, ancora che io vivessi molto, non ne vedere alcuna: Italia liberata da tutti e’ barbari [chiamati dai papi] e liberato el mondo dalla tirannide di questi scelerati preti. …la violenza de’ quali è doppia, perché a tenerci sotto usano le arme temporali e le spirituali. …perché ci sforzano con le arme temporale e con le spirituale. Non combattete mai con[tro] la religione, né con le cose che pare dependino da Dio; perché questo obietto ha troppa forza nella mente degli sciocchi. …la troppa religione guasta el mondo, perché effemina gli animi, aviluppa gli uomini in mille errori e divertisceli da molte imprese generose e virile. ..Non biasimo e’ digiuni, le orazione e simile opere pie ordinate dalla Chiesa o ricordate da’ frati. Ma el bene de’ beni è – e a comparazione di questo tutti gli altri sono leggieri – non nuocere ad alcuno, giovare in quanto tu puoi a ciascuno».

«[Vorrei vedere Martin Lutero] ridurre questa caterva di scelerati [preti] a’ termini debiti, cioè a restare o sanza vizii, o sanza autorità.»

«Chi fonda in sul popolo fonda in sul fango.»

 

HARINGTON

lord

«[La malvagità dei gesuiti] fa impallidire Caligola, Erostrato, Nerone e Domiziano, che furono solo degli ammazzamosche rispetto a questi sciagurati.»

 

HARSANYI John

«Gli interessi d’ogni individuo devono essere definiti fin modo ondamentale nei termini delle sue preferenze personali, e non nei termini di ciò che qualcun altro pensa sia ‘bene per lui’

 

HATUEY

«A Cuba le danze e i canti di Hatuey [il re] non servirono a rabbonire gli spagnoli e il loro dio. Catturato e imprigionato, Hatuei fu condannato, sotto accusa di tradimento [!], a essere bruciato vivo. Tutto era pronto per l’esecuzione e già Hatuey era legato al palo, quando un frate francescano tentò di convincerlo a morire da cristiano facendosi battezzare, “…perché coloro che muoiono da cristiani vanno in paradiso, dove eternamente vedranno Dio e ne godranno”. Hatuei rifiutò l’invito dicendo di non aver nessun desiderio di andarci, in paradiso, proprio perché lì vi avrebbe trovato i cristiani. Un minuto dopo le fiamme del rogo avvolgevano il traditore.» (Adone Crescia, Historia, n. 131)

 

HEBERT

«La patria, cazzo, non ce l’hanno, questi negozianti. Finché hanno creduto che la Rivoluzione fosse per loro vantaggiosa, l’hanno appoggiata; hanno aiutato i sanculotti a distruggere la nobiltà e i parlamenti, ma soltanto per mettersi al posto degli aristocratici.»

 

HEGEL

«Il popolo è quella parte della nazione che non sa quello che vuole.»

«Non si può insegnare a ragionare se non ragionando.»

 

HEIDEGGER

«La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca.»

«L’interrogazione filosofica non si arresta di fronte a nulla, neppure di fronte alla morte.»

 

HEINE

heine«Dove si bruciano i libri, si bruceranno anche gli uomini.»

«Quando non ci può più bruciare, la religione viene a chiederci l’elemosina.»

«Quanti liberi pensatori non si sono convertiti al letto di morte! Ma almeno, preti, non menatene vanto. Le storie di tali conversioni appartengono tutt’al più alla patologia, e rendono una cattiva testimonianza alla vostra causa. Esse dimostrano infine una sola cosa: che non vi fu possibile convertire quei liberi pensatori finché erano sani di corpo e di spirito.»

«Sono le idee che creano i fatti.»

 

HELVETIUS

«L’ignoranza delle leggi della natura è causa dell’invenzione di Dio e delle religioni» (cit. da Michel Onfray, Illuminismo estremo, Salani 2010, p. 203). «Per H. noi deriviamo da concatenazioni di effetti di cui ignoriamo le cause. Quando si aggiunge che i gesuiti, i curati, gli idealisti, i kantiani, gli hegeliani, gli accademici, i teologhi, gli storici della filosofia condividono lo stesso disprezzo del personaggio [il grandissimo filosofo, mecenate e filantropo H.], si può concludere che egli è eccellente» (ib., p.181).

 

HERRING Francis

«[Quella dei gesuiti è] la quintessenza della politica di Satana, il massimo dell’onta, della malvagità e della crudeltà umana, ineguagliata, a mio avviso, persino tra I cannibali più brutali.» (Popish Pietie)

 

HESSE Hermann

«La  saggezza  che  un dotto  tenta  di  comunicare agli  altri  ha  sempre sempre un suono di pazzia.»

 

HITLER

«Per millecinquecento anni la chiesa ha ripetuto che gli ebrei sono nocivi. Anch’io li giudico nocivi, e credo di fare così un grande piacere alla chiesa.» E il papa e i cento catto-vescovi tedeschi lo benedissero.  (v. in ABC Adolf e Pio, Padre Gemelli)

 

HOBBES

«Il timore di cose invisibili è il seme naturale di ciò che ognuno in sé chiama religione.» (Leviathan)

 

HOLBACH

«Comunque sia noi risponderemo a [quanti] c’impongono la necessità di credere ciò che non possiamo comprendere, che per credere che una cosa esista bisogna almeno averne un’idea; che quest’idea non può venire che dai nostri sensi; che tutto ciò che i nostri sensi non fanno assolutamente conoscere è niente per noi; che se è assurdo negare l’esistenza di ciò che non si conosce, è folle attribuirgli qualità sconosciute ed è stupido tremare davanti a vere ombre o venerar inutili divinità rivestite di qualità strampalate, partorite dall’immaginazione senza mai consultare l’esperienza e la ragione.»

«Secondo Holbach – afferma Onfray – ognuno è il risultato di costruzioni affettive, sensibili, mentali, intellettuali, concettuali e strutturali. Ciò che avviene non può non avvenire. L’uomo si crede libero di agire a modo suo, di pensare ciò che vuole, di fare ciò che gli sembra opportuno, ma le cose non stanno così. “Noi agiamo necessariamente.” La concatenazione delle cose della natura comprende l’uomo, la sua vita e la sua opera. Olbach definisce questa visione tragica del mondo “il sistema fatalista”» (Michel Onfray, Illuminismo estremo, Salani 2010, p. 207).

 

HUGO

«La libertà letteraria è figlia della libertà politica.»

«…Samson, il capo carnefice, afferrò per i capelli la testa mozza di Luigi XVI e la presentò al popolo, lasciando per qualche istante che il sangue scorresse sul tavolato del patibolo. […] e intanto due preti, incaricati di assistere all’esecuzione come ufficiali municipali, chiacchieravano ad alta voce e ridevano. Uno di essi, Giacomo Roux, [dalla loro carrozza accostata al patibolo] mostrava all’altro, schernendo, i paffuti polpaccî e il grosso ventre del Capeto

Membro del Comitato internazionale d’onore per l’erezione di un monumento dove fu arso il filosofo dell’infinità dei mondi, Hugo scrive: «Giordano Bruno est un noble victime de la pensée; je salue avec emotion sa mémoire». (Altri membri del Comitato: Renan, Spencer, Swinburne, Castelar, Büchner, Hamerling, Nordmann, Lambros, Bonghi, Bovio, Carducci, Cavallotti, Mariani Minghetti, Rapisardi, Saffi, Spaventa, Villari, Zanardelli.)

«Finché vi saranno dei miserabili, vi sarà sull’orizzonte una immagine che può diventare un fantasma e un fantasma che può diventare un Marat.»

 

HUME

«Tutto ciò che concepiamo come esistente lo possiamo concepire anche come non esistente. Non c’è dunque un Essere la cui inesistenza implichi Humecontraddizione. Per conseguenza non c’è dunque un essere la cui esistenza sia dimostrabile.»  

«L’uomo del volgo, che non familiarizza con la scienza e la ricerca approfondita, quando osserva le perpetue dispute dei sapienti concepisce ordinariamente un completo disprezzo della filosofia e si attacca più solidamente ai capisaldi della teologia che gli sono stati insegnati.» 

«Se la religione volgare è così salutare per la società, come accade allora che tutta la storia abbonda di […] fazioni, guerre civili, persecuzioni, sovvertimenti di governi, oppressione, schiavitù: nefaste conseguenze che sempre accompagnano il prevalere della religione nella mente degli uomini.»

«V’è forse in politica una massima più certa e infallibile di quella che stabilisce che tanto il numero che l’autorità dei preti devono essere mantenuti in limiti molto ristretti, e che il magistrato civile deve sempre tener lontani i suoi fasci e le sue verghe da mani così pericolose? Ma   se lo spirito della religione popolare fosse così salutare per la società, dovrebbe prevalere una massima contraria.»

«Se chi governa lascia libere tutte le varie religioni, deve conservare un atteggiamento d’indifferenza davvero filosofica di fronte a tutte e restringere con cura le pretese di quella dominante, altrimenti non può aspettarsi che interminabili dispute, liti, fazioni, persecuzioni e rivolte civili.»

 

HUXLEY Julian

«Lo spirito scientifico moderno non ammette il soprannaturale: Non può concepire due regni.»

 

IBÀRRURI Dolores

 

La Pasionaria incitava le donne ad affiancare i mariti contro il clericalismo nazi-fascista: «Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio», «Meglio vedove di eroi, che mogli di vigliacchi».

«Alle persecuzioni dei padroni e delle autorità [contro i minatori baschi che lavoravano 14 ore al giorno per una paga da fame e senza tutele sociali], si univa una feroce intolleranza religiosa della Chiesa, che si sforzava di mantenere nel popolo un clima di ostilità verso ogni idea nuova, si aggrappava disperatamente alle posizioni conquistate nei secoli del suo dominio esclusivo,si lamentava perché non poteva illuminare le piazze coi fuochi degli autos de fe, sui quali bruciare l’eresia socialista. I partecipanti al congresso [cattolico] si scontrarono con quelli di un comizio socialista, provocando     tumulti e risse violente. I lavoratori giustamente indignati gettarono stendardi, bandiere, santi e lumi nel fiume, dove dopo un breve galleggiare, sparirono nelle acque turbolente del Nervino, che a Portugalete sbocca nel Cantàbrico

«…la congrega delle bigotte si preoccupava molto poco che esistessero i servizî sanitarî… Le malattie e le morti si verificavano per volontà divina e bisognava rassegnarsi. La morte dei bambini, che riempiva le madri di desolazione, andava festeggiata. Erano angeliche tornavano al cielo. Perché piangerli?»

«Nella stalla in cui giaceva l’animale [malato, unica fonte del misero reddito familiare], bruciarono alloro del giorno delle palme, bagnarono le pareti e il suolo con acqua benedetta raccolta il sabato di gloria nella pila della chiesa, e al collo della vacca appesero uno scapolare di sant’Antonio. In un angolo collocarono un’immagine di san Pietro Zariquete con due candele accese. Malgrado tutta quella roba consacrata l’animale moriva, moriva senza rimedio. Una comare consigliò di leggere alla vacca la regola di san Benedetto. Intervenne un vicino che consigliò prudentemente la necessità di ricorrere al veterinario prima che fosse troppo tardi. …Entrato nella stalla e vista tutta la corte celestiale chetava intorno all’animale infermo, si ferò e disse in tono che non ammetteva repliche: O sant’Antonio o me. Scegliete. Conosco i vostri trucchi. Se la vacca guarisce sarà merito di sant’Antonio. Se muore la colpa sarà del veterinario. Si diresse quindi decisamente verso la porta. [Lungo tira e molla della famiglia, finché una] donna tagliò il nodo gordiano. Strappò con  uno strattone lo scapolare dal petto della vacca, soffiò sulle candele, buttò il santo nell’immondizia e disse con decisione: Al diavolo le benedizioni! Curi la vacca!». L’animale fu curato e guarito.

 

IBSEN

«La maggioranza ha sempre torto.»

Mi sento onorato di essere chiamato a far parte del Comitato Internazionale [per l’erezione a Roma di un monumento dove fu arsa la più illustre vittima dell’Inquisizione]. Accetto di cuore questo invito. Sarò felice di vedere il mio nome tra quelli di tanti valenti che desiderano onorare la memoria del grande filosofo Giordano Bruno.»

 

INFESSURA

Storico e notaio di Sisto IV, testimonia della sua «crudeltà, libidine, mancanza di fede, vanità, ambizione e smania di lusso, [e ggiunge che] fece mercato degli affari della Chiesa, speculò sul rincaro del pane, corruppe la giustizia e sacrificò con le sue guerre un numero infinito di uomini» (Papeide, n. 279)

 

ISNARD

«I sacerdoti appestati [i refrattarî] siano rimandati nei lazzaretti di Roma e dell’Italia.»

 

ITALYANI

Peninsulari accorsi a Colonia al fischio del buffone bianco e «saltellanti sotto la scritta ITALYANI». Divisibile in due: ITALY ANI, anzi ITALI ANI, più appropriata ai lecconi di un trono millenario nemico dell’Italia. (Rete Azzurra, 17-08-2005)

   

JACOPONE

«Che farai Pier da Morrone? / Sei venuto al paragone. / L’ordane cardinalato / posto è en basso stato / ciaschedun suo parentato / d’arricchire ha intenzione, /…/ Guardate dal barattare / che el ner per bianco fan vedere; / se non te ne sai schermire, / canterai mala canzone.»

 

JAMES Henry

«Un’oncia di esempî vale una tonnellata di generalizzazioni. […] il campo è ampio per la libertà, lo studio, l’osservazione, le satire, la verità.» Tutto ciò che è in odio al prete.

 

JAURÈS

«Quando una rivoluzione continua, bisogna anche difenderla

«Ciò che dobbiamo salvaguardare prima di tutto, ciò che è il bene inestimabile conquistato dall’uomo attraverso tutti i pregiudizî, tutte le sofferenze e le battaglie, è l’idea che non esiste verità sacra, ossia interdetta alla totale indagine umana; è l’idea che la cosa più grande al mondo è la libertà sovrana dello spirito; è l’idea che nessuna potenza interna o esterna, nessun potere o nessun dogma deve limitare il perpetuo sforzo e la perpetua ricerca della ragione umana…»

 

JEFFERSON

«Ogni uomo ha due patrie, la propria e la Francia.»

«Se dovessi scegliere tra un governo senza giornali o i giornali senza governo, sceglierei l’ultima ipotesi.»

«I legittimi poteri del governo si estendono solo a quegli atti che rendono offesa agli altri. Ma non ci reca offesa che il nostro vicino sostenga che ci sono venti dei o che non ce n’è nessuno. È solo l’errore che ha bisogno del sostegno dell’autorità politica. La verità può reggersi da sola.» Per questo Le Loro Santità Infallibili sempre si avvinghiano in trista combutta, con truffaldini concordati, al potere politico, e tanto più saldamente quanto più esso è dispotico.

 

JODELET Jules Bedeau

A due gesuiti che, benché travestiti, lui riconosce e chiede chi siano. «Siamo due confratelli della Compagnia di Gesù.» «Di Gesù nascente o morente?» «Perché?» «Gesù nascente ebbe per compagni due animali e morendo due ladroni.»

 

JOËL Albert

«Il padrone e lo schiavo sono gli attori complementari del palcoscenico divino e l’argomento morale è uno scherzo di cattivo gusto o, come si dice, uno scherzo da preti.»

«La credenza in un padrone supremo ha potuto nascere solo nelle società schiaviste.»

«La psicosi religiosa è l’ultimo ineluttabile effetto della teologia.»

«Esistono, si sa, due specie di credenti: i gabbati soddisfatti e i gabbati insoddisfatti.»

«Necessitano di una guida, di un capo, di un Dio poiché non diventano mai adulti e mantengono fino alla morte la nostalgia della culla.»

«In ogni tempo i partigiani del suicidio dell’intelligenza hanno tentato di screditare il materialismo assimilandolo all’apologia sfrenata dei piaceri sensuali. Certo, Epicureo insegnava che il piacere è il bene sovrano, ma lo poneva nella cultura dell’intelligenza e nella pratica di una virtù fondata sul buon senso e la misura.»

 

JONESCO

«Dove non c’è umorismo non c’è umanità: dove non c’è umorismo – questa libertà che ci si prende, questo distacco di fronte a noi stessi – c’è il campo di concentramento.» (v. Kierkegaard e in ABC: Ilarità tabù)

 

JONHSON Beniamin

«Discreditando la menzogna cresce la domanda di verità … dobbiamo trovare gli errori occorsi, risvegliare l’Antichità e rimettere in discussione le epoche passate, ma mai parteggiare per il presente … né mescolare faccende di dubbio credito alla semplicità della verità, bensì smuovere il terreno attorno alle radici del problema.»

 «Nell’idea rinascimentale dell’uomo compiuto … qualunque cosa impedisca la libera estrinsecazione dell’uomo, sia avidità capitalistica sia puritanismo restrittivo, è un’offesa contro la vitalità dello spirito umano» (Jonhson sintetizzato da Matthew Hodgart)