N.N.

«I preti non sono mai tanto pericolosi come quando sembra che dormano.»

 

NAPOLEONE

«Le sole battaglie che non lascino nell’animo amarezza sono quelle vinte contro l’ignoranza. Tutte le divinazioni sono mere imposture, prodotto di frode, follia o di fanatismo. La schiavitù produce prima delirio, poi superstizione e infine credulità.»

«Sono circondato da preti che mi ripetono che il loro regno non è di questo mondo, e s’impadroniscono di tutto ciò che hanno a tiro. Il papa è capo di questa religione celeste ma si occupa solo di questa terra.»

«I papi hanno commesso troppe imbecillità perché qualcuno possa crederli infallibili.»

«Il papa (Pio VII) è uno stolto, un demente che dovrebbe essere rinchiuso.»       

«La teologia è la cloaca di tutti gli errori e superstizioni.»

«È assurdo credere in un Dio in cui tre fanno uno.»

«Dogma, cavallo di battaglia dello stolto e del fanatico.»

«Nella storia e nella filosofia lo scetticismo è una virtù.»

«Nulla è più tirannico del governo che di pretenda paterno: chi vuol ingannare i popoli governandoli solo nel proprio interesse li tiene nell’ignoranza. I preti hanno insinuato in tutto la frode e la menzogna.»

«Che cosa fa sì che il povero trovi semplice e naturale che dieci stufe ardano nel mio palazzo mentre lui muore di freddo, che io abbia dieci vestiti nel mio guardaroba, che sulla mia tavola si serva ad ogni pasto quello che potrebbe sfamare una famiglia per una settimana? È la religione, che dice che in un’altra vita io sarò come lui, che anzi lui sarà più felice di me».

«Ritrovo l’odio dei preti e della nobiltà altrettanto universale e violento come agli inizî della Rivoluzione.»

«I castighi dell’aldilà sono stati immaginati solamente come supplemento alle insufficienti attrazioni che vi si presentano.»

«La decadenza dell’Italia data dal punto in cui i preti vollero governare le finanze, la polizia e l’esercito.»

«Nulla rende vile una nazione quanto il dispotismo religioso.»

«L’ignoranza dei preti è il più grande flagello del mondo.»

«Non posso credere a un Dio che calcola e ricompensa, giacché vedo gli onesti infelici e i bricconi felici. Come avrei potuto restare indipendente, subendo l’influsso di un padre confessore che mi poteva dominare con la paura dell’inferno? Qual potere può mai esercitare un furfante in tale funzione?»

«Troppa ambizione? Certo, ma della più sublime: fondare il regno della ragione, dare pieno sviluppo e pieno godimento alle facoltà umane. Lo storico dovrà forse qui deplorare che tale ambizione non si sia potuta completamente attuare.»

 

NAUDÉ

«…rendono sovente deserti interi paesi, sotto forma di volerli purificare e nettare, fino ad abbruciarne [di streghe] quattrocento alla volta.»

«…La falsità cresce per contagio. L’uomo saggio deve invece considerare con sospetto tutto ciò che piace al popolo, pessimo veritatis interpreti [contro il motto del prete manipolatore: Vox populi vox Dei], e approvato dalla maggioranza, guardandosi dal lasciarsi trasportare dalla corrente delle opinioni, comuni e popolari, pensando che il numero dei folli è infinito, il contagio dannosissimo nella stampa, che la gran strada battuta inganna facilmente.»

«Tanti scrittori per acquistare gloria con la quantità delle loro opere, che possono rendere voluminose a piacimento e senza molta pena e difficoltà. trascrivono religiosamente, parola per parola, tutto quanto è stato detto cento e cento volte dagli altri.»

«È veramente ben strano che Delrio, Le Loyer, Bodin, De l’Ancre, Godelman [i precursori di Eco], che sono stati e ancora sono persone di credito e di merito, abbiano scritto con tanta passione a proposito di demoni, streghe e maghi, senza aver mai rigettato alcuna storia, per favolosa e ridicola che fosse, da tutto quel gran numero di falsità e assurdità che hanno cacciato a casaccio e senza discrezione tra quelle vere e legittime.»

«Coloro che ne hanno fatto studî approfonditi ed accurati rappresentano a ragione il volgo come una bestia a molte teste, randagia, pazza e stordita, senza scopo né spirito, né discernimento. Circa la sua capacità di capire, Palingenio [un ferrarese disseppellito e bruciato per il suo poema, Zodiacus vitae, contro i preti e i frati] dice che judicium vulgi insulsum, imbecillaque mens est».

 

NEWTON

«La Trinità è un imbroglio, il papa è l’Anticristo.»

 

NIETZSCHE

«Non posso credere in questo Dio buono che avrebbe sistemato una trappola nel giardino delle sue creature.»

«Non esistono fenomeni morali, ma solo interpretazioni morali dei fenomeni.»

«Non giudicare! dicono i preti, ma mandano all’inferno tutti coloro che ostacolano loro il passo. lasciando che sia Dio a giudicare; glorificando Dio glorificano se stessi.»

«Una piccola prole deforme d’impostori e baciapile cominciò ad arrogarsi i concetti di Dio, verità, luce, spirito, amore, saggezza, vita, pressappoco sinonimi di se stessa per delimitare così il mondo rispetto a sé.»

«La predicazione della castità è un’istigazione pubblica alla contronatura. Lo spregio della vita sessuale, la contaminazione della medesima mediante la nozione d’impurità è un vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.»

«Il segreto di una vita felice è vivere pericolosamente.»

«Si chiami la storia sacra col nome che merita in quanto storia maledetta; la parole Dio, salvatore, redentore, santo siano usate come oltraggî, come epiteti da criminali.»

«Il diavolo è lo spirito della severità.» (v. in ABC: Ilarità tabù)

«Chi mangia alla stessa tavola di un prete sia proscritto: con ciò egli si scomunica dalla retta società.»

«Viziosa è ogni specie di contronatura. La più viziosa specie d’uomo è il prete: egli insegna la contronatura. Contro il prete non si hanno motivi, si ha la prigione.»

 

NIRENSTEIN Fiamma

«La gente si appassiona alla storia per interpretare il presente. In un discorso del 1998 Bin Laden attaccò Italia, Francia e Germania in quanto responsabili della spartizione dell’Impero Ottomano al termine della Prima guerra mondiale. Il terrorista più ricercato al mondo ha trovato nella storia il motivo per imbracciare le armi.»

 

NOVALIS

«Per uno veramente religioso niente è peccato.»

 

OCHINO

«Chi ha vivo sentimento e lume del gran benefizio di Cristo è forza operi tutto quello è necessario per la sua salute, senz’altre leggi, regole, dottrine, precetti e statuti; non ha bisogno d’altri dottori, imperocché opera per impeto di spirito e d’amore.»

 

ORAZIO

«La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà verso gli uomini.»

Dopo aver riso del miracolo dell’incenso che bruciava senza fuoco in un tempio di Egnazia aggiunge: «Certe cose, le diano a bere a un ebreo [i cristiani non erano ancora nati, ndr], non a me. Gli Dei non badano a queste sciocchezze».

«A nessuno s’addice il giurare nelle parole di un maestro» (Epist., 1,1,14). Esattamente l’opposto della bieca ideologia papista (v. in ABC, Padre Amadius, Padre Etienne, Padre Giorgio).

 

ORT. Y GASSET

«L’uomo è ciò che gli successo, ciò che ha fatto.»

 

OVERY Richard

«Se la prima guerra mondiale non fosse stata combattuta forse il pianeta non avrebbe conosciuto gli orrori della guerra civile, il terrorismo politico, la seconda guerra mondiale e il genocidio degli anni trenta e quaranta. Essa pose le fondamenta di gran parte del mondo moderno, ma le insicurezze che le furono compagne crearono un’Europa molto turbata, i cui aspetti più oscuri aprirono le porte a Stalingrado e ad AuschvitzGrazie, santa romana chiesa. (v. in ABC Sarajevo 1914)

 

PAGANO Mario

«Cabala forense, genio monastico fomentato dall’immediato potere della Corte [papale] di Roma, su questo Regno [di Napoli,]  lo spirito di feudalità formano lo spirito nazionale, per cui né pubblica educazione, né pubblico interesse, né spirito nazionale fu mai tra noi…» (v. anche BOTTA)

 

PAINE Thomas

«Di tutte le tirannie che affliggono l’umanità quella religiosa è la peggiore.»

 

PALISSY Bernard

«J’ame mieux dire vérité en mon langage rustique que mensonge en langage rhetorique» (Preferisco dire verità nella mia lingua rustica che menzogne in lingua retorica.)

 

PANNELLA Marco

«In Italia dal 1953 non c’è uno Stato di diritto ma una partitocrazia.»

«Nella trasmissione di Bruno Vespa [esponente della papistica RAI] prima si accerta che [gli ospiti] non abbiano pensiero, e poi si dà loro la parola.»

«È sempre stato il grido truffaldino dei fanatici: Dio lo vuole! Allah lo vuole!»

Alla trista bigotta presidente Pivetti che spara cazzate sul «valore della sofferenza», da incentivare purché soltanto altrui: «In questo paese di merda, siamo i centosettesimi nella terapia del dolore!» (La 7, Tetris, 26-06-09).

 

PANZACCHI

Conduce Renan alle romane sette chiese di Santo Stefano e mostrandogli la colonna della cripta di una di esse con la tacca che segna la precisa statura di Gesù, ivi appoggiatosi: «Era più alto di voi». E in un panegirico su s. Omobono, protettore dei sarti: «Di tanti sarti, un Omobono solo».

 

PARINETTO

«Nell’Italia rinascimentale si sa assai bene che preti e frati, oltre ad esserne gli inventori, sono di gran lunga peggiori dei diavoli in carne ed ossa.»

 

PARETO Wilfredo

«Dove si muove guerra a Citera, crescono in potenza Sodoma, Lesbo, Onan

 

PARINI

«Sopportare il proprio fato con animo grande e forte.»

 

PARMENIDE

«L’essere è, il non essere non è. Pensare ed essere sono la stessa cosa.»

 

PARUTA (sec. XVI)

«Il pontefice con suprema e assolatissima autorità ordina e dispone tutte le cose, senza usar altrui consiglio, e se non quanto a lui medesimo piace; né riceve d’alcuna osservata costituzione alcun impedimento.»

«Tolta la libertà, ogni altro bene è per nulla, anzi la stessa virtù rimane oziosa e di poco pregio.»

 

PASCAL

«Finché esistono i dogmatici è molto meglio essere scettici.»

Le parole dei gesuiti? «Nere imposture.»

 

PASCARELLA

  «Ché méttetelo in testa, che er pretaccio

è stato sempre lui, sempre lo stesso.

Er prete? E’ stato sempre quell’omaccio

nimico de la patria e der progresso.

   E in quelli tempi lì, si un poveraccio

se fosse, Dio ne scampi, compromesso,

lo schiaffaveno sotto catenaccio,

e quer ch’era successo era successo.

   E si poi j’inventavi un’invenzione,

te daveno per forza la tortura

ner tribunale de l’Inquisizione.

   E ‘na vorta lì dentro, sarv’ognuno,

la potevi tené’ più che sicura

de fa la fine de Giordano Bruno.»

 

PASCOLI

«Essere massone [ossia anticlericale] significa far bene, fare meglio ogni giorno, ogni secolo.» Ma oggi i peninsulari massoni, ammanigliatisi ai preti, ogni giorno fanno peggio. Le Gran Logge franco-ingliesi non li riconoscono più. Ci mancano dei memorabili pascoliani detti sulla malvagità pretesca. Ma costante fu il suo impegno per un socialismo di adamantina laicità, mentre ora i rifondatori comunisti vanno umilmente ad implorare il Vaticano, sulle peste del loro capo rapito in estasi sotto la finestrona di Palla Bianca «che sta lassù, un grande papa!» (29 aprile 2004).

 

PAVESE

«Tutti preghiamo qualche dio, ma quel che accade non ha nome. Il ragazzo annegato un mattino d’estate, cosa sa degli dei? Che gli giova pregare? C’è un grosso serpe in ogni giorno della vita, e si appiatta e ci guarda.»

 

PEIRCE Charles S.

«Non possiamo mai sperare di raggiungere col ragionamento la certezza assoluta, l’esattezza assoluta, l’universalità assoluta. […] Il conservatorismo è totalmente fuori luogo nella scienza, che al contrario è sempre stata spinta in avanti dai radicali e dal radicalismo, come impazienza di portare le conseguenze all’estremo.»

 

PERTINI Sandro

«Da noi, nel partito, si diceva che se per un cattolico era un peccato mortale non recarsi alla messa, per un socialista lo era rubare o farsi corrompere.»

 

PETRARCA

«[La corte papale] …nido di tradimenti in cui si cova / quanto mal per il mondo oggi si spande, / di vin serva, di letti e di vivande / in cui lussuria fa l’ultima prova» (v. Papeide nn. 252, 253)

«L’avara Babilonia [la chiesa] ha colmo il sacco / d’ira di Dio e di vizî empî e rei / tanto che scoppia, ed ha fatto suoi Dei / non Giove e Palla, ma Venere e Bacco.»

«O fucina d’inganni, o prigion d’ira / ove il ben more e ‘l mal si nutre e cria; / di vivi inferno, un gran miracol fia / se Cristo teco alfine non s’adira.»

«Pessimo sempre […] mi parve quel luogo […] per l’accolta che vi si fece delle nequizie e delle lordure del mondo intero. Sebbene infatti, per non parlare del resto, mai non vi trovassero albergo la fede e la carità, […] nulla essere in esso di vero, nulla di sacro, non timore di Dio, non santità dei giuramenti,         non religione.»

                   

PETROLINI

«Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Sono poveri, ma sono in tanti.» Le pie sanguisughe s’attaccano come mignatte ai ricchi ma soprattutto ai poveri, che dicono, come lo spezzante Pio II (v. voce in ABC), soltanto marmaglia.

 

PETTINATO

«Prima di provarsi a ricostruire Roma il cristianesimo fece del suo meglio per abbatterla. …Il cristianesimo insegna al cittadino a vagheggiare la patria celeste: ma a forza di vagheggiare quest’ultima, potrebbe quell’altra non perdere ai suoi occhi ogni senso? …In quanto alla tanto decantata sensibilità romana di s. Ambrogio, essa non gli impedì di obbligare l’imperatore Graziano a bandire dalla Curia come un semplice idolo la statua della Vittoria collocatavi da Augusto, dalla quale i senatori, giustamente superstiziosi, non volevano separarsi: sfratto che poté apparire, e fu, presagio d’imminente rovina. Ancora qualche anno, e la crescente fortuna del nemico di Roma avrebbe spinto Salviano a paragonarlo, nel De gubernatione Dei, a Davide benedetto trionfante del Saulle maledetto da Dio.»

«Le invasioni barbariche sono state preparate da generazioni di apostoli e di fanatici dell’obiezione di coscienza.»

«Alla fine del III secolo, Commodiano, padre della poesia cristiana, supplicava già i Goti di abbattere Roma affinché colei che si vantava eterna potesse in eterno piangere.  Cent’anni dopo, all’annunzio che Alarico ha messo la capitale a sacco, il santo vescovo d’Ippona si stringeva sdegnoso nelle spalle, sentenziando che poco importa chi sia il padrone…»

«[Prima delle selvagge distruzioni papali i barbari, compreso Teodorico, avevano rispettato i monumenti di Roma.] Il Senato si riunisce ancora nella Curia: I colonnati dei Fori imperiali giganteggiano intatti, frullando d’ali bianche e azzurre come immensi colombai. Sul Foro romano i templi degli Dei morti smussano appena, contro il cielo caldo, i crinali dei loro tetti di bronzo dorato che tirano sempre al verde. Nessuna chiesa cristiana è ancora sorta nel sacro recinto, e qualche ultimo fedele viene ancora di soppiatto a infiorarvi, nei giorni anniversarî, un superstite simulacro pagano.»

«Ecco la grande scoperta politica del Laterano nel medio evo, la trovata indubbiamente geniale che assicurerà la fortuna mondiale della chiesa, facendo della penisola il tappeto rigato di sangue di clienti e debitori del papa che stanno di casa ovunque fuorché a Roma.»

 

PEZZANA Angelo

«L’Italia è un paese clericale con un governo appoggiato dalla destra e dalla sinistra.» (TV La 7, 15-12-94).

 

PICO della Mirandola

Ancora ragazzo, stupiva tutti per il suo sapere, ma un cardinale disse che i ragazzi-prodigio di solito diventano dei perfetti idioti. «Chissà com’era dotata, Vostra Eminenza, da bambino!», commentò Pico.

 

PIETRO IL GRANDE

 

Cacciando dalla Russia i gesuiti: «Sono troppo dogmatici, si servono delle loro scuole per le loro pratiche segrete in favore del papa, allo scopo d’impadronirsi di una certa autorità sui sovrani».

 

PILATI († 1802)

«Come discepoli de’ preti e frati, ogni giorno ci sentiamo rimbombare le orecchie de’ precetti della chiesa. Come discepoli di preti e frati, noi spendiamo tutto il nostro tempo ad udire e leggere le loro frascherie.»

«…due sorte di preti e di frati vi hanno, de’ quali li uni alla devozione si danno, e gli altri la vita molle e licenziosa eleggono, così i primo sono comunemente superstiziosi ed i secondi sono scellerati e scandalosi.»

«Io ho osservato in diversi miei viaggî che i sudditi degli ecclesiastici sono da per tutto i più poveri e i più tiranneggiati del mondo, e l’istessa osservazione fu fatta già prima dal celebre Burnet... Laonde non temo di essere incolpato di eresia veruna, se non da qualche ignorante chericuzzo, o da qualche stordito frate, il quale… si studierà di vituperarmi contro l’odio dello stupido ed insensato volgo.»

 

PIRON Alex

A Rosseau che in piena campagna s’inginocchia al suono dell’Angelus: «Signor  Rosseau, è inutile: qui c’è solo Dio che ci vede».

L’arcivescovo di Parigi: «Signor Piron, avete letto il mio ultimo decreto?». E Piron: «Io no, e voi, Eminenza?».

Sacrilegamente brillo un venerdì santo, così si scusa: «Il giorno in cui la divinità soccombe, l’umanità può ben barcollare»

L’abate Desfontaines, vestito magnificamente, guardando sprezzante il suo abito logoro: «Che abito, per un uomo come voi!». E Piron: «E voi dunque, che uomo, per un abito come quello che portate!».

A un cardinale malaticcio che gli chiedeva come mai stesse sempre tanto bene in salute: «Che volete, è che voi avete sempre il cappello in testa, mentre io ho la testa dentro il cappello».

 

PISACANE Carlo

«La miseria e l’ignoranza sono gli angeli tutelari della presente società, sono i sostegni sui quali il dispotismo s’incastella… Il delitto e la prostituzione sono le conseguenze inevitabili della moderna costituzione sociale.»

 

PITAGORA

«Finché l’uomo continuerà a distruggere tutte le forme di vita che giudica inferiori, non saprà mai cosa significa la salute e non troverà mai la vera pace.»

«Gli animali dividono con noi il privilegio di avere un’anima.»

 

PLÀTINA

«Paolo II è nemico dell'arte e della scienza: i dotti studi suscitano a tal punto il suo odio e ribrezzo da indicarne i sostenitori come eretici» (Papeide, n. 278).

 

PLATONE

 

«Senza la conoscenza del ridicolo è impossibile capire davvero la serietà.» «Scherzo e serietà sono fratelli.» (v. in ABC: Ilarità tabù)

«I peggiori e più insidiosi nemici sono ilari in volto e tristi in cuore.»  (Ritratto profetico dei preti nostrani.)

«Nessuno percepisca oltre quattro volte più di un altro.»

 

PLINIO

«Gli elefanti sono i più vicini all’intelligenza umana. Essi comprendono la lingua del paese dove abitano, ubbidiscono ai comandi e si ricordano ciò che si è loro insegnato; provano il piacere dell’amore e della gloria; addirittura (virtù rare anche nell’uomo) sono dotati di onestà, saggezza, giustizia…»

 

PLOTINO

«Non si creda che una verità particolare sia isolata da tutte le altre. Se lo fosse non avrebbe alcun carattere di scienza, si ridurrebbe ad un balbettamento infantile. grazie alla scienza, colui che sa scopre tutte le verità in una sola, sviluppandone tutte le conseguenze.»

 

PLUTARCO

«Anche il fisico Stratone dimostra in un suo discorso che senza l’intelligenza non si può sentire assolutamente nulla.»

 

POGGIO

«Raramente il governo di un papa tanto devastò le province della chiesa romana causandovi tanta miseria. [...] Più di cinquanta borgate demolite o messe a sacco [da Eugenio IV, 1431-47] hanno sofferto ogni violenza. Molti cittadini sono stati venduti schiavi, altri sono morti di fame in carcere.»

 «Mi rallegro che tu infine sia diventato cristiano, abbandonando quel culto di Gesù che accoglievi al principio della tua lettera. …ti sei staccato dall’impudenza di coloro che fedeli solo al nome di Gesù, ricercano gloria nell’amplificazione del suo nome presso il volgo e la rozza plebe, ai cui favori aspirano.» (Risposta al Barbaro)

«Potrai escludere dal numero degli ipocriti quel famoso Giovanni Dominaci dell’ordine dei predicatori? …Era aspro fustigatore dei vizî; limitò le sconvenienze del vestire femminile… Quando salì al pontificato Gregorio XIII si precipitò a Roma… si insinuò nell’animo del pontefice con diverse lusinghe. Cominciò a fare come gli altri ipocriti che in folla che in folla sterminata erano corsi a Roma a corrompere il papa, e cominciò a consigliargli cose che gli facevano piacere. Ottenuto così il favore pontificio, prima fu fatto vescovo, poi cardinale…» (v. Padre Dominici in ABC)

«Che mai di più grande ha visto il mondo della fatale caduta [in Roma per nefasta opera dei preti] di tanti edificî cittadini, di templi, di portici, di terme, di teatri, di acquedotti, di porti artificiali di tanta ricchezza di cose magnifiche di cui nulla o pochissimo sopravvive?»

«…alcune epigrafi, nascoste tra rami e pruni, ho sottratto alle tenebre per svelarle altrui: in modo che se, come tanto spesso avviene, i [preti] romani distruggeranno tutto ciò, almeno il ricordo delle iscrizioni duri.»

«Quel frate dell’Osservanza, che di recente predicava nudo ad Agnani perché le donnette, immagino,… non disdegnassero d’incontrarsi con lui.»

«E non parlare di certi ipocriti buffoni, rozzi, grossolani, che se ne vanno attorno procurandosi da vivere senza fatica e senza sudore, con la scusa della religione, predicando agli altri la povertà, mentre sono lauti i loro guadagni. Non è infatti con queste larve di uomini, i quali senza far nulla campano a nostre spese, che noi potremo fondare una città, ma con coloro che sono adatti alla conservazione del genere umano.»

 

POLIBIO

L’inferno, inutile ai savi, è indispensabile all’insensata plebe.»

 

POMPONAZZI

«Conviene che sia eretico in filosofia chi vuole conoscere la verità.»

«Philosophus ab omnibus irridetur, et tamquam stultus et sacrilegus habetur; ab inquisitoribus prosequitur, fit spectaculum vulgi : haec igitur sunt lucra philosophorum, haec est corum merces

 

PONTANO

«La mamma vuole che il babbo si confessi, e dica al prete i suoi peccati. Non vedo perché. Al prete, io lo so, la mamma i peccati suoi e del babbo ha già raccontati per filo e per segno l’altro giorno. Ero seduto sull’inginocchiatoio e ho ascoltato attentamente la confessione, cioè la lagna della mamma: “Buon padre, mio marito fa l’amore con le servette… È stata la mano di Dio il giorno che s’è rotta la gamba. Non potrà, a gamba zoppa, starsene fuori tutto il giorno, tutte le ore a caccia di donnacce… Se Dio è giusto, l’ho veduto da questo, che alla fine gli ha dato il suo castigo”.»

 

POPPER

«Dovremmo proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti, come il furto, il ratto, il ripristino del commercio degli schiavi.»

«Non credo all’opinione diffusa che, allo scopo di rendere feconda una discussione, coloro che vi partecipano debbano avere molto in comune. Al contrario, credo che più è diverso il loro retroterra, più feconda sarà la discussione.»

«Più si tenta di tornare all’epoca eroica della comunità tribale [v. il papa che disgrega l’unitaria Yugoslavia perché i suoi fetidi parroci la facciano da padroni nelle serbe-ortodosse Krajina e Slavonia, ndr], più si cade nell’Inquisizione, la polizia segreta e il gangsterismo con maschera romantica.»

 

POUND

«Il mio consiglio ai giovani: abbiate curiosità.»

«Nessuno è più criminale dell’arcivescovo di Canterbury, che tra i miserabili degli slum di Londra, [e di Woitjla tra gli ancor più miserabili terzomondisti,] predicano: Amatevi e moltiplicatevi.»

 

PRAGA Emilio

«…Con tai passi venia avanti / da raggiungere uno struzzo, / seminando un certo puzzo / di tabacco e unguenti santi /che pareva un letamaio; / e, battendo dentro il saio, / il suo corpo roso e cotto /dava il suon di un vaso rotto.» (Ritratto di frate)

 

PRÉVERT

«Padre nostro, che sei nei cieli, restaci!»

«Dio dopo aver scoperto Adamo ed Eva, disse loro: continuate pure, fate come se io non ci fossi»

 

PREZZOLINI

«L’italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno.»

«I fessi lavorano, pagano, crepano.Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono.» «Il fesso, in generale è incolto per stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i furbi.» Ovvio dunque l’odio mortale dei preti e consimili per la cultura.

«Il mondo non è né angelico né demoniaco: è umano!»

«Anche il mio bambino ho dovuto [per compiacere il suocero] battezzarlo, iniziarlo alla bugia, mentire.» (Diario, 4 apr. 1911)

 «Il problema della democrazia è spirituale, non materiale. Per sopravvivere dovrebbe diventare una religione, ossia un anticristianesimo, non soltanto anticlericalismo, ma qualche cosa che stia al posto dell’attuale religione. Ora gran parte delle forze democratiche non soltanto son religiose ma persino superstiziose.» (Diario, 1912)

«Venuto a trovarci il prete del reggimento. M’è venuto da ridere a pensar che in caso di morte quel mediocre sul cui volto è dipinto uno stato di ripugnante inerzia mentale, dovrebbe offrirmi dei soccorsi spirituali. I miei più deboli dubbî sono più forti della sua fede più salda, e le banalità che mi direbbe non potrebbero che darmi un maggiore sconforto, facendomi sentir più profondamente quanto son lontano dal cerchioni di luminosa intelligenza in cui vivevo a Firenze.» (Diario, 10 sett. 1915)

 

PROCLO

L’ultimo geniale direttore dell’Accademia di Platone con diciotto acute argomentazioni dimostra «infondata la versione cristiana della creazione del mondo». Il che induce il bigotto imperatore Giustiniano, bestialmente pressato dai preti, a far chiudere per sempre tutte le scuole ateniesi per far cessare «le ricerche filosofiche, così poco adatte alla dottrina o almeno al carattere di un umile credente». Morte (allora come adesso) alla scienza e alla libertà di pensiero!

 

PROUDHON

«La Rivoluzione succede alla Rivelazione.»

«­La dottrina del progresso si riassume così in due proposizioni delle quali è facile constatare la verità: tutte le società fanno progressi col lavoro, la scienza e il diritto, tutte le società fanno passi indietro con l’ideale.»

«L’umanità che lavora è la sola capace di farla finita con la guerra, creando l’equilibrio economico, che presuppone una rivoluzione radicale nelle idee e nei costumi.»

 «La proprietà è un furto.»

«Agire è combattere.»

             

PROUST

«Credere nella medicina è una follia, non credervi è una follia peggiore.»

 

PROVERBIO YDDISH

«Se Dio vivesse sulla terra, la gente gli spaccherebbe le finestre.»

 

 

PULCI Luigi

«E fatture e aruspici e sortilegî / non posson far ciò che non può Natura.»

«…ed aresti giurato / che fusse un santo e devoto eremito, / con un bastone, con un viso intagliato, / la barba, i paternostri, col mantello / di frate Lupo, ma parea d’agnello; / e stava allato alla fonte a sedere / e facea bao bao e pissi pissi, / che par che venga da un miserere, / o che dal vespro di poco partissi; / e poi dicea: “Ben vegnate, messere…»