TALLEYRAND ex vescovo di Autun

«Le buffonate apostoliche [avranno sempre successo finché] abbiamo della brava gente, di certo cristiani, sufficientemente ignoranti da mantenere la fede dei loro avi.» (Lettera alla sua amante, madame de Flahaut)

«Niente eguaglia l’energia, la fantasia, l’intelligenza di Napoleone. La sua è la carriera più sorprendente che si sia vista da un millennio a questa parte. Ha commesso tre errori fatali, che lo fecero crollare: la Spagna, la Russia e il papa.»

Assemblea dei notabili, 1787. Al conte d’Artois: «Bisogna far saltar solo due teste, non una di più. Più tardi ce ne vorranno ben altre». «Quali?» «Quelle del duca d’Orleans e di Mirabeau.» «Penso come voi, tuttavia mio fratello non acconsentirà.» «In questo caso passerò dall’altra parte».

«La Rivoluzione, proclamò la libertà dei culti, l’eguaglianza della legge, la libertà individuale, il diritto giurisdizionale, la libertà di stampa, …che rafforza le legittime libertà, [e se anche dovesse rovinare] le reputazioni usurpate, che cosa ci sarebbe di male?» «Senza la libertà di stampa non può esserci un governo rappresentativo.» «Essa è una necessità.»

«Metternich mente sempre, ma non inganna mai nessuno. Il card. Mazarino ingannava sempre, ma non mentiva mai.­»

A chi lo proponeva arcivescovo di Parigi: «Vorrei un arcivescovo che almeno credesse in Dio.»

«Presta giuramento alla Rivoluzione ed è scomunicato. Invita Lauzun: “Caro conte, d’ora innanzi nessuno mi darà più un pezzo di pane né un bicchiere d’acqua. A pranzo contentatevi di solo vino e pietanze senza pane”.» E a un altro: «Conoscete la notizia della mia scomunica. Venite a consolarmi e cenare con me. Dovunque mi saranno rifiutati acqua e fuoco, sicché stasera non avremo che carni fredde e berremo soltanto vini gelati.» Era primavera.

«Il pudore è fatto solo per il popolo. Nelle grandi dame la riputazione rinasce come i capelli.»

Napoleone a T., appoggiato al caminetto: «Tutta la vostra vita è una vergogna. Ladro, vile, traditore, vendereste vostro padre! » T. resta impassibile e racconta la scena come se parlasse di un altro. «Ma come? Non gli avete gettato contro una sedia, un tizzone, una cosa qualsiasi?» «Ci ho pensato, ma sono così pigro!»

A un prelato che gli chiede come potrebbe il papa eleggere il miglior segretario di stato: «Scegliere il peggior cardinale».

Difendendo la depravazione delle belle peccatrici: «Il pudore è fatto solo per il popolo. Nelle grandi dame la riputazione rinasce come i capelli».

Morendo: «Ho tradito tutti i partiti per salvare la Francia».

 

TALMUD

«Vale di più un’ora di buone azioni su questa terra che una vita intera nel paese del futuro.»

 

TARI Antonio

Morendo, l’ateo filosofo ad un prete che gli sussurra: «Professore, ho sognato la Madonna, mi diceva che se riuscivo a confessarvi mi darebbe il Paradiso»: «Non sia mai che per colpa mia entri in Paradiso un imbecille di più».

 

TASSONI

Dopo aver a lungo servito cardinali e principi il poeta, fattosi ritrarre con in mano un fico: «Questo mi è rimasto di tanto mio servire».

 

TEDESCHI

«Accettando l’infame convivenza, rinunciando a portare alle sue logiche ed estreme conseguenze, cioè all’estromissione del papato, l’attacco sferrato alla breccia di porta Pia, l’Italia condannava se stessa a un ruolo secondario, accettava di farsi strumento laico di un sovrano spirituale e supernazionale, cioè antinazionale.» (Papeide, n. 392)

 

TEMPIO Domenico

Da L’assalto degli affamati al convento dei benedettini: «Sti figgi di lu Rabbiu, / sti porci, sti mandruni / nnannu comu li bestii / chiantati a lu lannuni. / Iddi a lu riffittoriu /s’inchinu li vintrazzi / pri nui (e lu brazzu inalbera) / pri nui cc’e caracazzi.» (Questi figli del Maligno, questi porci ci hanno legati al bastone come bestie. Loro si riempiono il pancione al refettorio e per noi - e s’inalbera il braccio – per noi, caracazzi.) (Il Tempio, eccellente poeta siciliano del Settecento, è proibitissimo nella nostra laica, democratica, papistica Repubblica)

 

TENCA

«Cultura e letteratura devono saturarsi di materia storica, dare avviamento e moto più largo a filosofia e scienza.»

 

TEODORICO

«Religionem imperare non possumus, quia nemo cogi potest ut credat invitus

 

THIERS

«Il principe di Tayllerand ha guastato tutta la sua vita con questa cappuccinata». Giudizio iniquo sul gran diplomatico convertitosi in stato agonico. Ottantaquattro anni, stremato e in preda ai dolori lancinanti che il clero impedisce, come salutare anticipo delle sofferenze del purgatorio, di lenire. Le scartoffie infarcite di tante piaggerie come il «di Vostra Santità [Gregorio XVI] umilissimo e obbedientissimo figlio e servitore», gli furono fatte firmare tutte stese di pugno dall’abate Dupanloup, che coadiuvato da un altro prete e da una nipote da tempo lo assediavano. Ottenuta l’agognata  ritrattazione,   gli ipocriti che tanto onorano i corpi dei futuri risorti se ne fregarono di lui. Dopo l’autopsia il suo cervello, raccolto in uno straccio da un servo,    fu portato in strada da un servo e gettato in un tombino. Anche Heine bolla le turpi manovre pretesche contro i moribondi. (v. in Hanno detto)

TIBERIO Claudio

Nerone

«Al buon pastore spetta tosare le pecore, non scorticarle.»

 

TOCQUEVILLE

«Gli uni professano i dogmi cristiani perché ci credono, gli altri perché temono di aver l’aria di non crederci. »

«La sua [del cattolico] coscienza dipende solo dal papa… La sua sola patria è la chiesa.; in ogni avvenimento politico egli non scorge se non quanto può giovare o nuocere ad essa. Purché essa sia libera e prospera, che gli importa il resto? La sua condizione più naturale in politica è l’indifferenza. Ottimo membro della città cristiana, sarà mediocre cittadino in qualsiasi altro luogo. Sentimenti simili e simili idee in coloro che dirigono l’infanzia e sono la guida dei costumi, snerveranno naturalmente l’anima della nazione per tutto quanto riguarda a vita pubblica.»

 

TOLSTOI

«…si vedeva in un angolo un’asta nera per misurare la statura dei detenuti e in un altro - attributo indispensabile di tutti i luoghi di tortura - una grande immagine di Cristo.» (Resurrezione, xxxiii)

«La schiavitù non è altro che l’utilizzo da parte di alcuni del lavoro obbligato di molti altri. E per far sì che non esista la schiavitù, bisogna far sì che la gente non abbia voglia di sfruttare il lavoro forzato di altri e che lo consideri un peccato o una vergogna. Nel frattempo cambiamo la forma esteriore della schiavitù, stabiliamo che non si può più effettuare la compravendita degli schiavi, ci immaginiamo e sosteniamo che la schiavitù non esiste più, e non vediamo né vogliamo vedere che continua ad esistere perché gli uomini continuano ad amare e ritenere giusto ed onesto lo sfruttamento delle forze altrui.  Quanto più questo è ritenuto giusto tanto più si trovano uomini che lo fanno più energicamente e nel modo più furbo.» (v. Schiavitù in ABC)

 

TOMBARI Fabio

Ad uno che lo accusava di assoluta mancanza nei suoi scritti di problemi spirituali: «Quelli li lascio ai non artisti. Per me l’artista ha un solo problema, quello di nascere».

 

TOMMASEO

«Un libro in cui si combatte la religione cristiana, non ispetta al principe proibirlo, perch’egli non è di tali cose giudice competente, e perché un empio libro non obbliga i credenti a leggerlo, e non è atto di natural violenza e di seduzione inevitabile.»

«Pur la promessa di proteggere l’opera di Dio è bestemmia.»

 

TRILUSSA

«Era d’agosto e un povero uccelletto

ferito dalla fionda di un maschietto

andò per riposare l’ala offesa,

sulla finestra aperta di una chiesa.

Dalle tendine del confessionale

il parroco intravide l’animale

ma, dal minister suo pressato urgente,

rimase intento a confessar la gente.

Mentre in ginocchio alcuni altri a sedere

dicevano i fedeli le preghiere,

una donna, notato l’uccelletto,

lo prese al caldo e se lo mise al petto.

D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio

e il prete immantinente a quel rumore

il ruolo abbandonò di confessore.

E scuro in viso peggio della pece,

s’arrampicò sul pulpito e poi fece:

“Fratelli! Chi ha l’uccello per favore

esca fuori dal tempio del Signore!”

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

lenti s’accinsero ad alzar le suole,

ma il prete a quell’errore madornale

“Fermi” gridò “mi sono espresso male!

Rientrate tutti e statemi a sentire,

sol chi ha preso l’uccello deve uscire!”

A testa bassa, la corona in mano,

cento donne s’alzarono pian piano.

Ma mentre se ne andavan ecco allora

il parroco strillar: “Sbagliate ancora,

rientrate tutte quante figlie amate

ché non volevo dir quel che pensate!

Ecco, quello che ho detto torno a dire,

sol chi ha preso l’uccello deve uscire,

ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

soltanto a chi l’uccel l’ha preso in chiesa!”

Finì la frase e nello stesso istante

le monache s’alzaron tutte quante

e con il volto pieno di rossore

lasciavano la casa del Signore.

“O Santa Vergine!” esclamò il buon prete

“Fatemi voi la grazia se potete.

Poi senza far rumor, dico pian piano,

s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano!”

Una ragazza che col fidanzato

s’era messa in un angolo appartato,

sommessa mormorò con viso smorto

“Che ti dicevo, hai visto? Se n’è accorto!”»

 

TROYA

«Voi non dovete credere che una [cattolicissima] prigione napoletana rassomigli a una prigione di qualsiasi altra parte del mondo civile, all’infuori forse di Roma [papale]. Anche prima del processo i prigionieri vengono incatenati a due a due, in ferri, mai tolti per nessuna ragione, che pesano tra le 30 3 40 libre. Le celle di Vicaria, che contengono tre persone, hanno un’ampiezza di circa otto piedi, ricevono luce ed aria solo da un buco nel soffitto, stanno molto al di sotto del livello del suolo, esalano umidità e sono piene di vermi e rettili ripugnanti… [I detenuti sono] nutriti  col peggiore pane nero e una minestra di cui non si può sopportare l’odore. E queste sono persone non processate, che le leggi di ogni altro paese considererebbero innocenti, trattenuti soltanto per essere sicuri delle loro persone. … [Ferdinando II] non fa versar sangue, e perciò si crede il più misericordioso sovrano d’Europa, mentre migliaia di uomini sono morti e migliaia stanno lentamente morendo nelle sue prigioni. Nessuna passione porta alla crudeltà quanto la paura.»

 

TSÊNG TZU

Seicento anni prima di Cristo: «Un uomo colto non può non essere magnanimo e perseverante, perché il suo fardello è pesante e lungo è il cammino. La carità è il suo fardello: non è pesante? Il cammino finisce con la morte: non è lungo?»

 

TURENNE

A un frate che gli chiedeva delle monetone d’oro in cambio di preghiere per invocare la sua vittoria: «Che servono? Dio sta sempre dalla parte dei battaglioni più forti e numerosi».

 

TURGOT

«La parrocchia è un raggruppamento di capanne e di abitanti non meno passivi di esse.»

 

TWAIN Mark

A chi gli chiedeva cosa pensasse dell’inferno e del paradiso: «Non posso dirvelo. Io ho amici in tutti due i luoghi, non vorrei offendere qualcuno».

«Nella Bibbia c’è della nobile poesia, delle ingegnose favole, storie sanguinolente, e più di un migliaio di bugie.»

«Ovunque entravamo, [in Italia] saltavano fuori frammenti della vera croce di Cristo e chiodi che la tenevano insieme. Anche a volerci credere, di questi chiodi della croce ne ho visti tanti da riempirne un barilotto.» (Gli innocenti all’estero)

«Fra tutti gli animali l’uomo è il più crudele: è l’unico ad infliggere dolore per il solo piacere farlo.»

 

TYRREL

«Il movimento modernista aveva cambiato mille sogni vaghi e incerti in speranze entusiastiche, quand’ecco!, viene avanti Pio X con una pietra in una mano e uno scorpione nell’altra.»

 

UNAMUNO

Uscendo dal trionfante catto Movimiento spagnolo a cui aveva aderito: «Non basta vincere, bisogna convincere». «A volte tacere è mentire, perché il silenzio può essere interpretato consenso.»

 

USTINOV Peter

«Il credo divide i popoli, ciò che li unisce sono i dubbî.»

 

VACCA Roberto

«I nomi non sono conseguenze delle cose, ma talora offuscano la comprensione di cose, situazioni, processi a cui si applicano. Accade con l’appellativo di laico. Derivò nel Medioevo dal greco  laikòs - del popolo (laòs) contrapposto ai chierici che hanno da dio eredità (greco kleròs = sorte), quindi privilegi ed autorità, e sfoggiano con la tonsura il loro stato. Io non voglio essere chiamato laico nel senso di non chierico. Non riconosco privilegî, né superiorità ai chierici. Le loro classificazioni non mi riguardano: la religione è cosa loro, e la considero come Russell “falsa e dannosa”, dunque incompatibile con la ragione e con il pensiero di chi vuol capire la realtà. Chiamiamoci dunque “normali”. Io non mi chiamo ateo: l’alfa privativo indicherebbe che mi manca qualcosa, mentre chi crede in un dio creatore si carica di una sovrastruttura inutile. Non mi chiamo agnostico (uno che non sa). So parecchie cose e continuo ad impararne, ma non pretendo di conoscere oggetti inesistenti. Posso chiamarmi gentile: appartengo a un altra gens, a un’altra tribù, non a quelle dei monoteisti.» (Convegno in Campidoglio su: L’autonomia dello stato laico)

 

VALERA Paolo

«La storia è storia e nessuno ha diritto di negarla.»

 

VALERI Nino

«In quell’anno 1920 [Mussolini dichiarava]: A noi che siamo i morituri dell’individualismo non resta, per il buio presente e per il tenebroso domani, per la religione assurda ormai, ma sempre consolatrice, dell’anarchia. Non era che una delle tante piroette per annebbiare le sue mosse… sconcertò i fautori del marinettiano svaticanamento dell’Italia asserendo, con una improvvisa mossa, che il Vaticano rappresentava 400 milioni di uomini sparsi in tutto il mondo e che una politica intelligente avrebbe dovuto usare ai fini dell’espansionismo proprio questa forza colossale. Tale capovolgimento dalla iniziale politica fascista rappresentò il principio di una impetuosa ripresa di essa ed insieme dell’ascesa dell’astro di Mussolini. Solo un anno prima, nelle elezioni politiche del 16 nov. 1919 (quando era ancora nel proletario) era stato clamorosamente sconfitto. Ora, a partire dall’estate autunno 1920, egli diventa sempre più visibilmente l’uomo degli agrarî, degli industriali, dei bottegai, dei banchieri, cioè delle grandi forze economiche del paese e insieme di quelle tradizionali dell’ordine: cioè della chiesa, dell’esercito e (se pure in forma ricattatoria) della monarchia.» Trasformazione da anticlericale in capo dei pii voltagabbana non ben avvertita dalle camicie nere, che nel ‘22 ancora marceranno ingenuamente cantando: «Ei ci addita in fondo al piano / dai suoi colli Roma eterna. / Campidoglio e Vaticano son giganti di splendor. / Ma da quando la canaglia / s’insediò su gli alti scanni / ebbe onore la ciurmaglia, / privilegi la viltà».

 

VALÉRY

«Molti deicoli si limitano a credere di credere.»

«Un grande uomo è colui, dopo di sé, lascia gli altri nell’imbarazzo.»

«È difficilissimo sedurre un imbecille, - disse il diavolo - non capisce le mie tentazioni.»

«La politica è l’arte d’impedire alla gente d’impicciarsi di ciò che la riguarda.»

«Quando non si può attaccare un ragionamento si attacca il ragionatore.» Tradizionale metodo pretesco. Non potendo scalfire la superiorità dell’antico mondo civile sulla barbarie cristista, gli orgiastici preti frignano e additano l’immoralità delle corti imperiali. Abbandonati da Lutero, si strappano le vesti per la sua uscita dalla congrega culatonica

«peccaminosamente unendosi a una donna, una creatura del demonio». Smentiti da Galileo, ne giustificano le torture e l’accecamento con la «sua arroganza». Bastonati da Voltaire, mormorano sulla «sua vita libertina». Smerdati da Leopardi, additano ferocemente la «sua gobba».

 

VALLA Lorenzo

«[Ammessa e non concessa] la donazione [di Costantino] autentica, sono sufficienti a invalidarla tutti i delitti compiuti dal papato, la cui avidità trascinò l’Italia in guerre che non hanno fine.»

«Agisce onestamente chi antepone il maggiore al minor utile, il minor danno al maggiore… mente e agisce male chi fa il contrario. Io dico solo questo: ci sono stati uomini più grandi fuori degli ordini religiosi che non dentro.»

«Nemmeno al sommo pontefice è permesso scioglier e legare chicchessia contro il diritto e il lecito. Via subito, dunque, la trepidazione, si allontanino le paure e cadano i timori. La causa della verità, causa della giustizia, causa di Dio, va difesa con forte animo, grande fiducia, buona speranza.»

«Non hai tu dissanguato la nostra repubblica? L’hai fatto. Non hai spogliato i templi [di Roma antica]? Li hai spogliati. Contaminate le vergini e la madri di famiglia? L’hai fatto. Hai bagnato la città di sangue cittadino? L’hai bagnata. Noi dobbiamo tollerare queste cose? O piuttosto, poiché tu hai dimenticato di esserci padre, non dimenticheremo anche noi di essere tuoi figli? Questo popolo ti ha chiamato, o sommo pontefice, come padre, o se ti piace di più, come signore, non come nemico e carnefice.»

«…mi accusano di sacrilega temerità, poiché nei moltissimi libri da me pubblicati, quasi in ogni campo del sapere, io dissento da non pochi grandi autori già da molto tempo apprezzati.. Cosa dobbiamo pensare farà adesso certa gente, quando si sfogherà contro di me, e con quanta impaziente avidità mi trascinerebbe, se lo potesse, al supplizio, ora che scrivo anche contro magistrati? e quali magistrati! Il sommo pontefice stesso, che non è solo armato, come i re e i principi, della spada temporale, ma pure di quella ecclesiastica, sì che non puoi difenderti da esso nemmeno riparando sotto lo scudo medesimo di un principe, onde non essere colpito dalla scomunica, dall’anatema, dalla maledizione.»

«Non potendo confutarmi disputando e non osando scrivere in polemica con i miei libri, prendendo appiglio da ciò che sembrava riferirsi alla religione, condannarono anche le cose che con la religione non avevano proprio nulla a che fare.»

«Poiché gli autori pagani, greci e latini, sono venuti prima dei cristiani, non c’è da stupirci se la loro autorità è molto più grande: sono gli autori della posterità tutta, dei fedeli come degl’infedeli, e si parla bene quando non ci si scosta dalla loro lezione.»

 

VALLAURI Carlo

«Affluiscono borbonici a Sapri... I trecento affrontano il nemico nei pressi di Padula: l’arrivo delle truppe regolari provoca la dispersione dei ribelli. Ridotti a un centinaio si dirigono verso Valle di Diano, e giungono faticosamente a Sanza, dove il parroco ha chiamato la popolazione a raccolta, perché si difenda dai briganti. Contadini e boscaioli si armano, e, emulando le gesta del ’99, accorrono a difendere i loro beni e il loro re. Pisacane, sopraffatto dalle roncole e dalle falci, finisce miseramente.»

 

VALLEJO César

«Yo nacé un dìa / que Dios estuvo enfermo… (Io nacqui un giorno / che Dio cadde malato…)

 

VAN GOGH

«Io provo solo compassione per quelle donne [le meretrici] tanto disprezzate dai preti nelle loro prediche.»

 

VAUVERNARGUES

«Fontanelle fu eccellente nel dipinger la debolezza e la vanità dello spirito umano… e nelle vedute che ha avuto sulla storia antica e sulla superstizione.»

 

VENTURA Guglielmo

«Spesso vidi uomini e donne [venuti a Roma l’anno 1300 per il primo Anno Santo] schiacciati sotto i piedi degli altri, e io stesso corsi più volte lo stesso pericolo. Il papa ricevette dai pellegrini un’innumerevole quantità di denaro, e di giorno e di notte due chierici stavano all’altare di san Paolo tenendo in mano rastrelli con cui rastrellavano pecunia infinita.»

 

VERGA Giovanni

«A chi vuole bene Dio manda pene.»

VERRI

«Fra i molti uomini d’ingegno e di cuore, i quali hanno scritto contro la pratica criminale della tortura e contro l’insidioso raggito de’ processi che secretamente si fanno nel carcere, non ve n’è alcuno il quale abbia fatto colpo sull’animo dei giudici, e quindi oserei dire che poco o nessuno effetto abbiano essi prodotto. …Coloro che difendono la pratica criminale lo fanno credendola necessaria alla sicurezza pubblica e persuasi che, qualora si abolisse la severità della tortura, sarebbero impuniti i delitti e tolta la strada al giudice di rintracciarli. … Anche i giudici che condannavano ai roghi le streghe e i maghi nel secolo passato credevano di purgare la terra da più fieri nemici, eppure immolavano delle vittime al fanatismo e alla pazzia.»

«Chiunque osa scrivere dovrebbe mostrarsi uomo d’un ingegno e d’una cultura al di sopra del livello comune degli uomini; il mestiere di un autore è d’illuminare la moltitudine, di comunicarle co’ suoi scritti le utili verità, di rendere gli uomini più saggî, più felici e più virtuosi, tre cose, le quali realmente sono una cosa sola.»

 

VIDAL Gore

«Il male grande e innominabile è il monoteismo. Da un barbarico testo dell’età del bronzo, conosciuto come Vecchio Testamento, si evolvono tre religioni antiumane, l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam.»

 

VINET Alexander

«Il cristianesimo, fattosi potenza della Terra, aveva rilevato in sé l’elemento corruttore e portato in sé la propria sentenza. Doveva essere mandato al diavolo. Tutta l’opera di Voltaire à stata una necessità e una preparazione.»

«Condizione essenziale della libertà è un regime di netta separazione tra lo Stato e la chiesa.»

 

VILLAGGIO Paolo

«Sì, però quando è stato male non è andato a Lourdes, ha voluto parlare col primario» il Woitjla malato, il santo subito! (v. in ABC: Amore)

 

VITTORIO EMANUELE II

«… fatti straordinarî succedettero dal ’48 in qua di cui non avvi esempio nella storia dei popoli… Indegni principi furono scacciati, e purtroppo la Chiesa porta la pena e il castigo di aver dimenticato il suo divino mandato di carità, posposto questo ai detestabili vizî, alle ambizioni terrestri, alle più infami turpitudini.» (Lettera alla figlia principessa Clotilde, 1866)

 

VOLPE Gioacchino

«Chi attribuiva [dopo il regicidio di Umberto I] i mali politici del paese, la cronica debolezza dei Gabinetti parlamentari al troppo intervento della Monarchia; e chi viceversa ad un suo quasi fatalismo, che la rendeva personaggio passivo o poco attivo del dramma, ad un suo quasi servile culto della costituzionalità, per cui aveva spogliato lo Stato di ogni presidio, avvilito le forze armate, disorganizzato le classi superiori, reso ancora più avverso il Vaticano che volentieri tratta coi forti ma poco si cura dei deboli.».

 

VOLTAIRE

«Meno superstizioni, meno fanatismo; meno fanatismo, meno sventure.»

«Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.»

«Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno.»

«La [cattolica] religione romana è perduta, se gli uomini si mettono a pensare.»

«Nell’ordine naturale, dobbiamo pensare che, nascendo gli uomini tutti in stato di eguaglianza, la violenza e l’astuzia abbiano creato i primi padroni.»

«Se Dio ci ha fatti a sua immagine e somiglianza, l’abbiamo ripagato bene.»

«Il pregiudizio è un’opinione senza giudizio.»

«Non l’amore bisogna dipingere cieco, ma l’amor proprio.»

«Non cercare d’insegnar niente a qualcuno perché se ne avrà a male.»

«Quando le sciocchezze si sono fatte si sostengono con la calunnia» (Lettera al vescovo Pompignan)

«I nostri preti non sono ciò che uno sciocco popolo pensa: nella nostra credulità consiste tutta la loro scienza.»

«Meno dogmi e meno disgrazie. I dogmi sono semplicemente serviti per eseguire condanne a morte. Il dubbio è scomodo. Ma solo i cretini sono sicuri di sé.»

«Preferisco essere infelice che vivere da imbecille.»

«Che nessuna legge ecclesiastica abbia mai vigore se non con l’esplicita sanzione del governo. Appunto per questo mezzo Atene e Sparta non ebbero mai lotte religiose. Discordie che sono proprie delle nazioni barbare, o imbarbarite.»

«Écraser l’infâmeSchiacciare l’infame [congrega papista].